Per quanto andrò a dire, le povere lanute sono incolpevole esempio, a richiamare il loro naturale far branco;
il pisello è l’asticella sotto il pancino che, per bestie use a far mandria, rappresenta l’ombelico del mondo, più massa pulsante che pensante, strumento che si è rassegnato pure a far la parte di un cervello latitante.
"18 febbraio 2008: Una 15enne di Rimini ha subito violenza sessuale di gruppo l'estate scorsa, da parte di circa dieci coetanei, tutti di buona famiglia".
Quel "di buona famiglia" ammetto, un poco mi disturba, quasi a suggerire che, sì, l’hanno un pochetto stropicciata, ma non erano barboncelli qualunque: hanno il "Pedigree", albero genealogico e sangue nobile, come a dire che se Lucia si trovava sulla pancia Don Rodrigo era meglio che uno dei suoi sgherri;
se non questo, peggio: abbiamo a che fare con vivai di virgulti, concimati per una crescita rapida, ad innalzare in maniera esponenziale il convincimento che "Tutto è permesso", nello sballo del "Vivere velocemente per morire presto", che l’aver tutto e troppo presto ottenuto porta a cercare l’estremo per un momento d’emozione.
Un altro modo di drogarsi, fumando e bruciando il prossimo invece che la paglia di una canna.
"Alcuni si vantavano in giro delle loro gesta".
Brutto segno, che indica la caduta d’ogni freno inibitorio e di confine tra il bene e il male, che porta a scaricare sulle vittime la colpa del boia: un poco se lo sono cercata e hanno provocato la reazione, che la testa sotto la scure o la pancia sotto il pisello ce l’hanno messa da soli.
Altro pascolo e gregge, ma stesso modo di ragionare con il pisello:
"Mi hanno spinto la testa nel water [...] uno mi teneva, l’altro colpiva forte. Urlavano che la danza non è roba da maschi".
Andrea, 12 anni, viso da bambino i se ne sta seduto con le gambe fasciate e stese su una sedia: lo hanno aggredito, insultato e preso a botte per quella sua passione, giudicata poco maschia.
Ancora il branco, ancora la virilità, quella che si misura in centimetri pesando il gonfiore tra le gambe.
Di questi giorni è una ricerca inglese, che sintetizzo:
"Gli uomini in gruppo diventano gregge: la folla tende sempre a seguire una o due persone che danno l'impressione di saper dove andare".
Mi ricorda un vecchio scherzo, che era quello di fingere di guardare qualcosa per aria;
quasi sicuro che, alla fine: uno, poi due, poi tre...ecco a guardare all’insù, non si sa cosa, ma se quello lo faceva un motivo ci deve essere.
Nel pieno della mia crisi di sadismo, mi viene da riesumare e riproporre un’altro degli antichi scarabocchi, che un poco comprende, riassume e proietta più in grande quello sin qui detto, e ci riporta...
...nelle nebbie di un lontano 24 di Novembre, dell’anno del Signore 2003:
Fermate il mondo: voglio pensare !
In principio c’era un uomo che correva.
Un altro - vedendolo e supponendo un pericolo - si affianca a lui nell’affannosa corsa;
così altri ancora, in una massa confusa e delirante, come una mandria impazzita.
Allora il primo, di fretta per motivi propri, credendosi inseguito - e spaventato da quella massa tumultuosa che lo incalzava - sempre più correva.
La massa, guardando quello che per lei era ormai la guida - sempre più interpretando un senso d’imminente pericolo - nel panico, urlava e spintonava i più lenti in un crescendo di quello che alfine era puro terrore.
Puro istinto.
Pura mancanza di ragione.
Un'altra massa speculare ma opposta, si scontrava, pensando di avere compreso quale era la causa del proprio panico e, per istinto di sopravvivenza, entrava in conflitto.
Dopo, era solo lotta per la vita.
Tutto questo perché il secondo uomo non ha chiesto al primo la causa della sua trafelata corsa.
Tutto perché non ha cercato di conoscere, di capire: il refolo di vento si era trasformato in uragano.
Quando il branco si compone secondo questi elementari parametri, è altamente manovrabile.
Nascono le "guide spirituali", gli "opinion leader", i "capi carismatici", i sacerdoti del terrore e le "controfigure" di Dio.
La psicologia delle masse, lo "strizzacervelli" delle mandrie, seziona nelle sue parti elementari i fattori, gli stimoli, la forma più rettiliana del comportamento umano.
Solo allora è pronta l’amalgama con cui portare a transumanza la bestiale semplicità della violenza.
Ora ai battitori basta fare rumore per spingerci in trappola.
Il gruppo ci fornirà quelle risposte che pigramente non abbiamo cercato.
Penserà per noi, analizzerà e provvederà a quello che è il "nostro bene".
Peggio: sarà l’unico fornitore delle nostre informazioni.
Non potremo più chiedere alla prima persona perché corre. Pensare non è più un nostro compito: eccoci pronti per le "guerre sante".
Ecco perché è importante la conoscenza.
Devo comprendere come funzionava e funziona il meccanismo che serve a mandare in corto circuito la mia mente.
Devo studiare le tecniche applicate nei campi di concentramento tedeschi e nei gulag russi, l’arte dei campi di "rieducazione" cinesi piuttosto che i messaggi subliminali della pubblicità e dei mezzi d’informazione.
Capirò allora perché Adel Smith, Presidente del nulla, mi è stato rappresentato come il portabandiera di una moltitudine che, fortunatamente, non esiste. Capirò che non devo aggregarmi alla sua corsa.
Capirò che Bin Laden aveva trasformato un paese - che non era il suo - in una caserma dove non il suo Dio, ma la sua megalomania voleva forgiare a "spada dell’Islam".
Capirò che ora cerca un’altra caserma in Irak.
Capirò che i "volontari" entrati nel paese - che fu la culla della civiltà - sono solo invasori.
Come lo erano i capi ( Arabi, Pakistani, Egiziani ) in Afghanistan.
L’imperialismo del terrore contro l’imperialismo Americano: almeno questi ultimi non giocano allo stadio con le teste dei nemici.
Neppure si fanno esplodere in mezzo alla gente uccidendo anche i bambini, nel delirio di chi decide che sono "sacrificabili" per la causa.
Nessuna divinità ha consegnato nelle loro mani la vita dei suoi figli!
Capirò che l’11 Settembre è accaduto perché doveva accadere affinché fosse possibile spalancare le porte a giochi di potere e che siamo bandierine da spostare sullo scacchiere del mondo.
Soprattutto, capirò.
Allora non mi spaventeranno più le urla dei battitori: nessun altro uomo potrà parlare in nome dell’unico Dio.
Riconoscerò in lui il parassita sulla crosta della terra!
Io, secondo me...19.02.2008
martedì 19 febbraio 2008
lunedì 18 febbraio 2008
Toppe forzate
In marcia, a metà strada tra una giocosa macchina da guerra e falange di geometrica potenza, ecco il nuovo...vecchio che avanza, a "toppe" forzate;
Toppe, avete letto bene, che le tappe e i traguardi li tagliamo: a passo di gambero, camminando all’indietro e guardando al futuro con il cannocchiale al contrario.
"Mi auguro che, nel 2009, quando ospiteremo il G8, i capi del mondo siano ricevuti da uno contemporaneo e non si trovino [...] a visitare un sito archeologico, restaurato e tirato a lucido per l’occasione".
Passato l’attimo dove, più per riflesso condizionato che ragionamento, la frase farebbe annuire, ecco che a prudenza segue il dubbio:
- «Ohibò, chi è costui che parla: giovin fruscello, frutto acerbo, adolescente ormone, nato da vergine ?»
Macchè, è uno scafato marinaretto di Transatlantico, Odisseo di tanti mondi e antico garzone in botteghe oscure: il D’Alema Massimo.
Bordata e affondo è per il carico di primavere ma, al confronto, ancora mozzo, sul barcone della politica: il Berlusconi, quel "nano malefico" che seppe far mangiar polvere ingollar fiele quando, entrato nell’agone e sul ponte di manovra, fregò da subito il timone a chi lo prese troppo sottogamba.
