giovedì 26 febbraio 2009

Schiumarola

Prendo la paletta bucherellata, schiumo, prelevo, sgocciolo ed assaggio la notizia;
perfetto: cotta al punto giusto, pronta da mettere nel piatto ed essere consumata bella calda.
Una volta si usava, prima di dar di forchetta, recitare la preghierina, a ringraziare il buon Dio di avere, anche per il nuovo giorno, di avere un qualcosa da mettere sotto i denti.
Oggi questo rito preparatorio non si usa più, che si rischia d'essere accusati d'essere asserviti alla Chiesa ed etichettati come "Baciapile".
Beh, per salvare baracca e burattini, vedrò di arrivare ad un compromesso: canterò l'inno nazionale, quello di Mameli.

"Fratelli d'Italia, l'Italia s'è desta [...] Noi fummo da secoli calpesti, derisi [...] Dov'è la Vittoria ? Le porga la chioma, che...SCHIAVA DI ROMENI Iddio la creò".

Beh, sta Vittoria io non la conosco, ma dei romeni c'abbiamo le saccocce piene;
come di bulgari, tunisini, bingo-bongo stile Binladen, Rom e simile bestiario.
E non mi si risponda con la scoperta dell'acqua calda: «Non tutti sono criminali e quel che fanno questi lo combinano pure i nostri».
Vero, e l'un per l'altro pari sono, che sto parlando di delinquenti, e paese che vai tanti ne trovi;
sono a cercare riparo da costoro, che quelli onesti e laboriosi - e sono i più, ne convengo - surclassano per numero, opere e missioni, la feccia.
Non solo per noi, ma anche verso questi ultimi sono a reclamare pugno di ferro: verso i loro connazionali, disonesti, ladri ed assassini che li svergognano e pure sui nostri indigeni, "Made in Italy" e pari gaglioffi e criminali.
Le ribalderie di un ribaldo casalingo mi danno fastidio perché sputtana il paese, ma ancora di più gli altri, che fanno lo stesso, ma da ospiti, a cui si è teso la mano e ancora meno aspetti o accetti la pugnalata alla schiena.
MI scoccia assai essere ritenuto, con i miei conterranei, al pari dello scemo del villaggio:
- «Andiamo, tutti in Italia, che ci puoi fare di tutto e di più e, differentemente da casa nostra, trovi sempre il modo di fare i cazzi tuoi: il massimo risultato con il minimo sforzo, pena e castigo che, se anche ti cuccano con le mani nel sacco ne esci comunque ragionevolmente bene; dove si trovano altri fessacchiotti così ?»
Prendiamo un esempio.
Nel battibecco tra il nostro governo e quello romeno, alle nostre rimostranze sulle loro frontiere permeabili, ci rispondono che siamo come il miele per le api: lenti nelle estradizioni e nei processi, è normale ritrovarsi con una bella fetta di ricercati loro entro i nostri confini, che da noi hanno trovato il paese del Bengodi.
Vero è che un ricercato non dovrebbe neppure scavalcare la staccionata di casa sua, ma chi glielo fa fare a quelli di sobbarcarsi l'onere di prendere e mantenere quello, quando ci siamo noi a dar succulento pascolo da brucare, che in questo caso è vero: l'erba del vicino è la più verde.
Se mai avessimo dei dubbi, ecco cosa dice Eugen Terteleac, presidente dell'associazione dei romeni in Italia:
"L'Italia è una calamita per i delinquenti romeni. In Romania le pene sono molto più severe e i tempi dei processi ben più brevi. A un criminale romeno conviene delinquere in Italia".
L'ennesima prova di quel che siamo o come ci vedono: cornuti e mazziati !
- «Facciamo le ronde: cittadini professionalmente preparati, magari pensionati o usciti dall'arma di carabinieri, polizia o finanza; nessun intervento muscolare: solo presidiare, vigilare e segnalare».
Più dissuasivi che operativi, quindi; non è lo stesso che è chiesto ad ogni cittadino, ossia d'essere attento e collaborativo ?
Neanche a parlarne: l'arte del buonismo spicciolo, dei bambacioni, insorge e grida al quasi colpo di stato, alle camicie nere, se non brune.
Paese di baluba.
Persino il caro vecchio Eugen Terteleac di prima auspica e dichiara con candore di essere completamente a favore delle famigerate guardie, pattuglie o drappelli, altrimenti dette ronde; anzi chiede che esse siano aperte anche ai cittadini romeni residenti in Italia.
E certo: chiodo scaccia chiodo; chi meglio del connazionale conosce il compatriota ?
Continuiamo a farci e volerci male.

"Italia condannata per mancato rispetto diritti umani [...] lo Stato italiano è stato condannato dalla Corte europea dei Diritti dell'Uomo a risarcire il tunisino Ben Khemais con 15.000 euro tra danni e spese morali".
Il Ben è stato pizzicato da noi e condannato a cinque anni per associazione per delinquere, ed espiò l'intera condanna.
Non essendo una mammoletta e pure scemo, eccolo a disattendere il vecchio adagio:
"Errare humanum est, perseverare autem diabolicum", commettere errori è umano, ma perseverare è diabolico;
Khemais era stato però anche condannato a dieci anni in contumacia da un tribunale militare tunisino, per terrorismo, e a quello è stato poi tradotto, una volta pagato da noi.
Il 3 giugno del 2008 è messo su un aereo a Milano e spedito in Tunisia, in esecuzione di un decreto d'espulsione causato dalla sua PERICOLOSITÀ per lo Stato perché legato a gruppi d'estremisti islamici vicini al terrorismo.
- «Ma siete matti: crudeli, inumani, bischeri. Multa ed esecrazione !»
Inutile pensare e credere logico che attenzione e cautela avrebbe dovuto averla il Khemais, capace di intendere e volere, nel non scassare la minchia, a destra e manca.
Sempre pronti, i piccioni, a tutelare i boia, invece che le vittime...vecchio vizio di casa e dell'intera Eurabia.

Guai però se uno di noi esce dalle righe.
Nella trasmissione "Porta a Porta" il ministro Ronchi dice che «chi stupra una quindicenne è una bestia».
Se è per questo, oltre al fatto in esame, violenze ne sono uscite, anche su minori di quella verde età.
Bestie è dire poco, anche se, in tutto il regno animale, al di sotto dell'Homo Sapiens Sapiens, nessun animale arriva a tanta aberrazione.
- «Non c'è bisogno di scomodare la categoria della bestia: viva la rieducazione», tuona la Bindi, non quella dei gelati, ma la Maria Rosaria, la Rosy, per gli amici.
- «Pan pos pan fresch: ti ten quel a mi dam quest», pane raffermo e pane fresco, tu tieni quello e a me dammi questo.
La consorteria delle Rosy vorrebbe fare cambio, affibbiarci il pane indurito, che tanto basta un morso più deciso per ingoiare ogni rospo.
Ma l'Italia è un paese ormai senza denti, che c'ha bisogno del pancotto, cara la mia Rosaria.
Che quelle come te sono disposte a "rieducare" certi energumeni, me ne compiaccio, ma una bambina o un bambino ha speranze per il futuro, di poter ancora incontrare il principe azzurro o la principessa, e non ridotti alla canna del gas, a raccattare per strada quello che viene: se il pane duro piace a te, prendilo, ma non pretendere che a tutti dia stessa soddisfazione.
Se poi sei come quella che è andata in prigione, a visitare i romeni che hanno fatto violenza di gruppo su una bambina, invece di pensare a quella, accomodati.
Ma per me, bestie sono quelli, e pure chi gli porge la tetta, per allattarli e far sentire loro il calore della mamma.
Ah, dimenticavo: è quella degli imbecilli, e sempre incinta !


Io, secondo me...26.02.2009

mercoledì 25 febbraio 2009

Il Cagotto

- «Se uno il coraggio non ce l'ha non se lo può certo inventare».

Povero don Abbondio, tremebonda gelatina di curato di campagna, che si trova avvisato dagli sgherri del signorotto del posto, il Don Rodrigo, malato di priapismo o satiriasi, che dir si voglia, per la povera ma conturbante verginella Lucia, che vuol essere lui a stropicciarla per primo, tra le lenzuola;
così descrive e racconta il sommo Alessandro Manzoni - il "don Lisander", comm ch'el ciamen i milanes, come lo chiamano i milanesi - ne "I promessi sposi".

- «Questo matrimonio non s'ha da fare !» manda a dire il Rodrigo;
- «il primo colpetto lo voglio dare io, e non quello zoticone del Renzo. Al massimo posso lasciar gli ossicini, dopo aver gustato la carne, a quel tontolone del Tramaglino, che potrà consolarsi con ciò che resta tanto - come dicono a Milano - "na lavada e na sugada la par nanca duperada"; una lavata e torna come nuova !»

Ecco che, il vigliacchetto nostro, scatta sull'attenti, batte i tacchi e untuosamente risponde:

- «Obbedisco !»

Quel budino tenuto assieme dalla tonaca era un vile, che indossò l'abito come si sceglie un lavoro qualunque, bastante a garantire di che campare.

Dalle mie parti si usa dire che un tipo così ha "il cagotto" ovvero, se la fa sotto.
Ora, quando si parla del singolo, nessuno può puntare l'indice verso chicchessia, a meno di aver modo di dimostrare che il coraggio fa parte del bagaglio di cui ci ha dotato madre natura, altrimenti... "non se lo può certo inventare".
Destino vuole che costoro sono quelli del "Meglio tirare a campare che tirare le cuoia", che può lo stesso essere una delle tante strategie messe in atto dall'evoluzione per salvaguardare una specie dall'estinzione.
Difficile che qualcuno si prenda la briga di fermarsi, per schiacciare simili formiche, quando esiste sempre di meglio da fare.
Ecco la logica di chi conosce il finale, ma cerca di allontanare il momento in cui sarà divorato dal coccodrillo, fino a che può lasciare il posto ad altri, in modo che lo siano per lui.

Diverso il ragionamento quando si parla della società, di un rapporto di forze ed equilibri tra popoli e civiltà, quando il rispetto o il disprezzo si misura e calza come l'abito: su tutto il corpo.
Il Beppe Fontana può essere un ammasso di tremarella, ma l'Italia, l'Europa, no !
Io rappresento l'eccezione, ma il paese, la regola.
Io sono sacrificabile: il mio mondo di relazioni, affetti, di cultura, l'eredità dei miei padri, che tanto è costato, no.
Assolutamente, anzi, assolutisticamente NO !!
Ma, dei panni di don Abbondio, si veste oggi, come la madre Eurabia, pure l'italiota sponda.

"Giochi a Pescara" una specie di Olimpiade formato mediterraneo "anche l'Italia esclude Israele; Jeux méditerranéens: per ragioni politiche e per la minaccia del boicottaggio dei Paesi musulmani, Israele non può partecipare a questa manifestazione sportiva".
Ragioni politiche...minaccia del boicottaggio...parliamoci chiaro: se noi abbiamo bisogno dei paesi arabi, pure quelli di noi, che altrimenti con il petrolio ci possono fare i gargarismi o usarlo per l'igiene intima !
Abbiamo paura delle bombe, e quelli - i dinosauri di Allah dalle menti beduine - lo sanno.

- «Avanti, addosso all'Occidente, che c'ha il cagotto !»

Dice bene l'ambasciatore israeliano a Roma Gideon Meir:
- «Persino nello sport gli estremisti del mondo arabo rifiutano la coesistenza e la collaborazione, anche a costo di escludere i loro fratelli palestinesi».
Neppure a pensare di trovare quel poco che avvicina, privilegiando il tanto che allontana.
Mi ripeto: al mondo arabo Binladensis non frega un cazzo dei palestinesi: ogni pretesto è buono per portare avanti i loro sogni di gloria, l'istinto predatorio e rapace di ladroni del deserto che trovano meglio sgraffignare ad altri che faticare del proprio.
Ecco chi sono i veri razzisti, gli xenofobi, che offendono la nostra sensibilità, rompicoglioni e pomposi palloni gonfiati, che vogliono un mondo a loro immagine e somiglianza, di poter suonare l'organetto mentre noi si balla al ritmo di quella musica.

Il comitato organizzatore di Pescara 2009 glissa:
- «Avevamo pensato ad una partita amichevole tra Israele e palestinesi, ma la proposta è stata accolta nel gelo e accantonata».
Cretinetti !
Sarebbe stata la prova del nove, la conferma o lo sputtanamento, il definire chi sta con chi e tracciare i profili degli amici e la sagoma dei nemici, da usare nel poligono di tiro.

- «Ormai è dato per scontato che Israele non ci può essere e nessuno parer lo considera un torto [...] un atto vergognoso e inaccettabile di discriminazione, che oltretutto dura da anni nell'acquiescenza generale».
Aveva ragione don Abbondio che "se uno il coraggio non ce l'ha non se lo può certo inventare".

