venerdì 16 dicembre 2011

Zippelle

Peccato non possa, come nei cartoni animati, sfilare la pelle di dosso, semplicemente agendo su una pratica cerniera lampo, detta anche zip.

...ZZZzzzzzippppp...

Tolta la cotica, gli darei una centrifugata in lavatrice, due mollettine a stendere, per l’asciugatura, una stiratina e poi, imbustata e francobollata, la invierei ai “conciatori”, i “tecnici” che ora hanno trovato geniale e nuova soluzione ai mali del paese: la tosata del pecorame.

Sarò felice un domani rivedere il mio rivestimento riciclato, come per quella raccolta differenziata, dove dall’impasto delle bottiglie di plastica si ricava uno sgabello e dalla confezione del latte chissà, magari la carta per le riscossioni di Equitalia.

Dalla mia cotenna, vedi mai che ne esca una sportina per la spesa, un rotolone Regina di carta igienica, un pannolone per incontinenti o, secondo vecchia ma efficace tecnologia tedesca, la tesa di un paralume o sugo per sapone.
Alla “Merkesserling” andrebbe male: non ho denti d’oro e sono pelato come un pomodoro;
niente “oro alla patria” e peli per confezionare stoffe pregiate e richiestissime, magari per rivestire l’area più estesa della “Culona” teutonica, ancora attaccata - come la bava della lumaca - al supremo diritto della razza eletta a guidare il mondo, riportando in vita il vecchio “Deutschland über alles”.
Meglio, finito i soldi e reso pelle, raspare il fondo, quando all’italiano si andrà a filtrare a setaccio, scarpe e valigie - togliendo etichetta con i cognomi e gli indirizzi - bacinelle, protesi, occhiali, spazzole; e infine, nudi alla meta, quando Merkesserling e il fido Kapò-treno Nicolhimmler, ci porteranno finalmente in un’Europa unita, o meglio, “concentrata”, come la materia in un Buco Nero.
Ferrovia gratis, come le docce e lavoro garantito, grazie ad uffici di “collocamento” perché, si sa: "Arbeit macht frei", Il lavoro rende liberi.
La disoccupazione debellata, che un buco lo si trova a tutti.
Finito il ciclo poi, riposo assicurato: eterno.
Nessun aggravio sulla comunità: sulla pensione, ci metteranno...una pietra sopra.
Merkesserling e Nicolhimmler potranno essere fieri di tanto, e continuare a guardarsi nelle palle degli occhi, sorridere e sorridersi ebeti.

Alla stazione Centrale a Milano, Binario 21, i “Tecnici” hanno ripristinato la vecchia rotaia;
Non sarà l’alta velocità, ma “Chi va piano va sano”...oddio, sano forse no, ma “lontano” sicuro.

...TUuuuuù...TUUuuuù...Ciufff...ciuff...

Signori...Ravenbruck, Dachau,Mauthausen, Buchenwald, Natzweiler-Struthof, Flossemburg, Bergen-belsen, Gardelegen... Auschwitz, si cambia!

C’hanno venduto un tanto il chilo, al mercato delle vacche.

Nudi, senza più dignità e pudore, ci hanno dato in mano ad un nano sadico e guerrafondaio e alla sua muscolosa “Dominatrice”, con tanto latex, i tacchi a stiletto e collezione di frustini.
«Picchiami!», implora Nicolhimmler;
«No!», risponde Merkesserling.
Entrambi godono, nel nirvana, nel paradiso sado-maso.

E l’orgasmico gioco ora si arricchisce, perché la camera delle torture continua a riempirsi: irlandesi, greci, italiani...ZZZzzzzzippppp...

A casa nostra, i Napoleon, i maialotti rivoluzionari e divenuti capi del vapore, de “La Fattoria degli animali”, di George Orwell, si sono sputtanati.
Ora, sono a cedere la manovella del tramvai ai “Consigliori”, le “Eminenze Grigie”, a cui chiedevano consulenze;
«Prendete voi il comando: assicurateci solo trogolo pieno, granaglie e ingrasso. Per il vostro appetito, vi lasciamo tutti i capponi del pollaio!»
Il dramma è che gli stessi che hanno “consulenziato”, prendendo già allora palate di palanche, sono ora in prima linea, a governare quanto hanno contribuito alla rovina con il loro canto di cicala in opificio di formiche operaie.
Nelle stanze del potere, masse di buoi ammantati di pannicelli cicciosi, sono ora a lasciare alle volpi la direzione del pollaio.
Basta che gli lascino ossa da spolpare per poi gettarne resti ai cani.

«S'ils n'ont plus de pain, qu'ils mangent de la os!»

Se non hanno pane, che mangino le ossa...maledetti!

Ci tatueranno il numero di conto corrente sul braccio sinistro e, poco sopra, una fascia con il simbolo dell’Euro, marchio di proprietà dei banchieri, signoria che hanno ormai sulla nostra pelle.

...ZZZzzzzzippppp...

Ora è chiaro il disegno di chi ha voluto l’unità europea: è come la raccolta che fanno le leonesse con le gazzelle dove, una volta messe a mucchio, si fa prima e facilmente a sgozzarle.
I banchieri ci hanno spogliato, facendo mettere all’ammasso i nostri beni, prima di mandarci e mandarli in fumo...nel collaudato fornetto Krupp.

Quelli ancora in grado saranno spremuti ancora di più, fino a consumazione;
gli altri, abbandonati, stritolati dalla macina di un sistema che li trasformerà in polveri da concimaia.

Ecco, la mia pelle...ZZZzzzzzippppp.

Io, secondo me...12.12.2011

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