Professori e professorini mal digeriscono che l’allievo può superare i maestri e l’odio che covano è acido e corrosivo, non tanto per l’essere stati superati da chi hanno trattato con sufficienza, ma per il ridicolo di rimando;
Nella vita tutto si può recuperare, che il tempo e la Storia sono ruota dove, chi stava sotto poi si ritroverà sopra e ancora giù: battaglie e guerre perse sono solo eterne inversioni di ruoli e cambi di copione, nel teatro dell’esistenza;
No: se al guerriero cadono i calzoni durante la lotta, quello sarà in eterno riso e ricordato;
armatura e medaglie non possono nascondere più che...sotto il vestito niente !
- «Ce la fò...non ce la fò, ce la fò».
Ecco che, a sfogliar...margherita ti vedo il Veltroni che, libero - al momento - di sinistra zavorra, cerca spazio di manovra, e chi ti presenta la pezza che avanza ?
Il Prodi, turacciolo, boa e galleggiante su tanti mari tempestosi, che ha benedetto, presentato e spennellato quel levriero del suo allevamento, imponendogli le mani:
- «Io non sono degno di allacciargli le scarpe ma, in verità, in verità vi dico: è l’unto !»
Dal...Bassolino della sala s’ode un mugugno, mentre una Rosa spande il suo olezzo:
- «E no: gli...unti siamo noi !!»
Prontamente, la NA ha pensato a cestinare i due.
- «Come dite ? La Nettezza Urbana, NU ? No, ho detto bene: NA, Napoli...era la targa sul cassonetto».
Nell’Italia ferma da due anni, rimasta al palo e tornata al primario, anzi, al primitivo, l’industriale è stato soppiantato dal Pecoraio, che ha coltivato il pascolo del NO:
No alla Tav e, sui treni ad alta velocità, c’hanno bagnato il naso francesi e svizzeri;
No al nucleare, e sempre quei due, ai confini, ce le hanno accatastate e hanno...energie da vendere;
No ai Termovalorizzatori, che ce li ha la Germania che, della merda che metabolizziamo e in cui sguazziamo, ci spreme oro, il sogno dei vecchi alchimisti che, più sfigati, dovevano cercare il pesante piombo.
No ai rigassificatori che, se c’interrompono le condotte, con la canna del gas non ci possiamo neppure suicidare !
- «Ma con quelli non ci corriamo; anzi, ora siamo per il SI», dice la toppa riciclata, lavandosi le mani nella bcinella di Pilato e rinnegando i Kompagni di merende.
E già: i topi, per tempo, avevano abbandonato la nave quando, realizzato d’aver troppo rosicchiato sotto la linea di galleggiamento, imbarcava acqua !
Chissà perché mi viene da pensare agli stormi d’uccelli, che si diradano alla prima fucilata per poi riformare gruppo subito dopo.
I nostri antichi avi, in tempo di vacche magre, gettavano qualcosa solo quando al limite della consunzione:
quante volte si voltava e rivoltava un capo d’abbigliamento logoro, ma che ancora reggeva la trama;
Eccolo qui, quel cappotto che passa le stagioni potando il dentro in fuori e quello all’opposto.
Una vecchia regola matematica dice che, in una somma, invertendo l’ordine dei fattori il risultato non cambia.
Ecco il passo del nostro paese che, da Romano, continua la...retromarcia, a "toppe" forzate !
Io, secondo me...18.02.2008
Toppe, avete letto bene, che le tappe e i traguardi li tagliamo: a passo di gambero, camminando all’indietro e guardando al futuro con il cannocchiale al contrario.
"Mi auguro che, nel 2009, quando ospiteremo il G8, i capi del mondo siano ricevuti da uno contemporaneo e non si trovino [...] a visitare un sito archeologico, restaurato e tirato a lucido per l’occasione".
Passato l’attimo dove, più per riflesso condizionato che ragionamento, la frase farebbe annuire, ecco che a prudenza segue il dubbio:
- «Ohibò, chi è costui che parla: giovin fruscello, frutto acerbo, adolescente ormone, nato da vergine ?»
Macchè, è uno scafato marinaretto di Transatlantico, Odisseo di tanti mondi e antico garzone in botteghe oscure: il D’Alema Massimo.
Bordata e affondo è per il carico di primavere ma, al confronto, ancora mozzo, sul barcone della politica: il Berlusconi, quel "nano malefico" che seppe far mangiar polvere ingollar fiele quando, entrato nell’agone e sul ponte di manovra, fregò da subito il timone a chi lo prese troppo sottogamba.
Professori e professorini mal digeriscono che l’allievo può superare i maestri e l’odio che covano è acido e corrosivo, non tanto per l’essere stati superati da chi hanno trattato con sufficienza, ma per il ridicolo di rimando;
Nella vita tutto si può recuperare, che il tempo e la Storia sono ruota dove, chi stava sotto poi si ritroverà sopra e ancora giù: battaglie e guerre perse sono solo eterne inversioni di ruoli e cambi di copione, nel teatro dell’esistenza;
No: se al guerriero cadono i calzoni durante la lotta, quello sarà in eterno riso e ricordato;
armatura e medaglie non possono nascondere più che...sotto il vestito niente !
- «Ce la fò...non ce la fò, ce la fò».
Ecco che, a sfogliar...margherita ti vedo il Veltroni che, libero - al momento - di sinistra zavorra, cerca spazio di manovra, e chi ti presenta la pezza che avanza ?
Il Prodi, turacciolo, boa e galleggiante su tanti mari tempestosi, che ha benedetto, presentato e spennellato quel levriero del suo allevamento, imponendogli le mani:
- «Io non sono degno di allacciargli le scarpe ma, in verità, in verità vi dico: è l’unto !»
Dal...Bassolino della sala s’ode un mugugno, mentre una Rosa spande il suo olezzo:
- «E no: gli...unti siamo noi !!»
Prontamente, la NA ha pensato a cestinare i due.
- «Come dite ? La Nettezza Urbana, NU ? No, ho detto bene: NA, Napoli...era la targa sul cassonetto».
Nell’Italia ferma da due anni, rimasta al palo e tornata al primario, anzi, al primitivo, l’industriale è stato soppiantato dal Pecoraio, che ha coltivato il pascolo del NO:
No alla Tav e, sui treni ad alta velocità, c’hanno bagnato il naso francesi e svizzeri;
No al nucleare, e sempre quei due, ai confini, ce le hanno accatastate e hanno...energie da vendere;
No ai Termovalorizzatori, che ce li ha la Germania che, della merda che metabolizziamo e in cui sguazziamo, ci spreme oro, il sogno dei vecchi alchimisti che, più sfigati, dovevano cercare il pesante piombo.
No ai rigassificatori che, se c’interrompono le condotte, con la canna del gas non ci possiamo neppure suicidare !
- «Ma con quelli non ci corriamo; anzi, ora siamo per il SI», dice la toppa riciclata, lavandosi le mani nella bcinella di Pilato e rinnegando i Kompagni di merende.
E già: i topi, per tempo, avevano abbandonato la nave quando, realizzato d’aver troppo rosicchiato sotto la linea di galleggiamento, imbarcava acqua !
Chissà perché mi viene da pensare agli stormi d’uccelli, che si diradano alla prima fucilata per poi riformare gruppo subito dopo.
I nostri antichi avi, in tempo di vacche magre, gettavano qualcosa solo quando al limite della consunzione:
quante volte si voltava e rivoltava un capo d’abbigliamento logoro, ma che ancora reggeva la trama;
Eccolo qui, quel cappotto che passa le stagioni potando il dentro in fuori e quello all’opposto.
Una vecchia regola matematica dice che, in una somma, invertendo l’ordine dei fattori il risultato non cambia.
Ecco il passo del nostro paese che, da Romano, continua la...retromarcia, a "toppe" forzate !
Io, secondo me...18.02.2008
giovedì 14 febbraio 2008
Il...mulo del pianto
Eccoci al mulo del pianto;
no, non l’ha scritto un cinese, il titolo: mulo sta proprio per quadrupede somaro, nato da incrocio tra asino e cavalla, con il cervello del primo e zoccolo d’altra.
Imad Mughniyeh, che sempre s’è fatto in quattro per far bene il suo lavoro di macellaio, ora è in sottomultipli di quattro, che gli è toccato il cerino acceso e assaggiar di propria arte: il comandante militare degli Hezbollah libanesi s’è trovato rispondere pan per focaccia, che nel sacco della merenda gli sono tornati fiammiferi ed innesco.
Il quotidiano palestinese al Quds al Arabi, come lo stesso partito di Dio punta il dito contro il Mossad israeliano che, se anche fosse, ha giocato secondo regole da quello stesso accettate, imposte ed applicate.