Noi, scimmie, ad imitare altri bingo-bongo, di cui leggo:
"Un attore come Di Caprio si fidanza con una 'puttanella ebrea', cioè Bar Rafaeli (così definita sul blog della tv Al Arabya, riferito dal Corriere): lo si boicotta ! Chi va a letto con un'israeliana non merita i sogni delle adolescenti egiziane";
figuriamoci poi l'idea di un Di Caprio convertito all'ebraismo: apriti cielo che, come per il Cristianesimo, è concepito come surrogato, sottoprodotto, religione da e per subumani, cani, scimmie e porci !
e ancora, a dimostrare la pesca nel torbido, andando al fondo delle cose...anzi, del cagotto:
"Una tennista israeliana conquista il diritto di giocare al torneo di Dubai: non le si dà il visto".

Bombe e stragi dappertutto, carnai, budella e frattaglie d'innocenti tappezzano il mondo intero, che tanto il dio di Bin Laden è padrone e non padre e il servo, lo schiavo, differentemente da un figlio, è polpetta di macellazione;
e la polpetta, si sa, si fa appunto con gli avanzi.

E poi, non è forse tipico del nostro mondo decadente l'avere ed essere ventre molle...da cagotto ?!


Io, secondo me...25.02.2009

lunedì 23 febbraio 2009

AMORte

"Amor, ch'a nullo amato amar perdona..."
- «e l'odor repełente de morti asà a marsir par tera», io aggiungo;

che schifo, qualcuno dirà: passare dal profumo della vita al puzzo, quel fetore repellente che è della fossa, quando poi lasciati a marcire nella terra.

"...la bella persona che mi fu tolta; e 'l modo ancor m'offende"...

Quante offese, anche noi abbiamo subito, quanto di più caro c'è stato e c'è tolto, quanto rubato subito e quanto strappato, pezzo a pezzo, nella sofferenza e nel dolore.
E il sommo poeta all'inferno ci ficca l'amore o il troppo amare, che lui dice lussuria, che per lui sono Paolo e Francesca, peccatori...

"Amor condusse noi ad una morte".

Poveri amanti innamorati, "peccatori carnali che la ragion sommettono al talento", puniti in terra come in cielo, dove menati da "la bufera infernal che mai non resta", sono ad espiare in eterno per essere lei stata data in pegno a quello: "il marito era sozzissimo et era sciancato".
Tanto sudicio che l'unica lavata che si è dato è stata per l'onta: nettare la vergogna di una che rifiutò di essere scambiata, anche se per Lanciotto fu come baratto di vacca.
Fa nulla: un contratto è un contratto, anche davanti alle porte del Paradiso e la passione, bassa e bestiale, accomuna tutti, come fu per Semiramide, Didone, Cleopatra, Elena, Achille, Paride e Tristano;
"Onde apostali e trovatoli uniti insieme, confisse l'uno insieme con l'altro con uno stocco, sì che amendue insieme morirono":
giustizia è fatta, di tutta l'erba un fascio e all'Inferno !!
E così - in quel lontano 1275 - prese due olive con uno stuzzicadenti, il Giovanni Malatesta, signore di Rimini, detto Gianciotto perché "ciotto" ovvero sciancato: come dire... 'na chiavica !
- «Beh», si potrebbe ribattere «prova te a trovare tua moglie a letto con un altro !»
Vero.
Ma non ci sono solo questi sfigati al mondo e l'anima a Mefistofele si è tentati di barattarla, che di Faust non ce n'è uno solo;
e lo scambio spesso non è voluto per odio, vendetta, ambizione, potere, ma per il tanto amore...quello nobile, "che move il sole l'altre stelle";
e io, per questo, sono a dire: «Mefistofele...dove firmo ?!»


"Vuole un figlio dal marito in coma: prelevato lo sperma per un'inseminazione artificiale".

Dante non c'è più, ma risponde il Vaticano:
- «Gravissimo !»

Mi vien naturale, a pelle, rispondere:
- «Ma che sta a ddì ?»

Di gravissimo c'è solo un tragico fatto: lui, 35 anni, per un tumore fulminante al cervello entra in coma. Speranze di salvezza: zero.
Lei risponde e mi ricorda un'altra donna, che in una trasmissione televisiva pronunciò, per il suo uomo, una delle frasi più belle:

- «Da qui all'eternità: sempre con te !»

Ebbene, il suo compagno sta per morire;
"...la bella persona che mi fu tolta; e 'l modo ancor m'offende".
L'amore, allo stato più alto, sfida la morte:
"Voglio avere un figlio da lui: diventare genitori era il nostro sogno".
Da quando, potendo, non si deve rispondere alla morte con un bel dito medio alzato, alla facciazza di quelle quattro ossa, con sopra il teschio ghignate e le orbite vuote ?
- «'fanculo ! Li mortacci tua: xe che me son proprio stufà ...me desmentego che son morto e te brinco pal copin !», sicuramente risponderebbe quel povero corpo che sta per esalare l'ultimo respiro.

Parla la Chiesa:
- «Credo che un figlio debba sempre essere un atto d'amore, non un esperimento di laboratorio» ha affermato Rino Fisichella, pretore della Pontificia Università Lateranense «un figlio non deve arrivare per desiderio recondito di una persona. Facciamo in modo di rispettare anche in quest'aspetto la natura. Pur con molta comprensione per chi vive queste situazioni, non ogni desiderio è legittimo».

"Eminens", se lo lasci dire: una nascita è un atto d'amore e ricordi pure lei, che le vie del Signore sono infinite, e passano anche attraverso una siringa;
nel nostro caso, è un miracolo di Dio che, come Prometeo, ha donato il sapere all'uomo, e mai fu meglio riposto quando, invece che la morte, porta la vita !
Se fossimo solo a seguire passivamente la natura, non avrebbe senso che nostro Signore ci avesse dotato di attitudine al sapere e alla scoperta;
gli sarebbe bastato mettere insieme un elettrodomestico, con un banale interruttore: acceso-spento.
Forse non ogni desiderio è legittimo, ma il bambino nascerà, "Eminens";
come il cacio sui maccheroni: sarà...AMORte sua.

E io, per questo, sono a dire: «Dio mio, Padre Nostro...dove firmo ?!»

"Amor, ch'a nullo amato amar perdona..."


Io, secondo me...23.02.2009

mercoledì 18 febbraio 2009

Maxismo

Dal Marxismo al Maxismo il passo è breve, ma è come rifare il percorso dell'evoluzione al contrario dove, dall'uomo, si ritorna alla scimmia;
solo che a Cita non s'accompagna neppure Tarzan ma, al D'Alema, un Bertinotti in perizoma di lana caprina, che hanno, più che il pregio, lo spregio di ballare la consueta musica al solito organetto, senza neppure dover loro ormai lanciare una banana o la nocciolina.
Riflessi condizionati: un segnale, ed eccoli, a perdere saliva e con la bava alla bocca.
Beh, una cosa bisogna riconoscere loro, ed è comunione d'esperienze: dalle macerie di Gaza a quelle dei loro rispettivi partiti, c'abbiamo gli stessi sconnessi e sbrecciati;
Ai nostri, ci hanno pensato gli italiani a cannoneggiarli, con il "Niet" elettorale.
Il Max c'ha risposto da fighetto, con le pezze al culo del conte Max di De Sica, ma l'elevazione al rango per elezione divina:
"Il Pd è senza dubbio il maggior partito nella parte più acculturata del Paese, una forza non certo residuale. È il primo partito tra gli italiani che leggono libri, che leggono i giornali...è vero che il centrosinistra è minoranza, ma è una minoranza che rappresenta la classe dirigente del Paese in tutti i campi".
Pochi ma buoni, a confronto di tanti, ma buoi.
Arlecchineschi straccetti, pezzuole sulle chiappe, panni rivoltati, cuciture e giunte, ma vogliamo mettere i modi raffinati e "l'intellighenzia", seppure di un mendico elettorale.
L'ultimo e unico comunismo che gli rimane è quello dell'orgia di letto, sotto le lenzuola, con i terroristi: che siano di Hamas che Hezbollah, sempre si parla di "figlio prodigo", d’altra specie, ma a seguire teoria e pratica dei loro nonni e padri, che di rosso si fecero colore, dopo aver inzuppato il fazzoletto nelle budella dei popoli.
Eccoli, il Max e Berty, a ruttare di sbobba e sbornia ideologica, comunanza e gemellaggio, nel dividere companatico con naturali compagni di merende e ululare alla luna:
"[...] colonizzazione della Cisgiordania [...] massacri di Gaza [...] delegittimazione dell'interlocutore di pace da parte d'Israele, Arafat, e poi nei confronti dell'occasione straordinaria del governo di unità nazionale palestinese [...] con la costruzione del Muro".
E già...il muro: mica è bello, come quello che il loro papi, "Pappone" Stalin, fece alzare a Berlino;
quello si, che fu una...erezione superba !
E sti ebrei poi, che non seguono le regole, che sono come i gioiellieri e gli orefici: sono quelli che devono morire, nelle rapine, e guai a ribaltare i ruoli, che altrimenti come cazzo si fa ad applicare il buonismo da quattro rubli, quello che fa tanta scena e ti eleva a Homo Sapiens Sapiens, a sentirti "Il Migliore", opposto ai cattivi, ai buzzurri, alle bestie che se castrati, non potrebbero risaltare per tanta negatività, a dire io Robinson, tu venerdi...io Tarzan, tu Cita.
Ed ecco la babbiona di turno, che va in carcere a visitare quelli che hanno stuprato la ragazza, piuttosto che se nel piatto della minestra di un assassino c'è una...Mosca.
Ed io, se non pago il pizzo, il canone della televisione, o mi dimentico della multa, mi trovo senza macchina e pignorata la casa, mentre quello che, ubriaco e drogato, falcia una un'intera fila di persone, in processione o alla fermata dell'autobus, ottiene gli arresti domiciliari, perché a lui la casa gli rimane !
Però, io Robinson, tu venerdi...io Tarzan, tu Cita.
L'importante è che si faccia filosofia sulla pelle d'altri, che la donna violentata non sia di casa, che il negoziante ucciso non sia un parente, che tanta merda non entri nelle torri d'avorio.
Non si tocchi la barchetta, non si sporchino le scarpe di vacchetta o il maglioncino di soffice lana, ai vari Max e Berty: fatto salvo questo, che il resto del mondo impari ad offrire l'altra guancia.
Max e Berty, come due amanti, eccoli ad elaborare il Kamasutra: il Maxismo proprio contro il barbaro e cagnesco accoppiamento d'altri.
Il branco degli "Obamba" non osanna più Obama: scettici sull'ipotesi che il Barack possa produrre cambiamenti radicali, che il bell'abbronzato sappia anche fare oltre che sfilare.
Pessimisti sul "due stati per due popoli";
per la risoluzione del conflitto israelo-palestinese...meglio il Mein Kampf, lo Statuto di Hamas !
Ed ecco sotto le coperte s'infila pure l'ex primo rappresentante della delegazione palestinese in Italia, Ali Rashid che, dopo aver sbirciato gli attributi della coppietta, sbotta:
- «Una sinistra debole nel proprio paese non può aiutare gli altri».
Nel paese di Papalla finalmente spunta una testa.
Max paventa il rischio che la questione palestinese "diventi meno importante in un'agenda statunitense nella quale sono subentrate altre priorità".
Ma guarda te se Obama deve dimenticarsi di vitale importanza, solo perché l'America rischia un’altra crisi del '29.
E già: dall'alto delle torri d'avorio tutto ciò che si muove sotto paiono formiche, cose così piccole...così lontane;
la crisi economica mondiale, dall'Asia all'America, la polveriera Afghanistan come il traballante Pakistan, senza contare la bombarderia iraniana... "il rischio che la questione palestinese diventi meno importante nell'agenda statunitense".
Basterebbe che Hamas la smettesse di rompere i coglioni e tutto - magicamente - diverrebbe un ricordo, il risveglio da un incubo.
Ma no...quel manesco di Israele, le sue "reazioni sproporzionate".
Quando non c'aveva i muscoli c'erano i forni;
rimasti i forni e la voglia di riaccenderli, ecco che c'ha i muscoli...che ingiustizia !
- «[...] che l'Europa faccia la sua parte e non continui ad appoggiare solo Tel Aviv» dice Max:
- «Le macerie di Gaza sono ancora fumanti [...] crimini di guerra commessi da Israele» ribatte Berty.
- «[...] portare davanti alla giustizia gli ebrei, responsabili dei massacri» bercia Ali Rashid.

Dal Marxismo al Maxismo: io Robinson, voi venerdi...io Tarzan, voi Cita !


Io, secondo me...18.02.2009

mercoledì 11 febbraio 2009

Yes...Week-end !

