venerdì 27 marzo 2009
giovedì 26 marzo 2009
Obamenei
- «Volemose bene, semo boni», invita il Barak, porgendo il ramoscello d'ulivo.
La risposta arriva in punta di dita: il terzo, a partire dal pollice;
tradotto, dall'ottimismo degli allocchi: attenzione e interesse "medio" sull'apertura di Obama.
Abbronzato al naturale, mandolino e labbra a ciuccio, sotto il balcone della nuova fiamma il grillo salta e canta, sperando: incanto, convinco, cavalco l'onda e nascerà un bel Obamenei, dal seme Obama col Khamenei.
- «Chi ha avuto ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato ha dato, scurdammoce o passato», insiste "Black iuessei".
Ma l'altra sponda non si concede e non gliela da;
dal trespolo, occhialoni scuri, barbetta bianca e turbantone nero a pentolino, gli risponde la cornacchia:
- «L'Iran non può dimenticare l'atteggiamento ostile e aggressivo che gli Stati Uniti hanno avuto in passato. L'amministrazione americana deve riconoscere i suoi errori e porvi riparo: è questo il modo di mettere da parte le divergenze».
Capo cosparso di cenere e camminata sui ceci anzi, meglio, sui chiodi.
Ma non basta, che l'ingenuo moretto a stelle e strisce c'ha speranza di trarne godimento solo ad essere masochista alla presenza di un sadico.
- «Parli di cambiamento, ma nessun cambio è visibile nella pratica. Hai sbloccato le mie palanche, all'estero? E le sanzioni, le hai cancellate? Hai smesso di sputtanare me e i compagni di merende? Soprattutto: quando la smetti di sollazzarti con la sionista, dietro l'angolo?»
Il nocciolo della questione sta tutto qui: Israele, quel sassolino che, se tolto dalla scarpa, permetterebbe di correre verso il sol dell'avvenire, a papparsi indisturbati l'intero scacchiere mediorientale.
Un Iran bellicoso e armato fino ai denti quanto basta, non avrebbe davanti nessun altro antagonista da impensierirlo e rullerebbe l'intera penisola arabica con lo schiacciasassi.
Quel maledetto staterello ebraico, grande come una caccola di mosca, è l'unico ad impensierire: forte, motivato, maledettamente democratico (forma e sostanza in odore d'eresia, per ogni tirannide, politica o religiosa che si voglia), minuscolo ma con una santabarbara di tutto rispetto...ma quando pareggiato con la bombetta atomica, allora sì, conteranno i numeri delle cozze, e le teste faranno differenza, che parlare di milioni di morti per Teheran sono spiccioli, che può permettersi di perdere, in vista comunque della vittoria. Avanzerebbe loro tanti ventri di donna da riempire, mentre dell'ebreo resterebbe la cenere;
è la regola del salmone: abbondanza di uova, abbondanza di semina e la legge dei grandi numeri garantisce che qualcuno se ne salva sempre, e tanto basta.
E poi, la legge di Allah è quella del formicaio, dove i singoli non valgono un soldo.
Khamenei non poteva credere alle proprie orecchie, quando avvertito che una colomba con il ramoscello nel becco stava bussando alla porta di casa: neppure ha lasciato che, ad aprire, andasse il maggiordomo, l'ottavo nano, Ahmadinejad, il Mahmud;
- «Ghe pensi mi», ci penso io, avrà detto, scostando il fido lecchino.
Forse un poco scornacchiato, spennacchiato e spernacchiato ma non vinto, il caro "Obamba", per il momento resta in attesa, meditando se è il caso di scrivere una letterina, al nonnino, Khamenei;
magari sotto Natale, che così prende due piccioni, assieme a quella per "Babbeo Natale".
Intanto che lo sprovveduto nostro offre guancia e prende schiaffi, si temporeggia e si gira il mestolo per stemperare la broda che riempirà la prima testata nucleare.
Dopo, non resterà che aspettarsi la mossa dell'ombrello, al grido di:
- «Teh, babbioni; ve l'abbiamo fatta!»
E le cornacchie di Teheran reciteranno la famosa filastrocca milanese, che fotografa bene la situazione:
"Grand, gross e ciula: mej piscinin ma gandula" ovvero, grande grosso e stupido: meglio piccolo ma sveglio.
Io, secondo me...26.03.2009
La risposta arriva in punta di dita: il terzo, a partire dal pollice;
tradotto, dall'ottimismo degli allocchi: attenzione e interesse "medio" sull'apertura di Obama.
Abbronzato al naturale, mandolino e labbra a ciuccio, sotto il balcone della nuova fiamma il grillo salta e canta, sperando: incanto, convinco, cavalco l'onda e nascerà un bel Obamenei, dal seme Obama col Khamenei.
- «Chi ha avuto ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato ha dato, scurdammoce o passato», insiste "Black iuessei".
Ma l'altra sponda non si concede e non gliela da;
dal trespolo, occhialoni scuri, barbetta bianca e turbantone nero a pentolino, gli risponde la cornacchia:
- «L'Iran non può dimenticare l'atteggiamento ostile e aggressivo che gli Stati Uniti hanno avuto in passato. L'amministrazione americana deve riconoscere i suoi errori e porvi riparo: è questo il modo di mettere da parte le divergenze».
Capo cosparso di cenere e camminata sui ceci anzi, meglio, sui chiodi.
Ma non basta, che l'ingenuo moretto a stelle e strisce c'ha speranza di trarne godimento solo ad essere masochista alla presenza di un sadico.
- «Parli di cambiamento, ma nessun cambio è visibile nella pratica. Hai sbloccato le mie palanche, all'estero? E le sanzioni, le hai cancellate? Hai smesso di sputtanare me e i compagni di merende? Soprattutto: quando la smetti di sollazzarti con la sionista, dietro l'angolo?»
Il nocciolo della questione sta tutto qui: Israele, quel sassolino che, se tolto dalla scarpa, permetterebbe di correre verso il sol dell'avvenire, a papparsi indisturbati l'intero scacchiere mediorientale.
Un Iran bellicoso e armato fino ai denti quanto basta, non avrebbe davanti nessun altro antagonista da impensierirlo e rullerebbe l'intera penisola arabica con lo schiacciasassi.
Quel maledetto staterello ebraico, grande come una caccola di mosca, è l'unico ad impensierire: forte, motivato, maledettamente democratico (forma e sostanza in odore d'eresia, per ogni tirannide, politica o religiosa che si voglia), minuscolo ma con una santabarbara di tutto rispetto...ma quando pareggiato con la bombetta atomica, allora sì, conteranno i numeri delle cozze, e le teste faranno differenza, che parlare di milioni di morti per Teheran sono spiccioli, che può permettersi di perdere, in vista comunque della vittoria. Avanzerebbe loro tanti ventri di donna da riempire, mentre dell'ebreo resterebbe la cenere;
è la regola del salmone: abbondanza di uova, abbondanza di semina e la legge dei grandi numeri garantisce che qualcuno se ne salva sempre, e tanto basta.
E poi, la legge di Allah è quella del formicaio, dove i singoli non valgono un soldo.
Khamenei non poteva credere alle proprie orecchie, quando avvertito che una colomba con il ramoscello nel becco stava bussando alla porta di casa: neppure ha lasciato che, ad aprire, andasse il maggiordomo, l'ottavo nano, Ahmadinejad, il Mahmud;
- «Ghe pensi mi», ci penso io, avrà detto, scostando il fido lecchino.
Forse un poco scornacchiato, spennacchiato e spernacchiato ma non vinto, il caro "Obamba", per il momento resta in attesa, meditando se è il caso di scrivere una letterina, al nonnino, Khamenei;
magari sotto Natale, che così prende due piccioni, assieme a quella per "Babbeo Natale".
Intanto che lo sprovveduto nostro offre guancia e prende schiaffi, si temporeggia e si gira il mestolo per stemperare la broda che riempirà la prima testata nucleare.
Dopo, non resterà che aspettarsi la mossa dell'ombrello, al grido di:
- «Teh, babbioni; ve l'abbiamo fatta!»
E le cornacchie di Teheran reciteranno la famosa filastrocca milanese, che fotografa bene la situazione:
"Grand, gross e ciula: mej piscinin ma gandula" ovvero, grande grosso e stupido: meglio piccolo ma sveglio.
Io, secondo me...26.03.2009
giovedì 19 marzo 2009
La vispa Teresa
La tipa di cui andrò a parlare mi riporta ad una vecchia, spensierata e simpatica filastrocca: quella della Teresa;
"La vispa Teresa avea tra l'erbetta a volo sorpresa gentil farfalletta.
E tutta giuliva stringendola viva gridava a distesa:
«L'ho presa! L'ho presa!»
A lei supplicando l'afflitta gridò:
«Vivendo volando che male ti fo? Tu sì mi fai male stringendomi l'ale. Deh, lasciami! Anch'io son figlia di Dio!»
Confusa, pentita, Teresa arrossì: dischiuse le dita e quella fuggì".
Altri tempi, ricchi di gaiezza, tranquillità, allegria e serenità;
oggi,alla farfalletta, di certo staccherebbero come minimo - ad essere generosi - le ali, e certo fregherebbe a pochi se è figlia di Dio, che neppure a Lui e al suo rappresentante in terra sono più risparmiati frizzi e lazzi.
E pure le Terese nostrane c'hanno altro da fare che correre tra l'erbetta, che siamo in tempi di vacche magre e aggiunta di fori nella cinghia, per meglio tirarla sul poco grasso che ormai più non cola.
E già, ma qui non parliamo di pezzenti, ma della svanita che, beata lei, può ancora permettersi un sano cazzeggio, mentale e materiale.
Siamo a cavallo dell'otto di Marzo, festa della donna.
- «Uuuuh, che noia a Milano, la sera: ma dove sono tutti? Neppure una gentil farfalletta...e mò, come fò io, giuliva, a tirare mattina? Qui pensano solo a lavorare e poco a divertirsi».
Povera e sfortunata Whitney, per gli amici Paris, pargola di Kathy Richards - all'anagrafe Kathleen Elizabeth Avanzino - prodotto dei lombi di papà Richard, pietra portante, nipote ereditiera di Conrad, fondatore della catena di hotel di lusso Hilton.
Papi e zione sono stati come il riporto sotto il tacco del nanetto, il partire a pochi metri dal traguardo quando, per i più, l'avvio è all'estremo orizzonte degli eventi.
Ahi! Peste colga gli sfigati: zavorrati e affrancati dal duro campare e scampare, dal nascere tra gente onesta e dignitosa, ma dall'avvio lento, dovendo barcamenarsi tra i noiosi problemi dell'aggiustare pranzo con cena, tenuta dello stipendio fino al prossimo, per non avere buchi di bilancio nel mezzo, a lesinare, rimandare o cancellare spese in tempi migliori - magari mai - che per questi la noia è un lusso.
Per molti la vita è da stella a stella: sveglia alla mattina, quando ancora buio, e ritorno lo stesso, che il sole lo vedono dalle finestre del lavoro. Se ce l'hanno.
I milanesi dormono, la notte: la mattina successiva è identica alla precedente e il tempo è prezioso, sia per fare che per riposare, che per il primo abbisogna il secondo, e non c'è molto tempo per le follie e le sfarfallate perché, spesso, quando c'è il pane non ci sono i denti, e quando questi, manca l'altro.
Mala tempora currunt...corrono brutti tempi, almeno per i comuni mortali.
- «A me piace stare sveglia fino alle sette del mattino», squittisce candidamente la Teresina Paris.
Noi, formichine operaie, ci si accontenterebbe di un allungamento dell'orario dei negozi, per poter trovare pane e companatico dopo l'uscita dal lavoro: della discoteca ci frega una mazza, che già saltelliamo assai, al suono dell'organetto del principale.
Brava, Whitney Paris, vedi Hilton, goditela: ma la commessa o l'operaia, la segretaria o quella delle pulizie c'hanno altro per la testa che, come fare per ammazzare il tempo, non è un'incognita.
- «Ma anche io lavoro: faccio la stilista!» certamente mi risponderebbe l'oca giuliva.
Ho capito: gli abiti per gli altri li disegna, mica ci si mette dentro.
Hai ragione, Teresina mia, continua a svolazzare così, senza pensieri, tra uno sniffo e l'altro di polverina...dei fiori;
e perdona noi, che non sappiamo soddisfarti come meriti, piccola Paris.
La vispa Teresa avea tra l'erbetta a volo sorpresa gentil farfalletta...
Io, secondo me...19.03.2009
"La vispa Teresa avea tra l'erbetta a volo sorpresa gentil farfalletta.
E tutta giuliva stringendola viva gridava a distesa:
«L'ho presa! L'ho presa!»
A lei supplicando l'afflitta gridò:
«Vivendo volando che male ti fo? Tu sì mi fai male stringendomi l'ale. Deh, lasciami! Anch'io son figlia di Dio!»
Confusa, pentita, Teresa arrossì: dischiuse le dita e quella fuggì".
Altri tempi, ricchi di gaiezza, tranquillità, allegria e serenità;
oggi,alla farfalletta, di certo staccherebbero come minimo - ad essere generosi - le ali, e certo fregherebbe a pochi se è figlia di Dio, che neppure a Lui e al suo rappresentante in terra sono più risparmiati frizzi e lazzi.
E pure le Terese nostrane c'hanno altro da fare che correre tra l'erbetta, che siamo in tempi di vacche magre e aggiunta di fori nella cinghia, per meglio tirarla sul poco grasso che ormai più non cola.
E già, ma qui non parliamo di pezzenti, ma della svanita che, beata lei, può ancora permettersi un sano cazzeggio, mentale e materiale.
Siamo a cavallo dell'otto di Marzo, festa della donna.
- «Uuuuh, che noia a Milano, la sera: ma dove sono tutti? Neppure una gentil farfalletta...e mò, come fò io, giuliva, a tirare mattina? Qui pensano solo a lavorare e poco a divertirsi».
Povera e sfortunata Whitney, per gli amici Paris, pargola di Kathy Richards - all'anagrafe Kathleen Elizabeth Avanzino - prodotto dei lombi di papà Richard, pietra portante, nipote ereditiera di Conrad, fondatore della catena di hotel di lusso Hilton.
Papi e zione sono stati come il riporto sotto il tacco del nanetto, il partire a pochi metri dal traguardo quando, per i più, l'avvio è all'estremo orizzonte degli eventi.
Ahi! Peste colga gli sfigati: zavorrati e affrancati dal duro campare e scampare, dal nascere tra gente onesta e dignitosa, ma dall'avvio lento, dovendo barcamenarsi tra i noiosi problemi dell'aggiustare pranzo con cena, tenuta dello stipendio fino al prossimo, per non avere buchi di bilancio nel mezzo, a lesinare, rimandare o cancellare spese in tempi migliori - magari mai - che per questi la noia è un lusso.
Per molti la vita è da stella a stella: sveglia alla mattina, quando ancora buio, e ritorno lo stesso, che il sole lo vedono dalle finestre del lavoro. Se ce l'hanno.
I milanesi dormono, la notte: la mattina successiva è identica alla precedente e il tempo è prezioso, sia per fare che per riposare, che per il primo abbisogna il secondo, e non c'è molto tempo per le follie e le sfarfallate perché, spesso, quando c'è il pane non ci sono i denti, e quando questi, manca l'altro.
Mala tempora currunt...corrono brutti tempi, almeno per i comuni mortali.
- «A me piace stare sveglia fino alle sette del mattino», squittisce candidamente la Teresina Paris.
Noi, formichine operaie, ci si accontenterebbe di un allungamento dell'orario dei negozi, per poter trovare pane e companatico dopo l'uscita dal lavoro: della discoteca ci frega una mazza, che già saltelliamo assai, al suono dell'organetto del principale.
Brava, Whitney Paris, vedi Hilton, goditela: ma la commessa o l'operaia, la segretaria o quella delle pulizie c'hanno altro per la testa che, come fare per ammazzare il tempo, non è un'incognita.
- «Ma anche io lavoro: faccio la stilista!» certamente mi risponderebbe l'oca giuliva.
Ho capito: gli abiti per gli altri li disegna, mica ci si mette dentro.
Hai ragione, Teresina mia, continua a svolazzare così, senza pensieri, tra uno sniffo e l'altro di polverina...dei fiori;
e perdona noi, che non sappiamo soddisfarti come meriti, piccola Paris.
La vispa Teresa avea tra l'erbetta a volo sorpresa gentil farfalletta...
Io, secondo me...19.03.2009
lunedì 16 marzo 2009
Er mejo
Stavolta vo a cantare e vantare le gesta di ben tre finalisti del premio "Er mejo Fico der Bigonzo", come da antica tradizione romanesca dove, a fine stagione, alla raccolta del frutto, i contadini ponevano i dolci fichi settembrini in capienti contenitori, i "bigonzi" appunto.
Ora, pure io voglio nominare un campione tra i campioni - Er mejo - tra concorrenti che si battono per essere il più "fico".
Ma il mio canestro non sarà per metterceli a far fare loro porca figura, in bella mostra, ma per esaltarne le qualità di bigonzo...due in uno: essere assieme bigolo e pure stronzo !
Comincio dal più piccolo, il nano Brontolo per eccellenza: sua pelosa bassezza, l'Ahmadinejad, il Mahmoud.
Incazzoso e irascibile, saltella come un grillo per farsi vedere dal resto del mondo e, come quei fastidiosi cagnolini formato tascabile, abbaia in lungo e in largo per non farsi calpestare da un mondo che sovrasta e potrebbe schiacciarli, come una scarpa con la merda.
Frigna continuamente, inveisce, urla, minaccia, fa lo sborone, il bauscia, e il bulletto vorrebbe pure una bombarda atomica, per far più fracasso e avere un rialzo da mettere sotto il tacco delle scarpe.
Sin qui, non si discosta molto da tanti che, finito di giocare con i soldatini di plastica o piombo, all'occasione lo fanno con quelli veri.
Non è il solo ad aver avuto bloccato lo sviluppo del cervelletto, abbondando con il resto, come ad avere costruito un grattacielo per ospitare la pulce.
Ma, oltre al Risiko, il nostro metro e una spanna continua a credere alle favole, che certo la notte s'addormenta ancora con il bambolotto e il pollice in bocca.
Di sicuro gli apparirà in sogno il vecchiardo e cadaverico nonnetto, quel Komeini, il Ruhollah Mustafa Mosavi, suo Ayatollah-orsetto, che gli raccontò tante fiabe - non dico quando era piccolo, perché parrebbe ieri - come quella dell'imam nascosto, il Mahdi, il dodicesimo imam sciita scomparso in tenera età.
Capita.
Sarà stato rapito dagli zingari;
o si sarà perso, che ai tempi non esisteva il navigatore satellitare e neppure si applicava il microchip.
Ma il Mahmoud non la beve, e si autoproclama suo braccio esecutivo ( un poco rachitico, visto le dimensioni del tappetto ):
- «Dobbiamo risolvere in fretta i problemi del paese...farci carico della responsabilità di risolvere i problemi del mondo».
Ciumbia.
Non gli basta pensare ai cazzi suoi.
No: come tanti sbiellati, lo vuole per il bene del mondo, disposto a risolvere i mali estremi con estremi rimedi e ribadire che il fine giustifica i mezzi.
Pure se costretto a passare sulle ossa dell'umanità intera, utilizzando l'eterno alibi che "La morte di un uomo è una tragedia, un milione di morti è statistica".
In linea con l'insegnamento dell'avvoltoio Mustafa Mosavi, che cancellò una generazione buttando i bambini a sminare il terreno, durante la guerra con l'Iraq di Saddam Husseiun.
Li trasformò in carne da cannone.
Importò cinquecentomila chiavette da Taiwan. Prima di ogni missione suicida, a ogni bambino era consegnata una di quelle: sarebbe servita a spalancargli le porte del paradiso...'na figata pazzesca !
Avvolti in coperte, per non disperdere le membra dopo la deflagrazione, correvano a farsi squartare, e tanti si ridussero a carne trita per diventare hamburger di Allah.
- «L'Imam Nascosto è la mia guida; è lui che guida l'operato del mio governo», strepita il rospetto, figlio di tanto becchino.
Abul Qassem Muhammad - da oltre mille anni invisibile, come lo Stealth - ora starebbe per tornare.
Quel gran figlio di m...ullah di Ahmadinejad c'ha costruito nella capitale un grande viale e a Jamkaran una moschea blu, a lui dedicata.
Sempre che il poveretto trovi l'uno e l'altra, e non si perda ancora una volta, per altri mille anni.
Subito dietro l'angolo, si fa vivo - si fa per dire - un altro svitato: Osama Bin Laden;
è di queste ultime ore la minestra riscaldata, l'ennesima farneticazione di una altro che vuole vincere il premio di "Er mejo Fico der Bigonzo":
- «Completeremo la vittoria nelle terra dei due fiumi, l'Iraq, poi via, in Giordania, infine a raggiungere Al Aqsa, il cuore della città santa.
E via a definire olocausto la mazzolata ai pirlotti di Hamas, a Gaza e a definire alleanza crociato-sionista la comunella dei moderati corrotti: Egitto e Arabia Saudita.
L'ennesimo spostato mentale, onorato "bigologonzo", che richiama la guerra, d'accordo che sia la "suprema igiene del mondo", come dicevano i futuristi di Marinetti.
Lui, ovviamente, sarà la lavandaia.
Ma attorno a questo gruppo di ridolini, uno in particolare spicca, che assieme agli altri due pare il parente povero, il campagnolo tra alta nobiltà e tanto lignaggio: Ughetto nostro, il Chavez.
Mentre gli altri due giocano con i soldatini e inseguono farfalle e chimere, questi si da ai fumetti.
Ancora dilettante, garzone di bottega, è alla ricerca della costruzione della personalità, personaggio in cerca d'autore.
Non avendo lo spessore degli altri, s'accontenta di quello del cartone, seppure animato.
"Basta con i supereroi: Batman e l'uomo Ragno sono simboli dell'imperialismo; i bambini venezuelani devono giocare con icone positive, ispirate alla storia nazionale".
Siamo alla cicoria invece che al caffè, alla margarina al posto del burro, all'autarchia e alla guerra del grano.
Come dire: facciamo tutto da soli;
insomma: una sega, mentale e non solo.
Hugo, poveretto, fatica ad inserirsi tra gli eroi di carta, che non c'ha il "le phisique du role", ovvero il fisico adatto al ruolo: non è, credibile per la parte che vorrebbe rappresentare.
La linea "Heroes de Venezuela" invero rischia di dover annoverare, prima o poi, Sua Rotondità: vari Chavez in miniatura sono già da anni venduti tranquillamente nelle bancarelle del commercio popolare di Caracas.
Alcuni fantocci addirittura parlano e cantano.
Se fossero venduti a peso, farebbero la ricchezza dei venditori, ma chi vorrebbe mai tenere sul comodino la caricatura di Ollio, se non i pochi leccaculo che gli stanno aggrappati, come piattole ?
In parte sembra di rivedere la storia di Mussolini, che in tanto l'Hugo assomiglia, per iniziative ridicole, ma a quest'ultimo gli riesce pure di diventare la caricatura della caricatura, che le sue grottesche comiche fanno ancora più ridere.
Mahmoud, Osam e Hugo: a chi il premio "Er mejo Fico der Bigonzo" ?
Ai...Poster l'ardua sentenza.
Io, secondo me...16.03.2009
Ora, pure io voglio nominare un campione tra i campioni - Er mejo - tra concorrenti che si battono per essere il più "fico".
Ma il mio canestro non sarà per metterceli a far fare loro porca figura, in bella mostra, ma per esaltarne le qualità di bigonzo...due in uno: essere assieme bigolo e pure stronzo !
Comincio dal più piccolo, il nano Brontolo per eccellenza: sua pelosa bassezza, l'Ahmadinejad, il Mahmoud.
Incazzoso e irascibile, saltella come un grillo per farsi vedere dal resto del mondo e, come quei fastidiosi cagnolini formato tascabile, abbaia in lungo e in largo per non farsi calpestare da un mondo che sovrasta e potrebbe schiacciarli, come una scarpa con la merda.