Povero Mughniyeh: come San Paolo, anche a lui è toccato d’esser...fulminato sulla via di Damasco.
Anche Siria e Iran hanno accusato Israele di essere il responsabile dell'uccisione: ma guarda tè da che pulpito vien la predica, che potremmo seguire loro dottrina e insegnamenti come Pollicino, con l’unica variante che, al posto delle molliche di pane, saremmo guidati dalla striscia della polvere da sparo !
Inutile dire che dalle vedove inconsolabili si promettono peste e corna, l’Apocalisse, tric-trac e bombe a mano...come se, sino ad ora, avessero solo scherzato.
"La Siria condanna questo vile atto terroristico [...] sono in corso le indagini per fare luce sull'accaduto".
Pensa che faccia "bronzotollata", proprio loro che in Libano c’hanno messo del loro, di bombarole, per eliminare ministri scomodi che troppo gli avevano rotto gli zebedei.
"Europa pagherà a caro prezzo", si legge srotolando i soffici strati di morbidezza del cartaceo Quds al Arabi.
- «E che cazzo c’entra, manica d’ignoranti: in fatto di terrorismo e assassinii, noi gettiamo la spugna per manifesta inferiorità, che il primato non ve lo toglie nessuno !»
Il direttore del quotidiano arabo edito a Londra, scrive che la vendetta "farà impallidire tutti gli attentati delle organizzazioni estremiste e non, come quelle avvenute a Madrid e Londra".
Lo prenderei volentieri a calci in culo, se non avessi timore di rovinagli...la faccia !
Secondo questi mentecatti, Israele, trasferendo la disputa con il partito di Dio fuori dal Libano, avrebbe commesso un gravissimo errore, tanto sarà inevitabile la risposta degli Hezbollah, nelle capitali mondiali.
In pratica e sostanza: un’onorevole e "onesta" rappresaglia.
Colpa del Mossad se tutto il mondo rischia una sanguinosa guerra e una nuova ondata d’attentati terroristici.
E te pareva che non...scoppiasse il solito rutto contro gli ebrei !
Che sfigato, il Mughniyeh: protetto dai suoi scherani, da Hezbollah, dalle forze di sicurezza siriane e dai Pasdaran iraniani di cui era pupillo onorario e lunga mano, gli è toccato morire della stessa arte di cui era maestro.
Oddio, magari un domani si scoprirà che è stato vittima di "fuoco amico", di "regole d’ingaggio" cambiate e di cui non aveva letto l’aggiornamento.
Comunque sia, solo dei cretini come lui e i suoi figliocci possono pretendere di restare impuniti e soli custodi delle polveri, che si rischia arrivare alla sgradevole conclusione che anche l’allievo, a furia di giocare con le polveri, può trovare modo di superare il maestro !
Io, secondo me...14.02.2008
no, non l’ha scritto un cinese, il titolo: mulo sta proprio per quadrupede somaro, nato da incrocio tra asino e cavalla, con il cervello del primo e zoccolo d’altra.
Imad Mughniyeh, che sempre s’è fatto in quattro per far bene il suo lavoro di macellaio, ora è in sottomultipli di quattro, che gli è toccato il cerino acceso e assaggiar di propria arte: il comandante militare degli Hezbollah libanesi s’è trovato rispondere pan per focaccia, che nel sacco della merenda gli sono tornati fiammiferi ed innesco.
Il quotidiano palestinese al Quds al Arabi, come lo stesso partito di Dio punta il dito contro il Mossad israeliano che, se anche fosse, ha giocato secondo regole da quello stesso accettate, imposte ed applicate.
Povero Mughniyeh: come San Paolo, anche a lui è toccato d’esser...fulminato sulla via di Damasco.
Anche Siria e Iran hanno accusato Israele di essere il responsabile dell'uccisione: ma guarda tè da che pulpito vien la predica, che potremmo seguire loro dottrina e insegnamenti come Pollicino, con l’unica variante che, al posto delle molliche di pane, saremmo guidati dalla striscia della polvere da sparo !
Inutile dire che dalle vedove inconsolabili si promettono peste e corna, l’Apocalisse, tric-trac e bombe a mano...come se, sino ad ora, avessero solo scherzato.
"La Siria condanna questo vile atto terroristico [...] sono in corso le indagini per fare luce sull'accaduto".
Pensa che faccia "bronzotollata", proprio loro che in Libano c’hanno messo del loro, di bombarole, per eliminare ministri scomodi che troppo gli avevano rotto gli zebedei.
"Europa pagherà a caro prezzo", si legge srotolando i soffici strati di morbidezza del cartaceo Quds al Arabi.
- «E che cazzo c’entra, manica d’ignoranti: in fatto di terrorismo e assassinii, noi gettiamo la spugna per manifesta inferiorità, che il primato non ve lo toglie nessuno !»
Il direttore del quotidiano arabo edito a Londra, scrive che la vendetta "farà impallidire tutti gli attentati delle organizzazioni estremiste e non, come quelle avvenute a Madrid e Londra".
Lo prenderei volentieri a calci in culo, se non avessi timore di rovinagli...la faccia !
Secondo questi mentecatti, Israele, trasferendo la disputa con il partito di Dio fuori dal Libano, avrebbe commesso un gravissimo errore, tanto sarà inevitabile la risposta degli Hezbollah, nelle capitali mondiali.
In pratica e sostanza: un’onorevole e "onesta" rappresaglia.
Colpa del Mossad se tutto il mondo rischia una sanguinosa guerra e una nuova ondata d’attentati terroristici.
E te pareva che non...scoppiasse il solito rutto contro gli ebrei !
Che sfigato, il Mughniyeh: protetto dai suoi scherani, da Hezbollah, dalle forze di sicurezza siriane e dai Pasdaran iraniani di cui era pupillo onorario e lunga mano, gli è toccato morire della stessa arte di cui era maestro.
Oddio, magari un domani si scoprirà che è stato vittima di "fuoco amico", di "regole d’ingaggio" cambiate e di cui non aveva letto l’aggiornamento.
Comunque sia, solo dei cretini come lui e i suoi figliocci possono pretendere di restare impuniti e soli custodi delle polveri, che si rischia arrivare alla sgradevole conclusione che anche l’allievo, a furia di giocare con le polveri, può trovare modo di superare il maestro !
Io, secondo me...14.02.2008
mercoledì 13 febbraio 2008
Bestialità e bestiario
"Mogli e buoi dei paesi tuoi".
Una volta era voce di saggezza, prodotto d’esperienze negative e negate;
oggi, su scala mondiale, sembra più un'ammonizione...velata minaccia, un mettere steccati alla periferia d’orticelli.
"Un crimine assimilare stranieri [...] scuole e università per la minoranza".
In quel di Germania, in uno stadio di Colonia, migliaia di cittadini d’origine turca ( la minoranza etnica più consistente, con due milioni e mezzo di persone ) sono andati a salutare non il calciatore o la squadra del cuore, ma "l’erba di casa mia" e a tettare il verbo del mammelluto messia.
Laggiù, nel lontano paesello, un vento che arriva dopo aver percorso millequattrocento anni, sta ingrossando per divenir tempesta e, per chi troppo lontano di casa e ricordi, è come voce di mamma, che grida, ammansisce, consiglia e corregge:
- «Popolo emigrato, non dimenticare la tua lingua e la cultura d'origine, che questi siamo "noi" e "loro", tedeschi: non fatevi assimilare ».
Ecco, di ritorno, il "Mogli e buoi dei paesi tuoi", che il “Pedigree” non va contaminato.
E, giusto per purgare gli stolti e bacchettare monelli e disobbedienti, arriva l’affondo:
- «L'assimilazione è come un crimine contro l'umanità».
Bene: isoliamoci, rialziamo il muro, diciamoci e leviamoci migliori, che nel ghetto non ci siamo noi, ma ci restano i "diversi", i padroni di casa che, se proprio, possono imparare il turco.
Se tanto promette tanto e nel piccolo sta il grande, chi o cosa sta entrando nell'Unione europea...o Eurabia ?
I rigurgiti si fanno sempre più vicini, come le contrazioni del parto, così come la nausea che precede l’imminente gravare;
come le scosse, i tremolii, i borbottii prima dell’arrivo del terremoto o dello scoppio del tappo, sul cocuzzolo del vulcano.