- «Yes...Week-end !»

L'inglese non è il mio forte, ne convengo, perché Barack Obama, oggi Presidente degli "iuessei" diceva:

- «Yes, we can», possiamo vincere !

L'americanismo maccheronico del Beppe confonde "ies, uìchen" con "ies, uicchend":
questo penserà sicuramente uno dei quattro gatti che mi legge, incappando e restando invischiato, per sua sfortuna, nel mio inchiostrato.
No, non è uno svarione: il nostro non è il paese di Obama, ma di O'bamba.
Anzi, DEGLI O'bamba !

- «Andate al mare !», invitò Bettino, il Craxi, agli elettori socialisti, in occasione del referendum del 1991 sul sistema elettorale: allora, per tornaconto politico, aveva bisogno che i cittadini disertassero le urne, e la frase rimase famosa;
pensiero breve, ma efficace.
Poi arrivarono i Beppe Grillo, che accorciò ancora di più e arrivò alla perfezione della sintesi:
- «'fanculo !»

Io mi accontento del surrogato, la cicoria al posto del caffè;
perché questo siamo, a confronto del mondo politico evoluto - certo più del nostro - che ci sta attorno e considerati come cacca sotto la suola delle scarpe.
- «Yes, Week-end...»
Una massa di politicanti da gerontocomio ci sta facendo fare l'ennesima figura dei coglioni.
Eccoli, litigiosi, inconcludenti, rissaioli e faziosi, sputatori nel proprio piatto, pronti al "Muoia Sansone con tutti i Filistei" piuttosto che cercare di onorare la frase, ormai al sapore di "Prendiperilculismo", inflazionata su bocche blasfeme:
"Per il bene del popolo".
Invece, per il bene del cadreghino, la lotta dei galli per il dominio del pollaio, anche quando le faine stanno facendo i buchi nella rete.
L'ultima sceneggiata, per la povera Eluana Englaro, ha visto la penosa zuffa - quasi si arrivava alle mani - giocandosi il tempo che richiedeva decisioni nuove e rapide: la differenza tra la vita e la morte, con la vittoria della seconda e della resa dell'anima a Dio per una povera donna in coma da 17 anni.
Non entro nella logica se era giusto continuare a farla vivere, piuttosto che staccare il filo che la teneva in questo mondo.
Rispetto le idee - sofferte - sia di chi la pensa - in buona fede - in un modo, come nell'altro.
Ma la chiassata degli "Onorevoli" era ad usare Eluana come grimaldello, per scardinare gli uni la porta degli altri, non per la pietà d'essere da questa parte piuttosto che dall'altra, rispettosamente vicino alla sofferenza di chi, in un letto, ha aspettato invano un pronunciamento, ancora una volta impossibile da simili cafoni da osteria.
No, non è gente da "Yes, we can" ma, appunto, da " Yes...Week-end", il massimo a cui possono sperare d'arrivare.

Gli italiani le hanno provate tutte, per far capire a questa massa di zotici, cosa si vuole da loro.
Si arrivò ad un testa a testa, una situazione d'equilibrio salomonico: metà italiani a destra, metà a sinistra.
Messaggio implicito e invito al buon senso: onoriamo la metà che ci ha votato, rispettiamo l'altra, in uno stato che non è né di luce né d'ombra, non alba ma neppure tramonto.
"Per un pugno di voti", detentori di una maggioranza da resto di giornale, una parte occupò ogni potere al governo, ed esercitò potestà di padre-padrone.
Il secondo pugno, non fu più di voti, ma tra le corna.
Morale: italiani manica d'imbecilli.
"Il Pd è senza dubbio il maggior partito nella parte più acculturata del Paese, una forza non certo residuale. È il primo partito tra gli italiani che leggono libri, che leggono i giornali...è vero che il centrosinistra è minoranza, ma è una minoranza che rappresenta la classe dirigente del Paese in tutti i campi".
D'Alema docet, come a pappagallo i suoi Kompagni di merende.
Più che da Vate, parole in odore da Water, o...Walter Closed.
Incazzati neri - anzi, rossi - perdenti, ma mai per colpa loro.

Pomposi palloni gonfiati, presuntuosi e illusi detentori di purezza ("sboroni", bauscia, a vantare verità assolutistiche più che assolute), unti del Signore contro untori: pericolosi ragionamenti dittatoriali, anima del "Se solo potessi...", preludio alle purghe.
Con tale premessa, ovvio e naturale l'essere solo in grado di scimmiottare gli Stati Uniti dove, sì, la corsa elettorale è stata al calor bianco, ma ora messa da parte...per il bene del popolo !
- «Yes, we can», possiamo vincere !

Ma mi facciano il piacere: tutti al mare.

- «Yes...Week-end»...anzi: "ies, uicchend".

Roba da caricature; deformazioni... O'bamba !


Io, secondo me...11.02.2009

martedì 3 febbraio 2009

Stracci, straccetti e straccioni

In tante barzellette, il matto è, per definizione e descritto, con il colino o un pentolino calato sul cranio;
quello che ho visto io, invece, ha la variante della "schiscetta" - come la chiamano a Milano - quel glorioso recipiente tubolare, il triste panierino con gli spaghetti freddi o il panino alla frittata destinati al pranzo del manovale o dell'operaio fuori casa.
Contenitore di roba riscaldata...la solita minestra, come la broda scodellata dallo sceicco Yousuf Al-Qaradhawi, ai microfoni della televisione di Al-Jazeera nel Qatar, emirato del Medio Oriente.
Decisamente, quel copricapo a tuba infilato sulla cozza somigliava ad un pezzo di grondaia ingolfata da un fagotto, con occhialini e barbetta bianca, ad intasare il canale di scolo, estremità del famoso "mocio lavapavimenti", il celebre spazzolone a liste spugnose e assorbenti, poste in coda al manico;
lo strapazzi per terra, ci raccogli la schifezza, lo metti nel secchio con il suo strizzatoio, lo risciacqui della schifezza che ha raccolto e butti l'acqua sporca nello sciacquone del cesso.
Al-Qaradhawi meriterebbe stesso trattamento: anche lui raccoglie e, una volta torchiato, rilascia pari liquame.

Il "succo" del discorso:
- «Allah ha mandato Hitler per punire gli ebrei».

Visto che il primo "sgrassatore" non ha completato il lavoro, vorrebbe essere lui e i pari suoi a fare pulizia:

La spremitura:
- «...ad Allah piacendo, la prossima volta sarà per mano dei credenti».

Povero Allah: non c'è una cosa che gli riesce bene da solo, senza scomodare sicari prezzolati, e pure è parificato ad un tenutario di bordello, che deve fornire decine di gnocche, e pure vergini, per sollazzare l'augello di tanti martiri che, sì, trapassano con gioia, ma solo con garanzia di poter cambiare condizione e, da "Seghe e gazzosa", promuovere a "Donne e champagne".

Hitler quindi, santo, e subito, se non altro per l'impegno !

Gente di stessa pasta: entrambi a cercare di imporre una razza di presunti eletti;
alla fine, una massa di deficienti dediti a farsi largo nella vita menando gomitate sui denti del prossimo.
Pattume simile c'è sempre stato, e sempre ci sarà, che la legge dei grandi numeri ci dice che, nel mucchio, qualcosa o qualcuno venuto male c'è sempre.
Quel che fa senso è che non c'è nessuno che si levi una scarpa - magari uno scarpone chiodato - lo miri e lo centri - come per la forma ai baracconi del Luna Park - lasciando un'impronta di civiltà su quella cervice ripiena di corpi cavernosi.
Ah, già, dimentico sempre: quella è gente che ti fa ingoiare i rospi, facendoli inghiottire direttamente dalla gola scucita con il coltellaccio, senza passare dalla bocca.

Visto che i coglioni viaggiano a coppie, manca solo il cretino dall'altra parte della barricata, a dire:
- «Dio ha mandato Israele per punire i palestinesi; a Lui piacendo, la prossima volta sarà per mano dei credenti».

E qui siamo come i bambini, quando si rinfacciano che il papà dell'uno e migliore di quello dell'altro, e poi a menarsi di santa ragione; e chi se ne frega del babbo se è d'accordo.
La divinità ridotta ad un burattino nelle mani di un ventriloquo, a muovere le labbra su una base già registrata.
Un guitto, costretto a recitare con il "gobbo", che nello spettacolo identifica quelle scritte che passano davanti agli occhi e si devono ripetere senza variazioni sul tema.

Il vile silenzio dell'Eurabia, davanti a tanta stronzaggine è agghiacciante.
Tutti sono a commiserare i poveretti di Gaza, i rapitori e torturatori di soldati, quelli che da anni mandano in testa al vicino missili su missili, che si nascondono dietro donne e bambini, che hanno fallito opportunità per dar prova di saper fare per la propria gente, il trasformare tutti in sacchi di sabbia per trincea e scudi per la propria cotica, programmando i bambini per crescere assassini pari loro e pure massacrandosi tra fratelli, quando in disaccordo: tanto è l'istinto di uccidere che pure il cannibalismo in famiglia è divenuto pratica quotidiana.
Senza contare lo scrivere, nero su bianco, la volontà di cancellare fisicamente un altro, un intero popolo, che l'essere portati al genocidio l'hanno pure inciso nei cromosomi.
Per questi attaccabrighe, accozzaglia di terroristi e nulla più, si mobilita gente che si sente fatta ad immagine e somiglianza.
Come il primo ministro turco, al forum di Davos, che improvvisa una sceneggiata ad uso e consumo degli stimatori, non si sa se in odore di leccaculaggine, per assimilazione o entrambe le cose.
Il dibattito a cui partecipava Recep Tayyp Erdogan, assieme al presidente israeliano Shimon Peres, al segretario dell'Onu Ban Ki-moon e a quello della Lega Araba Amr Moussa, era per trovare una via per il processo di pace.
Una bella piazzata, una chiassata con rimproveri ed escandescenze verso Peres, per il cazziatone che Israele ha fatto ai "teneroni" di Hamas.
Semplice e lineare, la replica al turco:
- «Non so di quale Hamas lei parli [...] Gaza era aperta e l'economia iniziava a fiorire, prima che Hamas prendesse il potere e iniziasse a condurre attentati, costati migliaia di morti. Israele ha chiuso i valichi perché da lì passano autobus carichi d'esplosivo. Cosa farebbe se Istanbul fosse colpita ogni notte da dieci o cento missili ?»
Parole sante, ma la logica non può scavalcare l'opportunismo di chi mira ai voti e a tenere le chiappe sul cadreghino del potere, che al Recep interessa l'elettorato dell'Akp, il partito neo-islamista, a picco nei sondaggi, alla vigilia delle elezioni amministrative e ora entusiasta della svolta filo Hamas.
Tipico caso di prostituzione politica. Puttana d'alto bordo, ma sempre quella è.

Altro caso quando gli attacchi arrivano da chi l'essere padre-padrone l'ha nel sangue.
- «Hanno dissacrato la sinagoga di Mariperez, gettato in terra i rotoli della Torà, lasciato scritte insultanti ed erano armati».
Gioco di sponda in Venezuela, nella Caracas di Hugo Chávez.
Prove, ad apparecchiare per una nuova Notte dei cristalli, la Reichskristallnacht di nazista memoria.
L'onda lunga è partita fra il 2004 e il 2005, quando Chávez mandò per la prima volta la polizia a bussare alle case degli ebrei per "censire le presenze", sapere in quanti abitavano in quali case.
E poi, gli insulti lanciati da Chávez nella notte del Natale 2006 nei confronti di alcune "minoranze" discendenti da coloro "che hanno crocefisso Gesù";
ancora: la diffusione del libello antisemita zarista "Protocolli dei savi anziani di Sion", enorme bufala, pura invenzione di una cospirazione degli ebrei per conquistare le leve del potere nel mondo;
le scritte "Judios perros", ebrei cani sulle mura di centri ebraici e le minacce di morte ai rabbini seguono a ruota.
Tutto quanto è la preparazione alla centrifuga: il lavaggio del cervello per poi arrivare a disfarsi dell'acqua sporca.
Lo facesse lo stato di Israele con i suoi nemici, suonerebbero tutte le trombe del giudizio, su tutti i mezzi d'informazioni e in peti e flatulenze dell'Intellighenzia, i cosiddetti intellettuali, quelli che sanno, che hanno studiato, che fanno cultura, con i calli sul culo più che sulle mani.
Qui, siamo invece alla presenza di compagni, anzi, Kompagni di merende, che applicano la regola del "Cane non mangia cane".

Buonanotte, Eurabia, e pensa a dormire a pancia in su, che non sai chi ti entrerà nel letto, e non solo in quello !