Frigna continuamente, inveisce, urla, minaccia, fa lo sborone, il bauscia, e il bulletto vorrebbe pure una bombarda atomica, per far più fracasso e avere un rialzo da mettere sotto il tacco delle scarpe.
Sin qui, non si discosta molto da tanti che, finito di giocare con i soldatini di plastica o piombo, all'occasione lo fanno con quelli veri.
Non è il solo ad aver avuto bloccato lo sviluppo del cervelletto, abbondando con il resto, come ad avere costruito un grattacielo per ospitare la pulce.
Ma, oltre al Risiko, il nostro metro e una spanna continua a credere alle favole, che certo la notte s'addormenta ancora con il bambolotto e il pollice in bocca.
Di sicuro gli apparirà in sogno il vecchiardo e cadaverico nonnetto, quel Komeini, il Ruhollah Mustafa Mosavi, suo Ayatollah-orsetto, che gli raccontò tante fiabe - non dico quando era piccolo, perché parrebbe ieri - come quella dell'imam nascosto, il Mahdi, il dodicesimo imam sciita scomparso in tenera età.
Capita.
Sarà stato rapito dagli zingari;
o si sarà perso, che ai tempi non esisteva il navigatore satellitare e neppure si applicava il microchip.
Ma il Mahmoud non la beve, e si autoproclama suo braccio esecutivo ( un poco rachitico, visto le dimensioni del tappetto ):
- «Dobbiamo risolvere in fretta i problemi del paese...farci carico della responsabilità di risolvere i problemi del mondo».
Ciumbia.
Non gli basta pensare ai cazzi suoi.
No: come tanti sbiellati, lo vuole per il bene del mondo, disposto a risolvere i mali estremi con estremi rimedi e ribadire che il fine giustifica i mezzi.
Pure se costretto a passare sulle ossa dell'umanità intera, utilizzando l'eterno alibi che "La morte di un uomo è una tragedia, un milione di morti è statistica".
In linea con l'insegnamento dell'avvoltoio Mustafa Mosavi, che cancellò una generazione buttando i bambini a sminare il terreno, durante la guerra con l'Iraq di Saddam Husseiun.
Li trasformò in carne da cannone.
Importò cinquecentomila chiavette da Taiwan. Prima di ogni missione suicida, a ogni bambino era consegnata una di quelle: sarebbe servita a spalancargli le porte del paradiso...'na figata pazzesca !
Avvolti in coperte, per non disperdere le membra dopo la deflagrazione, correvano a farsi squartare, e tanti si ridussero a carne trita per diventare hamburger di Allah.
- «L'Imam Nascosto è la mia guida; è lui che guida l'operato del mio governo», strepita il rospetto, figlio di tanto becchino.
Abul Qassem Muhammad - da oltre mille anni invisibile, come lo Stealth - ora starebbe per tornare.
Quel gran figlio di m...ullah di Ahmadinejad c'ha costruito nella capitale un grande viale e a Jamkaran una moschea blu, a lui dedicata.
Sempre che il poveretto trovi l'uno e l'altra, e non si perda ancora una volta, per altri mille anni.
Subito dietro l'angolo, si fa vivo - si fa per dire - un altro svitato: Osama Bin Laden;
è di queste ultime ore la minestra riscaldata, l'ennesima farneticazione di una altro che vuole vincere il premio di "Er mejo Fico der Bigonzo":
- «Completeremo la vittoria nelle terra dei due fiumi, l'Iraq, poi via, in Giordania, infine a raggiungere Al Aqsa, il cuore della città santa.
E via a definire olocausto la mazzolata ai pirlotti di Hamas, a Gaza e a definire alleanza crociato-sionista la comunella dei moderati corrotti: Egitto e Arabia Saudita.
L'ennesimo spostato mentale, onorato "bigologonzo", che richiama la guerra, d'accordo che sia la "suprema igiene del mondo", come dicevano i futuristi di Marinetti.
Lui, ovviamente, sarà la lavandaia.
Ma attorno a questo gruppo di ridolini, uno in particolare spicca, che assieme agli altri due pare il parente povero, il campagnolo tra alta nobiltà e tanto lignaggio: Ughetto nostro, il Chavez.
Mentre gli altri due giocano con i soldatini e inseguono farfalle e chimere, questi si da ai fumetti.
Ancora dilettante, garzone di bottega, è alla ricerca della costruzione della personalità, personaggio in cerca d'autore.
Non avendo lo spessore degli altri, s'accontenta di quello del cartone, seppure animato.
"Basta con i supereroi: Batman e l'uomo Ragno sono simboli dell'imperialismo; i bambini venezuelani devono giocare con icone positive, ispirate alla storia nazionale".
Siamo alla cicoria invece che al caffè, alla margarina al posto del burro, all'autarchia e alla guerra del grano.
Come dire: facciamo tutto da soli;
insomma: una sega, mentale e non solo.
Hugo, poveretto, fatica ad inserirsi tra gli eroi di carta, che non c'ha il "le phisique du role", ovvero il fisico adatto al ruolo: non è, credibile per la parte che vorrebbe rappresentare.
La linea "Heroes de Venezuela" invero rischia di dover annoverare, prima o poi, Sua Rotondità: vari Chavez in miniatura sono già da anni venduti tranquillamente nelle bancarelle del commercio popolare di Caracas.
Alcuni fantocci addirittura parlano e cantano.
Se fossero venduti a peso, farebbero la ricchezza dei venditori, ma chi vorrebbe mai tenere sul comodino la caricatura di Ollio, se non i pochi leccaculo che gli stanno aggrappati, come piattole ?
In parte sembra di rivedere la storia di Mussolini, che in tanto l'Hugo assomiglia, per iniziative ridicole, ma a quest'ultimo gli riesce pure di diventare la caricatura della caricatura, che le sue grottesche comiche fanno ancora più ridere.
Mahmoud, Osam e Hugo: a chi il premio "Er mejo Fico der Bigonzo" ?
Ai...Poster l'ardua sentenza.
Io, secondo me...16.03.2009
venerdì 13 marzo 2009
mercoledì 4 marzo 2009
Numero 93
Caro Cristiano, ovvero Magdi Allam: per il neonato pupo, "Protagonisti ecc. ecc.", già tra i Casini, c'avrei un'idea.
Mò te spiego.
Figurine Liebig.
Figurine Panini.
Tessere telefoniche.
Figurine dei Pokemon.
Padre Jorge.
Numero 93.
Tu dirai:
- «Eccolo lì: a furia di sparar cazzate, il Beppe l'è fuso, che sta dando i numeri, e non solo il 93 !»
Beh, ammetto che troppo registrato non lo sono mai stato, e le correnti d'aria che mi passano da un orecchio all'altro scombinano i miei pensieri, come finestre aperte lasciano che il vento che vi s'infila mette in disordine fogli abbandonati, come fossero coriandoli.
Eppure, stavolta no: c'ho una logica che, come per l'orologio fermo, almeno in alcuni momenti segna giusto.
Siamo a metà e un qualcosa, del 1800, e che ti combina il tedesco Justus von Liebig: trova un sistema per conservare la carne, creandone un estratto delle dimensioni di un dado.
Sistema rivoluzionario, ma come farlo...digerire alle massaie che, si sa, far perdere abitudini radicate per il nuovo è sempre impresa titanica;
semplice: basta ricorrere all'animaccia del commercio, ossia la pubblicità.
- «'azzarola: non c'hanno ancora inventato radio e televisione e i giornali non si vendono come noccioline; e mò, che famo ? Ideona: le figurine !»
Boucicaut, l'allora proprietario dei grandi magazzini parigini "Au bon Marché" c'ha una folgorazione, sulla via di Damasco: i bambini.
No, non era un pedofilo, ma pensava: mi metto alla cassa e, il giovedì regalo ai piccoletti, accompagnati dalla mamma, una figurina; come il cane con l'osso, faranno salti mortali per averne ancora e torneranno.
Geniale: aveva inventato la "fideizzazione", che ai nostri tempi è arrivata al massimo della dipendenza, con la sniffata, ma questa è altra storia.
Inutile dire che la cosa prese piede, tanto da far regredire all'infanzia pure i genitori, che compulsivamente fecero della raccolta figurine un gioco da grandi, con scambi e quotazioni.
Neppure la peste riuscì ad avere pari efficacia, effetto e diffusione.
Da noi, la "malattia" arrivò all'apice nel 1935 con le figurine Perugina, la più rara delle quali fu la famosissima raffigurante “il feroce Saladino”, che tanti di noi ne avranno memoria dal racconto dei nonni.
Per farla breve: sono cambiati i tempi, le forme e gli stili, passando dalle figurine dei calciatori, della Panini, ai mostriciattoli giapponesi, i Pokemon;
collezionisti fanatici sono a confermare la regola della "compulsione", voce della psichiatria che indica il bisogno irrazionale di ripetere determinate azioni, in maniera ossessiva, frenetica, sincopata e incontrollabile.
La vittoria dell'istinto, dell'appagamento di un piacere, la goduria ad ogni costo, con la soppressione del razionale.
Ora, c'è una cosa che taglia come il bisturi, incide e lascia il segno, più d'ogni parola: la satira ovvero, per la vista, la vignetta, il fumetto, la caricatura.
Un immaginifico creativo già sarebbe in grado di racchiudere tutte le mie parola in uno schizzo, magari velenoso e corrosivo, trasmettendo un messaggio in chiaro, oltre il miscuglio delle lingue di Babele.
Ma il massimo si raccoglie con l'umorismo, il far ridere, dicendo, e senza offendere, come per le barzellette sui carabinieri ( e mi perdonino quelli della scorta di Magdi ).
Si dice che uccide più la penna che la spada.
Alla lunga, è vero: ma pure il disegno può essere caustico, demolitore e matita e gomma non sono da meno.
Ben lo aveva chiaro padre Jorge.
- «E chicazz'è», diranno i più.
Ne "Il nome della rosa", di Umberto Eco, rappresenta il vecchio assolutismo, un "talebano" d'Occidente, contro il nuovo, l'illuminato Guglielmo da Baskerville, curioso di conoscere e non disdegno di apprendere pure e meglio da testi seppur pagani, ma di sapore e sapere antico.
Il tutto si svolge all'interno di una Abbazia, la cui biblioteca è disponibile, in toto, solo per pochi e selezionati eletti, che tanto odor d'eresia deve essere maneggiato da chi ne ha - o crede di avere - antidoti e anticorpi contro messaggi deviati e devianti.
Padre Jorge si trova a dover salvare l'anima di chi sgarra, credendo giusto scampare quella, anche se la priva del corpo, uccidendo.
Ma "quel" libro, il suo contenuto tossico, non è per tutti, ancor meno per cani e porci.
II tomo, della poetica di Aristotele, giustifica e apprezza la risata;
Jorge disprezza il riso e gli esseri umani che ridono perché ci si beffa della divinità, allontanandosi dalla verità.
Non hanno più paura, non temono, quindi non rispettano: male, da estirpare !
Come dargli torto: ognuno può risollevarsi dalla più cocente delle disfatte, perdere battaglie e guerre, ma mai dal ridicolo, che chi vi cade è cancellato, svergognato, deriso e confinato nell'inutile.
Si vuol mettere allora la potenza dell'immagine, tracciata da un pennino intinto nel fiele ?
Non so se Cristiano mi leggerà; e se si, se arriverà a questo punto del mio dire senza che un coccolone di sonno lo accolga.
Ma io, numero 93, tessera di una infinitesima parte dei Protagonisti, per l'Europa Cristiana, sono ottimista, e continuo, anche a costo di fare lo scemo del villaggio, uso a parlar da solo.
Alla posa della prima pietra, il primo banchetto meneghino dei volonterosi "raccoglitori di firme" di Cristiano, in Piazza Cordusio, a Milano, complice pure l'arrivo inaugurale del prode Magdi, ci fu un bel sommovimento di spettatori o semplici curiosi, e pure la televisione;
ma nulla a confronto ad alcune vie laterali, brulicanti di fauna affetta da dipendenza.
- «Di Coca ? Di Eroina ? Di Crack ? Di Extasy ?» si dirà.
No.
Di schede telefoniche: un formicaio alla ricerca di tante briciole !
Laboriosi raccoglitori, alla ricerca della rarità, di un tassello mancante.
Nessuno a chiedersi "Chi sono, da dove vengo, dove vado", ma "Troverà la maledetta tessera che manca alla collezione" ?
Caro Cristiano - o tu, errante, che m'hai accompagnato sin qui - concludo, arrivati al bivio dove ognun andrà per propria strada e destino.
Banchetti elettorali: cari distributori, i vostri volantini saranno nel cestino più vicino, visibile pur da lontano, per il mucchio appallottolato e traboccante, che ne forma montagnola.
I più, nel raggio del vostro sguardo, fingeranno di guardare, gettandolo poi prontamente, appena al sicuro dall'occhio severo;
altri, lo faranno senza riguardo, incuranti della vostra sensibilità, menefreghisti ed indifferenti, per conformazione genetica.
E se oltre, o con, il manifestino, si distribuisse una specie di bigliettino cartonato, come quelli da visita, con simbolo, presentazione e vignetta ?
Ormai si stampano in casa, in genere con marchio, logo e riferimenti personali.
Avanti o popolo, alla riscossa: i bravi nel tratteggio e nella satira, disegneranno del proprio.
I migliori, coerenti nel messaggio e agli scopi dei "Protagonisti per l'Europa Cristiana" godranno privilegio d'aver dato una goccia al mare, di vedersi riprodotti e cercati dalla gente a cui richiesta firma o voto.
Saranno pure "Carte povere", non patinate e raffinate, come da partiti opulenti e ricchi, ma generose e "risparmiose", di un movimento giovane, che si propone con idee e non portafoglio;
e se si dimostra coraggio, di ridere anche del proprio, si dimostrerà acutezza e larghezza d'idee, a non diventare padre Jorge, ma tanti Guglielmo da Baskerville.
Ma forse non interessa: alla fine non sono che un numero: il 93;
però, quel che volevo dire l'ho detto e, come avrebbe affermato anche Liebig: il dado...è tratto !
Io, secondo me...04.03.2009
Mò te spiego.
Figurine Liebig.
Figurine Panini.
Tessere telefoniche.
Figurine dei Pokemon.
Padre Jorge.
Numero 93.
Tu dirai:
- «Eccolo lì: a furia di sparar cazzate, il Beppe l'è fuso, che sta dando i numeri, e non solo il 93 !»
Beh, ammetto che troppo registrato non lo sono mai stato, e le correnti d'aria che mi passano da un orecchio all'altro scombinano i miei pensieri, come finestre aperte lasciano che il vento che vi s'infila mette in disordine fogli abbandonati, come fossero coriandoli.
Eppure, stavolta no: c'ho una logica che, come per l'orologio fermo, almeno in alcuni momenti segna giusto.
Siamo a metà e un qualcosa, del 1800, e che ti combina il tedesco Justus von Liebig: trova un sistema per conservare la carne, creandone un estratto delle dimensioni di un dado.
Sistema rivoluzionario, ma come farlo...digerire alle massaie che, si sa, far perdere abitudini radicate per il nuovo è sempre impresa titanica;
semplice: basta ricorrere all'animaccia del commercio, ossia la pubblicità.
- «'azzarola: non c'hanno ancora inventato radio e televisione e i giornali non si vendono come noccioline; e mò, che famo ? Ideona: le figurine !»
Boucicaut, l'allora proprietario dei grandi magazzini parigini "Au bon Marché" c'ha una folgorazione, sulla via di Damasco: i bambini.
No, non era un pedofilo, ma pensava: mi metto alla cassa e, il giovedì regalo ai piccoletti, accompagnati dalla mamma, una figurina; come il cane con l'osso, faranno salti mortali per averne ancora e torneranno.
Geniale: aveva inventato la "fideizzazione", che ai nostri tempi è arrivata al massimo della dipendenza, con la sniffata, ma questa è altra storia.
Inutile dire che la cosa prese piede, tanto da far regredire all'infanzia pure i genitori, che compulsivamente fecero della raccolta figurine un gioco da grandi, con scambi e quotazioni.
Neppure la peste riuscì ad avere pari efficacia, effetto e diffusione.
Da noi, la "malattia" arrivò all'apice nel 1935 con le figurine Perugina, la più rara delle quali fu la famosissima raffigurante “il feroce Saladino”, che tanti di noi ne avranno memoria dal racconto dei nonni.
Per farla breve: sono cambiati i tempi, le forme e gli stili, passando dalle figurine dei calciatori, della Panini, ai mostriciattoli giapponesi, i Pokemon;
collezionisti fanatici sono a confermare la regola della "compulsione", voce della psichiatria che indica il bisogno irrazionale di ripetere determinate azioni, in maniera ossessiva, frenetica, sincopata e incontrollabile.
La vittoria dell'istinto, dell'appagamento di un piacere, la goduria ad ogni costo, con la soppressione del razionale.
Ora, c'è una cosa che taglia come il bisturi, incide e lascia il segno, più d'ogni parola: la satira ovvero, per la vista, la vignetta, il fumetto, la caricatura.
Un immaginifico creativo già sarebbe in grado di racchiudere tutte le mie parola in uno schizzo, magari velenoso e corrosivo, trasmettendo un messaggio in chiaro, oltre il miscuglio delle lingue di Babele.
Ma il massimo si raccoglie con l'umorismo, il far ridere, dicendo, e senza offendere, come per le barzellette sui carabinieri ( e mi perdonino quelli della scorta di Magdi ).
Si dice che uccide più la penna che la spada.
Alla lunga, è vero: ma pure il disegno può essere caustico, demolitore e matita e gomma non sono da meno.
Ben lo aveva chiaro padre Jorge.
- «E chicazz'è», diranno i più.
Ne "Il nome della rosa", di Umberto Eco, rappresenta il vecchio assolutismo, un "talebano" d'Occidente, contro il nuovo, l'illuminato Guglielmo da Baskerville, curioso di conoscere e non disdegno di apprendere pure e meglio da testi seppur pagani, ma di sapore e sapere antico.
Il tutto si svolge all'interno di una Abbazia, la cui biblioteca è disponibile, in toto, solo per pochi e selezionati eletti, che tanto odor d'eresia deve essere maneggiato da chi ne ha - o crede di avere - antidoti e anticorpi contro messaggi deviati e devianti.
Padre Jorge si trova a dover salvare l'anima di chi sgarra, credendo giusto scampare quella, anche se la priva del corpo, uccidendo.
Ma "quel" libro, il suo contenuto tossico, non è per tutti, ancor meno per cani e porci.
II tomo, della poetica di Aristotele, giustifica e apprezza la risata;
Jorge disprezza il riso e gli esseri umani che ridono perché ci si beffa della divinità, allontanandosi dalla verità.
Non hanno più paura, non temono, quindi non rispettano: male, da estirpare !
Come dargli torto: ognuno può risollevarsi dalla più cocente delle disfatte, perdere battaglie e guerre, ma mai dal ridicolo, che chi vi cade è cancellato, svergognato, deriso e confinato nell'inutile.
Si vuol mettere allora la potenza dell'immagine, tracciata da un pennino intinto nel fiele ?
Non so se Cristiano mi leggerà; e se si, se arriverà a questo punto del mio dire senza che un coccolone di sonno lo accolga.
Ma io, numero 93, tessera di una infinitesima parte dei Protagonisti, per l'Europa Cristiana, sono ottimista, e continuo, anche a costo di fare lo scemo del villaggio, uso a parlar da solo.
Alla posa della prima pietra, il primo banchetto meneghino dei volonterosi "raccoglitori di firme" di Cristiano, in Piazza Cordusio, a Milano, complice pure l'arrivo inaugurale del prode Magdi, ci fu un bel sommovimento di spettatori o semplici curiosi, e pure la televisione;
ma nulla a confronto ad alcune vie laterali, brulicanti di fauna affetta da dipendenza.
- «Di Coca ? Di Eroina ? Di Crack ? Di Extasy ?» si dirà.
No.
Di schede telefoniche: un formicaio alla ricerca di tante briciole !
Laboriosi raccoglitori, alla ricerca della rarità, di un tassello mancante.
Nessuno a chiedersi "Chi sono, da dove vengo, dove vado", ma "Troverà la maledetta tessera che manca alla collezione" ?
Caro Cristiano - o tu, errante, che m'hai accompagnato sin qui - concludo, arrivati al bivio dove ognun andrà per propria strada e destino.
Banchetti elettorali: cari distributori, i vostri volantini saranno nel cestino più vicino, visibile pur da lontano, per il mucchio appallottolato e traboccante, che ne forma montagnola.
I più, nel raggio del vostro sguardo, fingeranno di guardare, gettandolo poi prontamente, appena al sicuro dall'occhio severo;
altri, lo faranno senza riguardo, incuranti della vostra sensibilità, menefreghisti ed indifferenti, per conformazione genetica.
E se oltre, o con, il manifestino, si distribuisse una specie di bigliettino cartonato, come quelli da visita, con simbolo, presentazione e vignetta ?
Ormai si stampano in casa, in genere con marchio, logo e riferimenti personali.
Avanti o popolo, alla riscossa: i bravi nel tratteggio e nella satira, disegneranno del proprio.
I migliori, coerenti nel messaggio e agli scopi dei "Protagonisti per l'Europa Cristiana" godranno privilegio d'aver dato una goccia al mare, di vedersi riprodotti e cercati dalla gente a cui richiesta firma o voto.
Saranno pure "Carte povere", non patinate e raffinate, come da partiti opulenti e ricchi, ma generose e "risparmiose", di un movimento giovane, che si propone con idee e non portafoglio;
e se si dimostra coraggio, di ridere anche del proprio, si dimostrerà acutezza e larghezza d'idee, a non diventare padre Jorge, ma tanti Guglielmo da Baskerville.
Ma forse non interessa: alla fine non sono che un numero: il 93;
però, quel che volevo dire l'ho detto e, come avrebbe affermato anche Liebig: il dado...è tratto !
Io, secondo me...04.03.2009
lunedì 2 marzo 2009
Cavalleria l'è morta
Magdi Cristiano Allam: l'aquila, che vola alta e vede lontano.
In pochi mesi ha costruito un nido, c'ha infilato la prole ed ora la difende, nell'attesa che abbiano forza nelle ali per spiccare il volo.
E me lo si lasci dire, che nulla chiedo e ho da ricevere in cambio, libero di affermare del mio, come sempre ho fatto.
Nel '39 la cavalleria polacca caricò 16 volte, contro le armate d'invasione tedesche;
cavaliere e cavallo ci lasciarono le corna ovvero, furono macellati.
Fu scritta una pagina di gloria, si mandò al massacro carne contro acciaio, ben sapendo che non si sarebbe arrivati a nulla, se non ad essere tritati.
Dalla polvere da sparo in poi, niente e nulla era più lo stesso, tanto meno "le donne, i cavallier, l'arme, gli amori, le cortesie, l'audaci imprese".
Ne valse forse la pena poi, con onore, certo, ma perder sempre, al grido di «Manca la fortuna, non il valore» ?
Eppure, Don Chisciotte insegnò che, l'attaccare lancia in resta, dei mulini a vento, immaginandoli giganti, era un prendersi in giro, una scenetta tragicomica il cui unico finale sarebbe stato quello di passare alla Storia, questo sì, ma da babbei, seppur con il cuore gonfio di coraggio.
Cavalleria l'è morta: da tanto era nell'aria, il sapore e l'odore di stantio, di muffo, tra umidore di cantina e polvere di solaio, per quell'arme e armatura che ormai avevano finito il loro tempo.
Così è per la palandrana e lo spadone del crociato: nel mare magnum del divenire, nel crogiolo dove si forgia e la freccia del tempo, tutto insegna l'inevitabile cambiare e di non poter, immobile, fermare il mutare eterno e inesorabile delle cose.
Saggio è chi riconosce lo sfavore di questo, per cambiare campo e situazione, onde combattere per i propri ideali e principi in una posizione più difendibile;
è l'esempio di tutti i grandi generali, cambiare le cose in corsa: inventare una nuova tattica ed avere pronta altra strategia, che la battaglia non accetta regole fisse, ma camaleontiche.
Forse che quando senti di stare per inciampare, non si allunga il passo, alla ricerca di un nuovo equilibrio ?