Dite quel che vi pare, ma questa Turchia e il suo primo ministro, Recep Tayyip Erdogan, dove sta andando a parare mi piace poco o nulla: mi procura solo timori, non mi convince, non sconquifera anzi, torna a far ripensare e rileggere un mio vecchio scritto di gioventù, e perdonate lo specchio di Narciso, ma ogni tanto pure il Beppe c’azzecca.
Dal lontano 20 Ottobre 2004, il polveroso pensiero: La somma delle pere.
Confessando la mia piena ignoranza del problema, butterò un sassolino nello stagno affinché il sommovimento possa generare delle onde di ritorno, a permettermi il correggere la direzione del procedere. Sempre da profano, cercherò di avanzare con i "piedi di piombo", applicando il grezzo buon senso (ragionerò a "spanne", a braccio, con approssimazione) derivatomi dalle lezioni della vecchia e rimpianta maestra che, tirandomi le orecchie, bonariamente correggeva: "Giuseppe, quante volte ti devo dire che non si possono sommare le pere con le mele!?". Non avendo mai avuto la vocazione dell’ortolano buttavo nella sportina le une con le altre sbagliando pesi e misure. Fatto noi pere e la Turchia la mela, come per la cultura islamica l’una e la nostra l’altra, penso che prima di integrare si debba "omogeneizzare", come per la pappa dei bambini in forte crescita: il corpo deve formarsi in armonia con la mente. Dopo il sì alla Turchia c’è chi ipotizza di proseguire ad appiccicare francobolli, a portare le nuove armate d’Alessandro il Grande, ancora ai confini dell'Asia e del Medio Oriente. Ma essere più grandi non significa sempre essere più forti. Anzi. Qui, la mia rimpianta maestra tirerebbe uno scappellotto a spolverare i miei pochi capelli ormai ingrigiti! La questione turca ha posto e pone all'Unione Europea, già in piena crisi d’identità, un drammatico problema: come impatteranno 70 milioni di turchi musulmani? Non si finirà per alterare in maniera rilevante le radici cristiane del continente? Non avanzando con le falangi d’Alessandro ma con l’intelletto, la cultura, la tradizione, ci si dovrà rapportare - non imporre - con una lunga teoria di fattori etnici, religiosi, culturali, demografici, economici. Come un elastico, avete presente? Floscio e maneggevole all’inizio, poi si tende muscolarmente a mostrare forza e tenacia, quindi comincia a strozzarsi in un punto mostrando la struttura, la striatura delle sue fibre, per poi sfilacciarsi e spezzarsi d’improvviso. No, non si può: pere e mele hanno bisogno di un passaggio di mezzo, prima di far somma. Magari passare in stato di marmellata per meglio agglomerarsi a conpenetrarsi l’un l’altro sommando così gusto e armonia in un nuovo soggetto, a farsi leccar le dita e non a contorcersi dal mal di pancia! Non è questione di scontro di civiltà, giammai. Il motivo del contendere deriva da un’ignoranza di civiltà! Prima di venire in contatto abbiamo bisogno di una riduzione, una ruota dentata a far da passaggio tra due rotismi differenti per dettare il ritmo. Abbiamo bisogno di cervelli ( e qui casca l’asino, convengo!). L’Islam invece deve andar di ramazza: nelle sue moschee a gettare lo strame e portare menti illuminate, altrimenti si spegnerà alfine un fuoco, ma si manterranno le braci. I nostri mezzi d’informazione enfatizzano la parte più spettacolare e cruenta delle notizie: lievita a dismisura la portata della forza distruttrice perché fa "audience", incrementa gli indici d’ascolto. Sull’altra sponda tirano acqua al mulino delle proprie convenienze a cercare altrettanto ascolto. Sono le leggi dell’informazione, che non campa d’aria, ma a far di conto: quante "orecchie" hanno ascoltato? Quanti "occhi" ci hanno visto? Un fast-food dell’informazione, pronto a sfornare concetti "pre-confezionati" e "pre-digeriti"! Chi da loro arriva ad osservare il nostro mondo porta spesso il paraocchi, condizionato dal proprio "brodo" di coltura. Di rimando, da noi, col gomito si cerca di togliere la polvere dal vetro degli occhiali! Prima di vivere bisogna convivere in una "terra di mezzo", anzi, con una "rotellina" di mezzo, a scambiarsi rispetto prima che dispetto. Gli ingredienti vanno dosati non solo mischiati: non sempre due parti fanno una unità! No, così non và, a voler sommare pere e mele. Non lo dico io: lo diceva la mia maestra...che era saggia, sì, ma...tirava di quelle nespole tra capo e collo che mi rifacevano la direzione ai capelli!
Io, secondo me...13.02.2008
Una volta era voce di saggezza, prodotto d’esperienze negative e negate;
oggi, su scala mondiale, sembra più un'ammonizione...velata minaccia, un mettere steccati alla periferia d’orticelli.
"Un crimine assimilare stranieri [...] scuole e università per la minoranza".
In quel di Germania, in uno stadio di Colonia, migliaia di cittadini d’origine turca ( la minoranza etnica più consistente, con due milioni e mezzo di persone ) sono andati a salutare non il calciatore o la squadra del cuore, ma "l’erba di casa mia" e a tettare il verbo del mammelluto messia.
Laggiù, nel lontano paesello, un vento che arriva dopo aver percorso millequattrocento anni, sta ingrossando per divenir tempesta e, per chi troppo lontano di casa e ricordi, è come voce di mamma, che grida, ammansisce, consiglia e corregge:
- «Popolo emigrato, non dimenticare la tua lingua e la cultura d'origine, che questi siamo "noi" e "loro", tedeschi: non fatevi assimilare ».
Ecco, di ritorno, il "Mogli e buoi dei paesi tuoi", che il “Pedigree” non va contaminato.
E, giusto per purgare gli stolti e bacchettare monelli e disobbedienti, arriva l’affondo:
- «L'assimilazione è come un crimine contro l'umanità».
Bene: isoliamoci, rialziamo il muro, diciamoci e leviamoci migliori, che nel ghetto non ci siamo noi, ma ci restano i "diversi", i padroni di casa che, se proprio, possono imparare il turco.
Se tanto promette tanto e nel piccolo sta il grande, chi o cosa sta entrando nell'Unione europea...o Eurabia ?
I rigurgiti si fanno sempre più vicini, come le contrazioni del parto, così come la nausea che precede l’imminente gravare;
come le scosse, i tremolii, i borbottii prima dell’arrivo del terremoto o dello scoppio del tappo, sul cocuzzolo del vulcano.
Dite quel che vi pare, ma questa Turchia e il suo primo ministro, Recep Tayyip Erdogan, dove sta andando a parare mi piace poco o nulla: mi procura solo timori, non mi convince, non sconquifera anzi, torna a far ripensare e rileggere un mio vecchio scritto di gioventù, e perdonate lo specchio di Narciso, ma ogni tanto pure il Beppe c’azzecca.
Dal lontano 20 Ottobre 2004, il polveroso pensiero: La somma delle pere.