Le elezioni in Iraq hanno registrato il successo della politica americana in quel paese.
Imponenti misure di sicurezza, ma nessuno stavolta è arrivato a far saltare in aria gli innocenti, perché quel paese e la sua gente sono riusciti a scacciare dal pelo i parassiti di Al Qaeda.
I morti non lo sono stati invano.
La fine delle piattole, da Saddam Hussein ai suoi sottopancia, alla fine paga e con gli ineressi.
Gli iracheni sono tornati, come quattro anni fa, a "toccare con dito" cosa sono libere elezioni, tuffandolo nel
barattolo, che lo tinge di viola e ne prova l'aver già espresso voto.
Ma la democrazia non fa notizia ed è così bella da criticare, che per quello che è, non ti fa nulla e si può sputare nel piatto dove si mangia senza che ti taglino la lingua.

Buonanotte, Eurabia: hai imparato bene la lezione di Don Abbondio.

Io, secondo me...03.02.2009

martedì 27 gennaio 2009

L'erba voglio

Racconta una vecchia fiaba che è tipico del re comandare, pretendere, impone, rasentando il capriccio, altrimenti a che servirebbe la corona dell'imperio ?
- «Voglio vedere i fiorellini gialli la mattina quando mi sveglio, voglio che l'erba faccia i fiorellini gialli» piagnucolò il monarca;
ma l'erba neppure si sognava di obbedire, fino a che un saggio suggerì al borioso sovrano la soluzione:
- «Bisogna chiedere all'erba di crescere sempre "per favore" e non "voglio"; altrimenti smette di crescere».
Questa semplice lezione l'abbiamo appresa da subito, da bambini:
"L'erba voglio non si trova nemmeno nel giardino del re".

- « Vogliamo essere portati a Bari com'è successo agli africani [...] Io ho mia moglie a Bergamo, voglio andare da lei [...] vogliamo poter raggiungere le nostre famiglie, in Francia, in Germania, nel Nord Italia...»

Vogliamo.
Voglio.
Vogliono.

Hanno attraversato deserto e mare, subito vessazioni e menati come animali per tutto l'esodo loro;
dietro congruo compenso, li hanno stipati come bestiame dietro i cassoni dei camion, poi in barconi fatiscenti, che neppure le sardine in scatola sono tanto accalcate.
Fino ad allora si erano ben guardati dal pronunciare la parola "Voglio".
Li avrebbero scaricati in mezzo al deserto, buttati a mare o riempiti di bastonate: l'erba voglio non c'è, ma nodosi tronchetti di duro e ruvido legno spuntano dappertutto !
Bocche cucite e ben chiuse dunque, che altrimenti si sarebbero trovati a masticare i propri denti.

Chi mai accetterebbe e sopporterebbe tali e tante umiliazioni, l'essere ammucchiati come merce, a mezzo tra una cosa e un pollo in batteria, sennonché, da dove arriva, subiva e viveva ben di peggio, quando non rischiando pure la cotica ?

Bene: passando dall'inferno al purgatorio, non credo che, una volta sbarcati sulle nostre spiagge, possano lamentare e rimpiangere il trascorso.
Sicuramente avranno toccato con mano quanti sono, e l'entità della massa che si accoda per la traversata, direzione Lampedusa.
Se non con il lume della ragione, almeno per istinto, a pelle, dovrebbero capire che, continuando a riempire un catino, più di tanto in quello non ci può stare;
anche un'isola c'ha un limite e, se l'acqua di una diga entra in un bicchiere, niente riuscirà a svuotarlo.
Ma quelli, no, continuano e, schivato il bastone, chiedono la carota.

Vogliono.
Voglio.
Vogliamo.

Sotto il randello del mandriano, eccoli a marciare serrati e obbedienti;
liberi dal giogo, sono a sciamare, saccheggiare, ciucciare da bottiglie di liquore e pure fregare coltelli da cucina che, non si sa mai, possono venire buoni.
Forse che li ha ingannati è stato il nome del bar: il "Mille e una notte":
promessa e speranza di poter migliorare di condizione;
dal "Seghe e gazzosa" al paradisiaco "Caviale e champagne".
No, non ce lo meritiamo. L'Italia non lo merita;
il pagare dazio e dover confermare il vecchio detto meneghino:
"Ves bun, ves cuiun", essere buoni, essere coglioni !

Dobbiamo arrivare a turare il colino, il colabrodo italico, adottando i sistemi drastici dei nostri vicini ?
A seguire l'esempio del socialista spagnolo José Luis Zapatero, che fa sparare sulle navi al largo, o del governo olandese che, semplicemente e brutalmente, dal primo di gennaio non consente l'ingresso a bulgari e romeni ?

A, no, non funziona: fatto da noi, siamo razzisti e xenofobi.

Eccoci mazziati e cornuti:
- «[...] ho pagato duemila euro per raggiungere l'Italia. Sono stato nel Cpa, in cui dovevo rimanere poche ore, e invece ci sono rimasto per oltre 30 giorni. Dormivamo a terra COME LE BESTIE».

Beh, gli euri non li avete dati ad un'agenzia di viaggi e non mi si venga a dire che, per essere trattati "Come le bestie", hanno lasciato condizioni migliori, che altrimenti sono pure scemi, e allora gli facciamo pure un favore quando, delusi, li si vuole rimandare dove, a quanto pare, stavano meglio.

Agli altri, che invece non vogliono piantare rogna, suggerisco di sillabare con me:

- «PER FAVORE, portateci a Bari, com'è successo agli africani [...] Io ho mia moglie a Bergamo: PER FAVORE, aiutatemi ad andare da lei [...] PER FAVORE, fateci raggiungere le nostre famiglie, in Francia, in Germania, nel Nord Italia...»

PER FAVORE, perdio !!

Io, secondo me...27.01.2009

lunedì 26 gennaio 2009

L'anno del pio bove

Capodanno cinese: fine dell'anno del topo, ecco quello del bue.

"T'amo, o pio bove; e mite un sentimento di vigore e di pace al cor m'infondi".
Pace, amore, perdono, buoni sentimenti e "volemose bene".

Esempio di calma e rumine pazienza, sul fare pacioso del mite manzo, ecco che il figlio di buona famiglia è restituito e ritorna al nido, tra le braccia e le amorevoli cure di "mammà" e papà.
Povera creatura, che ha fatto di male per avercela così tanto con lui, che così facendo gli scombussoliamo la crescita ?
Quisquilie, pinzillacchere...effervescenza d'anni verdi: tempesta ormonale con produzione di "escrescenza", tipica dell'età giovanile, come l'acne.
Dove ha "parcheggiato" la protuberanza, frutto di tanta "normale" agitazione, è un fatto puramente secondario, naturale come infilare la spada nel fodero.
Davide Franceschini, il cocco di mamma, torna a casa.
La ragazza che aveva violentato, esplode in una rabbia per nulla contenuta:
- « Perché hanno liberato il mio aguzzino? Se la vittima fosse la figlia del giudice...se non fanno giustizia, me la faccio da sola !»
Apriti cielo: si sono spalancate tutte le cateratte del "perdonobuonismo", da un tanto il chilo al mercato dell'ingrosso: tanto mica è figlia nostra, e su quella d'altri ci si può cazzeggiare sopra !
- «No, no, no, bambina: non si fa così, controllati».
E già, deve moderare i termini;
lei, che si era trovata come la tazza del caffelatte, quando gli infilano il cucchiaino e mescolano fino alla schiuma.
Gaia, la barista dei Castelli Romani, stuprato in un bagno chimico alla Fiera di Roma, durante il veglione di Capodanno, ha risposto proprio male alla provocazione, più che decisione, del Giudice per le indagini preliminari, di concedere gli arresti domiciliari all'ennesimo e annoiato "figlio di papà", il suo stupratore.
Povera Gaia, le arriverà sicuramente la classica letterina, che ogni scafato avvocato consiglia al proprio assistito:
- «Ascolta me, bamboccio, che faccio l'azzeccagarbugli da una vita: scrivi due righe in cui ti dichiari pentito; fa tanta tenerezza».
Caterina Caselli, la ragazza dal casco d'oro, ai miei tempi cantava una canzone, che qui c'azzecca:
"Perdono, perdono, perdono... io soffro più ancora di te !".
Ecco, il Davide ci potrebbe trovare spunto;
e se qualcuno osasse contraddire, da un’altra canzone della Caterina, ecco l'aiuto:
"La verità mi fa male, lo so / La verità mi fa male, lo sai / Nessuno mi può giudicare, nemmeno tu / Lo so che ho sbagliato una volta e non sbaglio più / la verità ti fa male, lo so / Dovresti pensare a me e stare più attento a te / C'è già tanta gente che / ce la su con me, chi lo sa perché ? Ognuno ha il diritto di vivere come può / io ti chiedo scusa, e sai perché ? / Nessuno mi può giudicare, nemmeno tu !".
La nostra è una società dei "segni", l'immagine prima della sostanza.
Ci si presenta con la forma, che è quella che rimane impresso nella memoria, in una realtà quotidiana scritta sulla sabbia.
L'informazione è come la frutta colta acerba e messa nei congelatori: appena tolta si consuma subito, altrimenti marcisce in fretta, tanto è forzata, anzi, "pompata", dalla raccolta alla distribuzione.
"Chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato, scordammuce u passato, simmu in Italia, paesà !".
Il "segno Franceschini", inciso in future memorie labili, se mai ne rimarrà traccia, sarà percepito come l'ennesima umiliazione, quasi una legge di natura, inferta dall'aguzzino alla vittima designata.
Più facile che "Passata la festa, gabbato lu santo" e tutto cada nel dimenticatoio, ottimo terreno da "semina" per altri che abbiano voglia d'abbeverare e inzuppare il prode augello, il superbo "Creapopoli".

"T'amo, o pio bove; e mite un sentimento di vigore e di pace al cor m'infondi".
Pace, amore, perdono, buoni sentimenti e "volemose bene".

Anche "l'uomo di Ratzi", figliol prodigo, è tornato alla casa del padre:
Richard Williamson, "vescovo ad honorem", unto dal disobbediente e scismatico Marcel Lefebvre, è stato rimesso e riammesso alla cova di mamma chioccia.
Come nei cani dopo uno sboccamento: per istinto antico del lupo, mai lasciare per strada un qualcosa che avevi faticato ad ingurgitare e masticare.
- «Cosa nostra, affari di parrocchia: nessuno s'impicci, che i panni si lavano in casa».
E no, care sottane e tonache: nulla da obiettare, sennonché abbiamo a che fare pure con un antisemita di primo pelo !
- «La Santa Sede ha accolto Williamson, ma ciò non implica che il papa ne condivida anche le opinioni».
Come dire: ho preso un purgante, ma non è colpa mia l'effetto che produrrà.
"Riccardo" cuor di sciacallo, nega i milioni di morti dell'Olocausto;
da buon talebano d'Occidente, sposa la miglior dottrina degli Ahmadinejad Mahmoud.
Riccardino sarà ancora convinto e incazzato, che gli sporchi ebrei gli hanno inchiodato il Salvatore Gesù: deicidi, assassini; popolo, più che eletto, maledetto !!
Questo pretuncolo, nominato illegalmente vescovo dal rivoltoso "Marcellino" Lefebvre, è a pontificare che non sei milioni di luridi ebrei, ma spiccioli, sono morti "fisiologicamente" nei campi nazisti, che erano di concentramento e non di sterminio.
Testimonianze, filmati, documenti e prove irrefutabili, dal suo scranno sono viste e trasformate da "Ricky" Williamson in carta straccia, cascame, pattume.
C'ha il dente avvelenato con i figli d'israele, il...taleban contrario.
Benedetto XVI ha firmato, il 21 gennaio 2009, la revoca della scomunica ai quattro vescovi ultratradizionalisti ordinati a capocchia da Marcel Lefebvre, il 30 giugno 1988.
Capisco, concordo e sottoscrivo per tre: ma il Riccardo no, quello deve essere messo alla porta, che se proprio vuole si "relativizzi" altrove.
"Perdonobuonismo" sì, nell'anno del bue, il bove che fa dire "mite un sentimento di vigore e di pace al cor m' infondi", ma "l'uomo di Ratzi" deve restare come Oetzi, l'uomo del Similaun trovato sui nevai perenni:
in ghiacciaia !


Io, secondo me...26.01.2009

giovedì 22 gennaio 2009

venerdì 16 gennaio 2009

giovedì 15 gennaio 2009

Giudizi...somari

Cita, non lo scimpanzé, ma il Max:

- «[...] rozzezza propagandistica di certi editorialisti nostrani [...] tv italiana che è, di fatto, un bollettino israeliano».