Cristiano ha dimostrato, in tutti questi anni, d'essere tutto questo: da Don Chisciotte al crociato sacerdote-guerriero, sino al cavaliere polacco, almeno nel candore di vesti e animo, nella purezza della lotta;
ma non un ingenuo e scriteriato agitatore, un capobanda, padre-padrone di un'armata Brancaleone.
Ha e sente la responsabilità dei suoi uomini, come questi devono, verso di lui.
Quello che fa e testimonia, come noi dal basso, riverbera verso tutto e, nell'era dell'immagine, l'una cosa è specchio dell'altra.
A noi - Italia e italiani - essere degni di chi si è offerto, con i suoi cari, di mettersi a rischio e in discussione, di combattere lotte che avremmo dovuto anticipare come da indigeni, in terra natia.
Ora: nessuno mette in gioco la pelle, sua e dei suoi, per il potere o i soldi, che nulla di questo vale un vivere innaturale, blindati e condizionati in ogni fare della giornata, obbligati e costretti in schemi ingessati e rigidi, per la cancellazione, la scomparsa propria e di chi si ama.
Il costo è così alto che si fa solo se motivati, decisi, forti nella fede e nella certezza del giusto delle proprie azioni.
L'uomo è a chieder - in chi lo segue - almeno di farsi carico di un pari credo e sacrificio, se non a costo della vita, almeno con un costo nell'impegno.
C'è chi è partito con Ronzinante, l'alabarda e lo scudo;
chi un poco sotto, come Sancho Panza, sopra il suo asino come un patriarca, colle bisacce in groppa e la boraccia all'arcione, e con un gran desiderio di averci un ritorno, dal suo servigio;
altri con la lancia, da spuntare contro i carri armati e, alfine, magari forgiati assieme alla spada del sacerdote-guerriero, scevro a compromessi, al grido di:
«No pasarán, On Ne Passe Pas, They shall not pass...non passeranno !»
Passeranno, eccome, ma sopra destinati a presentare petto e offrire guancia: a gonfiare l'uno e farsi gonfiar l'altra.
Se non si è visti non ci si deve lamentare se poi calpestati, senza lasciare traccia se non anonima impronta di un passaggio di mandria.
Magdi Cristiano Allam ha creato dal nulla dei Protagonisti, con chiari principi, che tali restano, ben scolpiti.
Ragazzi, più o meno "stagionati", hanno saputo fare, oltre che dire: onore a loro che, tra questo e quello non c'hanno messo il mare, ma del proprio tempo, impegno e sentimento.
A costoro il riconoscimento, mio in particolar modo, che non ho saputo esser utile quanto loro:
la mia ammirazione, e non ne elenco, seppur parziale nome, perché son troppi, e farne solo alcuni sarebbe ad ombra d'altri.
Magdi Cristiano Allam, all'ennesimo bivio, ha dovuto - generale in battaglia - decidere lestamente una nuova mossa, davanti ad un plastico e repentino cambiamento: all'attacco dei mulini o ad indossare cappotto di stagione ?
Morire di freddo nell'attesa della primavera, solo perché si nasce nudi ?
Don Bosco credeva nella Provvidenza.
Forse che Casini e compagnia non ne sia parte, consciamente o inconsciamente ?
L'ho visto in fotografia: Cristiano ne cerca sguardo, lui quello della macchina fotografica.
Non mi è piaciuto, ma forse è solo riflesso condizionato.
Forse - sicuramente - ha fatto i suoi calcoli, e non sono quelli di Don Chisciotte, ma del Sancho Panza: scarpe grosse e cervello fino.
- «Permette ? Balliamo assieme ma, sia chiaro: guido io !»
Ebbene, sia.
Dalla piazza di paese al Parlamento Europeo: Cenerentola è arrivata al principe.
Forse al castello non è più facile dimostrare quanto si ha di bello, che a stare fuori delle osterie ?
Una volta principessa, al prossimo ballo potrebbe essere Casini ad essere guidato !
E chi non accetta, passi la mano, che non si è costretti ad accettar la puntata.
A costoro, io non critico: non ho saputo fare meglio, ma riconoscere si deve, ai migliori.
Caro Cristiano, io forse sono talpa ma tu, aquila, segui Virgilio;
"Non ragioniam di loro, ma guarda e passa".
E che la forza sia con voi.
Io, secondo me...02.03.2009
In pochi mesi ha costruito un nido, c'ha infilato la prole ed ora la difende, nell'attesa che abbiano forza nelle ali per spiccare il volo.
E me lo si lasci dire, che nulla chiedo e ho da ricevere in cambio, libero di affermare del mio, come sempre ho fatto.
Nel '39 la cavalleria polacca caricò 16 volte, contro le armate d'invasione tedesche;
cavaliere e cavallo ci lasciarono le corna ovvero, furono macellati.
Fu scritta una pagina di gloria, si mandò al massacro carne contro acciaio, ben sapendo che non si sarebbe arrivati a nulla, se non ad essere tritati.
Dalla polvere da sparo in poi, niente e nulla era più lo stesso, tanto meno "le donne, i cavallier, l'arme, gli amori, le cortesie, l'audaci imprese".
Ne valse forse la pena poi, con onore, certo, ma perder sempre, al grido di «Manca la fortuna, non il valore» ?
Eppure, Don Chisciotte insegnò che, l'attaccare lancia in resta, dei mulini a vento, immaginandoli giganti, era un prendersi in giro, una scenetta tragicomica il cui unico finale sarebbe stato quello di passare alla Storia, questo sì, ma da babbei, seppur con il cuore gonfio di coraggio.
Cavalleria l'è morta: da tanto era nell'aria, il sapore e l'odore di stantio, di muffo, tra umidore di cantina e polvere di solaio, per quell'arme e armatura che ormai avevano finito il loro tempo.
Così è per la palandrana e lo spadone del crociato: nel mare magnum del divenire, nel crogiolo dove si forgia e la freccia del tempo, tutto insegna l'inevitabile cambiare e di non poter, immobile, fermare il mutare eterno e inesorabile delle cose.
Saggio è chi riconosce lo sfavore di questo, per cambiare campo e situazione, onde combattere per i propri ideali e principi in una posizione più difendibile;
è l'esempio di tutti i grandi generali, cambiare le cose in corsa: inventare una nuova tattica ed avere pronta altra strategia, che la battaglia non accetta regole fisse, ma camaleontiche.
Forse che quando senti di stare per inciampare, non si allunga il passo, alla ricerca di un nuovo equilibrio ?
Cristiano ha dimostrato, in tutti questi anni, d'essere tutto questo: da Don Chisciotte al crociato sacerdote-guerriero, sino al cavaliere polacco, almeno nel candore di vesti e animo, nella purezza della lotta;
ma non un ingenuo e scriteriato agitatore, un capobanda, padre-padrone di un'armata Brancaleone.
Ha e sente la responsabilità dei suoi uomini, come questi devono, verso di lui.
Quello che fa e testimonia, come noi dal basso, riverbera verso tutto e, nell'era dell'immagine, l'una cosa è specchio dell'altra.
A noi - Italia e italiani - essere degni di chi si è offerto, con i suoi cari, di mettersi a rischio e in discussione, di combattere lotte che avremmo dovuto anticipare come da indigeni, in terra natia.
Ora: nessuno mette in gioco la pelle, sua e dei suoi, per il potere o i soldi, che nulla di questo vale un vivere innaturale, blindati e condizionati in ogni fare della giornata, obbligati e costretti in schemi ingessati e rigidi, per la cancellazione, la scomparsa propria e di chi si ama.
Il costo è così alto che si fa solo se motivati, decisi, forti nella fede e nella certezza del giusto delle proprie azioni.
L'uomo è a chieder - in chi lo segue - almeno di farsi carico di un pari credo e sacrificio, se non a costo della vita, almeno con un costo nell'impegno.
C'è chi è partito con Ronzinante, l'alabarda e lo scudo;
chi un poco sotto, come Sancho Panza, sopra il suo asino come un patriarca, colle bisacce in groppa e la boraccia all'arcione, e con un gran desiderio di averci un ritorno, dal suo servigio;
altri con la lancia, da spuntare contro i carri armati e, alfine, magari forgiati assieme alla spada del sacerdote-guerriero, scevro a compromessi, al grido di:
«No pasarán, On Ne Passe Pas, They shall not pass...non passeranno !»
Passeranno, eccome, ma sopra destinati a presentare petto e offrire guancia: a gonfiare l'uno e farsi gonfiar l'altra.
Se non si è visti non ci si deve lamentare se poi calpestati, senza lasciare traccia se non anonima impronta di un passaggio di mandria.
Magdi Cristiano Allam ha creato dal nulla dei Protagonisti, con chiari principi, che tali restano, ben scolpiti.
Ragazzi, più o meno "stagionati", hanno saputo fare, oltre che dire: onore a loro che, tra questo e quello non c'hanno messo il mare, ma del proprio tempo, impegno e sentimento.
A costoro il riconoscimento, mio in particolar modo, che non ho saputo esser utile quanto loro:
la mia ammirazione, e non ne elenco, seppur parziale nome, perché son troppi, e farne solo alcuni sarebbe ad ombra d'altri.
Magdi Cristiano Allam, all'ennesimo bivio, ha dovuto - generale in battaglia - decidere lestamente una nuova mossa, davanti ad un plastico e repentino cambiamento: all'attacco dei mulini o ad indossare cappotto di stagione ?
Morire di freddo nell'attesa della primavera, solo perché si nasce nudi ?
Don Bosco credeva nella Provvidenza.
Forse che Casini e compagnia non ne sia parte, consciamente o inconsciamente ?
L'ho visto in fotografia: Cristiano ne cerca sguardo, lui quello della macchina fotografica.
Non mi è piaciuto, ma forse è solo riflesso condizionato.
Forse - sicuramente - ha fatto i suoi calcoli, e non sono quelli di Don Chisciotte, ma del Sancho Panza: scarpe grosse e cervello fino.
- «Permette ? Balliamo assieme ma, sia chiaro: guido io !»
Ebbene, sia.
Dalla piazza di paese al Parlamento Europeo: Cenerentola è arrivata al principe.
Forse al castello non è più facile dimostrare quanto si ha di bello, che a stare fuori delle osterie ?
Una volta principessa, al prossimo ballo potrebbe essere Casini ad essere guidato !
E chi non accetta, passi la mano, che non si è costretti ad accettar la puntata.
A costoro, io non critico: non ho saputo fare meglio, ma riconoscere si deve, ai migliori.
Caro Cristiano, io forse sono talpa ma tu, aquila, segui Virgilio;
"Non ragioniam di loro, ma guarda e passa".
E che la forza sia con voi.
Io, secondo me...02.03.2009
venerdì 27 febbraio 2009
giovedì 26 febbraio 2009
Schiumarola
Prendo la paletta bucherellata, schiumo, prelevo, sgocciolo ed assaggio la notizia;
perfetto: cotta al punto giusto, pronta da mettere nel piatto ed essere consumata bella calda.
Una volta si usava, prima di dar di forchetta, recitare la preghierina, a ringraziare il buon Dio di avere, anche per il nuovo giorno, di avere un qualcosa da mettere sotto i denti.
Oggi questo rito preparatorio non si usa più, che si rischia d'essere accusati d'essere asserviti alla Chiesa ed etichettati come "Baciapile".
Beh, per salvare baracca e burattini, vedrò di arrivare ad un compromesso: canterò l'inno nazionale, quello di Mameli.
"Fratelli d'Italia, l'Italia s'è desta [...] Noi fummo da secoli calpesti, derisi [...] Dov'è la Vittoria ? Le porga la chioma, che...SCHIAVA DI ROMENI Iddio la creò".
Beh, sta Vittoria io non la conosco, ma dei romeni c'abbiamo le saccocce piene;
come di bulgari, tunisini, bingo-bongo stile Binladen, Rom e simile bestiario.
E non mi si risponda con la scoperta dell'acqua calda: «Non tutti sono criminali e quel che fanno questi lo combinano pure i nostri».
Vero, e l'un per l'altro pari sono, che sto parlando di delinquenti, e paese che vai tanti ne trovi;
sono a cercare riparo da costoro, che quelli onesti e laboriosi - e sono i più, ne convengo - surclassano per numero, opere e missioni, la feccia.
Non solo per noi, ma anche verso questi ultimi sono a reclamare pugno di ferro: verso i loro connazionali, disonesti, ladri ed assassini che li svergognano e pure sui nostri indigeni, "Made in Italy" e pari gaglioffi e criminali.
Le ribalderie di un ribaldo casalingo mi danno fastidio perché sputtana il paese, ma ancora di più gli altri, che fanno lo stesso, ma da ospiti, a cui si è teso la mano e ancora meno aspetti o accetti la pugnalata alla schiena.
MI scoccia assai essere ritenuto, con i miei conterranei, al pari dello scemo del villaggio:
- «Andiamo, tutti in Italia, che ci puoi fare di tutto e di più e, differentemente da casa nostra, trovi sempre il modo di fare i cazzi tuoi: il massimo risultato con il minimo sforzo, pena e castigo che, se anche ti cuccano con le mani nel sacco ne esci comunque ragionevolmente bene; dove si trovano altri fessacchiotti così ?»
Prendiamo un esempio.
Nel battibecco tra il nostro governo e quello romeno, alle nostre rimostranze sulle loro frontiere permeabili, ci rispondono che siamo come il miele per le api: lenti nelle estradizioni e nei processi, è normale ritrovarsi con una bella fetta di ricercati loro entro i nostri confini, che da noi hanno trovato il paese del Bengodi.
Vero è che un ricercato non dovrebbe neppure scavalcare la staccionata di casa sua, ma chi glielo fa fare a quelli di sobbarcarsi l'onere di prendere e mantenere quello, quando ci siamo noi a dar succulento pascolo da brucare, che in questo caso è vero: l'erba del vicino è la più verde.
Se mai avessimo dei dubbi, ecco cosa dice Eugen Terteleac, presidente dell'associazione dei romeni in Italia:
"L'Italia è una calamita per i delinquenti romeni. In Romania le pene sono molto più severe e i tempi dei processi ben più brevi. A un criminale romeno conviene delinquere in Italia".
L'ennesima prova di quel che siamo o come ci vedono: cornuti e mazziati !
- «Facciamo le ronde: cittadini professionalmente preparati, magari pensionati o usciti dall'arma di carabinieri, polizia o finanza; nessun intervento muscolare: solo presidiare, vigilare e segnalare».
Più dissuasivi che operativi, quindi; non è lo stesso che è chiesto ad ogni cittadino, ossia d'essere attento e collaborativo ?
Neanche a parlarne: l'arte del buonismo spicciolo, dei bambacioni, insorge e grida al quasi colpo di stato, alle camicie nere, se non brune.
Paese di baluba.
Persino il caro vecchio Eugen Terteleac di prima auspica e dichiara con candore di essere completamente a favore delle famigerate guardie, pattuglie o drappelli, altrimenti dette ronde; anzi chiede che esse siano aperte anche ai cittadini romeni residenti in Italia.
E certo: chiodo scaccia chiodo; chi meglio del connazionale conosce il compatriota ?
Continuiamo a farci e volerci male.
"Italia condannata per mancato rispetto diritti umani [...] lo Stato italiano è stato condannato dalla Corte europea dei Diritti dell'Uomo a risarcire il tunisino Ben Khemais con 15.000 euro tra danni e spese morali".
Il Ben è stato pizzicato da noi e condannato a cinque anni per associazione per delinquere, ed espiò l'intera condanna.
Non essendo una mammoletta e pure scemo, eccolo a disattendere il vecchio adagio:
"Errare humanum est, perseverare autem diabolicum", commettere errori è umano, ma perseverare è diabolico;
Khemais era stato però anche condannato a dieci anni in contumacia da un tribunale militare tunisino, per terrorismo, e a quello è stato poi tradotto, una volta pagato da noi.
Il 3 giugno del 2008 è messo su un aereo a Milano e spedito in Tunisia, in esecuzione di un decreto d'espulsione causato dalla sua PERICOLOSITÀ per lo Stato perché legato a gruppi d'estremisti islamici vicini al terrorismo.
- «Ma siete matti: crudeli, inumani, bischeri. Multa ed esecrazione !»
Inutile pensare e credere logico che attenzione e cautela avrebbe dovuto averla il Khemais, capace di intendere e volere, nel non scassare la minchia, a destra e manca.
Sempre pronti, i piccioni, a tutelare i boia, invece che le vittime...vecchio vizio di casa e dell'intera Eurabia.
Guai però se uno di noi esce dalle righe.
Nella trasmissione "Porta a Porta" il ministro Ronchi dice che «chi stupra una quindicenne è una bestia».
Se è per questo, oltre al fatto in esame, violenze ne sono uscite, anche su minori di quella verde età.
Bestie è dire poco, anche se, in tutto il regno animale, al di sotto dell'Homo Sapiens Sapiens, nessun animale arriva a tanta aberrazione.
- «Non c'è bisogno di scomodare la categoria della bestia: viva la rieducazione», tuona la Bindi, non quella dei gelati, ma la Maria Rosaria, la Rosy, per gli amici.
- «Pan pos pan fresch: ti ten quel a mi dam quest», pane raffermo e pane fresco, tu tieni quello e a me dammi questo.
La consorteria delle Rosy vorrebbe fare cambio, affibbiarci il pane indurito, che tanto basta un morso più deciso per ingoiare ogni rospo.
Ma l'Italia è un paese ormai senza denti, che c'ha bisogno del pancotto, cara la mia Rosaria.
Che quelle come te sono disposte a "rieducare" certi energumeni, me ne compiaccio, ma una bambina o un bambino ha speranze per il futuro, di poter ancora incontrare il principe azzurro o la principessa, e non ridotti alla canna del gas, a raccattare per strada quello che viene: se il pane duro piace a te, prendilo, ma non pretendere che a tutti dia stessa soddisfazione.
Se poi sei come quella che è andata in prigione, a visitare i romeni che hanno fatto violenza di gruppo su una bambina, invece di pensare a quella, accomodati.
Ma per me, bestie sono quelli, e pure chi gli porge la tetta, per allattarli e far sentire loro il calore della mamma.
Ah, dimenticavo: è quella degli imbecilli, e sempre incinta !
Io, secondo me...26.02.2009
perfetto: cotta al punto giusto, pronta da mettere nel piatto ed essere consumata bella calda.
Una volta si usava, prima di dar di forchetta, recitare la preghierina, a ringraziare il buon Dio di avere, anche per il nuovo giorno, di avere un qualcosa da mettere sotto i denti.
Oggi questo rito preparatorio non si usa più, che si rischia d'essere accusati d'essere asserviti alla Chiesa ed etichettati come "Baciapile".
Beh, per salvare baracca e burattini, vedrò di arrivare ad un compromesso: canterò l'inno nazionale, quello di Mameli.
"Fratelli d'Italia, l'Italia s'è desta [...] Noi fummo da secoli calpesti, derisi [...] Dov'è la Vittoria ? Le porga la chioma, che...SCHIAVA DI ROMENI Iddio la creò".
Beh, sta Vittoria io non la conosco, ma dei romeni c'abbiamo le saccocce piene;
come di bulgari, tunisini, bingo-bongo stile Binladen, Rom e simile bestiario.
E non mi si risponda con la scoperta dell'acqua calda: «Non tutti sono criminali e quel che fanno questi lo combinano pure i nostri».
Vero, e l'un per l'altro pari sono, che sto parlando di delinquenti, e paese che vai tanti ne trovi;
sono a cercare riparo da costoro, che quelli onesti e laboriosi - e sono i più, ne convengo - surclassano per numero, opere e missioni, la feccia.
Non solo per noi, ma anche verso questi ultimi sono a reclamare pugno di ferro: verso i loro connazionali, disonesti, ladri ed assassini che li svergognano e pure sui nostri indigeni, "Made in Italy" e pari gaglioffi e criminali.
Le ribalderie di un ribaldo casalingo mi danno fastidio perché sputtana il paese, ma ancora di più gli altri, che fanno lo stesso, ma da ospiti, a cui si è teso la mano e ancora meno aspetti o accetti la pugnalata alla schiena.
MI scoccia assai essere ritenuto, con i miei conterranei, al pari dello scemo del villaggio:
- «Andiamo, tutti in Italia, che ci puoi fare di tutto e di più e, differentemente da casa nostra, trovi sempre il modo di fare i cazzi tuoi: il massimo risultato con il minimo sforzo, pena e castigo che, se anche ti cuccano con le mani nel sacco ne esci comunque ragionevolmente bene; dove si trovano altri fessacchiotti così ?»
Prendiamo un esempio.
Nel battibecco tra il nostro governo e quello romeno, alle nostre rimostranze sulle loro frontiere permeabili, ci rispondono che siamo come il miele per le api: lenti nelle estradizioni e nei processi, è normale ritrovarsi con una bella fetta di ricercati loro entro i nostri confini, che da noi hanno trovato il paese del Bengodi.
Vero è che un ricercato non dovrebbe neppure scavalcare la staccionata di casa sua, ma chi glielo fa fare a quelli di sobbarcarsi l'onere di prendere e mantenere quello, quando ci siamo noi a dar succulento pascolo da brucare, che in questo caso è vero: l'erba del vicino è la più verde.
Se mai avessimo dei dubbi, ecco cosa dice Eugen Terteleac, presidente dell'associazione dei romeni in Italia:
"L'Italia è una calamita per i delinquenti romeni. In Romania le pene sono molto più severe e i tempi dei processi ben più brevi. A un criminale romeno conviene delinquere in Italia".
L'ennesima prova di quel che siamo o come ci vedono: cornuti e mazziati !
- «Facciamo le ronde: cittadini professionalmente preparati, magari pensionati o usciti dall'arma di carabinieri, polizia o finanza; nessun intervento muscolare: solo presidiare, vigilare e segnalare».
Più dissuasivi che operativi, quindi; non è lo stesso che è chiesto ad ogni cittadino, ossia d'essere attento e collaborativo ?
Neanche a parlarne: l'arte del buonismo spicciolo, dei bambacioni, insorge e grida al quasi colpo di stato, alle camicie nere, se non brune.
Paese di baluba.
Persino il caro vecchio Eugen Terteleac di prima auspica e dichiara con candore di essere completamente a favore delle famigerate guardie, pattuglie o drappelli, altrimenti dette ronde; anzi chiede che esse siano aperte anche ai cittadini romeni residenti in Italia.
E certo: chiodo scaccia chiodo; chi meglio del connazionale conosce il compatriota ?
Continuiamo a farci e volerci male.
"Italia condannata per mancato rispetto diritti umani [...] lo Stato italiano è stato condannato dalla Corte europea dei Diritti dell'Uomo a risarcire il tunisino Ben Khemais con 15.000 euro tra danni e spese morali".
Il Ben è stato pizzicato da noi e condannato a cinque anni per associazione per delinquere, ed espiò l'intera condanna.
Non essendo una mammoletta e pure scemo, eccolo a disattendere il vecchio adagio:
"Errare humanum est, perseverare autem diabolicum", commettere errori è umano, ma perseverare è diabolico;
Khemais era stato però anche condannato a dieci anni in contumacia da un tribunale militare tunisino, per terrorismo, e a quello è stato poi tradotto, una volta pagato da noi.
Il 3 giugno del 2008 è messo su un aereo a Milano e spedito in Tunisia, in esecuzione di un decreto d'espulsione causato dalla sua PERICOLOSITÀ per lo Stato perché legato a gruppi d'estremisti islamici vicini al terrorismo.
- «Ma siete matti: crudeli, inumani, bischeri. Multa ed esecrazione !»
Inutile pensare e credere logico che attenzione e cautela avrebbe dovuto averla il Khemais, capace di intendere e volere, nel non scassare la minchia, a destra e manca.
Sempre pronti, i piccioni, a tutelare i boia, invece che le vittime...vecchio vizio di casa e dell'intera Eurabia.
Guai però se uno di noi esce dalle righe.
Nella trasmissione "Porta a Porta" il ministro Ronchi dice che «chi stupra una quindicenne è una bestia».
Se è per questo, oltre al fatto in esame, violenze ne sono uscite, anche su minori di quella verde età.