Confessando la mia piena ignoranza del problema, butterò un sassolino nello stagno affinché il sommovimento possa generare delle onde di ritorno, a permettermi il correggere la direzione del procedere. Sempre da profano, cercherò di avanzare con i "piedi di piombo", applicando il grezzo buon senso (ragionerò a "spanne", a braccio, con approssimazione) derivatomi dalle lezioni della vecchia e rimpianta maestra che, tirandomi le orecchie, bonariamente correggeva: "Giuseppe, quante volte ti devo dire che non si possono sommare le pere con le mele!?". Non avendo mai avuto la vocazione dell’ortolano buttavo nella sportina le une con le altre sbagliando pesi e misure. Fatto noi pere e la Turchia la mela, come per la cultura islamica l’una e la nostra l’altra, penso che prima di integrare si debba "omogeneizzare", come per la pappa dei bambini in forte crescita: il corpo deve formarsi in armonia con la mente. Dopo il sì alla Turchia c’è chi ipotizza di proseguire ad appiccicare francobolli, a portare le nuove armate d’Alessandro il Grande, ancora ai confini dell'Asia e del Medio Oriente. Ma essere più grandi non significa sempre essere più forti. Anzi. Qui, la mia rimpianta maestra tirerebbe uno scappellotto a spolverare i miei pochi capelli ormai ingrigiti! La questione turca ha posto e pone all'Unione Europea, già in piena crisi d’identità, un drammatico problema: come impatteranno 70 milioni di turchi musulmani? Non si finirà per alterare in maniera rilevante le radici cristiane del continente? Non avanzando con le falangi d’Alessandro ma con l’intelletto, la cultura, la tradizione, ci si dovrà rapportare - non imporre - con una lunga teoria di fattori etnici, religiosi, culturali, demografici, economici. Come un elastico, avete presente? Floscio e maneggevole all’inizio, poi si tende muscolarmente a mostrare forza e tenacia, quindi comincia a strozzarsi in un punto mostrando la struttura, la striatura delle sue fibre, per poi sfilacciarsi e spezzarsi d’improvviso. No, non si può: pere e mele hanno bisogno di un passaggio di mezzo, prima di far somma. Magari passare in stato di marmellata per meglio agglomerarsi a conpenetrarsi l’un l’altro sommando così gusto e armonia in un nuovo soggetto, a farsi leccar le dita e non a contorcersi dal mal di pancia! Non è questione di scontro di civiltà, giammai. Il motivo del contendere deriva da un’ignoranza di civiltà! Prima di venire in contatto abbiamo bisogno di una riduzione, una ruota dentata a far da passaggio tra due rotismi differenti per dettare il ritmo. Abbiamo bisogno di cervelli ( e qui casca l’asino, convengo!). L’Islam invece deve andar di ramazza: nelle sue moschee a gettare lo strame e portare menti illuminate, altrimenti si spegnerà alfine un fuoco, ma si manterranno le braci. I nostri mezzi d’informazione enfatizzano la parte più spettacolare e cruenta delle notizie: lievita a dismisura la portata della forza distruttrice perché fa "audience", incrementa gli indici d’ascolto. Sull’altra sponda tirano acqua al mulino delle proprie convenienze a cercare altrettanto ascolto. Sono le leggi dell’informazione, che non campa d’aria, ma a far di conto: quante "orecchie" hanno ascoltato? Quanti "occhi" ci hanno visto? Un fast-food dell’informazione, pronto a sfornare concetti "pre-confezionati" e "pre-digeriti"! Chi da loro arriva ad osservare il nostro mondo porta spesso il paraocchi, condizionato dal proprio "brodo" di coltura. Di rimando, da noi, col gomito si cerca di togliere la polvere dal vetro degli occhiali! Prima di vivere bisogna convivere in una "terra di mezzo", anzi, con una "rotellina" di mezzo, a scambiarsi rispetto prima che dispetto. Gli ingredienti vanno dosati non solo mischiati: non sempre due parti fanno una unità! No, così non và, a voler sommare pere e mele. Non lo dico io: lo diceva la mia maestra...che era saggia, sì, ma...tirava di quelle nespole tra capo e collo che mi rifacevano la direzione ai capelli!
Io, secondo me...13.02.2008
martedì 12 febbraio 2008
Sorridi
La fotografia è bella, non c’è che dire;
divisa in due: sulla metà superiore, con sfondo di cielo che cangia dal turchese al blu, placide figure di soldati sembrano sapientemente incollate, disposti su più piani, a dare profondità;
la sensazione è simile al vedere placida raccolta di proprie masserizie, come i contadini che si apprestano al ritorno dopo un’estenuante e onesta giornata di lavoro.
Di sotto, una piccola salita di sabbia e sassi passa dal giallognolo all’ocra.
Sembra quasi costruita, quell’immagine, che il fotografo pare abbia invitato alla posa prima dello scatto, sennonché il ghigno in primo piano non è di uno che ha mostrato il fulgore della dentiera al classico «Guarda qui e sorridi».
Il cranio e bianchiccio e spolpato per intero;
le braccia con i gomiti piegati in avanti sono a mostrare mani artigliate in una presa disperata, quasi a voler abbrancare l’anima, che da quel corpo è poi sfuggita;
fa impressione vedere che, i pochi brandelli di carne, sono sulle mani, quasi fossero dei guanti, logori e frusti, ma decisi a divenir brandelli il più tardi possibile.
Anche qui, i resti disposti su leggero piano inclinato creano sensazione di profondità, ma è quella della fossa e non di scatto.
Quello, come altri attorno a far compagnia e da contorno, come insalata attorno alla bistecca...con osso, sono morti di un dio minore.
Tutto è a denunciare l’ennesimo attacco dei Janjaweed nel Darfur con tre città bombardate, duecento morti e dodicimila nuovi profughi.
L’ordine degli attori, la geometria perfetta formata nel rettangolo di carta di forme e colori, linee e curve, sublimano una compostezza che da pudore e dignità anche a scompagnate ossa, quasi a dimenticare che la guerra non si mette in posa, ma è il mosso, il caotico fuggir di piccioni che dà "vita" alla pellicola.
Se fosse un quadro, il tema non potrebbe essere che uno: natura morta.
Poi fissi le orbite vuote, pian piano realizzi, capisci che quello era uno come te, un poveretto che si è trovato nel posto sbagliato nel momento sbagliato;
una povera creatura, che un seminatore maldestro ha sparpagliato su terra arida, che il seme lo avvolge, stringe e soffoca, schiacciandole tra zolle diventate tenaglie, mosse e strette da un sole cocente che ha prosciugato la pietà dell’acqua.
Capita di invocare «Dio mio, aiutami», spesso un disturbare inflazionato, che ormai si chiede sia benedetto non un sofferente ma il biglietto della lotteria.
Il nostro si chiama Dio, si scrive con la l’iniziale "D" in maiuscolo, come lo stesso pronunciare la ingrassa.
Quel poveretto - quei miseri - sono stati abbandonati e dimenticati, che pure nel giornalistico si parla del loro, di dio...con la prima lettera minuscola, come quelli, che il dramma si guarda con il binocolo al contrario, perché la notizia non tira, non urla, non vende, non interessa, non monetizza, oppure è come goccia nel deserto, che svapora appena cade.
Io sono a guardare, con la mia vergogna, un senso frustrante d’impotenza, la rabbia d’essere troppo piccolo per gridare, pochi ad ascoltare e insignificante nell’altezza, ma ci provo, che mi basterebbe avviare un motore più potente e una macchina più possente e un rombo più udibile.
E la mia preghiera per quello in posa e i tanti a friggere su quella terra bollente, dimenticata da...dio.
E dagli uomini.
Che anche i morti di un dio minore hanno un padre.
Ricordiamo, che la memoria è anche per quegli ignoti, morti ma figli di dio, anche se uno minore.
Io, secondo me...12.02.2008
divisa in due: sulla metà superiore, con sfondo di cielo che cangia dal turchese al blu, placide figure di soldati sembrano sapientemente incollate, disposti su più piani, a dare profondità;
la sensazione è simile al vedere placida raccolta di proprie masserizie, come i contadini che si apprestano al ritorno dopo un’estenuante e onesta giornata di lavoro.
Di sotto, una piccola salita di sabbia e sassi passa dal giallognolo all’ocra.
Sembra quasi costruita, quell’immagine, che il fotografo pare abbia invitato alla posa prima dello scatto, sennonché il ghigno in primo piano non è di uno che ha mostrato il fulgore della dentiera al classico «Guarda qui e sorridi».
Il cranio e bianchiccio e spolpato per intero;
le braccia con i gomiti piegati in avanti sono a mostrare mani artigliate in una presa disperata, quasi a voler abbrancare l’anima, che da quel corpo è poi sfuggita;
fa impressione vedere che, i pochi brandelli di carne, sono sulle mani, quasi fossero dei guanti, logori e frusti, ma decisi a divenir brandelli il più tardi possibile.
Anche qui, i resti disposti su leggero piano inclinato creano sensazione di profondità, ma è quella della fossa e non di scatto.
Quello, come altri attorno a far compagnia e da contorno, come insalata attorno alla bistecca...con osso, sono morti di un dio minore.
Tutto è a denunciare l’ennesimo attacco dei Janjaweed nel Darfur con tre città bombardate, duecento morti e dodicimila nuovi profughi.
L’ordine degli attori, la geometria perfetta formata nel rettangolo di carta di forme e colori, linee e curve, sublimano una compostezza che da pudore e dignità anche a scompagnate ossa, quasi a dimenticare che la guerra non si mette in posa, ma è il mosso, il caotico fuggir di piccioni che dà "vita" alla pellicola.
Se fosse un quadro, il tema non potrebbe essere che uno: natura morta.
Poi fissi le orbite vuote, pian piano realizzi, capisci che quello era uno come te, un poveretto che si è trovato nel posto sbagliato nel momento sbagliato;
una povera creatura, che un seminatore maldestro ha sparpagliato su terra arida, che il seme lo avvolge, stringe e soffoca, schiacciandole tra zolle diventate tenaglie, mosse e strette da un sole cocente che ha prosciugato la pietà dell’acqua.