Più che sommari, sono giudizi somari, fatti da chi nel campo è il Massimo...D'Alema, tanto per non fare nomi, ma solo i cognomi.
Essendo politicamente figlio di Mosca, si capisce con cosa ama accompagnarsi e su cosa volare, in odore d'amor - più che cellule - di caccole terroriste, a confermare saggezza dei vecchi: dimmi con chi vai e ti dirò chi sei.
Baffino, per intenderci, è quello che preferisce "Kompagni" di merende in stile Hussein Haji Hassan, leader Hezbollah, con cui passeggiò per le vie della capitale libanese bombardata - in quel ferragosto del 2006 - a vedere come quei cattivoni di israeliani avevano tostato i gemelli terroristi di Hamas, che gli uni e gli altri si copiavano, nel rompere gli zebedei al vicino con lanci quotidiani di razzi nel rapirne i soldati.
I figli di Davide, si sa, hanno un caratteraccio...s'infiammano subito: sarebbe un pregio se, come nei nostalgici bei tempi andati, bruciassero da bravi, senza fare storie;
ma si sono imbarbariti, passando da "Offri l'altra guancia" a "Occhio per occhio, dente per dente".
Non c'è più religione: una volta li infornavi senza fatica !
"Hamasbollah", sono ottusi, prevedibili e speculari, come i coglioni tanto che, chi vi si mette in mezzo, a braccetto, si capisce che testa ha;
entrambi si divertono a bombardare il prossimo con i missili, a provocare catturando gente e portandola alla morte o a trattarli come bestie, torturandoli, mostrando il proprio sadismo, ogni mancanza d'umanità e prendendo per i fondelli un Occidente ipocrita e pavido che, come le famose tre scimmie, usa con loro la diplomazia del "Non vedo, non sento, non parlo", avendo l'accortezza di non contraddirli, che è più facile far la voce grossa tra democrazie che tra questa ed animali, quali gli " Hamasbollah", appunto.
Quel cascame umano usa mischiarsi e coprirsi con gli innocenti, colpire nel mucchio, stile 'ndo cojo cojo;
Ammonticchiano l'armeria di fianco, sopra e dentro scuole, edifici pubblici, ospedali o vi siano assembramenti di civili, a poter poi dire: guardate come gli ebrei massacrano la nostra gente;
Il binomio terrorista si è armato senza neppure prendersi la briga del nasconderne attività, tanto ne avevano e hanno disprezzo, per l'Occidente calabraghe e cacasotto, che abbozza e finge di non vedere.
Dall'una e dall'altra parte Israele ha avuto una pioggia di bombarde, che neppure le foreste pluviali hanno visto.
Silenzio: zitti e...Mosca !
I classici sterili e inutili bizantinismi di chi si accontenta di tirare a campare, applicando l'opportunista e prudente regola di essere debole con i forti e forte con i deboli.
In fin dei conti, anche Giuda si accontentò di una misera paga, quasi una carità, obolo gettato ad un pezzente per un'utile servitù.
Ci ammazzano e rapiscono religiosi in tutto il mondo.
Silenzio.
Ci pisciano in casa.
Silenzio.
Mostrano il culo, occupando le piazze, accanto alle nostre chiese.
Silenzio.
Ci spogliamo dei nostri valori, per non offenderli, per non urtarne la suscettibilità.
Rinunciamo al Crocefisso, al Presepe, al Natale, alle campane, atti interpretati come segno di resa e sottomissione.
Questo si aspettano, gli è dovuto: loro è...il "Migliore".
Per nostra vergogna.
Di rimando, otteniamo il resto per la nostra svalutata moneta: disprezzo, prepotenza, sputi e, tra poco, ordini;
e pure alcune nostre sottane, come i Dionigi Tettamanzi, sono a portare acqua all'altrui mulino, ad aiutare il diavolo a fare dell'ottima crusca.
Suor Maria Teresa Olivero e suor Caterina Giraudo sono state rapite lo scorso 9 novembre in un piccolo villaggio del Kenya, al confine con la Somalia, ma il Dionigi Tettamanzi, Arcivescovo di Milano, Cardinale di Santa Romana Chiesa, del titolo dei Santi Ambrogio e Carlo Metropolita della provincia ecclesiastica milanese e bla, bla, bla, pensa ad altre pecorelle: quegli altri definisce come "tutti miei figli, ESEMPIO e TESTIMONIANZA preziosa per la nostra città che invecchia";
e sollecito a voler PREPARARE loro il nido: "Abbiamo bisogno di LUOGHI DI PREGHIERA in tutti i quartieri. Ne hanno bisogno ancora più urgente le persone che appartengono a religioni diverse da quella cristiana, IN MODO PARTICOLARE all'Islam".
L'hanno preso in parola: Piazza Duomo tappezzata dai "Cul in aria", usata per tappeto da preghierina.
La loro, ovviamente.
Ma la mia è solo intolleranza, "rozzezza propagandistica" di scribacchino da "bollettino israeliano".

No, non sono qui a farmi dar lezione da Massimi e Dionigi.
Il Pedigree dei primi, l'elenco d'antenati che furono maestri di bestialità, non consente loro di guardare dall'alto in basso, come facevano gli antenati dopo aver gettato la gente nelle fosse.
Dei secondi me ne impipo: vadano sul minareto, a cantare le lodi di Allah, ai "figli, ESEMPIO e TESTIMONIANZA preziosa", che non sono disposto a macellare il manzo migliore per festeggiare il ritorno del suo figliol prodigio, più che prodigo.

Non starò a subire supinamente i "giudizi somari" di quest'accozzaglia.

Che vadano a brucare nel giardino del vicino dove gli sembra che l'erba sia più verde.

Questo è il mio giudizio.
Somaro forse, ma sarà in buona compagnia, tra simili.

Io, secondo me...15.01.2009

martedì 13 gennaio 2009

Diocidio

Il figlio è stato sfrattato e, dove stava, qualcuno c'ha pure fatto dell'umorismo, cambiando inchiodato con il cartello "Torno subito" o mettendoci in sostituzione una rana, e così via, con umorismo da un tanto il chilo;
e questo è il meno peggio: altre volte l'hanno buttato dalla finestra senza neppure toglierlo dai chiodini.
La mamma, poverina, non se la passa meglio, che tanti smadonnamenti s'è presa pure lei, quando non usata come immagine da circo, pari ad una foca ammaestrata.
Il padre addirittura l'hanno appeso al posteriore di un bus, almeno nello scritto:

"La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno".

Due mezzi pubblici scodinzoleranno e diffonderanno il messaggio lanciato dall'Unione atei e agnostici razionalisti (Uaar), nella versione italiana della campagna a favore dell'ateismo, che dal 4 febbraio tappezzerà il culetto di due autobus pubblici, a Genova.
Fosse un episodio, lo si potrebbe far passare senza commenti: ognuno libero di pensare del suo;
ma non è così: siamo alla presenza di un'offensiva, scientemente studiata e menata a spasso per il mondo.
Questa, infatti, è solo la versione italiana della campagna a favore dell'ateismo.
Stessa iniziativa sui bus di Londra, a Barcellona, a Washington e anche tentata in Australia, dove però non ha preso piede.
Da noi, altra carne al fuoco sarà poi a riportare Genova in prima pagina: il gay pride, fissato per il 13 giugno, giorno del Corpus Domini.
Capisco i timori del Corpus Domini: non a tutti piace che il gay ti si sovrappone, se non si è della sponda;
è un diritto, il non voler essere presi per i fondelli !
Suggerisco comunque a quelli dell'Unione atei, se non l'hanno già pensata, di gemellarsi con quelli, in un bel "Vis à Vis".
Dal posteriore del bus ad un altro, il dogma dell'inesistenza potrà riverberare: e dove meglio potrebbe fare presa !

Per i goderecci:
"There's probably no god. Now stop worrying and enjoy your life",
probabilmente Dio non esiste. Smettila di preoccuparti e goditi la vita.

Per i cultori del fai-da-te:
"Why believe in a god? Just be good for goodness' sake",
perché credere in dio? Sii buono per amore della bontà.

Tutte belle forme d'autoerotismo, seghe mentali e orgasmi dialettici di buona presa.

E poi c'è l'ultima, che m'attizza: "Gli atei dormono la domenica mattina";
bella tentazione, per pantafolaio come me.

Leggo: "L'Unione atei e agnostici razionalisti sta promuovendo anche una raccolta fondi su Internet che servirà a finanziare altri bus-atei in Italia"; è quasi cercare lo scontro per lo scontro.
Beh, se proprio scontro deve esserci, meglio con l'autobus che con "l'orgoglio gay", che altrimenti l'onta brucerebbe assai.

Eureka, anzi Uaar...mi è venuta un'idea bestiale.
Alla prossima occupazione di piazze ospitanti chiese cristiane o stazioni ferroviarie, da parte dei "Cul in aria", gli zerbini di Allah, appena si chinano, passateli uno per uno e usatene il posteriore:
l'ateo ci appiccica il foglietto del "La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno",
mentre il gay pensa a fissarlo...con il chiodino.

Insciallah...se dio vuole !

Io, secondo me...13.01.2009

lunedì 12 gennaio 2009

Filosofighetti

Penso che l'analfabeta e l'ultimo dei cretini abbiano ormai, se non compreso del tutto, almeno intuito cosa significhi azione-reazione e causa-effetto;
il resto, che ha studiato, lo deriva dal magico terzo principio della dinamica, la terza legge di Newton:

"Le forze si presentano sempre a coppie. Se un oggetto A esercita una forza F su un oggetto B, allora l'oggetto B eserciterà sull'oggetto A una forza F uguale e contraria".

A spara per anni quattromila missili sulla testa di B;
B s'incazza e, alla fine, fa ad A un culo grosso così.

Scientifico. Lapalissiano. Certo come la morte e la goccia che fa traboccare il vaso.
Sempre che uno non è masochista e nel provocare vuole che gli si faccia del male, che di questo gode, alzi la mano chi è disposto a ricevere, per l'intera sua esistenza, pedate sui gemelli di famiglia senza rendere capitale ed interesse, appena ne ha le balle piene !
Come a dare calci negli stinchi ad un elefante che, si sa, ha buona memoria: statte accuorto cumpà, che quello alla fine ti si siede sopra.
Beh, è qui che...casca l'asino o, come si usa dire, chi manca di cognizioni precise manifesta quanto è somaro e imprudente:
la regola che "Ad ogni azione corrisponde una reazione" è rispettata, mentre salta l'altro assunto, che dice
"...uguale e contraria";
se tu sei un moschino e fai incavolare l'elefante, stupido sei a credere di ricevere poi di rimando pari misura di merda, se tu hai continuato a fagliela addosso.
Cazzi tuoi se non hai saputo prendere per tempo le giuste misure.
Come si dice: chi è causa del suo mal pianga se stesso.
Ora, sappiamo che è delle mosche il cercare scarica d'elefante, perché è quello l'elemento di cui si nutrono e dove piace sguazzare, ma che ci anneghino da sole dentro, e non credano che il resto del creato provi la loro stessa voluttà.
Ci avevano un campicello da coltivare e ne hanno fatto un cesso, un gabinetto di guerra.
Le "Caccamosche" di Hamas ne hanno derivato una caserma, facendo della striscia di Gaza non un'opportunità per dimostrare di saper fare e costruire, ma una polveriera, un campo di battaglia.
E dopo aver predisposto e preparato per quanto meglio avevano in dote, sono riusciti a far perdere la pazienza persino a Giobbe, quel biblico personaggio famoso per aver così tante volte offerto l'altra guancia da poter volare, grazie alla faccia gonfiata a sberle.
Che reagisce, e tante e più ne torna.
Chi è stato a guardare sino ad ora, continui nella propria vigliaccheria:
dell'armamentario di Hamas molto è stato comprato con i soldi che la comunità mondiale ha profuso con generosità, per aiutare la ricostruzione e il riscatto; invero: per armare degli assassini.
Quelle cose lunghe ed affusolate che entravano nelle loro dispense non erano salami e mortadelle, ma razzi, forniti dai compagni di merende, gli Hezbollah, e dal Mahmoud, l'Ahmadinejad, quello che la pensa in comune, che tutti gli ebrei vanno sterminati.
La molla della guerra andava scaricata prima che i burattini di Hamas ne ricevessero il movimento.
Da subito. Al primo lancio di razzi.

- «La vera soluzione per la guerra israelo-palestinese sarebbe procurarsi missili più efficaci dei Qassam, e portarli laggiù».

Parole del "filosofighetto" di sinistra, il Vattimo Gianni.

Lo dicevano sempre i nostri vecchi, che nella vita bisogna prendersela con filosofia.

Il missile.

Ma Vattimo affanculo, filosofighetto !

Io, secondo me...12.01.2009

giovedì 8 gennaio 2009

L'arte...cul in aria

L'arte della frittata è nel volteggio, il capovolgere: una bella scottatina di qua, l'altra di là, a cambiare il sotto con il sopra, nascondendo la faccia per mostrare il culo;
a ben dire, la faccia era già bella tosta, ma si fa prima a prendere per il fondello più che dal fornello.