Bestie è dire poco, anche se, in tutto il regno animale, al di sotto dell'Homo Sapiens Sapiens, nessun animale arriva a tanta aberrazione.
- «Non c'è bisogno di scomodare la categoria della bestia: viva la rieducazione», tuona la Bindi, non quella dei gelati, ma la Maria Rosaria, la Rosy, per gli amici.
- «Pan pos pan fresch: ti ten quel a mi dam quest», pane raffermo e pane fresco, tu tieni quello e a me dammi questo.
La consorteria delle Rosy vorrebbe fare cambio, affibbiarci il pane indurito, che tanto basta un morso più deciso per ingoiare ogni rospo.
Ma l'Italia è un paese ormai senza denti, che c'ha bisogno del pancotto, cara la mia Rosaria.
Che quelle come te sono disposte a "rieducare" certi energumeni, me ne compiaccio, ma una bambina o un bambino ha speranze per il futuro, di poter ancora incontrare il principe azzurro o la principessa, e non ridotti alla canna del gas, a raccattare per strada quello che viene: se il pane duro piace a te, prendilo, ma non pretendere che a tutti dia stessa soddisfazione.
Se poi sei come quella che è andata in prigione, a visitare i romeni che hanno fatto violenza di gruppo su una bambina, invece di pensare a quella, accomodati.
Ma per me, bestie sono quelli, e pure chi gli porge la tetta, per allattarli e far sentire loro il calore della mamma.
Ah, dimenticavo: è quella degli imbecilli, e sempre incinta !
Io, secondo me...26.02.2009
mercoledì 25 febbraio 2009
Il Cagotto
- «Se uno il coraggio non ce l'ha non se lo può certo inventare».
Povero don Abbondio, tremebonda gelatina di curato di campagna, che si trova avvisato dagli sgherri del signorotto del posto, il Don Rodrigo, malato di priapismo o satiriasi, che dir si voglia, per la povera ma conturbante verginella Lucia, che vuol essere lui a stropicciarla per primo, tra le lenzuola;
così descrive e racconta il sommo Alessandro Manzoni - il "don Lisander", comm ch'el ciamen i milanes, come lo chiamano i milanesi - ne "I promessi sposi".
- «Questo matrimonio non s'ha da fare !» manda a dire il Rodrigo;
- «il primo colpetto lo voglio dare io, e non quello zoticone del Renzo. Al massimo posso lasciar gli ossicini, dopo aver gustato la carne, a quel tontolone del Tramaglino, che potrà consolarsi con ciò che resta tanto - come dicono a Milano - "na lavada e na sugada la par nanca duperada"; una lavata e torna come nuova !»
Ecco che, il vigliacchetto nostro, scatta sull'attenti, batte i tacchi e untuosamente risponde:
- «Obbedisco !»
Quel budino tenuto assieme dalla tonaca era un vile, che indossò l'abito come si sceglie un lavoro qualunque, bastante a garantire di che campare.
Dalle mie parti si usa dire che un tipo così ha "il cagotto" ovvero, se la fa sotto.
Ora, quando si parla del singolo, nessuno può puntare l'indice verso chicchessia, a meno di aver modo di dimostrare che il coraggio fa parte del bagaglio di cui ci ha dotato madre natura, altrimenti... "non se lo può certo inventare".
Destino vuole che costoro sono quelli del "Meglio tirare a campare che tirare le cuoia", che può lo stesso essere una delle tante strategie messe in atto dall'evoluzione per salvaguardare una specie dall'estinzione.
Difficile che qualcuno si prenda la briga di fermarsi, per schiacciare simili formiche, quando esiste sempre di meglio da fare.
Ecco la logica di chi conosce il finale, ma cerca di allontanare il momento in cui sarà divorato dal coccodrillo, fino a che può lasciare il posto ad altri, in modo che lo siano per lui.
Diverso il ragionamento quando si parla della società, di un rapporto di forze ed equilibri tra popoli e civiltà, quando il rispetto o il disprezzo si misura e calza come l'abito: su tutto il corpo.
Il Beppe Fontana può essere un ammasso di tremarella, ma l'Italia, l'Europa, no !
Io rappresento l'eccezione, ma il paese, la regola.
Io sono sacrificabile: il mio mondo di relazioni, affetti, di cultura, l'eredità dei miei padri, che tanto è costato, no.
Assolutamente, anzi, assolutisticamente NO !!
Ma, dei panni di don Abbondio, si veste oggi, come la madre Eurabia, pure l'italiota sponda.
"Giochi a Pescara" una specie di Olimpiade formato mediterraneo "anche l'Italia esclude Israele; Jeux méditerranéens: per ragioni politiche e per la minaccia del boicottaggio dei Paesi musulmani, Israele non può partecipare a questa manifestazione sportiva".
Ragioni politiche...minaccia del boicottaggio...parliamoci chiaro: se noi abbiamo bisogno dei paesi arabi, pure quelli di noi, che altrimenti con il petrolio ci possono fare i gargarismi o usarlo per l'igiene intima !
Abbiamo paura delle bombe, e quelli - i dinosauri di Allah dalle menti beduine - lo sanno.
- «Avanti, addosso all'Occidente, che c'ha il cagotto !»
Dice bene l'ambasciatore israeliano a Roma Gideon Meir:
- «Persino nello sport gli estremisti del mondo arabo rifiutano la coesistenza e la collaborazione, anche a costo di escludere i loro fratelli palestinesi».
Neppure a pensare di trovare quel poco che avvicina, privilegiando il tanto che allontana.
Mi ripeto: al mondo arabo Binladensis non frega un cazzo dei palestinesi: ogni pretesto è buono per portare avanti i loro sogni di gloria, l'istinto predatorio e rapace di ladroni del deserto che trovano meglio sgraffignare ad altri che faticare del proprio.
Ecco chi sono i veri razzisti, gli xenofobi, che offendono la nostra sensibilità, rompicoglioni e pomposi palloni gonfiati, che vogliono un mondo a loro immagine e somiglianza, di poter suonare l'organetto mentre noi si balla al ritmo di quella musica.
Il comitato organizzatore di Pescara 2009 glissa:
- «Avevamo pensato ad una partita amichevole tra Israele e palestinesi, ma la proposta è stata accolta nel gelo e accantonata».
Cretinetti !
Sarebbe stata la prova del nove, la conferma o lo sputtanamento, il definire chi sta con chi e tracciare i profili degli amici e la sagoma dei nemici, da usare nel poligono di tiro.
- «Ormai è dato per scontato che Israele non ci può essere e nessuno parer lo considera un torto [...] un atto vergognoso e inaccettabile di discriminazione, che oltretutto dura da anni nell'acquiescenza generale».
Aveva ragione don Abbondio che "se uno il coraggio non ce l'ha non se lo può certo inventare".
Noi, scimmie, ad imitare altri bingo-bongo, di cui leggo:
"Un attore come Di Caprio si fidanza con una 'puttanella ebrea', cioè Bar Rafaeli (così definita sul blog della tv Al Arabya, riferito dal Corriere): lo si boicotta ! Chi va a letto con un'israeliana non merita i sogni delle adolescenti egiziane";
figuriamoci poi l'idea di un Di Caprio convertito all'ebraismo: apriti cielo che, come per il Cristianesimo, è concepito come surrogato, sottoprodotto, religione da e per subumani, cani, scimmie e porci !
e ancora, a dimostrare la pesca nel torbido, andando al fondo delle cose...anzi, del cagotto:
"Una tennista israeliana conquista il diritto di giocare al torneo di Dubai: non le si dà il visto".
Bombe e stragi dappertutto, carnai, budella e frattaglie d'innocenti tappezzano il mondo intero, che tanto il dio di Bin Laden è padrone e non padre e il servo, lo schiavo, differentemente da un figlio, è polpetta di macellazione;
e la polpetta, si sa, si fa appunto con gli avanzi.
E poi, non è forse tipico del nostro mondo decadente l'avere ed essere ventre molle...da cagotto ?!
Io, secondo me...25.02.2009
Povero don Abbondio, tremebonda gelatina di curato di campagna, che si trova avvisato dagli sgherri del signorotto del posto, il Don Rodrigo, malato di priapismo o satiriasi, che dir si voglia, per la povera ma conturbante verginella Lucia, che vuol essere lui a stropicciarla per primo, tra le lenzuola;
così descrive e racconta il sommo Alessandro Manzoni - il "don Lisander", comm ch'el ciamen i milanes, come lo chiamano i milanesi - ne "I promessi sposi".
- «Questo matrimonio non s'ha da fare !» manda a dire il Rodrigo;
- «il primo colpetto lo voglio dare io, e non quello zoticone del Renzo. Al massimo posso lasciar gli ossicini, dopo aver gustato la carne, a quel tontolone del Tramaglino, che potrà consolarsi con ciò che resta tanto - come dicono a Milano - "na lavada e na sugada la par nanca duperada"; una lavata e torna come nuova !»
Ecco che, il vigliacchetto nostro, scatta sull'attenti, batte i tacchi e untuosamente risponde:
- «Obbedisco !»
Quel budino tenuto assieme dalla tonaca era un vile, che indossò l'abito come si sceglie un lavoro qualunque, bastante a garantire di che campare.
Dalle mie parti si usa dire che un tipo così ha "il cagotto" ovvero, se la fa sotto.
Ora, quando si parla del singolo, nessuno può puntare l'indice verso chicchessia, a meno di aver modo di dimostrare che il coraggio fa parte del bagaglio di cui ci ha dotato madre natura, altrimenti... "non se lo può certo inventare".
Destino vuole che costoro sono quelli del "Meglio tirare a campare che tirare le cuoia", che può lo stesso essere una delle tante strategie messe in atto dall'evoluzione per salvaguardare una specie dall'estinzione.
Difficile che qualcuno si prenda la briga di fermarsi, per schiacciare simili formiche, quando esiste sempre di meglio da fare.
Ecco la logica di chi conosce il finale, ma cerca di allontanare il momento in cui sarà divorato dal coccodrillo, fino a che può lasciare il posto ad altri, in modo che lo siano per lui.
Diverso il ragionamento quando si parla della società, di un rapporto di forze ed equilibri tra popoli e civiltà, quando il rispetto o il disprezzo si misura e calza come l'abito: su tutto il corpo.
Il Beppe Fontana può essere un ammasso di tremarella, ma l'Italia, l'Europa, no !
Io rappresento l'eccezione, ma il paese, la regola.
Io sono sacrificabile: il mio mondo di relazioni, affetti, di cultura, l'eredità dei miei padri, che tanto è costato, no.
Assolutamente, anzi, assolutisticamente NO !!
Ma, dei panni di don Abbondio, si veste oggi, come la madre Eurabia, pure l'italiota sponda.
"Giochi a Pescara" una specie di Olimpiade formato mediterraneo "anche l'Italia esclude Israele; Jeux méditerranéens: per ragioni politiche e per la minaccia del boicottaggio dei Paesi musulmani, Israele non può partecipare a questa manifestazione sportiva".
Ragioni politiche...minaccia del boicottaggio...parliamoci chiaro: se noi abbiamo bisogno dei paesi arabi, pure quelli di noi, che altrimenti con il petrolio ci possono fare i gargarismi o usarlo per l'igiene intima !
Abbiamo paura delle bombe, e quelli - i dinosauri di Allah dalle menti beduine - lo sanno.
- «Avanti, addosso all'Occidente, che c'ha il cagotto !»
Dice bene l'ambasciatore israeliano a Roma Gideon Meir:
- «Persino nello sport gli estremisti del mondo arabo rifiutano la coesistenza e la collaborazione, anche a costo di escludere i loro fratelli palestinesi».
Neppure a pensare di trovare quel poco che avvicina, privilegiando il tanto che allontana.
Mi ripeto: al mondo arabo Binladensis non frega un cazzo dei palestinesi: ogni pretesto è buono per portare avanti i loro sogni di gloria, l'istinto predatorio e rapace di ladroni del deserto che trovano meglio sgraffignare ad altri che faticare del proprio.
Ecco chi sono i veri razzisti, gli xenofobi, che offendono la nostra sensibilità, rompicoglioni e pomposi palloni gonfiati, che vogliono un mondo a loro immagine e somiglianza, di poter suonare l'organetto mentre noi si balla al ritmo di quella musica.
Il comitato organizzatore di Pescara 2009 glissa:
- «Avevamo pensato ad una partita amichevole tra Israele e palestinesi, ma la proposta è stata accolta nel gelo e accantonata».
Cretinetti !
Sarebbe stata la prova del nove, la conferma o lo sputtanamento, il definire chi sta con chi e tracciare i profili degli amici e la sagoma dei nemici, da usare nel poligono di tiro.
- «Ormai è dato per scontato che Israele non ci può essere e nessuno parer lo considera un torto [...] un atto vergognoso e inaccettabile di discriminazione, che oltretutto dura da anni nell'acquiescenza generale».
Aveva ragione don Abbondio che "se uno il coraggio non ce l'ha non se lo può certo inventare".
Noi, scimmie, ad imitare altri bingo-bongo, di cui leggo:
"Un attore come Di Caprio si fidanza con una 'puttanella ebrea', cioè Bar Rafaeli (così definita sul blog della tv Al Arabya, riferito dal Corriere): lo si boicotta ! Chi va a letto con un'israeliana non merita i sogni delle adolescenti egiziane";
figuriamoci poi l'idea di un Di Caprio convertito all'ebraismo: apriti cielo che, come per il Cristianesimo, è concepito come surrogato, sottoprodotto, religione da e per subumani, cani, scimmie e porci !
e ancora, a dimostrare la pesca nel torbido, andando al fondo delle cose...anzi, del cagotto:
"Una tennista israeliana conquista il diritto di giocare al torneo di Dubai: non le si dà il visto".
Bombe e stragi dappertutto, carnai, budella e frattaglie d'innocenti tappezzano il mondo intero, che tanto il dio di Bin Laden è padrone e non padre e il servo, lo schiavo, differentemente da un figlio, è polpetta di macellazione;
e la polpetta, si sa, si fa appunto con gli avanzi.
E poi, non è forse tipico del nostro mondo decadente l'avere ed essere ventre molle...da cagotto ?!
Io, secondo me...25.02.2009
lunedì 23 febbraio 2009
AMORte
"Amor, ch'a nullo amato amar perdona..."
- «e l'odor repełente de morti asà a marsir par tera», io aggiungo;
che schifo, qualcuno dirà: passare dal profumo della vita al puzzo, quel fetore repellente che è della fossa, quando poi lasciati a marcire nella terra.
"...la bella persona che mi fu tolta; e 'l modo ancor m'offende"...
Quante offese, anche noi abbiamo subito, quanto di più caro c'è stato e c'è tolto, quanto rubato subito e quanto strappato, pezzo a pezzo, nella sofferenza e nel dolore.
E il sommo poeta all'inferno ci ficca l'amore o il troppo amare, che lui dice lussuria, che per lui sono Paolo e Francesca, peccatori...
"Amor condusse noi ad una morte".
Poveri amanti innamorati, "peccatori carnali che la ragion sommettono al talento", puniti in terra come in cielo, dove menati da "la bufera infernal che mai non resta", sono ad espiare in eterno per essere lei stata data in pegno a quello: "il marito era sozzissimo et era sciancato".
Tanto sudicio che l'unica lavata che si è dato è stata per l'onta: nettare la vergogna di una che rifiutò di essere scambiata, anche se per Lanciotto fu come baratto di vacca.
Fa nulla: un contratto è un contratto, anche davanti alle porte del Paradiso e la passione, bassa e bestiale, accomuna tutti, come fu per Semiramide, Didone, Cleopatra, Elena, Achille, Paride e Tristano;
"Onde apostali e trovatoli uniti insieme, confisse l'uno insieme con l'altro con uno stocco, sì che amendue insieme morirono":
giustizia è fatta, di tutta l'erba un fascio e all'Inferno !!
E così - in quel lontano 1275 - prese due olive con uno stuzzicadenti, il Giovanni Malatesta, signore di Rimini, detto Gianciotto perché "ciotto" ovvero sciancato: come dire... 'na chiavica !
- «Beh», si potrebbe ribattere «prova te a trovare tua moglie a letto con un altro !»
Vero.
Ma non ci sono solo questi sfigati al mondo e l'anima a Mefistofele si è tentati di barattarla, che di Faust non ce n'è uno solo;
e lo scambio spesso non è voluto per odio, vendetta, ambizione, potere, ma per il tanto amore...quello nobile, "che move il sole l'altre stelle";
e io, per questo, sono a dire: «Mefistofele...dove firmo ?!»
"Vuole un figlio dal marito in coma: prelevato lo sperma per un'inseminazione artificiale".
Dante non c'è più, ma risponde il Vaticano:
- «Gravissimo !»
Mi vien naturale, a pelle, rispondere:
- «Ma che sta a ddì ?»
Di gravissimo c'è solo un tragico fatto: lui, 35 anni, per un tumore fulminante al cervello entra in coma. Speranze di salvezza: zero.
Lei risponde e mi ricorda un'altra donna, che in una trasmissione televisiva pronunciò, per il suo uomo, una delle frasi più belle:
- «Da qui all'eternità: sempre con te !»
Ebbene, il suo compagno sta per morire;
"...la bella persona che mi fu tolta; e 'l modo ancor m'offende".
L'amore, allo stato più alto, sfida la morte:
"Voglio avere un figlio da lui: diventare genitori era il nostro sogno".
Da quando, potendo, non si deve rispondere alla morte con un bel dito medio alzato, alla facciazza di quelle quattro ossa, con sopra il teschio ghignate e le orbite vuote ?
- «'fanculo ! Li mortacci tua: xe che me son proprio stufà ...me desmentego che son morto e te brinco pal copin !», sicuramente risponderebbe quel povero corpo che sta per esalare l'ultimo respiro.
Parla la Chiesa:
- «Credo che un figlio debba sempre essere un atto d'amore, non un esperimento di laboratorio» ha affermato Rino Fisichella, pretore della Pontificia Università Lateranense «un figlio non deve arrivare per desiderio recondito di una persona. Facciamo in modo di rispettare anche in quest'aspetto la natura. Pur con molta comprensione per chi vive queste situazioni, non ogni desiderio è legittimo».
"Eminens", se lo lasci dire: una nascita è un atto d'amore e ricordi pure lei, che le vie del Signore sono infinite, e passano anche attraverso una siringa;
nel nostro caso, è un miracolo di Dio che, come Prometeo, ha donato il sapere all'uomo, e mai fu meglio riposto quando, invece che la morte, porta la vita !
Se fossimo solo a seguire passivamente la natura, non avrebbe senso che nostro Signore ci avesse dotato di attitudine al sapere e alla scoperta;
gli sarebbe bastato mettere insieme un elettrodomestico, con un banale interruttore: acceso-spento.
Forse non ogni desiderio è legittimo, ma il bambino nascerà, "Eminens";
come il cacio sui maccheroni: sarà...AMORte sua.
E io, per questo, sono a dire: «Dio mio, Padre Nostro...dove firmo ?!»
"Amor, ch'a nullo amato amar perdona..."
Io, secondo me...23.02.2009
- «e l'odor repełente de morti asà a marsir par tera», io aggiungo;
che schifo, qualcuno dirà: passare dal profumo della vita al puzzo, quel fetore repellente che è della fossa, quando poi lasciati a marcire nella terra.
"...la bella persona che mi fu tolta; e 'l modo ancor m'offende"...
Quante offese, anche noi abbiamo subito, quanto di più caro c'è stato e c'è tolto, quanto rubato subito e quanto strappato, pezzo a pezzo, nella sofferenza e nel dolore.
E il sommo poeta all'inferno ci ficca l'amore o il troppo amare, che lui dice lussuria, che per lui sono Paolo e Francesca, peccatori...
"Amor condusse noi ad una morte".
Poveri amanti innamorati, "peccatori carnali che la ragion sommettono al talento", puniti in terra come in cielo, dove menati da "la bufera infernal che mai non resta", sono ad espiare in eterno per essere lei stata data in pegno a quello: "il marito era sozzissimo et era sciancato".
Tanto sudicio che l'unica lavata che si è dato è stata per l'onta: nettare la vergogna di una che rifiutò di essere scambiata, anche se per Lanciotto fu come baratto di vacca.
Fa nulla: un contratto è un contratto, anche davanti alle porte del Paradiso e la passione, bassa e bestiale, accomuna tutti, come fu per Semiramide, Didone, Cleopatra, Elena, Achille, Paride e Tristano;
"Onde apostali e trovatoli uniti insieme, confisse l'uno insieme con l'altro con uno stocco, sì che amendue insieme morirono":
giustizia è fatta, di tutta l'erba un fascio e all'Inferno !!
E così - in quel lontano 1275 - prese due olive con uno stuzzicadenti, il Giovanni Malatesta, signore di Rimini, detto Gianciotto perché "ciotto" ovvero sciancato: come dire... 'na chiavica !
- «Beh», si potrebbe ribattere «prova te a trovare tua moglie a letto con un altro !»
Vero.
Ma non ci sono solo questi sfigati al mondo e l'anima a Mefistofele si è tentati di barattarla, che di Faust non ce n'è uno solo;
e lo scambio spesso non è voluto per odio, vendetta, ambizione, potere, ma per il tanto amore...quello nobile, "che move il sole l'altre stelle";
e io, per questo, sono a dire: «Mefistofele...dove firmo ?!»
"Vuole un figlio dal marito in coma: prelevato lo sperma per un'inseminazione artificiale".
Dante non c'è più, ma risponde il Vaticano:
- «Gravissimo !»
Mi vien naturale, a pelle, rispondere:
- «Ma che sta a ddì ?»
Di gravissimo c'è solo un tragico fatto: lui, 35 anni, per un tumore fulminante al cervello entra in coma. Speranze di salvezza: zero.
Lei risponde e mi ricorda un'altra donna, che in una trasmissione televisiva pronunciò, per il suo uomo, una delle frasi più belle:
- «Da qui all'eternità: sempre con te !»
Ebbene, il suo compagno sta per morire;
"...la bella persona che mi fu tolta; e 'l modo ancor m'offende".
L'amore, allo stato più alto, sfida la morte:
"Voglio avere un figlio da lui: diventare genitori era il nostro sogno".
Da quando, potendo, non si deve rispondere alla morte con un bel dito medio alzato, alla facciazza di quelle quattro ossa, con sopra il teschio ghignate e le orbite vuote ?
- «'fanculo ! Li mortacci tua: xe che me son proprio stufà ...me desmentego che son morto e te brinco pal copin !», sicuramente risponderebbe quel povero corpo che sta per esalare l'ultimo respiro.
Parla la Chiesa:
- «Credo che un figlio debba sempre essere un atto d'amore, non un esperimento di laboratorio» ha affermato Rino Fisichella, pretore della Pontificia Università Lateranense «un figlio non deve arrivare per desiderio recondito di una persona. Facciamo in modo di rispettare anche in quest'aspetto la natura. Pur con molta comprensione per chi vive queste situazioni, non ogni desiderio è legittimo».
"Eminens", se lo lasci dire: una nascita è un atto d'amore e ricordi pure lei, che le vie del Signore sono infinite, e passano anche attraverso una siringa;
nel nostro caso, è un miracolo di Dio che, come Prometeo, ha donato il sapere all'uomo, e mai fu meglio riposto quando, invece che la morte, porta la vita !
Se fossimo solo a seguire passivamente la natura, non avrebbe senso che nostro Signore ci avesse dotato di attitudine al sapere e alla scoperta;
gli sarebbe bastato mettere insieme un elettrodomestico, con un banale interruttore: acceso-spento.
Forse non ogni desiderio è legittimo, ma il bambino nascerà, "Eminens";
come il cacio sui maccheroni: sarà...AMORte sua.
E io, per questo, sono a dire: «Dio mio, Padre Nostro...dove firmo ?!»
"Amor, ch'a nullo amato amar perdona..."
Io, secondo me...23.02.2009
mercoledì 18 febbraio 2009
Maxismo
Dal Marxismo al Maxismo il passo è breve, ma è come rifare il percorso dell'evoluzione al contrario dove, dall'uomo, si ritorna alla scimmia;
solo che a Cita non s'accompagna neppure Tarzan ma, al D'Alema, un Bertinotti in perizoma di lana caprina, che hanno, più che il pregio, lo spregio di ballare la consueta musica al solito organetto, senza neppure dover loro ormai lanciare una banana o la nocciolina.