Capita di invocare «Dio mio, aiutami», spesso un disturbare inflazionato, che ormai si chiede sia benedetto non un sofferente ma il biglietto della lotteria.
Il nostro si chiama Dio, si scrive con la l’iniziale "D" in maiuscolo, come lo stesso pronunciare la ingrassa.
Quel poveretto - quei miseri - sono stati abbandonati e dimenticati, che pure nel giornalistico si parla del loro, di dio...con la prima lettera minuscola, come quelli, che il dramma si guarda con il binocolo al contrario, perché la notizia non tira, non urla, non vende, non interessa, non monetizza, oppure è come goccia nel deserto, che svapora appena cade.
Io sono a guardare, con la mia vergogna, un senso frustrante d’impotenza, la rabbia d’essere troppo piccolo per gridare, pochi ad ascoltare e insignificante nell’altezza, ma ci provo, che mi basterebbe avviare un motore più potente e una macchina più possente e un rombo più udibile.
E la mia preghiera per quello in posa e i tanti a friggere su quella terra bollente, dimenticata da...dio.
E dagli uomini.
Che anche i morti di un dio minore hanno un padre.
Ricordiamo, che la memoria è anche per quegli ignoti, morti ma figli di dio, anche se uno minore.
Io, secondo me...12.02.2008
HAMAScemi
sQuassam 'a minchia !
...
Se tutti i giorni - nello stillicidio di secondi, minuti e ore, a sgranare come confetti di un rosario - ci toccasse la "Roulette russa" dove, al posto del proiettile, ci fossero batterie di quotidiani razzi "n'do cojo cojo", saremmo ad inveire contro chi ce li manda, che "sQuassam 'a minchia" !
Pensate se, dal paesello accanto, arrivasse, dì per dì, non il giornale, il sacchetto del pane o la confezione di latte, ma un petardone che scoppia nel mucchio.
E dai oggi, dai domani, sfido chiunque ad incassare senza rilasciare ricevuta, che poi se passi alle brusche, chi le prende di ritorno deve solo declinare: "Chi è causa del suo mal, pianga sè stesso".
Beh, almeno così funziona la logica, che io fino ad ora ho usato quella terra-terra, come il siluro;
ma, si sa: come per ragione e morale, anche quella è mutanda elastica, che ognuno tira a forma di propri contorni.
Come quello che per anni mette la macchina in sosta vietata e poi s’incazza quando gli arriva la multa, che l’aver avuto colpo di culo per tanto tempo gli ha fatto credere che la legge giusta sia la sua e ingiustizia e giustiziata è la regola !
Per ripristinare diritto di logica, il mio esser fumino suggerirebbe reazione rettiliana e sparo di ritorno di bombardoni, bombardini, tric-trac e bombe a mano;
come nello scambio di figurine: una a me, un’altra a te.
- «Ma che bestia sono», dimenticavo: in tutta Israele non ci sono civili, ma a Gaza si !
Sfortuna o fortuna vuole che gli sporchi sionisti, giudei infami, figli di cani, porci e scimmie, non posseggano il grado d’ignoranza e barbarie tipica dell’"Homo Hamasgazensis", specie molto protetta anche se non - purtroppo - in via d’estinzione, come andrebbe l’ebreo se, a codesti cavernicoli, riuscisse di scavalcare il muro che PROTEGGE Israele e menare di clava.
"Il premier destituito palestinese Ismail Haniyeh è entrato in clandestinità nel timore di essere ucciso [...] della campagna di assassinii mirati che Israele ha ripreso contro i militanti di Hamas".
Capito l’antifona ?
Quando il fomentatore dell’"Armiamoci e partite" si trova a dover rispondere in proprio, col cazzo che è disposto a trapassare e trapanare vergini nell’aldilà, e il "Cercapersone" del nemico è assassino e i Qassam no, che "democraticamente" spazzano donne uomini o bambini che siano.
Che costui e i suoi siano al di sotto del subumano, me l’aspetto, ma che tanti danno corda, mi dà a pensare che l’evoluzione della specie sia una panzana bella e buona, più "equivicina" ad una bufala che all’Homo, che quelli, della specie "Erectus" c’hanno solo il pisello e del Sapiens neppure la calotta cranica !
Un essere pensante arriverebbe a soluzione: no Qassam, no party...all’altro mondo.
- «Manc o' cazz !»:
" Marc Otte, inviato speciale dell’Unione Europea per il Medio Oriente vuole la fine dell'assedio di Gaza".
- «Guagliò, tu sì scemo», che i missili di Sderot te li infilerei nei calzoni !
Il bamba di turno continua: «Chi paga il prezzo sono solo i civili palestinesi».
E allora, che la smettano di rompere i coglioni: che le miccette le esplodano a casa propria, e se l’elettricità arriva con il contagocce non gli impedisce di continuare a fare i deficienti, che l’unica luce che gli manca davvero è quella della saggezza.
Di questi giorni è la notizia di due fratelli israeliani feriti a Sderot dall’ennesimo bombardino, ma i fessi alla Marc Otte usano e presentano la vera faccia solo per strofinare le poltrone !
Caro Marc, non sQuassam 'a minchia, che se succedesse a te di venire preso invocheresti l’uso della bomba atomica.
Cretino !
Io, secondo me...12.02.2008
...
Se tutti i giorni - nello stillicidio di secondi, minuti e ore, a sgranare come confetti di un rosario - ci toccasse la "Roulette russa" dove, al posto del proiettile, ci fossero batterie di quotidiani razzi "n'do cojo cojo", saremmo ad inveire contro chi ce li manda, che "sQuassam 'a minchia" !
Pensate se, dal paesello accanto, arrivasse, dì per dì, non il giornale, il sacchetto del pane o la confezione di latte, ma un petardone che scoppia nel mucchio.
E dai oggi, dai domani, sfido chiunque ad incassare senza rilasciare ricevuta, che poi se passi alle brusche, chi le prende di ritorno deve solo declinare: "Chi è causa del suo mal, pianga sè stesso".
Beh, almeno così funziona la logica, che io fino ad ora ho usato quella terra-terra, come il siluro;
ma, si sa: come per ragione e morale, anche quella è mutanda elastica, che ognuno tira a forma di propri contorni.
Come quello che per anni mette la macchina in sosta vietata e poi s’incazza quando gli arriva la multa, che l’aver avuto colpo di culo per tanto tempo gli ha fatto credere che la legge giusta sia la sua e ingiustizia e giustiziata è la regola !
Per ripristinare diritto di logica, il mio esser fumino suggerirebbe reazione rettiliana e sparo di ritorno di bombardoni, bombardini, tric-trac e bombe a mano;
come nello scambio di figurine: una a me, un’altra a te.
- «Ma che bestia sono», dimenticavo: in tutta Israele non ci sono civili, ma a Gaza si !
Sfortuna o fortuna vuole che gli sporchi sionisti, giudei infami, figli di cani, porci e scimmie, non posseggano il grado d’ignoranza e barbarie tipica dell’"Homo Hamasgazensis", specie molto protetta anche se non - purtroppo - in via d’estinzione, come andrebbe l’ebreo se, a codesti cavernicoli, riuscisse di scavalcare il muro che PROTEGGE Israele e menare di clava.
"Il premier destituito palestinese Ismail Haniyeh è entrato in clandestinità nel timore di essere ucciso [...] della campagna di assassinii mirati che Israele ha ripreso contro i militanti di Hamas".
Capito l’antifona ?
Quando il fomentatore dell’"Armiamoci e partite" si trova a dover rispondere in proprio, col cazzo che è disposto a trapassare e trapanare vergini nell’aldilà, e il "Cercapersone" del nemico è assassino e i Qassam no, che "democraticamente" spazzano donne uomini o bambini che siano.
Che costui e i suoi siano al di sotto del subumano, me l’aspetto, ma che tanti danno corda, mi dà a pensare che l’evoluzione della specie sia una panzana bella e buona, più "equivicina" ad una bufala che all’Homo, che quelli, della specie "Erectus" c’hanno solo il pisello e del Sapiens neppure la calotta cranica !
Un essere pensante arriverebbe a soluzione: no Qassam, no party...all’altro mondo.
- «Manc o' cazz !»:
" Marc Otte, inviato speciale dell’Unione Europea per il Medio Oriente vuole la fine dell'assedio di Gaza".