- «Et voilà, sìori e sìore, anzi: abracadabra, ad istupidirvi con gli effetti speciali della dissimulazione».

Il popolo dei "Cul in aria", i "Guerrafondelli di Allah", quelli che hanno offerto la parte migliore, l'apice a Dio, possono tornare a farci fessi, che tanto quello che volevano è stato ottenuto: far girare per il mondo musulmano i tanti deretani al vento che occupavano piazze, specchio di templi cristiani.
C'hanno fatto il porcheggio - ops, scusate: il parcheggio - per farci i cazzi propri, e non mi si dica che era solo preghiera: è stato l'equivalente rispetto e utilizzo che ha il cane per la pianta da innaffiare !
Hanno marcato il territorio, facendo percepire al mondo islamico - peggio, islamista - in mondovisione, quanto siamo bamba, che possono infilarci dentro di tutto, come per il dito nella panna.
Siamo così burrosi da poterci ricamare sopra pure i riccioli.
La nostra ormai è la società delle immagini, la prevalenza della forma sulla sostanza.
Impressa rimane la figura, le emozioni stimolate dall'occhio;
tutto il resto è la camminata di una goccia d'acqua sul levigato di una stufa accesa: svanisce in un rapido sbuffo di vapore.
Il fantastico sapore cucinato, l'arte "cul in aria", il possesso e la padronanza delle piazze, ha scolpito nella pietra l'inutile scorrere di gocce d'inchiostro sulle scanalature di una pietra ollare, lambita ai fondelli dal sacro fuoco.
Tutti i distinguo, i se e i ma, il puntualizzare o il distillare è solo il piagnucolare di porci, cani e scimmie, ai quali siamo assimilati: il peto non è uscito dai "cul in aria", ma dal nostro ormai indolente, lento e tardo infantile guaire.
Quel che ora si spende da noi è come lo zuccherino dato ad un animale da circo, addomesticato, per aver fatto bene l'esercizio che da lui ci si aspettava.

"[...] la preghiera collettiva in piazza [...] non era stata preannunciata, ma nata lecitamente su iniziativa di singoli";

bravi: un pesciolino alla foca.

Il cardinale Dionigi Tettamanzi aveva parlato di fronte agli immigrati definendoli "tutti miei figli" e "ESEMPIO e TESTIMONIANZA preziosa per la nostra città che invecchia».

No, caro Dionigi: testimonial, non testimonianza;
Ma ti sei guadagnato un pesciolino pure tu.
Sono quelli come te, sempre a pensare che è l'erba del vicino la più verde, che umiliano anzitempo il proprio gregge, lasciando invecchiare e andare a ramengo l'ovile delle striminzite e rachitiche pecorelle di Cristo.
La nostra, la mia, è la rabbia di chi sente il proprio pastore far festa ai caproni d'altri, accarezzando i cornuti per lasciarci mazziati, in balia ai lupi, che fanno festa in assenza del pecoraio.
Tettamanzi: tiè: un altro pesciolino e pure uno zuccherino, che le tue acrobazie valgono le risate del pubblico dei "cul in aria", piazzisti e venditori che sulla porta di casa tua hanno ben e meglio saputo vendere del loro.
Ah, lascia qualche zuccherino, che nell'elenco dei creduloni c'abbiamo una nutrita schiera, di quelli che minimizzano pensando che è meglio rimandare a domani quel che non gli riesce oggi:

- «[...] lenzuoli bianchi con disegni azzurri [...] l´effige data alle fiamme era solo un drappo artigianale, con simboli non riconducibili alla bandiera ufficiale di Israele».
E già: bruciavano solo il corredino del pupo; sicuramente un maschietto, visto il colore celestino e celestiale.
Quelli in piazza erano solo dei grandi compagnoni, anzi, compagni.
Compagni di merende. Di Hamas. Di Hezbollah.
Meglio: tutti figli, ESEMPIO e TESTIMONIANZA preziosa per la nostra città che invecchia, e allora, largo ai giovani !
Altri pesciolini, per questi bravi acrobati, illusi più che illusionisti.

Fregato l'arrosto, ora ci vogliono far credere quanto è meglio il fumo.
"[...] Gli islamici si scusano. Milano - Il presidente della Casa della cultura islamica di viale Padova, Asfa Mahmoud, ha chiesto all'Arcivescovo di Milano Dionigi Tettamanzi un incontro per chiarire quanto è successo sabato scorso e portare le scuse".
Asfa, ascolta me: lascia le scuse e portati degli zuccherini, che bastano.
Scappati i buoi si chiude la stalla: via noi, hanno chiuso le porte del Duomo.
Mahmoud, lancia il pesciolino, che la nostra foca...monaco penserà a prenderlo.

Ah, Asfa: la prossima volta entrate direttamente in chiesa, tanto siete ormai di casa;

tutti miei figli, ESEMPIO e TESTIMONIANZA: grandissimi figli di Allah !


Io, secondo me...08.01.2009

domenica 4 gennaio 2009

dinoVauri

La sinistra estrema ci riporta il Vaurococele, che è la forma patologica e cronica del varicocele, ovvero, l'aumento abnorme del volume del testicolo;
detto in parole povere: ancora persevera e ci costringe ad averne le palle piene, di lei.
Lo smarronamento di zebedei prende il nome dall'inventore di scarabocchi del partito, il Vauro, altrimenti etichettato come vignettista.
A dire il vero, il poveretto non è che un amanuense dello sgorbio, un semplice scriba, estensore sotto dettatura e braccio con cervello accentrato, ceduto all'ammasso all'atto del tesseramento.
La sua "poderosa macchina da guerra" - virile derivazione ed definizione di occhettiana memoria e ricordo di sonora sconfitta elettorale - lo ha stipato di fiele, ed ora lo spruzza per disinfestare quello che ancora credono podere e proprietà del partito, la vigna baciata dal sol dell'avvenire, destinata a produrre buon vino; rosso, ovviamente.
Sull'Italia è caduta la meteorite, ma i "dinoVauri" ancora non hanno capito di essersi avviati sulla via dell'estinzione, dopo novant'anni di fortunata predazione, che è ancora caldo e non rappreso è il sangue, sulla lama della falce e in cima al martello.
Tutta la storia dell'uomo non ricorda e pareggia le vittime di una simile ideologia, premiata macelleria e attitudine al massacro;
nessuno mai ha avuto modo di copiare e superare i suoi, di assassini e maestri.
Non per nulla i capostipiti avevano magnificato, poi messo in pratica, la sana efficacia del terrore, la paura che era ed è il punto nodale d'ogni cosa che sappia predicare la rivoluzione, ossia, la demolizione, fermando le proprie capacità alle macerie, a lasciar scheletri, non avendo ricevuto in dote l'altro talento: la conoscenza della costruzione della famiglia, della scuola, della società, della cultura e della morale, che rincorrono come l'asino la carota, messa e mossa davanti al naso, irraggiungibile: per lui, baracca e burattini.
Con queste premesse di morte e terrore, da questo pulpito, arriva la predica; dai mercenari l'attacco.
Tzipi Livni, ministro israeliano degli esteri, viene raffigurata dallo scalpellino Vauro con coltellaccio e mannaia, e un grembiule intriso di quel sangue dove pure tiene in ammollo i piedi;
un didascalia si chiede "Se questa è una donna", scimmiottando il titolo del famoso scritto dell'ebreo Primo Levi, che bene vi descrisse la bestialità omicida e stragista dei campi di sterminio di nazista memoria.
DinoVauro vorrebbe farne paragone, dove ora sarebbero gli ebrei a fare lo stesso con i palestinesi di Hamas.
La precisazione "di Hamas" è voluta perché, al di là delle cortine fumogene, verso questi animali è l'attacco e la guerra che Israele ha scatenato.
Il terrore è la loro ragione e neppure di vita, ma di morte, che è la puttana delle loro morbose voglie.
L'hanno pure scritto, lo sputano in faccia a tutti, che lo scopo del loro fare è, non la sconfitta o la cacciata degli odiati ebrei, ma la cancellazione fisica degli stessi.
Guarda caso, l'anello di congiunzione, il minimo comun denominatore che gemella Comunismo, Nazismo e la nuova frontiera dell'estremismo islamico.
Riecco il riaffermarsi di terrore e morte, il cambiare pelo ma mantenere stesso vizio, mutar di forma e colore ma con stesso contenuto.
Alzi la mano chi sarebbe stato disposto a continuare a ricevere missili sopra e dietro per anni senza reagire, e pure a darsi del coglione per avere dato, ai propri aspiranti carnefici, la giusta distanza e rampa per spararli.
Uno più, uno meno, dal 2001 i TERRORISTI di HAMAS hanno sparacchiato 4000 missili e bombardato con migliaia di mortai, e solo grazie al muro di DIFESA, non sono riusciti nel loro meglio; la strage di e fra gli innocenti, il fare i bombaroli nei mercati, sugli autobus, nelle discoteche e in ogni dove possa riunirsi carne fresca da macinare.
Ora, i segaioli della diplomazia chiedono una tregua: non prima, a chiedere il fermare il lancio di razzi e di pezzi da bombarda.
Ora, che i loro beniamini le stanno buscando di santa ragione, cercano di salvarli e parlano di "reazione sproporzionata".
Beh, le mosche e le zanzare non ci si accontenta di scacciarle: si schiacciano;
e se qualcuno fa notare che non si può paragonare, per valore e peso, la vita degli insetti all'essere umano, concordo: mosche e zanzare meritano rispetto !
Per queste chiaviche hanno sfilato a Milano, da Porta Venezia al Duomo, bruciando colà bandiere con la stella di David o sovrapponendo a queste croci uncinate e svastiche, scandendo improperi e contumelie contro Stati Uniti e Israele.
Guardando in faccia le mandrie portate al pascolo non mi sono meravigliato: anche le capre si portano dove c'è erba da brucare.
Quel che mi ha fatto incazzare sono stati i "culi in aria", quei musulmani che hanno tappezzato e usato la piazza, dove svetta un grande simbolo della cristianità, come tappeto di preghiera, che ha evitato di poco il vederne posteriore solo perché la direzione della Mecca non ha permesso il mostrare deretano.
L'avessimo fatto noi, nelle loro tane, sarebbe scoppiata una cagnara a non finire.
Le porte del Duomo sono state chiuse.
Saggia precauzione, che qualcuno magari, nel chinarsi, avrebbe pure potuto farsi scappare l'anima del fagiolo, che avrebbe costretto pure il nostro buon Dio a turarsi il naso.
Non ho visto il caro Dionigi, il Tettamanzi, Cardinale del meneghino luogo, quello che predicava che
- «Abbiamo bisogno di luoghi di preghiera in tutti i quartieri. Ne hanno bisogno ancora più urgente le persone che appartengono a religioni diverse da quella cristiana, "in modo PARTICOLARE all'Islam"»
Eccoti accontentato.
Perché non sei uscito, pregando pure tu con i "fratelli", nella nuova moschea all'aperto ?
Che sia stata una provocazione ben pianificata è innegabile, visto che a menare i buoi era il caro imam di Viale Jenner, quel birichino di Abu Imad, condannato a Novembre a tre anni e passa per terrorismo.
Ah, già dimenticavo: fino a che fanno scoppiare gli altri, fuori dai patrii confini, è solo benedetta "resistenza".
Beati loro, che si mettono a novanta gradi per pregare;
anche noi lo facciamo, ma per supplicare: che non ci facciano male !


Io, secondo me...04.01.2009

lunedì 29 dicembre 2008

Il pulpito e la predica

No, non ce l'ho con il piccoletto: lui fa la sua porca parte, occupandogli spazi che gli lasciano, espandendo ed occupando e saturando come il metano, nell'attesa che l'imbecille che lo ha liberato poi accenda un fiammifero !
e poi, siamo sinceri: chi, al suo posto, non farebbe lo stesso, che se un cretino ti da corda, viene naturale fare il nodo e preparare il cappio, per impiccarlo ?
Il nanerottolo, come tante mezze seghe, già di suo tende ad alzarsi sulla punta dei piedi, cercando con il rumore di attirare l'attenzione che, per spessore ed altezza, un'avara - o previdente - natura non gli ha concesso.
Come per quelli della bottiglia di spumante, una volta che si scrolla il gasato nel vetro, questo si agita e il tappo salta.
La televisione britannica - Channel Four - c'ha messo la zeppa sotto le scarpette, dando spessore e pompando diverse atmosfere in quel palloncino, che s'è subito gonfiato;
il Mahmoud Ahmadinejad ha subito preso in mano il manico della situazione: il microfono, che imbonitori del catodo, gli hanno praticamente infilato in bocca, e ha sparato cazzate a raffica, usando quel fallo elettronico come fosse un Kalasnikov;
A cavallo, tra il Natale e la fine dell'anno, hanno dato le chiavi della cristalleria ad un elefante, a dare spolvero alle preziosità esposte.
L'inizio delle ostilità non si fa attendere e iniziano le mitragliate...