Riflessi condizionati: un segnale, ed eccoli, a perdere saliva e con la bava alla bocca.
Beh, una cosa bisogna riconoscere loro, ed è comunione d'esperienze: dalle macerie di Gaza a quelle dei loro rispettivi partiti, c'abbiamo gli stessi sconnessi e sbrecciati;
Ai nostri, ci hanno pensato gli italiani a cannoneggiarli, con il "Niet" elettorale.
Il Max c'ha risposto da fighetto, con le pezze al culo del conte Max di De Sica, ma l'elevazione al rango per elezione divina:
"Il Pd è senza dubbio il maggior partito nella parte più acculturata del Paese, una forza non certo residuale. È il primo partito tra gli italiani che leggono libri, che leggono i giornali...è vero che il centrosinistra è minoranza, ma è una minoranza che rappresenta la classe dirigente del Paese in tutti i campi".
Pochi ma buoni, a confronto di tanti, ma buoi.
Arlecchineschi straccetti, pezzuole sulle chiappe, panni rivoltati, cuciture e giunte, ma vogliamo mettere i modi raffinati e "l'intellighenzia", seppure di un mendico elettorale.
L'ultimo e unico comunismo che gli rimane è quello dell'orgia di letto, sotto le lenzuola, con i terroristi: che siano di Hamas che Hezbollah, sempre si parla di "figlio prodigo", d’altra specie, ma a seguire teoria e pratica dei loro nonni e padri, che di rosso si fecero colore, dopo aver inzuppato il fazzoletto nelle budella dei popoli.
Eccoli, il Max e Berty, a ruttare di sbobba e sbornia ideologica, comunanza e gemellaggio, nel dividere companatico con naturali compagni di merende e ululare alla luna:
"[...] colonizzazione della Cisgiordania [...] massacri di Gaza [...] delegittimazione dell'interlocutore di pace da parte d'Israele, Arafat, e poi nei confronti dell'occasione straordinaria del governo di unità nazionale palestinese [...] con la costruzione del Muro".
E già...il muro: mica è bello, come quello che il loro papi, "Pappone" Stalin, fece alzare a Berlino;
quello si, che fu una...erezione superba !
E sti ebrei poi, che non seguono le regole, che sono come i gioiellieri e gli orefici: sono quelli che devono morire, nelle rapine, e guai a ribaltare i ruoli, che altrimenti come cazzo si fa ad applicare il buonismo da quattro rubli, quello che fa tanta scena e ti eleva a Homo Sapiens Sapiens, a sentirti "Il Migliore", opposto ai cattivi, ai buzzurri, alle bestie che se castrati, non potrebbero risaltare per tanta negatività, a dire io Robinson, tu venerdi...io Tarzan, tu Cita.
Ed ecco la babbiona di turno, che va in carcere a visitare quelli che hanno stuprato la ragazza, piuttosto che se nel piatto della minestra di un assassino c'è una...Mosca.
Ed io, se non pago il pizzo, il canone della televisione, o mi dimentico della multa, mi trovo senza macchina e pignorata la casa, mentre quello che, ubriaco e drogato, falcia una un'intera fila di persone, in processione o alla fermata dell'autobus, ottiene gli arresti domiciliari, perché a lui la casa gli rimane !
Però, io Robinson, tu venerdi...io Tarzan, tu Cita.
L'importante è che si faccia filosofia sulla pelle d'altri, che la donna violentata non sia di casa, che il negoziante ucciso non sia un parente, che tanta merda non entri nelle torri d'avorio.
Non si tocchi la barchetta, non si sporchino le scarpe di vacchetta o il maglioncino di soffice lana, ai vari Max e Berty: fatto salvo questo, che il resto del mondo impari ad offrire l'altra guancia.
Max e Berty, come due amanti, eccoli ad elaborare il Kamasutra: il Maxismo proprio contro il barbaro e cagnesco accoppiamento d'altri.
Il branco degli "Obamba" non osanna più Obama: scettici sull'ipotesi che il Barack possa produrre cambiamenti radicali, che il bell'abbronzato sappia anche fare oltre che sfilare.
Pessimisti sul "due stati per due popoli";
per la risoluzione del conflitto israelo-palestinese...meglio il Mein Kampf, lo Statuto di Hamas !
Ed ecco sotto le coperte s'infila pure l'ex primo rappresentante della delegazione palestinese in Italia, Ali Rashid che, dopo aver sbirciato gli attributi della coppietta, sbotta:
- «Una sinistra debole nel proprio paese non può aiutare gli altri».
Nel paese di Papalla finalmente spunta una testa.
Max paventa il rischio che la questione palestinese "diventi meno importante in un'agenda statunitense nella quale sono subentrate altre priorità".
Ma guarda te se Obama deve dimenticarsi di vitale importanza, solo perché l'America rischia un’altra crisi del '29.
E già: dall'alto delle torri d'avorio tutto ciò che si muove sotto paiono formiche, cose così piccole...così lontane;
la crisi economica mondiale, dall'Asia all'America, la polveriera Afghanistan come il traballante Pakistan, senza contare la bombarderia iraniana... "il rischio che la questione palestinese diventi meno importante nell'agenda statunitense".
Basterebbe che Hamas la smettesse di rompere i coglioni e tutto - magicamente - diverrebbe un ricordo, il risveglio da un incubo.
Ma no...quel manesco di Israele, le sue "reazioni sproporzionate".
Quando non c'aveva i muscoli c'erano i forni;
rimasti i forni e la voglia di riaccenderli, ecco che c'ha i muscoli...che ingiustizia !
- «[...] che l'Europa faccia la sua parte e non continui ad appoggiare solo Tel Aviv» dice Max:
- «Le macerie di Gaza sono ancora fumanti [...] crimini di guerra commessi da Israele» ribatte Berty.
- «[...] portare davanti alla giustizia gli ebrei, responsabili dei massacri» bercia Ali Rashid.
Dal Marxismo al Maxismo: io Robinson, voi venerdi...io Tarzan, voi Cita !
Io, secondo me...18.02.2009
solo che a Cita non s'accompagna neppure Tarzan ma, al D'Alema, un Bertinotti in perizoma di lana caprina, che hanno, più che il pregio, lo spregio di ballare la consueta musica al solito organetto, senza neppure dover loro ormai lanciare una banana o la nocciolina.
Riflessi condizionati: un segnale, ed eccoli, a perdere saliva e con la bava alla bocca.
Beh, una cosa bisogna riconoscere loro, ed è comunione d'esperienze: dalle macerie di Gaza a quelle dei loro rispettivi partiti, c'abbiamo gli stessi sconnessi e sbrecciati;
Ai nostri, ci hanno pensato gli italiani a cannoneggiarli, con il "Niet" elettorale.
Il Max c'ha risposto da fighetto, con le pezze al culo del conte Max di De Sica, ma l'elevazione al rango per elezione divina:
"Il Pd è senza dubbio il maggior partito nella parte più acculturata del Paese, una forza non certo residuale. È il primo partito tra gli italiani che leggono libri, che leggono i giornali...è vero che il centrosinistra è minoranza, ma è una minoranza che rappresenta la classe dirigente del Paese in tutti i campi".
Pochi ma buoni, a confronto di tanti, ma buoi.
Arlecchineschi straccetti, pezzuole sulle chiappe, panni rivoltati, cuciture e giunte, ma vogliamo mettere i modi raffinati e "l'intellighenzia", seppure di un mendico elettorale.
L'ultimo e unico comunismo che gli rimane è quello dell'orgia di letto, sotto le lenzuola, con i terroristi: che siano di Hamas che Hezbollah, sempre si parla di "figlio prodigo", d’altra specie, ma a seguire teoria e pratica dei loro nonni e padri, che di rosso si fecero colore, dopo aver inzuppato il fazzoletto nelle budella dei popoli.
Eccoli, il Max e Berty, a ruttare di sbobba e sbornia ideologica, comunanza e gemellaggio, nel dividere companatico con naturali compagni di merende e ululare alla luna:
"[...] colonizzazione della Cisgiordania [...] massacri di Gaza [...] delegittimazione dell'interlocutore di pace da parte d'Israele, Arafat, e poi nei confronti dell'occasione straordinaria del governo di unità nazionale palestinese [...] con la costruzione del Muro".
E già...il muro: mica è bello, come quello che il loro papi, "Pappone" Stalin, fece alzare a Berlino;
quello si, che fu una...erezione superba !
E sti ebrei poi, che non seguono le regole, che sono come i gioiellieri e gli orefici: sono quelli che devono morire, nelle rapine, e guai a ribaltare i ruoli, che altrimenti come cazzo si fa ad applicare il buonismo da quattro rubli, quello che fa tanta scena e ti eleva a Homo Sapiens Sapiens, a sentirti "Il Migliore", opposto ai cattivi, ai buzzurri, alle bestie che se castrati, non potrebbero risaltare per tanta negatività, a dire io Robinson, tu venerdi...io Tarzan, tu Cita.
Ed ecco la babbiona di turno, che va in carcere a visitare quelli che hanno stuprato la ragazza, piuttosto che se nel piatto della minestra di un assassino c'è una...Mosca.
Ed io, se non pago il pizzo, il canone della televisione, o mi dimentico della multa, mi trovo senza macchina e pignorata la casa, mentre quello che, ubriaco e drogato, falcia una un'intera fila di persone, in processione o alla fermata dell'autobus, ottiene gli arresti domiciliari, perché a lui la casa gli rimane !
Però, io Robinson, tu venerdi...io Tarzan, tu Cita.
L'importante è che si faccia filosofia sulla pelle d'altri, che la donna violentata non sia di casa, che il negoziante ucciso non sia un parente, che tanta merda non entri nelle torri d'avorio.
Non si tocchi la barchetta, non si sporchino le scarpe di vacchetta o il maglioncino di soffice lana, ai vari Max e Berty: fatto salvo questo, che il resto del mondo impari ad offrire l'altra guancia.
Max e Berty, come due amanti, eccoli ad elaborare il Kamasutra: il Maxismo proprio contro il barbaro e cagnesco accoppiamento d'altri.
Il branco degli "Obamba" non osanna più Obama: scettici sull'ipotesi che il Barack possa produrre cambiamenti radicali, che il bell'abbronzato sappia anche fare oltre che sfilare.
Pessimisti sul "due stati per due popoli";
per la risoluzione del conflitto israelo-palestinese...meglio il Mein Kampf, lo Statuto di Hamas !
Ed ecco sotto le coperte s'infila pure l'ex primo rappresentante della delegazione palestinese in Italia, Ali Rashid che, dopo aver sbirciato gli attributi della coppietta, sbotta:
- «Una sinistra debole nel proprio paese non può aiutare gli altri».
Nel paese di Papalla finalmente spunta una testa.
Max paventa il rischio che la questione palestinese "diventi meno importante in un'agenda statunitense nella quale sono subentrate altre priorità".
Ma guarda te se Obama deve dimenticarsi di vitale importanza, solo perché l'America rischia un’altra crisi del '29.
E già: dall'alto delle torri d'avorio tutto ciò che si muove sotto paiono formiche, cose così piccole...così lontane;
la crisi economica mondiale, dall'Asia all'America, la polveriera Afghanistan come il traballante Pakistan, senza contare la bombarderia iraniana... "il rischio che la questione palestinese diventi meno importante nell'agenda statunitense".
Basterebbe che Hamas la smettesse di rompere i coglioni e tutto - magicamente - diverrebbe un ricordo, il risveglio da un incubo.
Ma no...quel manesco di Israele, le sue "reazioni sproporzionate".
Quando non c'aveva i muscoli c'erano i forni;
rimasti i forni e la voglia di riaccenderli, ecco che c'ha i muscoli...che ingiustizia !
- «[...] che l'Europa faccia la sua parte e non continui ad appoggiare solo Tel Aviv» dice Max:
- «Le macerie di Gaza sono ancora fumanti [...] crimini di guerra commessi da Israele» ribatte Berty.
- «[...] portare davanti alla giustizia gli ebrei, responsabili dei massacri» bercia Ali Rashid.
Dal Marxismo al Maxismo: io Robinson, voi venerdi...io Tarzan, voi Cita !
Io, secondo me...18.02.2009
lunedì 16 febbraio 2009
venerdì 13 febbraio 2009
mercoledì 11 febbraio 2009
Yes...Week-end !
- «Yes...Week-end !»
L'inglese non è il mio forte, ne convengo, perché Barack Obama, oggi Presidente degli "iuessei" diceva:
- «Yes, we can», possiamo vincere !
L'americanismo maccheronico del Beppe confonde "ies, uìchen" con "ies, uicchend":
questo penserà sicuramente uno dei quattro gatti che mi legge, incappando e restando invischiato, per sua sfortuna, nel mio inchiostrato.
No, non è uno svarione: il nostro non è il paese di Obama, ma di O'bamba.
Anzi, DEGLI O'bamba !
- «Andate al mare !», invitò Bettino, il Craxi, agli elettori socialisti, in occasione del referendum del 1991 sul sistema elettorale: allora, per tornaconto politico, aveva bisogno che i cittadini disertassero le urne, e la frase rimase famosa;
pensiero breve, ma efficace.
Poi arrivarono i Beppe Grillo, che accorciò ancora di più e arrivò alla perfezione della sintesi:
- «'fanculo !»
Io mi accontento del surrogato, la cicoria al posto del caffè;
perché questo siamo, a confronto del mondo politico evoluto - certo più del nostro - che ci sta attorno e considerati come cacca sotto la suola delle scarpe.
- «Yes, Week-end...»
Una massa di politicanti da gerontocomio ci sta facendo fare l'ennesima figura dei coglioni.
Eccoli, litigiosi, inconcludenti, rissaioli e faziosi, sputatori nel proprio piatto, pronti al "Muoia Sansone con tutti i Filistei" piuttosto che cercare di onorare la frase, ormai al sapore di "Prendiperilculismo", inflazionata su bocche blasfeme:
"Per il bene del popolo".
Invece, per il bene del cadreghino, la lotta dei galli per il dominio del pollaio, anche quando le faine stanno facendo i buchi nella rete.
L'ultima sceneggiata, per la povera Eluana Englaro, ha visto la penosa zuffa - quasi si arrivava alle mani - giocandosi il tempo che richiedeva decisioni nuove e rapide: la differenza tra la vita e la morte, con la vittoria della seconda e della resa dell'anima a Dio per una povera donna in coma da 17 anni.
Non entro nella logica se era giusto continuare a farla vivere, piuttosto che staccare il filo che la teneva in questo mondo.
Rispetto le idee - sofferte - sia di chi la pensa - in buona fede - in un modo, come nell'altro.
Ma la chiassata degli "Onorevoli" era ad usare Eluana come grimaldello, per scardinare gli uni la porta degli altri, non per la pietà d'essere da questa parte piuttosto che dall'altra, rispettosamente vicino alla sofferenza di chi, in un letto, ha aspettato invano un pronunciamento, ancora una volta impossibile da simili cafoni da osteria.
No, non è gente da "Yes, we can" ma, appunto, da " Yes...Week-end", il massimo a cui possono sperare d'arrivare.
Gli italiani le hanno provate tutte, per far capire a questa massa di zotici, cosa si vuole da loro.
Si arrivò ad un testa a testa, una situazione d'equilibrio salomonico: metà italiani a destra, metà a sinistra.
Messaggio implicito e invito al buon senso: onoriamo la metà che ci ha votato, rispettiamo l'altra, in uno stato che non è né di luce né d'ombra, non alba ma neppure tramonto.
"Per un pugno di voti", detentori di una maggioranza da resto di giornale, una parte occupò ogni potere al governo, ed esercitò potestà di padre-padrone.
Il secondo pugno, non fu più di voti, ma tra le corna.
Morale: italiani manica d'imbecilli.
"Il Pd è senza dubbio il maggior partito nella parte più acculturata del Paese, una forza non certo residuale. È il primo partito tra gli italiani che leggono libri, che leggono i giornali...è vero che il centrosinistra è minoranza, ma è una minoranza che rappresenta la classe dirigente del Paese in tutti i campi".
D'Alema docet, come a pappagallo i suoi Kompagni di merende.
Più che da Vate, parole in odore da Water, o...Walter Closed.
Incazzati neri - anzi, rossi - perdenti, ma mai per colpa loro.
Pomposi palloni gonfiati, presuntuosi e illusi detentori di purezza ("sboroni", bauscia, a vantare verità assolutistiche più che assolute), unti del Signore contro untori: pericolosi ragionamenti dittatoriali, anima del "Se solo potessi...", preludio alle purghe.
Con tale premessa, ovvio e naturale l'essere solo in grado di scimmiottare gli Stati Uniti dove, sì, la corsa elettorale è stata al calor bianco, ma ora messa da parte...per il bene del popolo !
- «Yes, we can», possiamo vincere !
Ma mi facciano il piacere: tutti al mare.
- «Yes...Week-end»...anzi: "ies, uicchend".
Roba da caricature; deformazioni... O'bamba !
Io, secondo me...11.02.2009
L'inglese non è il mio forte, ne convengo, perché Barack Obama, oggi Presidente degli "iuessei" diceva:
- «Yes, we can», possiamo vincere !
L'americanismo maccheronico del Beppe confonde "ies, uìchen" con "ies, uicchend":
questo penserà sicuramente uno dei quattro gatti che mi legge, incappando e restando invischiato, per sua sfortuna, nel mio inchiostrato.
No, non è uno svarione: il nostro non è il paese di Obama, ma di O'bamba.
Anzi, DEGLI O'bamba !
- «Andate al mare !», invitò Bettino, il Craxi, agli elettori socialisti, in occasione del referendum del 1991 sul sistema elettorale: allora, per tornaconto politico, aveva bisogno che i cittadini disertassero le urne, e la frase rimase famosa;
pensiero breve, ma efficace.
Poi arrivarono i Beppe Grillo, che accorciò ancora di più e arrivò alla perfezione della sintesi:
- «'fanculo !»
Io mi accontento del surrogato, la cicoria al posto del caffè;
perché questo siamo, a confronto del mondo politico evoluto - certo più del nostro - che ci sta attorno e considerati come cacca sotto la suola delle scarpe.
- «Yes, Week-end...»
Una massa di politicanti da gerontocomio ci sta facendo fare l'ennesima figura dei coglioni.
Eccoli, litigiosi, inconcludenti, rissaioli e faziosi, sputatori nel proprio piatto, pronti al "Muoia Sansone con tutti i Filistei" piuttosto che cercare di onorare la frase, ormai al sapore di "Prendiperilculismo", inflazionata su bocche blasfeme:
"Per il bene del popolo".
Invece, per il bene del cadreghino, la lotta dei galli per il dominio del pollaio, anche quando le faine stanno facendo i buchi nella rete.
L'ultima sceneggiata, per la povera Eluana Englaro, ha visto la penosa zuffa - quasi si arrivava alle mani - giocandosi il tempo che richiedeva decisioni nuove e rapide: la differenza tra la vita e la morte, con la vittoria della seconda e della resa dell'anima a Dio per una povera donna in coma da 17 anni.
Non entro nella logica se era giusto continuare a farla vivere, piuttosto che staccare il filo che la teneva in questo mondo.
Rispetto le idee - sofferte - sia di chi la pensa - in buona fede - in un modo, come nell'altro.
Ma la chiassata degli "Onorevoli" era ad usare Eluana come grimaldello, per scardinare gli uni la porta degli altri, non per la pietà d'essere da questa parte piuttosto che dall'altra, rispettosamente vicino alla sofferenza di chi, in un letto, ha aspettato invano un pronunciamento, ancora una volta impossibile da simili cafoni da osteria.
No, non è gente da "Yes, we can" ma, appunto, da " Yes...Week-end", il massimo a cui possono sperare d'arrivare.
Gli italiani le hanno provate tutte, per far capire a questa massa di zotici, cosa si vuole da loro.
Si arrivò ad un testa a testa, una situazione d'equilibrio salomonico: metà italiani a destra, metà a sinistra.
Messaggio implicito e invito al buon senso: onoriamo la metà che ci ha votato, rispettiamo l'altra, in uno stato che non è né di luce né d'ombra, non alba ma neppure tramonto.
"Per un pugno di voti", detentori di una maggioranza da resto di giornale, una parte occupò ogni potere al governo, ed esercitò potestà di padre-padrone.
Il secondo pugno, non fu più di voti, ma tra le corna.
Morale: italiani manica d'imbecilli.
"Il Pd è senza dubbio il maggior partito nella parte più acculturata del Paese, una forza non certo residuale. È il primo partito tra gli italiani che leggono libri, che leggono i giornali...è vero che il centrosinistra è minoranza, ma è una minoranza che rappresenta la classe dirigente del Paese in tutti i campi".
D'Alema docet, come a pappagallo i suoi Kompagni di merende.
Più che da Vate, parole in odore da Water, o...Walter Closed.
Incazzati neri - anzi, rossi - perdenti, ma mai per colpa loro.
Pomposi palloni gonfiati, presuntuosi e illusi detentori di purezza ("sboroni", bauscia, a vantare verità assolutistiche più che assolute), unti del Signore contro untori: pericolosi ragionamenti dittatoriali, anima del "Se solo potessi...", preludio alle purghe.
Con tale premessa, ovvio e naturale l'essere solo in grado di scimmiottare gli Stati Uniti dove, sì, la corsa elettorale è stata al calor bianco, ma ora messa da parte...per il bene del popolo !
- «Yes, we can», possiamo vincere !
Ma mi facciano il piacere: tutti al mare.
- «Yes...Week-end»...anzi: "ies, uicchend".
Roba da caricature; deformazioni... O'bamba !
Io, secondo me...11.02.2009
martedì 3 febbraio 2009
Stracci, straccetti e straccioni
In tante barzellette, il matto è, per definizione e descritto, con il colino o un pentolino calato sul cranio;
quello che ho visto io, invece, ha la variante della "schiscetta" - come la chiamano a Milano - quel glorioso recipiente tubolare, il triste panierino con gli spaghetti freddi o il panino alla frittata destinati al pranzo del manovale o dell'operaio fuori casa.
Contenitore di roba riscaldata...la solita minestra, come la broda scodellata dallo sceicco Yousuf Al-Qaradhawi, ai microfoni della televisione di Al-Jazeera nel Qatar, emirato del Medio Oriente.
Decisamente, quel copricapo a tuba infilato sulla cozza somigliava ad un pezzo di grondaia ingolfata da un fagotto, con occhialini e barbetta bianca, ad intasare il canale di scolo, estremità del famoso "mocio lavapavimenti", il celebre spazzolone a liste spugnose e assorbenti, poste in coda al manico;
lo strapazzi per terra, ci raccogli la schifezza, lo metti nel secchio con il suo strizzatoio, lo risciacqui della schifezza che ha raccolto e butti l'acqua sporca nello sciacquone del cesso.
Al-Qaradhawi meriterebbe stesso trattamento: anche lui raccoglie e, una volta torchiato, rilascia pari liquame.
Il "succo" del discorso:
- «Allah ha mandato Hitler per punire gli ebrei».
Visto che il primo "sgrassatore" non ha completato il lavoro, vorrebbe essere lui e i pari suoi a fare pulizia:
La spremitura:
- «...ad Allah piacendo, la prossima volta sarà per mano dei credenti».
Povero Allah: non c'è una cosa che gli riesce bene da solo, senza scomodare sicari prezzolati, e pure è parificato ad un tenutario di bordello, che deve fornire decine di gnocche, e pure vergini, per sollazzare l'augello di tanti martiri che, sì, trapassano con gioia, ma solo con garanzia di poter cambiare condizione e, da "Seghe e gazzosa", promuovere a "Donne e champagne".
Hitler quindi, santo, e subito, se non altro per l'impegno !
Gente di stessa pasta: entrambi a cercare di imporre una razza di presunti eletti;
alla fine, una massa di deficienti dediti a farsi largo nella vita menando gomitate sui denti del prossimo.
Pattume simile c'è sempre stato, e sempre ci sarà, che la legge dei grandi numeri ci dice che, nel mucchio, qualcosa o qualcuno venuto male c'è sempre.