- «Guagliò, tu sì scemo», che i missili di Sderot te li infilerei nei calzoni !
Il bamba di turno continua: «Chi paga il prezzo sono solo i civili palestinesi».
E allora, che la smettano di rompere i coglioni: che le miccette le esplodano a casa propria, e se l’elettricità arriva con il contagocce non gli impedisce di continuare a fare i deficienti, che l’unica luce che gli manca davvero è quella della saggezza.
Di questi giorni è la notizia di due fratelli israeliani feriti a Sderot dall’ennesimo bombardino, ma i fessi alla Marc Otte usano e presentano la vera faccia solo per strofinare le poltrone !
Caro Marc, non sQuassam 'a minchia, che se succedesse a te di venire preso invocheresti l’uso della bomba atomica.
Cretino !
Io, secondo me...12.02.2008
lunedì 11 febbraio 2008
Dinosaurislam
«Io non sono che una piccola matita nelle mani di Dio».
In questa semplice e toccante frase è raccolto il respiro, l’anima di una piccola suora: Madre Teresa di Calcutta.
Ora, io sono un lapis a volte riottoso, indocile, ribelle e insofferente, quando non ostinato, testardo, pedante, cocciuto come un mulo;
Il buon Dio lo vedo come un padre che guarda il figlio ancora acerbo muovere su gambe insicure, ma lo lascia alzarsi e ricadere perché impari da sè a ritrovare equilibrio, intervenendo solo nel pericolo.
Lascia che ci si sbucci un poco le ginocchia, che si ruzzoli e si rotoli, che rimbalzi e si rimpalli, concedendo alla matita il fare qualche scarabocchio, per poi girare pazientemente dalla parte del gommino, cancellare i maldestri tentativi e continuare il disegno, a Lui solo conosciuto.
Come se un figlio, che ancora gattona, facesse segni sul gran foglio, dove si stende il progetto del papà ingegnere.
Guardando la nuova traccia, prendiamo coscienza del nostro sgorbio e nulla vieta ancora che se ne faccia, ma l’essere corretti da un maestro ci porta sempre più a diventare avari d’errori.
Sempre che quelli non diventino lo specchio di Narciso.
Un padre, non un padrone: la bontà nella fermezza, redarguire quando necessario, cancellare gli errori e gli orrori, ma mai spezzare lo strumento della sua figurazione.
Sarà pure relativismo il mio, o ne farà parte, ma serve che, se il "Chiodo scaccia chiodo", vien buono per rintuzzare il "Relativislam", nel pachidermico caracollare del "Dinosaurislam", nel suo aspetto forse minore, ma purulento ed aggressivo:
- «Fratello musulmano, devi sapere che Allah [...] ha reso obbligatorio per ogni creatura l’entrare nell’Islam, di tenersi saldamente a lui e di stare in guardia da ciò che lo allontana».
Se quella parola - "obbligatorio" - fosse riconducibile al solo musulmano, lascerei ad ogni parrocchia il dire del suo, ma essa fagocita "Ogni creatura" e qui le eliche che mi stanno sotto cominciano a girare.
Un pirletto qualunque vorrebbe pilotare la mano di Dio, guidare e riprogettare il creato a propria immagine e somiglianza fregando la cassetta dei pennelli e dei colori a chi lo ha spennellato sulla tela.
Sempre rivolgendosi e coinvolgendo "Urbi et Orbi", il giustiziere s’atteggia a gommina, minacciando di passarti sopra se non fai il cane da riporto;
Guai se non prendi la tessera del partito, peggio se cerchi di stracciarla quando presa e se non segui i codicilli;
peste e corna a chi non ritiene miscredenti i politeisti e approvano la condotta: come quelli, sarà destinato alla scolorina;
la patente di guida ce l’ha solo il Profeta, così come le regole della strada, che degli altri è a punti...se sopravvivono al taglio della carotide.
Millequattrocento anni e non li dimostra: l’ordinamento islamico non mette ed ammette ragnatele, guai a pensare che sia stata causa d’arretratezza o, peggio, vada limitato al rapporto tra l’uomo e il Signore e non a tutti gli ambiti della vita;
impossibile governare senza la Legge di Allah nelle azioni, nelle pene e in altro... obbligatorio per ogni creatura.
Secondo uno striminzito, ma attaccabrighe e violento movimento assolutista, quattro gatti possono, anzi, hanno diritto di spadroneggiare sui rimanenti quattro miliardi (!).
Poi, seguono i "divieti del pistolino" e il tentativo di scalzare l’antico popolo eletto:
- «La vanità e sfoggio del fascino femminile è uno dei metodi usati dagli ebrei per il loro potere
[...] giocano un ruolo importante nella distruzione delle nazioni, attraverso la seduzione e la tentazione femminile. L'esibizionismo, lo sfoggio delle grazie della donna, la pornografia e la loro propagazione, sono l'arma effettivamente usata per il loro consolidamento[...] basta guardarsi attorno per rendersi conto di chi gestisce la cinematografia, le famose case di moda, la stampa e i mass-media, senza parlare del mondo della pubblicità. La somiglianza tra le donne che disobbediscono ad Allah e gli ebrei è evidentissima».
Beh, come per l’uovo e la gallina, è meglio una vergine oggi che settanta e più domani, che mi costa meno fatica a soddisfarne una che un reggimento.
Signori, ve lo dico con il cuore:
- «Pensate ai cazzi vostri, che ad ognuno gli è dato amministrarne uno solo !»
Millequattrocento anni: e sì, forse un poco di muffa c’è.
Io, secondo me...11.02.2008
In questa semplice e toccante frase è raccolto il respiro, l’anima di una piccola suora: Madre Teresa di Calcutta.
Ora, io sono un lapis a volte riottoso, indocile, ribelle e insofferente, quando non ostinato, testardo, pedante, cocciuto come un mulo;
Il buon Dio lo vedo come un padre che guarda il figlio ancora acerbo muovere su gambe insicure, ma lo lascia alzarsi e ricadere perché impari da sè a ritrovare equilibrio, intervenendo solo nel pericolo.
Lascia che ci si sbucci un poco le ginocchia, che si ruzzoli e si rotoli, che rimbalzi e si rimpalli, concedendo alla matita il fare qualche scarabocchio, per poi girare pazientemente dalla parte del gommino, cancellare i maldestri tentativi e continuare il disegno, a Lui solo conosciuto.
Come se un figlio, che ancora gattona, facesse segni sul gran foglio, dove si stende il progetto del papà ingegnere.
Guardando la nuova traccia, prendiamo coscienza del nostro sgorbio e nulla vieta ancora che se ne faccia, ma l’essere corretti da un maestro ci porta sempre più a diventare avari d’errori.
Sempre che quelli non diventino lo specchio di Narciso.
Un padre, non un padrone: la bontà nella fermezza, redarguire quando necessario, cancellare gli errori e gli orrori, ma mai spezzare lo strumento della sua figurazione.
Sarà pure relativismo il mio, o ne farà parte, ma serve che, se il "Chiodo scaccia chiodo", vien buono per rintuzzare il "Relativislam", nel pachidermico caracollare del "Dinosaurislam", nel suo aspetto forse minore, ma purulento ed aggressivo:
- «Fratello musulmano, devi sapere che Allah [...] ha reso obbligatorio per ogni creatura l’entrare nell’Islam, di tenersi saldamente a lui e di stare in guardia da ciò che lo allontana».
Se quella parola - "obbligatorio" - fosse riconducibile al solo musulmano, lascerei ad ogni parrocchia il dire del suo, ma essa fagocita "Ogni creatura" e qui le eliche che mi stanno sotto cominciano a girare.
Un pirletto qualunque vorrebbe pilotare la mano di Dio, guidare e riprogettare il creato a propria immagine e somiglianza fregando la cassetta dei pennelli e dei colori a chi lo ha spennellato sulla tela.
Sempre rivolgendosi e coinvolgendo "Urbi et Orbi", il giustiziere s’atteggia a gommina, minacciando di passarti sopra se non fai il cane da riporto;
Guai se non prendi la tessera del partito, peggio se cerchi di stracciarla quando presa e se non segui i codicilli;
peste e corna a chi non ritiene miscredenti i politeisti e approvano la condotta: come quelli, sarà destinato alla scolorina;
la patente di guida ce l’ha solo il Profeta, così come le regole della strada, che degli altri è a punti...se sopravvivono al taglio della carotide.