"Rat-ta-tat-tat-ta...bla-bla-bla-bla..."

- «Tornasse lui, cari voi, c'avrebbe una delle mie divise di Pasdaran; guerrigliero e anticapitalista, contro gli "Iuessei" e voi, occidentali degenerati, arroganti e senza remore. Ah, sì: ci fosse il buon Gesù, per voi sarebbero cavoli amari ! Sarebbe pronto a guidare il mondo verso l'amore, la fratellanza e la giustizia...magari con la mia bombetta atomica, missili a lunga gittata e tanti coglioni, pronti a farsi saltare in aria e colpire, davanti a scuole, nei mercati, sugli autobus, nei cinema e ovunque vi sia raccolta di carne scelta, da macinare».

E già...domani sarai con me in Paradiso, disse ad uno dei ladroni, che certo era meno meritevole di un martire;
e magari si trovano pure porte comunicanti, a sconfinare nelle camere dove ci stanno le vergini, a sostituire le bambole gonfiabili e la manina, con cui questi eroi delle stragi si sollazzano in questo, di mondo.

Il delirio del nanetto prosegue a ruota libera, sborda dagli argini, deraglia e raglia, sbava e bauscia, sputa e scatarra, che il suo Gesù-Swazzeneger si opporrebbe ai guerrafondai, agli arroganti e ai...terroristi !
Ben fatto, Channel Four, che invece di portare fuori la bestia a sporcare, s'è fatto fare la cacca in casa !

Intanto, in casa sua, il Mahmoud porta i convertiti cristiani in palmo di mano, li valorizza, anzi, li innalza:
su, su, sempre più in alto...agganciati per il collo al gancio di una gru !
Mano tesa, ad uno che tiene i forni caldi, pronto a dar la fiammata appena e all'occasione, quando e qualora l'ebreo possa capitagli tra le mani che, come quelli di Hezbollah - compagni di merende - non nasconde di voler cancellare: non a campione, ma per intero !

Ma guarda tè da che pulpito viene la predica;
e non posso neppure dire che l'Ahmadinejad di cose non ne capisce un'acca, che quella se l'è quasi costruita, non so di quanti megatoni.

Lasciamo un cazziatone per un altro, il palcoscenico per la tribuna, ma stesso volersi sbrodolare addosso.

- «Non siete pronti: se non sapete accogliere lo straniero, il diverso, non potete accogliere il Bambin Gesù: Perciò, Gesù non nasce».

Ecco che Monsignore Attilio Bianchi, parroco di Santa Lucia, in quel di Bergamo, fa abortire pure la Madonna !

L'Italia, il più gran colabrodo dell'intero Mediterraneo e dell'Europa intera, dove sono sbarcati tutti e tutti sono arrivati - annuncio di terra promessa - e dove a nessuno s'è sparato addosso o si è turato accesso, eccola, paese ingrato, a prendersi pure la scoppola da un indossatore di tonaca, che ci da del cornuto, dopo essere stati continuamente mazziati !

"Vecchio scarpone, quanto tempo è passato / quanti ricordi fai rivivere tu [...] in mezzo al fango con la pioggia o con il sol / forse sapresti se volesse il destino / camminare ancor".

Da qualche parte ce li ho ancora, i vecchi pianali delle mie scarpinate;
robusti, pesanti, di cuoio tenace, di cotica spessa, tacco e punta rinforzata: quanto basterebbe a portare l'Attilio a toccare il cielo con un dito !
Questo mi toglie Gesù Bambino dal Presepe; il pari suo, in una chiesa di Genova - così come in una scuola di Venezia - mi ci mette moschea, minareto e il muro, come quello che divide Israele dalla Palestina, con tanto di soldatini: il "Moscopresepe" con la "Minacapanna", i "Pastorbollh" e - perché no ? - tanto che ci siamo, possiamo continuare, con un Qassam a far la Cometa e candelotti di dinamite, tritolo e plastico invece di oro, incenso e mirra !

La "cima alla genovese", il don Prospero Bonzani, giustifica e indica la commistione, l'ottenere il can bastardo, come mezzo per "intraprendere il difficile dialogo con il mondo islamico";
e che: lo fai portando via i sogni e il mondo ai bambini ?

- «Me fe girà i ball, malnatt balabiott e ciaparatt !»

A queste ritirate, più che ritiri spirituali, si aggiungono realtà, come a Ravenna, dove tre quarti degli asili hanno preferito la "rivoluzione del gesso", scegliendo di non fare...le belle statuine.
Il Mahmoud prende Gesù e lo brandisce; L'Attilio, il Prospero e gli scolastici lo nascondono o lo gettano.
Non so chi di questi è peggio, interpretandoli per ruolo, divisa e campo.

Ha ragione Anjem Choudary, presidente degli avvocati musulmani in Inghilterra:

- «Il Natale è una via verso l'inferno !»


Se lo dicesse solo lui, l'avvocato...del diavolo, capirei;
ma non quando le corna ce le mettono le nostre, di sottane !

Natale è passato, così il Presepe, ma restano le categorie di Don Mariano, il Padrino de "Il giorno della civetta" di Leonardo Sciascia, dove parla di suo e dice:
- «L'umanità [...] la divido in cinque categorie:
gli uomini, i mezz'uomini, gli ominicchi, i pigliainculo e i quaquaraquà.
Pochissimi i primi e pochi i secondi;
gli ominicchi [...] sono scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi, i pigliainculo sono un esercito mentre i quaquaraquà dovrebbero vivere con le anatre nelle pozzanghere...»

Don Mariano docet.

Io, secondo me...29.12.2008

lunedì 22 dicembre 2008

Credendo vides

Sarà la stagione, che per molti rende piacevole restare tra calde coperte, mentre fuori biancheggia il nevischio, la pioggia schiaffeggia le tapparelle o il gelo fa scricchiolare ossa, rami e ghiaccioli;
il sonno è come l'abbraccio della mamma, la carezza della bambagia o l'accoglienza, nella soffice paglia del nido.
La pace dei sensi è l'essere sollevato da ogni dolore o dispiacere, da problemi o fastidi, dal doversi confrontare con cose e persone, in difficili ed avverse prove prodotte dalla nuova società, talmente connessa nei suoi gangli nervosi da subire sempre più l'effetto farfalla - il butterfly effect - quel fenomeno che saggi studiosi furono a rivelare:

"Piccole variazioni nelle condizioni iniziali producano grandi variazioni nel comportamento a lungo termine di un sistema: il minimo battito d'ali di una farfalla sia in grado di provocare un uragano dall'altra parte del mondo ".

Un avvenimento. Un comportamento, la scelta tra un'azione invece che l'altra, può far crescere, in maniera esponenziale, nel bene come nel male, l'effetto spesso banalizzato o considerato insignificante del proprio infimo nascere.
Da un refolo d'aria la furia dei venti, da una goccia il diluvio, da un sassolino la frana.

Tutto questo anche se noi si continua a dormire...o magari, proprio per quello !

La giusta chiave di lettura di questo può salvarci la pelle domani; lo stesso, al contrario, ce la giochiamo.

Peggio è quando il messaggio ci giunge qual è, nella sua nuda crudità, ma si decide di girarsi dall'altra parte, credendo che bastino le mura di casa a tenere lontano tutte le disgrazie e le calamità.
O, ancora più cinico, quando si cerca il "tirare a campare", egoisticamente sperando che il cerino acceso rimanga a bruciare le mani della prossima generazione, lasciandoci godere questo spicchio di vita, che una benevola provvidenza ci ha donato, lasciando altri a morire di fame o essere schiacciati da guerre o vittime da formicaio, al grido di "Una singola morte è una tragedia, un milione di morti è una statistica" e "Tanto io che ci posso fare ?".

butterfly effect...effetto farfalla: l'ozio dei sensi e della ragione costò due guerre mondiali, perché non si ebbe il coraggio di uccidere il mostro in culla.
Lo stesso sta accadendo con il terrorismo e non riaffermare e contrapporre al disfacimento morale i principi irrinunciabili della vita: "Verità e Libertà"; "Fede e Ragione", "Valori e Regole" come, nel nostro specifico, il non voler essere...Protagonisti per l'Europa Cristiana, culla della nostra civiltà e fondamentale della nostra identità, non in contrapposizione, ma a difesa di un essere specifico ed equivalenza, se non di forme, almeno nella sostanza, a sublimare basi universali e irrinunciabili;
sacralità della vita, libertà e rispetto: la prima per aspirare alla seconda ed ottenere la terza.
Ognuno nel pieno della propria specificità, nel proprio vestito, mentale e fisico, ma a far perno - senza se e senza ma - su un vitale minimo comun denominatore.

Senza, si è nulla e nessuno, una pianta senza radici, bella magari per un giorno, ma subito a sfiorire.

Non secondo al pericolo che viene da fuori, peggio è dal di dentro, dove un becero idealismo di un credo rottamato, scavator di tombe e sepolcri, ha consumato le basi della famiglia e della scuola, succhiandone il succo come una bibita con la cannuccia.
Dalle basi alle fondamenta, il passaggio è stato breve: il messaggio corrosivo della catena di sant'Antonio applicato al sistema ha propagato il contagio inducendo i destinatari a produrne copie da spedire, perpetuando e amplificandone i nefasti effetti...butterfly effect: dal sassolino alla valanga, dal crollo dei mercati all'evaporazione dei propri risparmi, da questo alla creazione dei nuovi poveri al rischio che tutto imploda, in un'inarrestabile corsa nell'abisso.

- «Lasciamo che i morti seppelliscano i propri morti !»

Magdi Cristiano Allam ha costruito una vita con la trasparenza del cristallo, con l'esempio della fede in valori mai negoziabili, in piena visione e condivisione di un prossimo fondato su gente di buona volontà, disposti a mettersi in discussione, guardando in faccia e offrendo la propria, ma non la guancia.

"Verità e Libertà"; "Fede e Ragione", "Valori e Regole":
l'irrinunciabile, per il nuovo "Protagonisti per l'Europa Cristiana".

Cristiano ce lo propone, non promettendo lustro ed onori, ma un cammino che, all'inizio, costerà "Sangue, sudore e lacrime", almeno fino a che l'organismo sarà cresciuto, a poter difendersi da solo dall'assalto dei predatori.

Ora quest'esserino è ancora indifeso, possibile d'essere soffocato nel suo nascere:
prossimamente in tutto il paese sarà preparato il "corredino", banchetti dove gli italiani saranno a decidere se firmare per permettere che lui venga al mondo, a lasciargli possibilità di dimostrare valore.

Ai vivi, alle persone di buona volontà, a chi non smette mai di lottare, a tutti rivolgo invito:

accorrete numerosi, abbiate fiducia perché "Credendo vides"...ovvero: per vedere bisogna credere.

Farfalle, battete le vostre ali.

Alle cicale, invece dico: restate tra calde coperte, mentre fuori biancheggia il nevischio, la pioggia schiaffeggia le tapparelle o il gelo fa scricchiolare ossa, rami e ghiaccioli, nella falsa sicurezza che bastino le pareti delle vostre tane a proteggervi.


Io, secondo me...22.12.2008 - http://www.beppefontana.blogspot.com/

venerdì 19 dicembre 2008

Giri di giostra

Oggi voglio invitare l'errante, che dovesse incappare nel mio scrivere, a fare con me alcuni giri di giostra, sperando di fare come i guitti che un tempo si esibivano sulle piazze e passare, al fin della fiera, con il cappello o la scodellina a raccattare qualche cosa per il companatico.

Io mi accontenterò di chiedere aiuto e il passaparola, a far nascere una creatura !
Questo, al termine: non barate, non andate a leggere il finale.

Ma, iniziamo: accomodiamoci sul seggiolino, che vi farò girare;
se ci riesco, pure le balle, che l'arrabbiatura almeno sarà segno che ancora abbiamo da spendere per noi.


Le pulci seguono il cane:
come per la migrazione dei popoli, è legge di natura che ognuno s'attacchi alla dispensa.
Ogni pasto si trascina appresso, quando va ancora bene, dei parassiti, che almeno s'accontentano di rubare solo una parte del nostro, per lavoro ed energie;
diversamente, i predatori: vogliono spolpare, perché è vicino all'osso che il prosciutto è più dolce.
Da ogni dove sono arrivati a noi, sulla porta di casa, dal cielo, dalla terra e - i più disgraziati - dal mare:
sono i migranti e, in special modo, per l'argomento che vò a trattare, musulmani, che dall'Islam accogliamo e ospitiamo.
Ad anticipare la replica degli inventori dell'acqua calda, sono a dire che non mi preoccupa la maggior parte di quelli, che qui ci sta bene perché in fuga dal peggio e sarebbe assurdo lamentarsi e sputare nel piatto dove si mangia quando, da dove arrivati, lo sputo l'avevano in faccia.