Quel che fa senso è che non c'è nessuno che si levi una scarpa - magari uno scarpone chiodato - lo miri e lo centri - come per la forma ai baracconi del Luna Park - lasciando un'impronta di civiltà su quella cervice ripiena di corpi cavernosi.
Ah, già, dimentico sempre: quella è gente che ti fa ingoiare i rospi, facendoli inghiottire direttamente dalla gola scucita con il coltellaccio, senza passare dalla bocca.
Visto che i coglioni viaggiano a coppie, manca solo il cretino dall'altra parte della barricata, a dire:
- «Dio ha mandato Israele per punire i palestinesi; a Lui piacendo, la prossima volta sarà per mano dei credenti».
E qui siamo come i bambini, quando si rinfacciano che il papà dell'uno e migliore di quello dell'altro, e poi a menarsi di santa ragione; e chi se ne frega del babbo se è d'accordo.
La divinità ridotta ad un burattino nelle mani di un ventriloquo, a muovere le labbra su una base già registrata.
Un guitto, costretto a recitare con il "gobbo", che nello spettacolo identifica quelle scritte che passano davanti agli occhi e si devono ripetere senza variazioni sul tema.
Il vile silenzio dell'Eurabia, davanti a tanta stronzaggine è agghiacciante.
Tutti sono a commiserare i poveretti di Gaza, i rapitori e torturatori di soldati, quelli che da anni mandano in testa al vicino missili su missili, che si nascondono dietro donne e bambini, che hanno fallito opportunità per dar prova di saper fare per la propria gente, il trasformare tutti in sacchi di sabbia per trincea e scudi per la propria cotica, programmando i bambini per crescere assassini pari loro e pure massacrandosi tra fratelli, quando in disaccordo: tanto è l'istinto di uccidere che pure il cannibalismo in famiglia è divenuto pratica quotidiana.
Senza contare lo scrivere, nero su bianco, la volontà di cancellare fisicamente un altro, un intero popolo, che l'essere portati al genocidio l'hanno pure inciso nei cromosomi.
Per questi attaccabrighe, accozzaglia di terroristi e nulla più, si mobilita gente che si sente fatta ad immagine e somiglianza.
Come il primo ministro turco, al forum di Davos, che improvvisa una sceneggiata ad uso e consumo degli stimatori, non si sa se in odore di leccaculaggine, per assimilazione o entrambe le cose.
Il dibattito a cui partecipava Recep Tayyp Erdogan, assieme al presidente israeliano Shimon Peres, al segretario dell'Onu Ban Ki-moon e a quello della Lega Araba Amr Moussa, era per trovare una via per il processo di pace.
Una bella piazzata, una chiassata con rimproveri ed escandescenze verso Peres, per il cazziatone che Israele ha fatto ai "teneroni" di Hamas.
Semplice e lineare, la replica al turco:
- «Non so di quale Hamas lei parli [...] Gaza era aperta e l'economia iniziava a fiorire, prima che Hamas prendesse il potere e iniziasse a condurre attentati, costati migliaia di morti. Israele ha chiuso i valichi perché da lì passano autobus carichi d'esplosivo. Cosa farebbe se Istanbul fosse colpita ogni notte da dieci o cento missili ?»
Parole sante, ma la logica non può scavalcare l'opportunismo di chi mira ai voti e a tenere le chiappe sul cadreghino del potere, che al Recep interessa l'elettorato dell'Akp, il partito neo-islamista, a picco nei sondaggi, alla vigilia delle elezioni amministrative e ora entusiasta della svolta filo Hamas.
Tipico caso di prostituzione politica. Puttana d'alto bordo, ma sempre quella è.
Altro caso quando gli attacchi arrivano da chi l'essere padre-padrone l'ha nel sangue.
- «Hanno dissacrato la sinagoga di Mariperez, gettato in terra i rotoli della Torà, lasciato scritte insultanti ed erano armati».
Gioco di sponda in Venezuela, nella Caracas di Hugo Chávez.
Prove, ad apparecchiare per una nuova Notte dei cristalli, la Reichskristallnacht di nazista memoria.
L'onda lunga è partita fra il 2004 e il 2005, quando Chávez mandò per la prima volta la polizia a bussare alle case degli ebrei per "censire le presenze", sapere in quanti abitavano in quali case.
E poi, gli insulti lanciati da Chávez nella notte del Natale 2006 nei confronti di alcune "minoranze" discendenti da coloro "che hanno crocefisso Gesù";
ancora: la diffusione del libello antisemita zarista "Protocolli dei savi anziani di Sion", enorme bufala, pura invenzione di una cospirazione degli ebrei per conquistare le leve del potere nel mondo;
le scritte "Judios perros", ebrei cani sulle mura di centri ebraici e le minacce di morte ai rabbini seguono a ruota.
Tutto quanto è la preparazione alla centrifuga: il lavaggio del cervello per poi arrivare a disfarsi dell'acqua sporca.
Lo facesse lo stato di Israele con i suoi nemici, suonerebbero tutte le trombe del giudizio, su tutti i mezzi d'informazioni e in peti e flatulenze dell'Intellighenzia, i cosiddetti intellettuali, quelli che sanno, che hanno studiato, che fanno cultura, con i calli sul culo più che sulle mani.
Qui, siamo invece alla presenza di compagni, anzi, Kompagni di merende, che applicano la regola del "Cane non mangia cane".
Buonanotte, Eurabia, e pensa a dormire a pancia in su, che non sai chi ti entrerà nel letto, e non solo in quello !
Le elezioni in Iraq hanno registrato il successo della politica americana in quel paese.
Imponenti misure di sicurezza, ma nessuno stavolta è arrivato a far saltare in aria gli innocenti, perché quel paese e la sua gente sono riusciti a scacciare dal pelo i parassiti di Al Qaeda.
I morti non lo sono stati invano.
La fine delle piattole, da Saddam Hussein ai suoi sottopancia, alla fine paga e con gli ineressi.
Gli iracheni sono tornati, come quattro anni fa, a "toccare con dito" cosa sono libere elezioni, tuffandolo nel
barattolo, che lo tinge di viola e ne prova l'aver già espresso voto.
Ma la democrazia non fa notizia ed è così bella da criticare, che per quello che è, non ti fa nulla e si può sputare nel piatto dove si mangia senza che ti taglino la lingua.
Buonanotte, Eurabia: hai imparato bene la lezione di Don Abbondio.
Io, secondo me...03.02.2009
quello che ho visto io, invece, ha la variante della "schiscetta" - come la chiamano a Milano - quel glorioso recipiente tubolare, il triste panierino con gli spaghetti freddi o il panino alla frittata destinati al pranzo del manovale o dell'operaio fuori casa.
Contenitore di roba riscaldata...la solita minestra, come la broda scodellata dallo sceicco Yousuf Al-Qaradhawi, ai microfoni della televisione di Al-Jazeera nel Qatar, emirato del Medio Oriente.
Decisamente, quel copricapo a tuba infilato sulla cozza somigliava ad un pezzo di grondaia ingolfata da un fagotto, con occhialini e barbetta bianca, ad intasare il canale di scolo, estremità del famoso "mocio lavapavimenti", il celebre spazzolone a liste spugnose e assorbenti, poste in coda al manico;
lo strapazzi per terra, ci raccogli la schifezza, lo metti nel secchio con il suo strizzatoio, lo risciacqui della schifezza che ha raccolto e butti l'acqua sporca nello sciacquone del cesso.
Al-Qaradhawi meriterebbe stesso trattamento: anche lui raccoglie e, una volta torchiato, rilascia pari liquame.
Il "succo" del discorso:
- «Allah ha mandato Hitler per punire gli ebrei».
Visto che il primo "sgrassatore" non ha completato il lavoro, vorrebbe essere lui e i pari suoi a fare pulizia:
La spremitura:
- «...ad Allah piacendo, la prossima volta sarà per mano dei credenti».
Povero Allah: non c'è una cosa che gli riesce bene da solo, senza scomodare sicari prezzolati, e pure è parificato ad un tenutario di bordello, che deve fornire decine di gnocche, e pure vergini, per sollazzare l'augello di tanti martiri che, sì, trapassano con gioia, ma solo con garanzia di poter cambiare condizione e, da "Seghe e gazzosa", promuovere a "Donne e champagne".
Hitler quindi, santo, e subito, se non altro per l'impegno !
Gente di stessa pasta: entrambi a cercare di imporre una razza di presunti eletti;
alla fine, una massa di deficienti dediti a farsi largo nella vita menando gomitate sui denti del prossimo.
Pattume simile c'è sempre stato, e sempre ci sarà, che la legge dei grandi numeri ci dice che, nel mucchio, qualcosa o qualcuno venuto male c'è sempre.
Quel che fa senso è che non c'è nessuno che si levi una scarpa - magari uno scarpone chiodato - lo miri e lo centri - come per la forma ai baracconi del Luna Park - lasciando un'impronta di civiltà su quella cervice ripiena di corpi cavernosi.
Ah, già, dimentico sempre: quella è gente che ti fa ingoiare i rospi, facendoli inghiottire direttamente dalla gola scucita con il coltellaccio, senza passare dalla bocca.
Visto che i coglioni viaggiano a coppie, manca solo il cretino dall'altra parte della barricata, a dire:
- «Dio ha mandato Israele per punire i palestinesi; a Lui piacendo, la prossima volta sarà per mano dei credenti».
E qui siamo come i bambini, quando si rinfacciano che il papà dell'uno e migliore di quello dell'altro, e poi a menarsi di santa ragione; e chi se ne frega del babbo se è d'accordo.
La divinità ridotta ad un burattino nelle mani di un ventriloquo, a muovere le labbra su una base già registrata.
Un guitto, costretto a recitare con il "gobbo", che nello spettacolo identifica quelle scritte che passano davanti agli occhi e si devono ripetere senza variazioni sul tema.
Il vile silenzio dell'Eurabia, davanti a tanta stronzaggine è agghiacciante.
Tutti sono a commiserare i poveretti di Gaza, i rapitori e torturatori di soldati, quelli che da anni mandano in testa al vicino missili su missili, che si nascondono dietro donne e bambini, che hanno fallito opportunità per dar prova di saper fare per la propria gente, il trasformare tutti in sacchi di sabbia per trincea e scudi per la propria cotica, programmando i bambini per crescere assassini pari loro e pure massacrandosi tra fratelli, quando in disaccordo: tanto è l'istinto di uccidere che pure il cannibalismo in famiglia è divenuto pratica quotidiana.
Senza contare lo scrivere, nero su bianco, la volontà di cancellare fisicamente un altro, un intero popolo, che l'essere portati al genocidio l'hanno pure inciso nei cromosomi.
Per questi attaccabrighe, accozzaglia di terroristi e nulla più, si mobilita gente che si sente fatta ad immagine e somiglianza.
Come il primo ministro turco, al forum di Davos, che improvvisa una sceneggiata ad uso e consumo degli stimatori, non si sa se in odore di leccaculaggine, per assimilazione o entrambe le cose.
Il dibattito a cui partecipava Recep Tayyp Erdogan, assieme al presidente israeliano Shimon Peres, al segretario dell'Onu Ban Ki-moon e a quello della Lega Araba Amr Moussa, era per trovare una via per il processo di pace.
Una bella piazzata, una chiassata con rimproveri ed escandescenze verso Peres, per il cazziatone che Israele ha fatto ai "teneroni" di Hamas.
Semplice e lineare, la replica al turco:
- «Non so di quale Hamas lei parli [...] Gaza era aperta e l'economia iniziava a fiorire, prima che Hamas prendesse il potere e iniziasse a condurre attentati, costati migliaia di morti. Israele ha chiuso i valichi perché da lì passano autobus carichi d'esplosivo. Cosa farebbe se Istanbul fosse colpita ogni notte da dieci o cento missili ?»
Parole sante, ma la logica non può scavalcare l'opportunismo di chi mira ai voti e a tenere le chiappe sul cadreghino del potere, che al Recep interessa l'elettorato dell'Akp, il partito neo-islamista, a picco nei sondaggi, alla vigilia delle elezioni amministrative e ora entusiasta della svolta filo Hamas.
Tipico caso di prostituzione politica. Puttana d'alto bordo, ma sempre quella è.
Altro caso quando gli attacchi arrivano da chi l'essere padre-padrone l'ha nel sangue.
- «Hanno dissacrato la sinagoga di Mariperez, gettato in terra i rotoli della Torà, lasciato scritte insultanti ed erano armati».
Gioco di sponda in Venezuela, nella Caracas di Hugo Chávez.
Prove, ad apparecchiare per una nuova Notte dei cristalli, la Reichskristallnacht di nazista memoria.
L'onda lunga è partita fra il 2004 e il 2005, quando Chávez mandò per la prima volta la polizia a bussare alle case degli ebrei per "censire le presenze", sapere in quanti abitavano in quali case.
E poi, gli insulti lanciati da Chávez nella notte del Natale 2006 nei confronti di alcune "minoranze" discendenti da coloro "che hanno crocefisso Gesù";
ancora: la diffusione del libello antisemita zarista "Protocolli dei savi anziani di Sion", enorme bufala, pura invenzione di una cospirazione degli ebrei per conquistare le leve del potere nel mondo;
le scritte "Judios perros", ebrei cani sulle mura di centri ebraici e le minacce di morte ai rabbini seguono a ruota.
Tutto quanto è la preparazione alla centrifuga: il lavaggio del cervello per poi arrivare a disfarsi dell'acqua sporca.
Lo facesse lo stato di Israele con i suoi nemici, suonerebbero tutte le trombe del giudizio, su tutti i mezzi d'informazioni e in peti e flatulenze dell'Intellighenzia, i cosiddetti intellettuali, quelli che sanno, che hanno studiato, che fanno cultura, con i calli sul culo più che sulle mani.
Qui, siamo invece alla presenza di compagni, anzi, Kompagni di merende, che applicano la regola del "Cane non mangia cane".
Buonanotte, Eurabia, e pensa a dormire a pancia in su, che non sai chi ti entrerà nel letto, e non solo in quello !
Le elezioni in Iraq hanno registrato il successo della politica americana in quel paese.
Imponenti misure di sicurezza, ma nessuno stavolta è arrivato a far saltare in aria gli innocenti, perché quel paese e la sua gente sono riusciti a scacciare dal pelo i parassiti di Al Qaeda.
I morti non lo sono stati invano.
La fine delle piattole, da Saddam Hussein ai suoi sottopancia, alla fine paga e con gli ineressi.
Gli iracheni sono tornati, come quattro anni fa, a "toccare con dito" cosa sono libere elezioni, tuffandolo nel
barattolo, che lo tinge di viola e ne prova l'aver già espresso voto.
Ma la democrazia non fa notizia ed è così bella da criticare, che per quello che è, non ti fa nulla e si può sputare nel piatto dove si mangia senza che ti taglino la lingua.
Buonanotte, Eurabia: hai imparato bene la lezione di Don Abbondio.
Io, secondo me...03.02.2009
venerdì 30 gennaio 2009
martedì 27 gennaio 2009
L'erba voglio
Racconta una vecchia fiaba che è tipico del re comandare, pretendere, impone, rasentando il capriccio, altrimenti a che servirebbe la corona dell'imperio ?
- «Voglio vedere i fiorellini gialli la mattina quando mi sveglio, voglio che l'erba faccia i fiorellini gialli» piagnucolò il monarca;
ma l'erba neppure si sognava di obbedire, fino a che un saggio suggerì al borioso sovrano la soluzione:
- «Bisogna chiedere all'erba di crescere sempre "per favore" e non "voglio"; altrimenti smette di crescere».
Questa semplice lezione l'abbiamo appresa da subito, da bambini:
"L'erba voglio non si trova nemmeno nel giardino del re".
- « Vogliamo essere portati a Bari com'è successo agli africani [...] Io ho mia moglie a Bergamo, voglio andare da lei [...] vogliamo poter raggiungere le nostre famiglie, in Francia, in Germania, nel Nord Italia...»
Vogliamo.
Voglio.
Vogliono.
Hanno attraversato deserto e mare, subito vessazioni e menati come animali per tutto l'esodo loro;
dietro congruo compenso, li hanno stipati come bestiame dietro i cassoni dei camion, poi in barconi fatiscenti, che neppure le sardine in scatola sono tanto accalcate.
Fino ad allora si erano ben guardati dal pronunciare la parola "Voglio".
Li avrebbero scaricati in mezzo al deserto, buttati a mare o riempiti di bastonate: l'erba voglio non c'è, ma nodosi tronchetti di duro e ruvido legno spuntano dappertutto !
Bocche cucite e ben chiuse dunque, che altrimenti si sarebbero trovati a masticare i propri denti.
Chi mai accetterebbe e sopporterebbe tali e tante umiliazioni, l'essere ammucchiati come merce, a mezzo tra una cosa e un pollo in batteria, sennonché, da dove arriva, subiva e viveva ben di peggio, quando non rischiando pure la cotica ?
Bene: passando dall'inferno al purgatorio, non credo che, una volta sbarcati sulle nostre spiagge, possano lamentare e rimpiangere il trascorso.
Sicuramente avranno toccato con mano quanti sono, e l'entità della massa che si accoda per la traversata, direzione Lampedusa.
Se non con il lume della ragione, almeno per istinto, a pelle, dovrebbero capire che, continuando a riempire un catino, più di tanto in quello non ci può stare;
anche un'isola c'ha un limite e, se l'acqua di una diga entra in un bicchiere, niente riuscirà a svuotarlo.
Ma quelli, no, continuano e, schivato il bastone, chiedono la carota.
Vogliono.
Voglio.
Vogliamo.
Sotto il randello del mandriano, eccoli a marciare serrati e obbedienti;
liberi dal giogo, sono a sciamare, saccheggiare, ciucciare da bottiglie di liquore e pure fregare coltelli da cucina che, non si sa mai, possono venire buoni.
Forse che li ha ingannati è stato il nome del bar: il "Mille e una notte":
promessa e speranza di poter migliorare di condizione;
dal "Seghe e gazzosa" al paradisiaco "Caviale e champagne".
No, non ce lo meritiamo. L'Italia non lo merita;
il pagare dazio e dover confermare il vecchio detto meneghino:
"Ves bun, ves cuiun", essere buoni, essere coglioni !
Dobbiamo arrivare a turare il colino, il colabrodo italico, adottando i sistemi drastici dei nostri vicini ?
A seguire l'esempio del socialista spagnolo José Luis Zapatero, che fa sparare sulle navi al largo, o del governo olandese che, semplicemente e brutalmente, dal primo di gennaio non consente l'ingresso a bulgari e romeni ?
A, no, non funziona: fatto da noi, siamo razzisti e xenofobi.
Eccoci mazziati e cornuti:
- «[...] ho pagato duemila euro per raggiungere l'Italia. Sono stato nel Cpa, in cui dovevo rimanere poche ore, e invece ci sono rimasto per oltre 30 giorni. Dormivamo a terra COME LE BESTIE».
Beh, gli euri non li avete dati ad un'agenzia di viaggi e non mi si venga a dire che, per essere trattati "Come le bestie", hanno lasciato condizioni migliori, che altrimenti sono pure scemi, e allora gli facciamo pure un favore quando, delusi, li si vuole rimandare dove, a quanto pare, stavano meglio.
Agli altri, che invece non vogliono piantare rogna, suggerisco di sillabare con me:
- «PER FAVORE, portateci a Bari, com'è successo agli africani [...] Io ho mia moglie a Bergamo: PER FAVORE, aiutatemi ad andare da lei [...] PER FAVORE, fateci raggiungere le nostre famiglie, in Francia, in Germania, nel Nord Italia...»
PER FAVORE, perdio !!
Io, secondo me...27.01.2009
- «Voglio vedere i fiorellini gialli la mattina quando mi sveglio, voglio che l'erba faccia i fiorellini gialli» piagnucolò il monarca;
ma l'erba neppure si sognava di obbedire, fino a che un saggio suggerì al borioso sovrano la soluzione:
- «Bisogna chiedere all'erba di crescere sempre "per favore" e non "voglio"; altrimenti smette di crescere».
Questa semplice lezione l'abbiamo appresa da subito, da bambini:
"L'erba voglio non si trova nemmeno nel giardino del re".
- « Vogliamo essere portati a Bari com'è successo agli africani [...] Io ho mia moglie a Bergamo, voglio andare da lei [...] vogliamo poter raggiungere le nostre famiglie, in Francia, in Germania, nel Nord Italia...»
Vogliamo.
Voglio.
Vogliono.
Hanno attraversato deserto e mare, subito vessazioni e menati come animali per tutto l'esodo loro;
dietro congruo compenso, li hanno stipati come bestiame dietro i cassoni dei camion, poi in barconi fatiscenti, che neppure le sardine in scatola sono tanto accalcate.
Fino ad allora si erano ben guardati dal pronunciare la parola "Voglio".
Li avrebbero scaricati in mezzo al deserto, buttati a mare o riempiti di bastonate: l'erba voglio non c'è, ma nodosi tronchetti di duro e ruvido legno spuntano dappertutto !
Bocche cucite e ben chiuse dunque, che altrimenti si sarebbero trovati a masticare i propri denti.
Chi mai accetterebbe e sopporterebbe tali e tante umiliazioni, l'essere ammucchiati come merce, a mezzo tra una cosa e un pollo in batteria, sennonché, da dove arriva, subiva e viveva ben di peggio, quando non rischiando pure la cotica ?
Bene: passando dall'inferno al purgatorio, non credo che, una volta sbarcati sulle nostre spiagge, possano lamentare e rimpiangere il trascorso.
Sicuramente avranno toccato con mano quanti sono, e l'entità della massa che si accoda per la traversata, direzione Lampedusa.
Se non con il lume della ragione, almeno per istinto, a pelle, dovrebbero capire che, continuando a riempire un catino, più di tanto in quello non ci può stare;
anche un'isola c'ha un limite e, se l'acqua di una diga entra in un bicchiere, niente riuscirà a svuotarlo.
Ma quelli, no, continuano e, schivato il bastone, chiedono la carota.
Vogliono.
Voglio.
Vogliamo.
Sotto il randello del mandriano, eccoli a marciare serrati e obbedienti;
liberi dal giogo, sono a sciamare, saccheggiare, ciucciare da bottiglie di liquore e pure fregare coltelli da cucina che, non si sa mai, possono venire buoni.
Forse che li ha ingannati è stato il nome del bar: il "Mille e una notte":
promessa e speranza di poter migliorare di condizione;
dal "Seghe e gazzosa" al paradisiaco "Caviale e champagne".
No, non ce lo meritiamo. L'Italia non lo merita;
il pagare dazio e dover confermare il vecchio detto meneghino:
"Ves bun, ves cuiun", essere buoni, essere coglioni !
Dobbiamo arrivare a turare il colino, il colabrodo italico, adottando i sistemi drastici dei nostri vicini ?
A seguire l'esempio del socialista spagnolo José Luis Zapatero, che fa sparare sulle navi al largo, o del governo olandese che, semplicemente e brutalmente, dal primo di gennaio non consente l'ingresso a bulgari e romeni ?
A, no, non funziona: fatto da noi, siamo razzisti e xenofobi.
Eccoci mazziati e cornuti:
- «[...] ho pagato duemila euro per raggiungere l'Italia. Sono stato nel Cpa, in cui dovevo rimanere poche ore, e invece ci sono rimasto per oltre 30 giorni. Dormivamo a terra COME LE BESTIE».
Beh, gli euri non li avete dati ad un'agenzia di viaggi e non mi si venga a dire che, per essere trattati "Come le bestie", hanno lasciato condizioni migliori, che altrimenti sono pure scemi, e allora gli facciamo pure un favore quando, delusi, li si vuole rimandare dove, a quanto pare, stavano meglio.
Agli altri, che invece non vogliono piantare rogna, suggerisco di sillabare con me:
- «PER FAVORE, portateci a Bari, com'è successo agli africani [...] Io ho mia moglie a Bergamo: PER FAVORE, aiutatemi ad andare da lei [...] PER FAVORE, fateci raggiungere le nostre famiglie, in Francia, in Germania, nel Nord Italia...»
PER FAVORE, perdio !!
Io, secondo me...27.01.2009
lunedì 26 gennaio 2009
L'anno del pio bove
Capodanno cinese: fine dell'anno del topo, ecco quello del bue.
"T'amo, o pio bove; e mite un sentimento di vigore e di pace al cor m'infondi".
Pace, amore, perdono, buoni sentimenti e "volemose bene".
Esempio di calma e rumine pazienza, sul fare pacioso del mite manzo, ecco che il figlio di buona famiglia è restituito e ritorna al nido, tra le braccia e le amorevoli cure di "mammà" e papà.
Povera creatura, che ha fatto di male per avercela così tanto con lui, che così facendo gli scombussoliamo la crescita ?
Quisquilie, pinzillacchere...effervescenza d'anni verdi: tempesta ormonale con produzione di "escrescenza", tipica dell'età giovanile, come l'acne.
Dove ha "parcheggiato" la protuberanza, frutto di tanta "normale" agitazione, è un fatto puramente secondario, naturale come infilare la spada nel fodero.
Davide Franceschini, il cocco di mamma, torna a casa.
La ragazza che aveva violentato, esplode in una rabbia per nulla contenuta:
- « Perché hanno liberato il mio aguzzino? Se la vittima fosse la figlia del giudice...se non fanno giustizia, me la faccio da sola !»
Apriti cielo: si sono spalancate tutte le cateratte del "perdonobuonismo", da un tanto il chilo al mercato dell'ingrosso: tanto mica è figlia nostra, e su quella d'altri ci si può cazzeggiare sopra !
- «No, no, no, bambina: non si fa così, controllati».
E già, deve moderare i termini;
lei, che si era trovata come la tazza del caffelatte, quando gli infilano il cucchiaino e mescolano fino alla schiuma.
Gaia, la barista dei Castelli Romani, stuprato in un bagno chimico alla Fiera di Roma, durante il veglione di Capodanno, ha risposto proprio male alla provocazione, più che decisione, del Giudice per le indagini preliminari, di concedere gli arresti domiciliari all'ennesimo e annoiato "figlio di papà", il suo stupratore.
Povera Gaia, le arriverà sicuramente la classica letterina, che ogni scafato avvocato consiglia al proprio assistito:
- «Ascolta me, bamboccio, che faccio l'azzeccagarbugli da una vita: scrivi due righe in cui ti dichiari pentito; fa tanta tenerezza».
Caterina Caselli, la ragazza dal casco d'oro, ai miei tempi cantava una canzone, che qui c'azzecca:
"Perdono, perdono, perdono... io soffro più ancora di te !".
Ecco, il Davide ci potrebbe trovare spunto;
e se qualcuno osasse contraddire, da un’altra canzone della Caterina, ecco l'aiuto:
"La verità mi fa male, lo so / La verità mi fa male, lo sai / Nessuno mi può giudicare, nemmeno tu / Lo so che ho sbagliato una volta e non sbaglio più / la verità ti fa male, lo so / Dovresti pensare a me e stare più attento a te / C'è già tanta gente che / ce la su con me, chi lo sa perché ? Ognuno ha il diritto di vivere come può / io ti chiedo scusa, e sai perché ? / Nessuno mi può giudicare, nemmeno tu !".
La nostra è una società dei "segni", l'immagine prima della sostanza.
Ci si presenta con la forma, che è quella che rimane impresso nella memoria, in una realtà quotidiana scritta sulla sabbia.
L'informazione è come la frutta colta acerba e messa nei congelatori: appena tolta si consuma subito, altrimenti marcisce in fretta, tanto è forzata, anzi, "pompata", dalla raccolta alla distribuzione.
"Chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato, scordammuce u passato, simmu in Italia, paesà !".
Il "segno Franceschini", inciso in future memorie labili, se mai ne rimarrà traccia, sarà percepito come l'ennesima umiliazione, quasi una legge di natura, inferta dall'aguzzino alla vittima designata.
Più facile che "Passata la festa, gabbato lu santo" e tutto cada nel dimenticatoio, ottimo terreno da "semina" per altri che abbiano voglia d'abbeverare e inzuppare il prode augello, il superbo "Creapopoli".
"T'amo, o pio bove; e mite un sentimento di vigore e di pace al cor m'infondi".
Pace, amore, perdono, buoni sentimenti e "volemose bene".
Anche "l'uomo di Ratzi", figliol prodigo, è tornato alla casa del padre:
Richard Williamson, "vescovo ad honorem", unto dal disobbediente e scismatico Marcel Lefebvre, è stato rimesso e riammesso alla cova di mamma chioccia.
Come nei cani dopo uno sboccamento: per istinto antico del lupo, mai lasciare per strada un qualcosa che avevi faticato ad ingurgitare e masticare.
- «Cosa nostra, affari di parrocchia: nessuno s'impicci, che i panni si lavano in casa».
E no, care sottane e tonache: nulla da obiettare, sennonché abbiamo a che fare pure con un antisemita di primo pelo !
- «La Santa Sede ha accolto Williamson, ma ciò non implica che il papa ne condivida anche le opinioni».
Come dire: ho preso un purgante, ma non è colpa mia l'effetto che produrrà.
"Riccardo" cuor di sciacallo, nega i milioni di morti dell'Olocausto;
da buon talebano d'Occidente, sposa la miglior dottrina degli Ahmadinejad Mahmoud.
Riccardino sarà ancora convinto e incazzato, che gli sporchi ebrei gli hanno inchiodato il Salvatore Gesù: deicidi, assassini; popolo, più che eletto, maledetto !!
Questo pretuncolo, nominato illegalmente vescovo dal rivoltoso "Marcellino" Lefebvre, è a pontificare che non sei milioni di luridi ebrei, ma spiccioli, sono morti "fisiologicamente" nei campi nazisti, che erano di concentramento e non di sterminio.
Testimonianze, filmati, documenti e prove irrefutabili, dal suo scranno sono viste e trasformate da "Ricky" Williamson in carta straccia, cascame, pattume.
C'ha il dente avvelenato con i figli d'israele, il...taleban contrario.
Benedetto XVI ha firmato, il 21 gennaio 2009, la revoca della scomunica ai quattro vescovi ultratradizionalisti ordinati a capocchia da Marcel Lefebvre, il 30 giugno 1988.
Capisco, concordo e sottoscrivo per tre: ma il Riccardo no, quello deve essere messo alla porta, che se proprio vuole si "relativizzi" altrove.
"Perdonobuonismo" sì, nell'anno del bue, il bove che fa dire "mite un sentimento di vigore e di pace al cor m' infondi", ma "l'uomo di Ratzi" deve restare come Oetzi, l'uomo del Similaun trovato sui nevai perenni:
in ghiacciaia !
Io, secondo me...26.01.2009
"T'amo, o pio bove; e mite un sentimento di vigore e di pace al cor m'infondi".
Pace, amore, perdono, buoni sentimenti e "volemose bene".
Esempio di calma e rumine pazienza, sul fare pacioso del mite manzo, ecco che il figlio di buona famiglia è restituito e ritorna al nido, tra le braccia e le amorevoli cure di "mammà" e papà.
Povera creatura, che ha fatto di male per avercela così tanto con lui, che così facendo gli scombussoliamo la crescita ?
Quisquilie, pinzillacchere...effervescenza d'anni verdi: tempesta ormonale con produzione di "escrescenza", tipica dell'età giovanile, come l'acne.
Dove ha "parcheggiato" la protuberanza, frutto di tanta "normale" agitazione, è un fatto puramente secondario, naturale come infilare la spada nel fodero.
Davide Franceschini, il cocco di mamma, torna a casa.
La ragazza che aveva violentato, esplode in una rabbia per nulla contenuta:
- « Perché hanno liberato il mio aguzzino? Se la vittima fosse la figlia del giudice...se non fanno giustizia, me la faccio da sola !»
Apriti cielo: si sono spalancate tutte le cateratte del "perdonobuonismo", da un tanto il chilo al mercato dell'ingrosso: tanto mica è figlia nostra, e su quella d'altri ci si può cazzeggiare sopra !
- «No, no, no, bambina: non si fa così, controllati».
E già, deve moderare i termini;
lei, che si era trovata come la tazza del caffelatte, quando gli infilano il cucchiaino e mescolano fino alla schiuma.
Gaia, la barista dei Castelli Romani, stuprato in un bagno chimico alla Fiera di Roma, durante il veglione di Capodanno, ha risposto proprio male alla provocazione, più che decisione, del Giudice per le indagini preliminari, di concedere gli arresti domiciliari all'ennesimo e annoiato "figlio di papà", il suo stupratore.
Povera Gaia, le arriverà sicuramente la classica letterina, che ogni scafato avvocato consiglia al proprio assistito:
- «Ascolta me, bamboccio, che faccio l'azzeccagarbugli da una vita: scrivi due righe in cui ti dichiari pentito; fa tanta tenerezza».
Caterina Caselli, la ragazza dal casco d'oro, ai miei tempi cantava una canzone, che qui c'azzecca:
"Perdono, perdono, perdono... io soffro più ancora di te !".
Ecco, il Davide ci potrebbe trovare spunto;
e se qualcuno osasse contraddire, da un’altra canzone della Caterina, ecco l'aiuto:
"La verità mi fa male, lo so / La verità mi fa male, lo sai / Nessuno mi può giudicare, nemmeno tu / Lo so che ho sbagliato una volta e non sbaglio più / la verità ti fa male, lo so / Dovresti pensare a me e stare più attento a te / C'è già tanta gente che / ce la su con me, chi lo sa perché ? Ognuno ha il diritto di vivere come può / io ti chiedo scusa, e sai perché ? / Nessuno mi può giudicare, nemmeno tu !".
La nostra è una società dei "segni", l'immagine prima della sostanza.
Ci si presenta con la forma, che è quella che rimane impresso nella memoria, in una realtà quotidiana scritta sulla sabbia.
L'informazione è come la frutta colta acerba e messa nei congelatori: appena tolta si consuma subito, altrimenti marcisce in fretta, tanto è forzata, anzi, "pompata", dalla raccolta alla distribuzione.
"Chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato, scordammuce u passato, simmu in Italia, paesà !".
Il "segno Franceschini", inciso in future memorie labili, se mai ne rimarrà traccia, sarà percepito come l'ennesima umiliazione, quasi una legge di natura, inferta dall'aguzzino alla vittima designata.
Più facile che "Passata la festa, gabbato lu santo" e tutto cada nel dimenticatoio, ottimo terreno da "semina" per altri che abbiano voglia d'abbeverare e inzuppare il prode augello, il superbo "Creapopoli".
"T'amo, o pio bove; e mite un sentimento di vigore e di pace al cor m'infondi".
Pace, amore, perdono, buoni sentimenti e "volemose bene".
Anche "l'uomo di Ratzi", figliol prodigo, è tornato alla casa del padre:
Richard Williamson, "vescovo ad honorem", unto dal disobbediente e scismatico Marcel Lefebvre, è stato rimesso e riammesso alla cova di mamma chioccia.
Come nei cani dopo uno sboccamento: per istinto antico del lupo, mai lasciare per strada un qualcosa che avevi faticato ad ingurgitare e masticare.
- «Cosa nostra, affari di parrocchia: nessuno s'impicci, che i panni si lavano in casa».
E no, care sottane e tonache: nulla da obiettare, sennonché abbiamo a che fare pure con un antisemita di primo pelo !
- «La Santa Sede ha accolto Williamson, ma ciò non implica che il papa ne condivida anche le opinioni».
Come dire: ho preso un purgante, ma non è colpa mia l'effetto che produrrà.
"Riccardo" cuor di sciacallo, nega i milioni di morti dell'Olocausto;
da buon talebano d'Occidente, sposa la miglior dottrina degli Ahmadinejad Mahmoud.
Riccardino sarà ancora convinto e incazzato, che gli sporchi ebrei gli hanno inchiodato il Salvatore Gesù: deicidi, assassini; popolo, più che eletto, maledetto !!
Questo pretuncolo, nominato illegalmente vescovo dal rivoltoso "Marcellino" Lefebvre, è a pontificare che non sei milioni di luridi ebrei, ma spiccioli, sono morti "fisiologicamente" nei campi nazisti, che erano di concentramento e non di sterminio.
Testimonianze, filmati, documenti e prove irrefutabili, dal suo scranno sono viste e trasformate da "Ricky" Williamson in carta straccia, cascame, pattume.
C'ha il dente avvelenato con i figli d'israele, il...taleban contrario.
Benedetto XVI ha firmato, il 21 gennaio 2009, la revoca della scomunica ai quattro vescovi ultratradizionalisti ordinati a capocchia da Marcel Lefebvre, il 30 giugno 1988.
Capisco, concordo e sottoscrivo per tre: ma il Riccardo no, quello deve essere messo alla porta, che se proprio vuole si "relativizzi" altrove.
"Perdonobuonismo" sì, nell'anno del bue, il bove che fa dire "mite un sentimento di vigore e di pace al cor m' infondi", ma "l'uomo di Ratzi" deve restare come Oetzi, l'uomo del Similaun trovato sui nevai perenni:
in ghiacciaia !
Io, secondo me...26.01.2009
giovedì 22 gennaio 2009
venerdì 16 gennaio 2009
giovedì 15 gennaio 2009
Giudizi...somari
Cita, non lo scimpanzé, ma il Max:
- «[...] rozzezza propagandistica di certi editorialisti nostrani [...] tv italiana che è, di fatto, un bollettino israeliano».
Più che sommari, sono giudizi somari, fatti da chi nel campo è il Massimo...D'Alema, tanto per non fare nomi, ma solo i cognomi.
Essendo politicamente figlio di Mosca, si capisce con cosa ama accompagnarsi e su cosa volare, in odore d'amor - più che cellule - di caccole terroriste, a confermare saggezza dei vecchi: dimmi con chi vai e ti dirò chi sei.
Baffino, per intenderci, è quello che preferisce "Kompagni" di merende in stile Hussein Haji Hassan, leader Hezbollah, con cui passeggiò per le vie della capitale libanese bombardata - in quel ferragosto del 2006 - a vedere come quei cattivoni di israeliani avevano tostato i gemelli terroristi di Hamas, che gli uni e gli altri si copiavano, nel rompere gli zebedei al vicino con lanci quotidiani di razzi nel rapirne i soldati.
I figli di Davide, si sa, hanno un caratteraccio...s'infiammano subito: sarebbe un pregio se, come nei nostalgici bei tempi andati, bruciassero da bravi, senza fare storie;
ma si sono imbarbariti, passando da "Offri l'altra guancia" a "Occhio per occhio, dente per dente".
Non c'è più religione: una volta li infornavi senza fatica !
"Hamasbollah", sono ottusi, prevedibili e speculari, come i coglioni tanto che, chi vi si mette in mezzo, a braccetto, si capisce che testa ha;
entrambi si divertono a bombardare il prossimo con i missili, a provocare catturando gente e portandola alla morte o a trattarli come bestie, torturandoli, mostrando il proprio sadismo, ogni mancanza d'umanità e prendendo per i fondelli un Occidente ipocrita e pavido che, come le famose tre scimmie, usa con loro la diplomazia del "Non vedo, non sento, non parlo", avendo l'accortezza di non contraddirli, che è più facile far la voce grossa tra democrazie che tra questa ed animali, quali gli " Hamasbollah", appunto.
Quel cascame umano usa mischiarsi e coprirsi con gli innocenti, colpire nel mucchio, stile 'ndo cojo cojo;
Ammonticchiano l'armeria di fianco, sopra e dentro scuole, edifici pubblici, ospedali o vi siano assembramenti di civili, a poter poi dire: guardate come gli ebrei massacrano la nostra gente;
Il binomio terrorista si è armato senza neppure prendersi la briga del nasconderne attività, tanto ne avevano e hanno disprezzo, per l'Occidente calabraghe e cacasotto, che abbozza e finge di non vedere.
Dall'una e dall'altra parte Israele ha avuto una pioggia di bombarde, che neppure le foreste pluviali hanno visto.
Silenzio: zitti e...Mosca !
I classici sterili e inutili bizantinismi di chi si accontenta di tirare a campare, applicando l'opportunista e prudente regola di essere debole con i forti e forte con i deboli.
In fin dei conti, anche Giuda si accontentò di una misera paga, quasi una carità, obolo gettato ad un pezzente per un'utile servitù.
Ci ammazzano e rapiscono religiosi in tutto il mondo.
Silenzio.
Ci pisciano in casa.
Silenzio.
Mostrano il culo, occupando le piazze, accanto alle nostre chiese.
Silenzio.
Ci spogliamo dei nostri valori, per non offenderli, per non urtarne la suscettibilità.
Rinunciamo al Crocefisso, al Presepe, al Natale, alle campane, atti interpretati come segno di resa e sottomissione.
Questo si aspettano, gli è dovuto: loro è...il "Migliore".
Per nostra vergogna.
Di rimando, otteniamo il resto per la nostra svalutata moneta: disprezzo, prepotenza, sputi e, tra poco, ordini;
e pure alcune nostre sottane, come i Dionigi Tettamanzi, sono a portare acqua all'altrui mulino, ad aiutare il diavolo a fare dell'ottima crusca.
Suor Maria Teresa Olivero e suor Caterina Giraudo sono state rapite lo scorso 9 novembre in un piccolo villaggio del Kenya, al confine con la Somalia, ma il Dionigi Tettamanzi, Arcivescovo di Milano, Cardinale di Santa Romana Chiesa, del titolo dei Santi Ambrogio e Carlo Metropolita della provincia ecclesiastica milanese e bla, bla, bla, pensa ad altre pecorelle: quegli altri definisce come "tutti miei figli, ESEMPIO e TESTIMONIANZA preziosa per la nostra città che invecchia";
e sollecito a voler PREPARARE loro il nido: "Abbiamo bisogno di LUOGHI DI PREGHIERA in tutti i quartieri. Ne hanno bisogno ancora più urgente le persone che appartengono a religioni diverse da quella cristiana, IN MODO PARTICOLARE all'Islam".
L'hanno preso in parola: Piazza Duomo tappezzata dai "Cul in aria", usata per tappeto da preghierina.
La loro, ovviamente.
Ma la mia è solo intolleranza, "rozzezza propagandistica" di scribacchino da "bollettino israeliano".
No, non sono qui a farmi dar lezione da Massimi e Dionigi.
Il Pedigree dei primi, l'elenco d'antenati che furono maestri di bestialità, non consente loro di guardare dall'alto in basso, come facevano gli antenati dopo aver gettato la gente nelle fosse.
Dei secondi me ne impipo: vadano sul minareto, a cantare le lodi di Allah, ai "figli, ESEMPIO e TESTIMONIANZA preziosa", che non sono disposto a macellare il manzo migliore per festeggiare il ritorno del suo figliol prodigio, più che prodigo.
Non starò a subire supinamente i "giudizi somari" di quest'accozzaglia.
Che vadano a brucare nel giardino del vicino dove gli sembra che l'erba sia più verde.
Questo è il mio giudizio.
Somaro forse, ma sarà in buona compagnia, tra simili.
Io, secondo me...15.01.2009
- «[...] rozzezza propagandistica di certi editorialisti nostrani [...] tv italiana che è, di fatto, un bollettino israeliano».
Più che sommari, sono giudizi somari, fatti da chi nel campo è il Massimo...D'Alema, tanto per non fare nomi, ma solo i cognomi.
Essendo politicamente figlio di Mosca, si capisce con cosa ama accompagnarsi e su cosa volare, in odore d'amor - più che cellule - di caccole terroriste, a confermare saggezza dei vecchi: dimmi con chi vai e ti dirò chi sei.
Baffino, per intenderci, è quello che preferisce "Kompagni" di merende in stile Hussein Haji Hassan, leader Hezbollah, con cui passeggiò per le vie della capitale libanese bombardata - in quel ferragosto del 2006 - a vedere come quei cattivoni di israeliani avevano tostato i gemelli terroristi di Hamas, che gli uni e gli altri si copiavano, nel rompere gli zebedei al vicino con lanci quotidiani di razzi nel rapirne i soldati.
I figli di Davide, si sa, hanno un caratteraccio...s'infiammano subito: sarebbe un pregio se, come nei nostalgici bei tempi andati, bruciassero da bravi, senza fare storie;
ma si sono imbarbariti, passando da "Offri l'altra guancia" a "Occhio per occhio, dente per dente".
Non c'è più religione: una volta li infornavi senza fatica !
"Hamasbollah", sono ottusi, prevedibili e speculari, come i coglioni tanto che, chi vi si mette in mezzo, a braccetto, si capisce che testa ha;
entrambi si divertono a bombardare il prossimo con i missili, a provocare catturando gente e portandola alla morte o a trattarli come bestie, torturandoli, mostrando il proprio sadismo, ogni mancanza d'umanità e prendendo per i fondelli un Occidente ipocrita e pavido che, come le famose tre scimmie, usa con loro la diplomazia del "Non vedo, non sento, non parlo", avendo l'accortezza di non contraddirli, che è più facile far la voce grossa tra democrazie che tra questa ed animali, quali gli " Hamasbollah", appunto.
Quel cascame umano usa mischiarsi e coprirsi con gli innocenti, colpire nel mucchio, stile 'ndo cojo cojo;
Ammonticchiano l'armeria di fianco, sopra e dentro scuole, edifici pubblici, ospedali o vi siano assembramenti di civili, a poter poi dire: guardate come gli ebrei massacrano la nostra gente;
Il binomio terrorista si è armato senza neppure prendersi la briga del nasconderne attività, tanto ne avevano e hanno disprezzo, per l'Occidente calabraghe e cacasotto, che abbozza e finge di non vedere.
Dall'una e dall'altra parte Israele ha avuto una pioggia di bombarde, che neppure le foreste pluviali hanno visto.
Silenzio: zitti e...Mosca !
I classici sterili e inutili bizantinismi di chi si accontenta di tirare a campare, applicando l'opportunista e prudente regola di essere debole con i forti e forte con i deboli.
In fin dei conti, anche Giuda si accontentò di una misera paga, quasi una carità, obolo gettato ad un pezzente per un'utile servitù.
Ci ammazzano e rapiscono religiosi in tutto il mondo.
Silenzio.
Ci pisciano in casa.
Silenzio.
Mostrano il culo, occupando le piazze, accanto alle nostre chiese.
Silenzio.
Ci spogliamo dei nostri valori, per non offenderli, per non urtarne la suscettibilità.
Rinunciamo al Crocefisso, al Presepe, al Natale, alle campane, atti interpretati come segno di resa e sottomissione.
Questo si aspettano, gli è dovuto: loro è...il "Migliore".
Per nostra vergogna.
Di rimando, otteniamo il resto per la nostra svalutata moneta: disprezzo, prepotenza, sputi e, tra poco, ordini;
e pure alcune nostre sottane, come i Dionigi Tettamanzi, sono a portare acqua all'altrui mulino, ad aiutare il diavolo a fare dell'ottima crusca.
Suor Maria Teresa Olivero e suor Caterina Giraudo sono state rapite lo scorso 9 novembre in un piccolo villaggio del Kenya, al confine con la Somalia, ma il Dionigi Tettamanzi, Arcivescovo di Milano, Cardinale di Santa Romana Chiesa, del titolo dei Santi Ambrogio e Carlo Metropolita della provincia ecclesiastica milanese e bla, bla, bla, pensa ad altre pecorelle: quegli altri definisce come "tutti miei figli, ESEMPIO e TESTIMONIANZA preziosa per la nostra città che invecchia";
e sollecito a voler PREPARARE loro il nido: "Abbiamo bisogno di LUOGHI DI PREGHIERA in tutti i quartieri. Ne hanno bisogno ancora più urgente le persone che appartengono a religioni diverse da quella cristiana, IN MODO PARTICOLARE all'Islam".
L'hanno preso in parola: Piazza Duomo tappezzata dai "Cul in aria", usata per tappeto da preghierina.
La loro, ovviamente.
Ma la mia è solo intolleranza, "rozzezza propagandistica" di scribacchino da "bollettino israeliano".
No, non sono qui a farmi dar lezione da Massimi e Dionigi.
Il Pedigree dei primi, l'elenco d'antenati che furono maestri di bestialità, non consente loro di guardare dall'alto in basso, come facevano gli antenati dopo aver gettato la gente nelle fosse.