- La maggior parte è brava gente, lavora e pensa ai fatti propri, e poi, ne abbiamo bisogno»,
è il dire Cardinal porporato all'ultimo dei pappagalli di Lapalisse da cui "lapalissiano", ad indicare affermazione di cosa ovvia, derivazione dell'ironica canzoncina:
«Ahimè, La Palice è morto / è morto davanti a Pavia / ahimè, se non fosse morto / farebbe ancora invidia».

Bene, non mi curo e parlo del cane, ma delle pulci; non delle pecore ma dei lupi:
al branco e in groppa ai disperati, al pelo e agli stinchi, si sono aggrappati queste e quelli.
In quale stalla menare la carne e fattrice di vitello e latte, se non - dove possibile - le Moschee ?
Sempre per i cultori dell'acqua calda per la vasca di Lapalisse: non tutte, ma quante bastano ad indottrinare all'uso del moschetto che della parola.
Troppo chiedere che diventino tutte, se non di cristallo, cristalline ?
Troppo chiedere che si predichi in italiano, che è il minimo pretendere di conoscere e usare per capire o capirsi a vicenda ?
Forse che si chieda siamo noi a dover imparare l'arabo ?
Troppo chiedere che gli imam siano trasparenti e rispettosi, e non a berciare che noi siamo brutti e sporchi, scimmie, cani maiali, infedeli e tanto più, quasi si fosse contenitori di raccolta differenziata, comunque rifiuti ?
Troppo rispedirli al paesello, quando continuano nel triturarci gli zebedei con l'unguento dell'odio e la soda caustica ?
Se mi gratto simili piattole dalle sacche dello scroto sono razzista, xenofobo, fomentatore per l'estinzione del Panda ?
Se m'incazzo al lancio del Crocefisso dalle finestre, dalla cancellazione del Presepe, dalle vesti del Natale e mi vergogno delle parole delle canzoncine che l'accompagnano e non suono le campane per non urtare la suscettibilità di simili personaggi, sono un becero tracciatore di confini da ghetto o nostalgico dei campi di concentramento ?
Mi dispiace, ma simile teppaglia la uso come batacchio della campana, asino per il Presepe e piedistallo per la Croce.
Ah, piccolo inciso: nel ghetto ci stiamo noi;
ci siamo rinchiusi da soli spogliandoci d'ogni referenza e riferimento, a non essere più né carne né pesce, ad aver venduto progenitura per un piatto di lenticchie e dilapidato l'eredità dei nostri antichi padri.
- «Da dove veniamo? Che siamo? Dove andiamo ?», erano le grandi domande dell'umanità;
oggi, ruderi di un...tempio che fu, grandezza, storia e maestà, eredità dissolta da involuti trogloditi che, alla domanda hanno dato soluzione; da, che e dove...risposta: nulla.


Altro giro di giostra.

Siamo in ginocchio: lo siamo per il relativismo e l'anarchia con cui abbiamo rincorso il piacere, l'applicare "meglio un giorno da leoni che cent'anni da pecora" o "pochi, maledetti ma subito !", il "meglio un uovo oggi che la gallina domani" e l'azzardo, d'accettare il rischio nella speranza che il cerino, alla consumazione, rimanga e bruci in mano ad altri.
Per le cicale è arrivato l'inverno, e siamo a piangere perché: "Bambole, non c'è una lira !".
E già, i valori stampati sulla carta ci hanno portato a...rotoli, tanti piani di morbidezza per detergere un sistema cinico ed egoista, dogma e dottrina di sacerdoti con la faccia come il culo !
Valori, come le puntate del Poker, dove però qualcuno ha deciso di vedere, scoprendo il bluff, per noi che si pensava di rischiare solo i fagioli usati per coprire la casella della Tombola.
Ecco perso tutto: radici, personalità, dignità, rispetto, autorità, pulizia morale.
E come si può avere ancora bronzo per la faccia persa, ad evitare che ce la insaponino con il catarro e la passino con lo strofinaccio.
La famiglia va a pezzi, così la scuola, sbriciolate e minate dalle polveri di un credo sinistroide specializzato alla demolizione e alla ricerca del potere, in distillato puro, ma incapace, per scuola, cultura e moralità, a costruire.
Beh, in quanto devastatori, hanno fatto un buon lavoro, del loro peggio.
L'aver purgato l'intestino non ci ha impedito d'esser stati ridotti a larve di noi stessi.
Siamo deboli, febbricitanti, inermi, indifesi.
Depressi.
Resa.
Rassegnazione.
Come durante la ritirata di Russia, storia di nostri coraggiosi ragazzi mandati al macello per dar modo al fascio d'essere bauscia e menare vanto: era così bello, suadente, invitante e liberatorio il concedersi al sonno del generale inverno, che era sì l'anticamera della morte, ma volete mettere quanto dolce.
Si diventava ghiacci, in piedi, seduti o accovacciati, che se poi ti toccavano, pezzi di te si staccavano, come per le delicate statuette di porcellana: racchiusi nella neve, come a Pompei dalle ceneri vulcaniche o per gli antichi sauri, cementati e mineralizzati nei sedimenti, vecchi di milioni d'anni;
questi sono gli elementi, gli "stampini", come quelli usati dai bambini sulle spiagge, "formine" e gusci che la natura utilizza per fare calco delle nostre carcasse, come le immagini in terracotta degli antichi dei, che si credeva legate ad ogni vivente ed usate dalle divinità per giocare e giocarsi quei pezzi, come fossero parti di un'eterna partita a scacchi ove, dal capriccio o per incapacità dei giocatori, noi si poteva finire mangiati, fuori gioco.
Stecchiti.
Abbiamo bisogno di una cura ricostituente, di battere nuova moneta, non più di carta, ma d'oro, con inciso nella carne il, anzi, i valori:
"Verità e Libertà"; "Fede e Ragione", "Valori e Regole".

Ultimo giro di giostra.

Magdi Cristiano Allam: un uomo, una testimonianza, la sua vita da anni sotto i nostri occhi, un'anima di vetro trasparente.
Può piacere o non piacere, ma tra il suo dire e il fare non ci sta di mezzo il mare.
L'esempio di una crescita, come uomo, come pensiero, come maturità, come coerenza.
Ha detto: «Io credo», a Dio - che può essere personale - ma anche in quei valori che sono l'universale e vero collante d'ogni società evoluta.
- «Musica già sentita, moneta già spesa, ormai svalutata» ribatteranno sicuramente alcuni dei "ritirati di Russia".
Giusto. Ma non consumati per l'abuso !
La parola magica risiede in un primo atto di fede, nel non vergognarsi di spendere ancora quella parola:
- «Io, noi crediamo !»
La resa è per i morti.

Mi rivolgo ai vivi.

Aiutateci, aiutatemi, a permettere che questo neonato partito, con un padre amoroso, possa venire alla luce, crescere e dimostrare il proprio valore, o scomparire, se non poi all'altezza.

Si chiederà prossimamente una firma, non per averne tessere - che, chi la vorrà è benvenuto - ma quel sigillo sarà a sancire che, sì: c'è una base, lo si vuole, si vuole che il piccolo possa lanciare il primo vagito.

Chi vuole, chi può, io prego: date, dateci un'opportunità; divulgate e fate conoscere, e se non sarò e saremo ad onorare la vostra benevolenza, sarò il primo ad offrire il muso e il posteriore ai calci.

Ai "nemici" voglio dire: lo siamo e, magari lo resteremo pure avanti e forse divaricheremo, ma ci sono tanti percorsi per arrivare allo stesso mare.
Se non buoni amici, almeno resteremo buoni nemici, e chissà che non ci si avvicini con il rispetto, se non con le idee.

A voi, d'altra sponda, fede o credo, sono a domandare una firma, secondo la "regola" di Voltaire:
«Non sono affatto d'accordo con ciò che dite, ma mi batterò fino alla morte perché nessuno vi impedisca di dirlo».

Grazie, amici e nemici, per ogni goccia che potete aggiungere alla nostra borraccia.

Beppe, il Fontana.

Io, secondo me...19.12.2008 - http://www.beppefontana.blogspot.com/

martedì 16 dicembre 2008

Esterno in giallo

Le catene d'oggi, diversamente da quelle degli antichi schiavi, non sono più a maglia di ferro, ma di rutilio;
comunque servono ad asservire nuovi forzati, in forza di una nuova legge del feudo, che vuole altri padroni gestire la cotenna dei disgraziati come meglio credono, ed essendo pure atei, non hanno da rendere conto neppure ad una coscienza e ancora meno a Dio, che lo sono essi stessi, agli occhi dei loro servi !

Se mai lo schifo e il disprezzo possono mai arrivare ad un limite, io non l'ho ancora trovato, che il vento dell'ipocrisia spinge ogni paletto ad allontanarsi sempre di più: perfino nell'oscurità più assoluta, quell'Apocalisse del nostro Evo antico, fissava un termine, il famoso "Mille e non più mille" !
Nella nostra storia, non esiste, se non per le misere ed effimere esistenze, che ancora oggi, come secoli fa, portano la pelle nera.
Ancora è l'Africa che piange e, nello specifico, per il mio parlare, il Congo.
Ma se Cartagine piange, Roma non ride, che gran parte del continente nero porta cicatrici o le avrà, compatibilmente - e incredibilmente - per colpa delle proprie ricchezze !

Il colonialismo di vecchia data insegnò cosa vuole dire la sofferenza per chi siede sulla ricchezza ma non ha modo di trasformarla: destino vuole che la perderà, perché i ladri sapranno come sfruttarla in vece loro.

Che si chiami Congo o Sudan, che sia petrolio, legname, minerali o l'avorio della Namibia, l'esattore delle nuove cambiali, firmate sulla pelle degli schiavi indigeni, si chiama Cina, e la nuova religione "cinesizzazione", come quella in Tibet.
Proseguendo a parlare dell'ex Zaire, possiamo "timbrare", con questo stampino, ogni tattica e strategia provenga dal nuovo imperialismo giallo;
impressionante come tanto silenzio faccia da sfondo e quanto siano latitanti quelli che una volta - e magari ancora hanno, come scheletro nell'armadio - quel bel "libretto rosso", color sangue, "vangelo" di uno dei cavalieri dell'Apocalisse, che fu Mao Zedong.

Le vecchie memorie di scuola mi dicono che niobio e tantalio sono le accoppiate, per il prezioso rutilio: il primo serve a produrre materiali superconduttori, il secondo, per tutte le componenti elettroniche;
la Cina ha scoperto il capitalismo e loro, come i maiali descritti ne "La fattoria degli animali", romanzo dello scrittore inglese George Orwell, ancora sono a dimostrare quanto si ripeta l'oppressione che, scacciato un padrone, se ne fa avanti un altro;
la lotta di classe finisce appena arrivati a ridosso del trogolo.

"Nel mezzo del camin, di nostra vita, mi ritrovai per una selva oscura",
recitava il sommo poeta: era l'anticamera dell'inferno.

Oggi questo pertugio è una voragine di 25 metri, a pochi chilometri da Likasi, città a sud del Congo;
è qui dove una sofferente umanità è intinta nel sugo della pentola del diavolo, nella bolgia degli inferi, per strappare dalla terra il prezioso cobalto e il rame, da portare in offerta agli dei di Pechino.

Nelle gallerie fetide non esiste regola o legge, se non quella di scavare e spalare, fregandosene di quelli che sono sepolti nei budelli precari, dove cunicoli pericolanti e infetti da escrementi e carogne d'animali portano dissenteria e colera e coperta per soffocare nel sonno eterno.
Ogni secchio dei preziosi minerali vale ben di più d'ogni vita che, nell'abbondanza, perde e svaluta se stessa, per la facilità d'essere prontamente sostituita.

Ogni caduto porta alibi al cinismo del proprio assassino: tu mi dai questo e io costruisco ferrovie, dighe, ospedali e strade, dicono i comunisti di una volta.
Peccato che, molto di tutto ciò, serve da supporto e sovrastruttura per muovere, curare, accudire e servire i nuovi signori, tecnici e consiglieri,controllori della "cintura del rame", a ritornare quei soldi a chi li ha spesi.
E poi, hanno trovato più economica moneta di quella cartacea: le armi.
Come in Sudan, l'imperialismo giallo foraggia con queste fornendo a quell'esercito il bastone per tenere buoni i "disturbatori" del pasto del drago.
La "cintura del Rame" è un ottimo cappio per i boia, che una volta volevano "Tutto il potere al popolo" !


Io, secondo me...16.12.2008