Dei secondi me ne impipo: vadano sul minareto, a cantare le lodi di Allah, ai "figli, ESEMPIO e TESTIMONIANZA preziosa", che non sono disposto a macellare il manzo migliore per festeggiare il ritorno del suo figliol prodigio, più che prodigo.
Non starò a subire supinamente i "giudizi somari" di quest'accozzaglia.
Che vadano a brucare nel giardino del vicino dove gli sembra che l'erba sia più verde.
Questo è il mio giudizio.
Somaro forse, ma sarà in buona compagnia, tra simili.
Io, secondo me...15.01.2009
martedì 13 gennaio 2009
Diocidio
Il figlio è stato sfrattato e, dove stava, qualcuno c'ha pure fatto dell'umorismo, cambiando inchiodato con il cartello "Torno subito" o mettendoci in sostituzione una rana, e così via, con umorismo da un tanto il chilo;
e questo è il meno peggio: altre volte l'hanno buttato dalla finestra senza neppure toglierlo dai chiodini.
La mamma, poverina, non se la passa meglio, che tanti smadonnamenti s'è presa pure lei, quando non usata come immagine da circo, pari ad una foca ammaestrata.
Il padre addirittura l'hanno appeso al posteriore di un bus, almeno nello scritto:
"La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno".
Due mezzi pubblici scodinzoleranno e diffonderanno il messaggio lanciato dall'Unione atei e agnostici razionalisti (Uaar), nella versione italiana della campagna a favore dell'ateismo, che dal 4 febbraio tappezzerà il culetto di due autobus pubblici, a Genova.
Fosse un episodio, lo si potrebbe far passare senza commenti: ognuno libero di pensare del suo;
ma non è così: siamo alla presenza di un'offensiva, scientemente studiata e menata a spasso per il mondo.
Questa, infatti, è solo la versione italiana della campagna a favore dell'ateismo.
Stessa iniziativa sui bus di Londra, a Barcellona, a Washington e anche tentata in Australia, dove però non ha preso piede.
Da noi, altra carne al fuoco sarà poi a riportare Genova in prima pagina: il gay pride, fissato per il 13 giugno, giorno del Corpus Domini.
Capisco i timori del Corpus Domini: non a tutti piace che il gay ti si sovrappone, se non si è della sponda;
è un diritto, il non voler essere presi per i fondelli !
Suggerisco comunque a quelli dell'Unione atei, se non l'hanno già pensata, di gemellarsi con quelli, in un bel "Vis à Vis".
Dal posteriore del bus ad un altro, il dogma dell'inesistenza potrà riverberare: e dove meglio potrebbe fare presa !
Per i goderecci:
"There's probably no god. Now stop worrying and enjoy your life",
probabilmente Dio non esiste. Smettila di preoccuparti e goditi la vita.
Per i cultori del fai-da-te:
"Why believe in a god? Just be good for goodness' sake",
perché credere in dio? Sii buono per amore della bontà.
Tutte belle forme d'autoerotismo, seghe mentali e orgasmi dialettici di buona presa.
E poi c'è l'ultima, che m'attizza: "Gli atei dormono la domenica mattina";
bella tentazione, per pantafolaio come me.
Leggo: "L'Unione atei e agnostici razionalisti sta promuovendo anche una raccolta fondi su Internet che servirà a finanziare altri bus-atei in Italia"; è quasi cercare lo scontro per lo scontro.
Beh, se proprio scontro deve esserci, meglio con l'autobus che con "l'orgoglio gay", che altrimenti l'onta brucerebbe assai.
Eureka, anzi Uaar...mi è venuta un'idea bestiale.
Alla prossima occupazione di piazze ospitanti chiese cristiane o stazioni ferroviarie, da parte dei "Cul in aria", gli zerbini di Allah, appena si chinano, passateli uno per uno e usatene il posteriore:
l'ateo ci appiccica il foglietto del "La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno",
mentre il gay pensa a fissarlo...con il chiodino.
Insciallah...se dio vuole !
Io, secondo me...13.01.2009
e questo è il meno peggio: altre volte l'hanno buttato dalla finestra senza neppure toglierlo dai chiodini.
La mamma, poverina, non se la passa meglio, che tanti smadonnamenti s'è presa pure lei, quando non usata come immagine da circo, pari ad una foca ammaestrata.
Il padre addirittura l'hanno appeso al posteriore di un bus, almeno nello scritto:
"La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno".
Due mezzi pubblici scodinzoleranno e diffonderanno il messaggio lanciato dall'Unione atei e agnostici razionalisti (Uaar), nella versione italiana della campagna a favore dell'ateismo, che dal 4 febbraio tappezzerà il culetto di due autobus pubblici, a Genova.
Fosse un episodio, lo si potrebbe far passare senza commenti: ognuno libero di pensare del suo;
ma non è così: siamo alla presenza di un'offensiva, scientemente studiata e menata a spasso per il mondo.
Questa, infatti, è solo la versione italiana della campagna a favore dell'ateismo.
Stessa iniziativa sui bus di Londra, a Barcellona, a Washington e anche tentata in Australia, dove però non ha preso piede.
Da noi, altra carne al fuoco sarà poi a riportare Genova in prima pagina: il gay pride, fissato per il 13 giugno, giorno del Corpus Domini.
Capisco i timori del Corpus Domini: non a tutti piace che il gay ti si sovrappone, se non si è della sponda;
è un diritto, il non voler essere presi per i fondelli !
Suggerisco comunque a quelli dell'Unione atei, se non l'hanno già pensata, di gemellarsi con quelli, in un bel "Vis à Vis".
Dal posteriore del bus ad un altro, il dogma dell'inesistenza potrà riverberare: e dove meglio potrebbe fare presa !
Per i goderecci:
"There's probably no god. Now stop worrying and enjoy your life",
probabilmente Dio non esiste. Smettila di preoccuparti e goditi la vita.
Per i cultori del fai-da-te:
"Why believe in a god? Just be good for goodness' sake",
perché credere in dio? Sii buono per amore della bontà.
Tutte belle forme d'autoerotismo, seghe mentali e orgasmi dialettici di buona presa.
E poi c'è l'ultima, che m'attizza: "Gli atei dormono la domenica mattina";
bella tentazione, per pantafolaio come me.
Leggo: "L'Unione atei e agnostici razionalisti sta promuovendo anche una raccolta fondi su Internet che servirà a finanziare altri bus-atei in Italia"; è quasi cercare lo scontro per lo scontro.
Beh, se proprio scontro deve esserci, meglio con l'autobus che con "l'orgoglio gay", che altrimenti l'onta brucerebbe assai.
Eureka, anzi Uaar...mi è venuta un'idea bestiale.
Alla prossima occupazione di piazze ospitanti chiese cristiane o stazioni ferroviarie, da parte dei "Cul in aria", gli zerbini di Allah, appena si chinano, passateli uno per uno e usatene il posteriore:
l'ateo ci appiccica il foglietto del "La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno",
mentre il gay pensa a fissarlo...con il chiodino.
Insciallah...se dio vuole !
Io, secondo me...13.01.2009
lunedì 12 gennaio 2009
Filosofighetti
Penso che l'analfabeta e l'ultimo dei cretini abbiano ormai, se non compreso del tutto, almeno intuito cosa significhi azione-reazione e causa-effetto;
il resto, che ha studiato, lo deriva dal magico terzo principio della dinamica, la terza legge di Newton:
"Le forze si presentano sempre a coppie. Se un oggetto A esercita una forza F su un oggetto B, allora l'oggetto B eserciterà sull'oggetto A una forza F uguale e contraria".
A spara per anni quattromila missili sulla testa di B;
B s'incazza e, alla fine, fa ad A un culo grosso così.
Scientifico. Lapalissiano. Certo come la morte e la goccia che fa traboccare il vaso.
Sempre che uno non è masochista e nel provocare vuole che gli si faccia del male, che di questo gode, alzi la mano chi è disposto a ricevere, per l'intera sua esistenza, pedate sui gemelli di famiglia senza rendere capitale ed interesse, appena ne ha le balle piene !
Come a dare calci negli stinchi ad un elefante che, si sa, ha buona memoria: statte accuorto cumpà, che quello alla fine ti si siede sopra.
Beh, è qui che...casca l'asino o, come si usa dire, chi manca di cognizioni precise manifesta quanto è somaro e imprudente:
la regola che "Ad ogni azione corrisponde una reazione" è rispettata, mentre salta l'altro assunto, che dice
"...uguale e contraria";
se tu sei un moschino e fai incavolare l'elefante, stupido sei a credere di ricevere poi di rimando pari misura di merda, se tu hai continuato a fagliela addosso.
Cazzi tuoi se non hai saputo prendere per tempo le giuste misure.
Come si dice: chi è causa del suo mal pianga se stesso.
Ora, sappiamo che è delle mosche il cercare scarica d'elefante, perché è quello l'elemento di cui si nutrono e dove piace sguazzare, ma che ci anneghino da sole dentro, e non credano che il resto del creato provi la loro stessa voluttà.
Ci avevano un campicello da coltivare e ne hanno fatto un cesso, un gabinetto di guerra.
Le "Caccamosche" di Hamas ne hanno derivato una caserma, facendo della striscia di Gaza non un'opportunità per dimostrare di saper fare e costruire, ma una polveriera, un campo di battaglia.
E dopo aver predisposto e preparato per quanto meglio avevano in dote, sono riusciti a far perdere la pazienza persino a Giobbe, quel biblico personaggio famoso per aver così tante volte offerto l'altra guancia da poter volare, grazie alla faccia gonfiata a sberle.
Che reagisce, e tante e più ne torna.
Chi è stato a guardare sino ad ora, continui nella propria vigliaccheria:
dell'armamentario di Hamas molto è stato comprato con i soldi che la comunità mondiale ha profuso con generosità, per aiutare la ricostruzione e il riscatto; invero: per armare degli assassini.
Quelle cose lunghe ed affusolate che entravano nelle loro dispense non erano salami e mortadelle, ma razzi, forniti dai compagni di merende, gli Hezbollah, e dal Mahmoud, l'Ahmadinejad, quello che la pensa in comune, che tutti gli ebrei vanno sterminati.
La molla della guerra andava scaricata prima che i burattini di Hamas ne ricevessero il movimento.
Da subito. Al primo lancio di razzi.
- «La vera soluzione per la guerra israelo-palestinese sarebbe procurarsi missili più efficaci dei Qassam, e portarli laggiù».
Parole del "filosofighetto" di sinistra, il Vattimo Gianni.
Lo dicevano sempre i nostri vecchi, che nella vita bisogna prendersela con filosofia.
Il missile.
Ma Vattimo affanculo, filosofighetto !
Io, secondo me...12.01.2009
il resto, che ha studiato, lo deriva dal magico terzo principio della dinamica, la terza legge di Newton:
"Le forze si presentano sempre a coppie. Se un oggetto A esercita una forza F su un oggetto B, allora l'oggetto B eserciterà sull'oggetto A una forza F uguale e contraria".
A spara per anni quattromila missili sulla testa di B;
B s'incazza e, alla fine, fa ad A un culo grosso così.
Scientifico. Lapalissiano. Certo come la morte e la goccia che fa traboccare il vaso.
Sempre che uno non è masochista e nel provocare vuole che gli si faccia del male, che di questo gode, alzi la mano chi è disposto a ricevere, per l'intera sua esistenza, pedate sui gemelli di famiglia senza rendere capitale ed interesse, appena ne ha le balle piene !
Come a dare calci negli stinchi ad un elefante che, si sa, ha buona memoria: statte accuorto cumpà, che quello alla fine ti si siede sopra.
Beh, è qui che...casca l'asino o, come si usa dire, chi manca di cognizioni precise manifesta quanto è somaro e imprudente:
la regola che "Ad ogni azione corrisponde una reazione" è rispettata, mentre salta l'altro assunto, che dice
"...uguale e contraria";
se tu sei un moschino e fai incavolare l'elefante, stupido sei a credere di ricevere poi di rimando pari misura di merda, se tu hai continuato a fagliela addosso.
Cazzi tuoi se non hai saputo prendere per tempo le giuste misure.
Come si dice: chi è causa del suo mal pianga se stesso.
Ora, sappiamo che è delle mosche il cercare scarica d'elefante, perché è quello l'elemento di cui si nutrono e dove piace sguazzare, ma che ci anneghino da sole dentro, e non credano che il resto del creato provi la loro stessa voluttà.
Ci avevano un campicello da coltivare e ne hanno fatto un cesso, un gabinetto di guerra.
Le "Caccamosche" di Hamas ne hanno derivato una caserma, facendo della striscia di Gaza non un'opportunità per dimostrare di saper fare e costruire, ma una polveriera, un campo di battaglia.
E dopo aver predisposto e preparato per quanto meglio avevano in dote, sono riusciti a far perdere la pazienza persino a Giobbe, quel biblico personaggio famoso per aver così tante volte offerto l'altra guancia da poter volare, grazie alla faccia gonfiata a sberle.
Che reagisce, e tante e più ne torna.
Chi è stato a guardare sino ad ora, continui nella propria vigliaccheria:
dell'armamentario di Hamas molto è stato comprato con i soldi che la comunità mondiale ha profuso con generosità, per aiutare la ricostruzione e il riscatto; invero: per armare degli assassini.
Quelle cose lunghe ed affusolate che entravano nelle loro dispense non erano salami e mortadelle, ma razzi, forniti dai compagni di merende, gli Hezbollah, e dal Mahmoud, l'Ahmadinejad, quello che la pensa in comune, che tutti gli ebrei vanno sterminati.
La molla della guerra andava scaricata prima che i burattini di Hamas ne ricevessero il movimento.
Da subito. Al primo lancio di razzi.
- «La vera soluzione per la guerra israelo-palestinese sarebbe procurarsi missili più efficaci dei Qassam, e portarli laggiù».
Parole del "filosofighetto" di sinistra, il Vattimo Gianni.
Lo dicevano sempre i nostri vecchi, che nella vita bisogna prendersela con filosofia.
Il missile.
Ma Vattimo affanculo, filosofighetto !
Io, secondo me...12.01.2009
giovedì 8 gennaio 2009
L'arte...cul in aria
L'arte della frittata è nel volteggio, il capovolgere: una bella scottatina di qua, l'altra di là, a cambiare il sotto con il sopra, nascondendo la faccia per mostrare il culo;
a ben dire, la faccia era già bella tosta, ma si fa prima a prendere per il fondello più che dal fornello.
- «Et voilà, sìori e sìore, anzi: abracadabra, ad istupidirvi con gli effetti speciali della dissimulazione».
Il popolo dei "Cul in aria", i "Guerrafondelli di Allah", quelli che hanno offerto la parte migliore, l'apice a Dio, possono tornare a farci fessi, che tanto quello che volevano è stato ottenuto: far girare per il mondo musulmano i tanti deretani al vento che occupavano piazze, specchio di templi cristiani.
C'hanno fatto il porcheggio - ops, scusate: il parcheggio - per farci i cazzi propri, e non mi si dica che era solo preghiera: è stato l'equivalente rispetto e utilizzo che ha il cane per la pianta da innaffiare !
Hanno marcato il territorio, facendo percepire al mondo islamico - peggio, islamista - in mondovisione, quanto siamo bamba, che possono infilarci dentro di tutto, come per il dito nella panna.
Siamo così burrosi da poterci ricamare sopra pure i riccioli.
La nostra ormai è la società delle immagini, la prevalenza della forma sulla sostanza.
Impressa rimane la figura, le emozioni stimolate dall'occhio;
tutto il resto è la camminata di una goccia d'acqua sul levigato di una stufa accesa: svanisce in un rapido sbuffo di vapore.
Il fantastico sapore cucinato, l'arte "cul in aria", il possesso e la padronanza delle piazze, ha scolpito nella pietra l'inutile scorrere di gocce d'inchiostro sulle scanalature di una pietra ollare, lambita ai fondelli dal sacro fuoco.
Tutti i distinguo, i se e i ma, il puntualizzare o il distillare è solo il piagnucolare di porci, cani e scimmie, ai quali siamo assimilati: il peto non è uscito dai "cul in aria", ma dal nostro ormai indolente, lento e tardo infantile guaire.
Quel che ora si spende da noi è come lo zuccherino dato ad un animale da circo, addomesticato, per aver fatto bene l'esercizio che da lui ci si aspettava.
"[...] la preghiera collettiva in piazza [...] non era stata preannunciata, ma nata lecitamente su iniziativa di singoli";
bravi: un pesciolino alla foca.
Il cardinale Dionigi Tettamanzi aveva parlato di fronte agli immigrati definendoli "tutti miei figli" e "ESEMPIO e TESTIMONIANZA preziosa per la nostra città che invecchia».
No, caro Dionigi: testimonial, non testimonianza;
Ma ti sei guadagnato un pesciolino pure tu.
Sono quelli come te, sempre a pensare che è l'erba del vicino la più verde, che umiliano anzitempo il proprio gregge, lasciando invecchiare e andare a ramengo l'ovile delle striminzite e rachitiche pecorelle di Cristo.
La nostra, la mia, è la rabbia di chi sente il proprio pastore far festa ai caproni d'altri, accarezzando i cornuti per lasciarci mazziati, in balia ai lupi, che fanno festa in assenza del pecoraio.
Tettamanzi: tiè: un altro pesciolino e pure uno zuccherino, che le tue acrobazie valgono le risate del pubblico dei "cul in aria", piazzisti e venditori che sulla porta di casa tua hanno ben e meglio saputo vendere del loro.
Ah, lascia qualche zuccherino, che nell'elenco dei creduloni c'abbiamo una nutrita schiera, di quelli che minimizzano pensando che è meglio rimandare a domani quel che non gli riesce oggi:
- «[...] lenzuoli bianchi con disegni azzurri [...] l´effige data alle fiamme era solo un drappo artigianale, con simboli non riconducibili alla bandiera ufficiale di Israele».
E già: bruciavano solo il corredino del pupo; sicuramente un maschietto, visto il colore celestino e celestiale.
Quelli in piazza erano solo dei grandi compagnoni, anzi, compagni.
Compagni di merende. Di Hamas. Di Hezbollah.
Meglio: tutti figli, ESEMPIO e TESTIMONIANZA preziosa per la nostra città che invecchia, e allora, largo ai giovani !
Altri pesciolini, per questi bravi acrobati, illusi più che illusionisti.
Fregato l'arrosto, ora ci vogliono far credere quanto è meglio il fumo.
"[...] Gli islamici si scusano. Milano - Il presidente della Casa della cultura islamica di viale Padova, Asfa Mahmoud, ha chiesto all'Arcivescovo di Milano Dionigi Tettamanzi un incontro per chiarire quanto è successo sabato scorso e portare le scuse".
Asfa, ascolta me: lascia le scuse e portati degli zuccherini, che bastano.
Scappati i buoi si chiude la stalla: via noi, hanno chiuso le porte del Duomo.
Mahmoud, lancia il pesciolino, che la nostra foca...monaco penserà a prenderlo.
Ah, Asfa: la prossima volta entrate direttamente in chiesa, tanto siete ormai di casa;
tutti miei figli, ESEMPIO e TESTIMONIANZA: grandissimi figli di Allah !
Io, secondo me...08.01.2009
a ben dire, la faccia era già bella tosta, ma si fa prima a prendere per il fondello più che dal fornello.
- «Et voilà, sìori e sìore, anzi: abracadabra, ad istupidirvi con gli effetti speciali della dissimulazione».
Il popolo dei "Cul in aria", i "Guerrafondelli di Allah", quelli che hanno offerto la parte migliore, l'apice a Dio, possono tornare a farci fessi, che tanto quello che volevano è stato ottenuto: far girare per il mondo musulmano i tanti deretani al vento che occupavano piazze, specchio di templi cristiani.
C'hanno fatto il porcheggio - ops, scusate: il parcheggio - per farci i cazzi propri, e non mi si dica che era solo preghiera: è stato l'equivalente rispetto e utilizzo che ha il cane per la pianta da innaffiare !
Hanno marcato il territorio, facendo percepire al mondo islamico - peggio, islamista - in mondovisione, quanto siamo bamba, che possono infilarci dentro di tutto, come per il dito nella panna.
Siamo così burrosi da poterci ricamare sopra pure i riccioli.
La nostra ormai è la società delle immagini, la prevalenza della forma sulla sostanza.
Impressa rimane la figura, le emozioni stimolate dall'occhio;
tutto il resto è la camminata di una goccia d'acqua sul levigato di una stufa accesa: svanisce in un rapido sbuffo di vapore.
Il fantastico sapore cucinato, l'arte "cul in aria", il possesso e la padronanza delle piazze, ha scolpito nella pietra l'inutile scorrere di gocce d'inchiostro sulle scanalature di una pietra ollare, lambita ai fondelli dal sacro fuoco.
Tutti i distinguo, i se e i ma, il puntualizzare o il distillare è solo il piagnucolare di porci, cani e scimmie, ai quali siamo assimilati: il peto non è uscito dai "cul in aria", ma dal nostro ormai indolente, lento e tardo infantile guaire.
Quel che ora si spende da noi è come lo zuccherino dato ad un animale da circo, addomesticato, per aver fatto bene l'esercizio che da lui ci si aspettava.
"[...] la preghiera collettiva in piazza [...] non era stata preannunciata, ma nata lecitamente su iniziativa di singoli";
bravi: un pesciolino alla foca.
Il cardinale Dionigi Tettamanzi aveva parlato di fronte agli immigrati definendoli "tutti miei figli" e "ESEMPIO e TESTIMONIANZA preziosa per la nostra città che invecchia».
No, caro Dionigi: testimonial, non testimonianza;
Ma ti sei guadagnato un pesciolino pure tu.
Sono quelli come te, sempre a pensare che è l'erba del vicino la più verde, che umiliano anzitempo il proprio gregge, lasciando invecchiare e andare a ramengo l'ovile delle striminzite e rachitiche pecorelle di Cristo.
La nostra, la mia, è la rabbia di chi sente il proprio pastore far festa ai caproni d'altri, accarezzando i cornuti per lasciarci mazziati, in balia ai lupi, che fanno festa in assenza del pecoraio.
Tettamanzi: tiè: un altro pesciolino e pure uno zuccherino, che le tue acrobazie valgono le risate del pubblico dei "cul in aria", piazzisti e venditori che sulla porta di casa tua hanno ben e meglio saputo vendere del loro.
Ah, lascia qualche zuccherino, che nell'elenco dei creduloni c'abbiamo una nutrita schiera, di quelli che minimizzano pensando che è meglio rimandare a domani quel che non gli riesce oggi:
- «[...] lenzuoli bianchi con disegni azzurri [...] l´effige data alle fiamme era solo un drappo artigianale, con simboli non riconducibili alla bandiera ufficiale di Israele».
E già: bruciavano solo il corredino del pupo; sicuramente un maschietto, visto il colore celestino e celestiale.
Quelli in piazza erano solo dei grandi compagnoni, anzi, compagni.
Compagni di merende. Di Hamas. Di Hezbollah.
Meglio: tutti figli, ESEMPIO e TESTIMONIANZA preziosa per la nostra città che invecchia, e allora, largo ai giovani !
Altri pesciolini, per questi bravi acrobati, illusi più che illusionisti.
Fregato l'arrosto, ora ci vogliono far credere quanto è meglio il fumo.
"[...] Gli islamici si scusano. Milano - Il presidente della Casa della cultura islamica di viale Padova, Asfa Mahmoud, ha chiesto all'Arcivescovo di Milano Dionigi Tettamanzi un incontro per chiarire quanto è successo sabato scorso e portare le scuse".
Asfa, ascolta me: lascia le scuse e portati degli zuccherini, che bastano.
Scappati i buoi si chiude la stalla: via noi, hanno chiuso le porte del Duomo.
Mahmoud, lancia il pesciolino, che la nostra foca...monaco penserà a prenderlo.
Ah, Asfa: la prossima volta entrate direttamente in chiesa, tanto siete ormai di casa;
tutti miei figli, ESEMPIO e TESTIMONIANZA: grandissimi figli di Allah !
Io, secondo me...08.01.2009
Iscriviti a:
Post (Atom)