Millequattrocento anni e non li dimostra: l’ordinamento islamico non mette ed ammette ragnatele, guai a pensare che sia stata causa d’arretratezza o, peggio, vada limitato al rapporto tra l’uomo e il Signore e non a tutti gli ambiti della vita;
impossibile governare senza la Legge di Allah nelle azioni, nelle pene e in altro... obbligatorio per ogni creatura.
Secondo uno striminzito, ma attaccabrighe e violento movimento assolutista, quattro gatti possono, anzi, hanno diritto di spadroneggiare sui rimanenti quattro miliardi (!).
Poi, seguono i "divieti del pistolino" e il tentativo di scalzare l’antico popolo eletto:
- «La vanità e sfoggio del fascino femminile è uno dei metodi usati dagli ebrei per il loro potere
[...] giocano un ruolo importante nella distruzione delle nazioni, attraverso la seduzione e la tentazione femminile. L'esibizionismo, lo sfoggio delle grazie della donna, la pornografia e la loro propagazione, sono l'arma effettivamente usata per il loro consolidamento[...] basta guardarsi attorno per rendersi conto di chi gestisce la cinematografia, le famose case di moda, la stampa e i mass-media, senza parlare del mondo della pubblicità. La somiglianza tra le donne che disobbediscono ad Allah e gli ebrei è evidentissima».
Beh, come per l’uovo e la gallina, è meglio una vergine oggi che settanta e più domani, che mi costa meno fatica a soddisfarne una che un reggimento.
Signori, ve lo dico con il cuore:
- «Pensate ai cazzi vostri, che ad ognuno gli è dato amministrarne uno solo !»
Millequattrocento anni: e sì, forse un poco di muffa c’è.
Io, secondo me...11.02.2008
Fiato alle trombe !
Trombe, trombette, tromboni e trombati, ovvero, la fauna delle quattro "T", le prime tre all’appello per riposizionare i sacri lombi sui "cadreghini" rimasti vacanti: via alla campagna elettorale e...
Io, secondo me...
nella campagna della pianura Padana ci sono nato: sono un prodotto di cascina, come le mucche, i cavalli da tiro, il somarello e le galline, che del ciuchino e dei polli qualcosa pure avrò;
sono stato svezzato con il latte di cornute fattrici e le uova di carampana e pure del salame mi sono preso, e dell’oca - qualcuno penserà - qualcosa è rimasto, non il passo, ma vi concedo accusa d’essere troppo generoso di penna e starnazzo.
Dai compagni di fattoria a quelli di stalla montana, il passo è stato breve, che di forte gente bergamasca m’è toccato dote d’imparare ad essere insistente, ostinato, testardo, cocciuto e incaponito, che è tutto dire la stessa cosa, ma l’accavallarsi dei termini è indicare mucchio, a fare peso per aggiunta.
Non sono uso spaccare il capello in più parti, che la roncola affetta per grossi spessori e il mio pennino è un chiodo;
Il mio mondo fu di pietra e legno e, seppur oggi ho lasciato specchi e collanine, provo ancora meraviglia per cose piccole e semplici, e son quelle che mi danno e uso per misurare i concetti, i soggetti e gli oggetti: alla quercia ci arrivo dalla storia del seme.
Come alcuni compagni animali di casolare e casa colonica, anche io ho un rumine, un secondo stomaco mentale, dove ammucchio le cose per poi masticarle, biascicarle, spezzarle, impastarle, rimescolarle per un miglior digerire.
D’accordo: i tempi sono lunghi, e ci sarà chi prima arriva al ruttino, ma il rosicchiare ognuno lo fa secondo il tipo di denti che, in momenti di ricordi a breve, rigurgitare della memoria non guasta.
...
Furono gli anni a cavallo del ’94 quelli che fecero montare l’odio e la creazione del capro espiatorio, quello a cui addebitare tutti i mali del mondo, da usare come spugna ed assorbente dei peccati collettivi: nacque allora il "Nano malefico", da sommergere usando lo spargitore di sputi e di letame;
Oddio, non che l’irrigatore d’odio non fosse già stato collaudato e usato: i suoi apprendisti fecero pellegrinaggi continui per impararne i meccanismi e i segreti, andando a scuola da chi ne fece rivoluzione...no, solo che avevano già falciato e martellato sul percorso ed erano convinti d’aver creato una "gioiosa macchina da guerra";
ma, come si dice, si fecero i conti senza l’oste, ottenendo figura...d’Occhetto quando quello passò all’incasso.
Come per Napoleone, anche questi bauscioni furono costretti alla ritirata, la stessa: di Russia.
Contrordine compagni, che il piccoletto di cui ci siamo presi gioco c’ha messo nel..."cul de sac" e bastonati per benino: la macchina s’è rotta, la guerra l’è persa e la gioiosa l’è in cantina !
Zitti e...Mosca, che i professionisti di pastoni politici sono rimasti in braghe di tela, che dovrebbero farne divisa per meglio avvicinarli al "poppolo" della rivoluzione, destinato a restare sempre povero e proletario, che altrimenti tutta l’impalcatura del cazzeggio marxista-leninista andrebbe a puttane.
La lotta di classe non permette promozioni, ma devono essere tutti ripetenti, che sennò tutti si fermerebbero per strada a consumare il pasto per mai arrivare al fulgido sol dell’avvenire.
Il popol-bue deve rimanere a brucare rasoterra, che semmai è tutto il resto che si deve abbassare.
Con le idee chiare, eccoli a portare disgrazie in tutto il mondo, guastando ogni cosa fosse toccata da quell’ideologia infame, che per aizzare la lotta di classe non solo portarono popoli ed economi a terra, ma anche sotto terra !
Non lo dice il Beppe campagnolo: questa è Storia, sono fatti, come quel muro di Berlino crollato che porta oggi quelle nazioni prigioniere a buttare le catene e adottare il pur imperfetto capitalismo, preferendo il consumismo alla consumazione, praticata da un Comunismo assassino.
Ma quelli sono roditori, tarme e tarli, che erodono nel tempo.
Dagli oggi, dagli domani, è riuscito lo scalzare il "Nano malefico", che li aveva umiliati;
ingrassata e oliata, la "gioiosa macchina da guerra" è ripartita, riuscendo a portare i loro sederotti a poggiare non più su dure e scomode panche, ma sui cuscini di morbide poltrone, tenendole e riuscendo a controllare e condizionare il bue da lavoro, che gli aveva aperto la pista, portandoli da una condizione di "seghe e gazzosa" al "Donne e Champagne".
Non è durato molto, che è più facile per quelli demolire che costruire: spazi di manovra azzerati, soffocati da una pressione fiscale asfissiante, massacro dell’organizzazione burocratica e della funzione giudiziaria ( buona fino a che colpiva gli altri ), frontiere aperte a cani e porci, senza controlli, una criminalità in crescendo così come per efferatezza, prepotenza e sicumera;
no Tav, no termovalorizzatori, no rigassificatori, no a tutto, che pure nell’andarsene hanno lasciato escrementi a ricoprire una città come Napoli e a svergognare l’intera nazione.
Ultimo affondo e lascito, i nuovi poveri, che nessuno c’è riuscito di salire, ma tanti trascinati al fondo dalla livella della miseria: giusta "equivicinanza" per tutti, nel segno ed equilibrio del sei politico.
Con metà dei voti hanno spadroneggiato sull’altra parte, non lasciando loro alcuna rappresentanza: ogni posto la sua trombetta, che suonava solo il loro di spartito.
Tipico del credo cui faceva parte lo zoccolo che teneva in piedi il baraccone, lo stato di polizia doveva invadere, entrare pesantemente nel portafogli della gente, tentare scalate a banche e giornali, epurare e decapitare vertici, dalla Guardia di Finanza ai Carabinieri, dai Servizi Segreti alla radio e televisione: un colpo di Stato politico pervadente ma discreto, a piccoli passi ma inesorabile.
Fortuna che altre farneticazioni sono state spuntate, come la vetusta richiesta di abolire la proprietà privata, "okkupare" le seconde case, gli espropri proletari, che è sistema di sfaccendate cicale per parassitare e fregare gli eterni trombati: le laboriose formichine.
Chi ne occuperà il posto, col cazzo che ci troverà un "tesoretto" d’avanzo, ma potremo fare come i barboni, a raccattare tra la mondezza, che forse qualche buccia è rimasta.
Ora, si dice che i topi hanno un gran fiuto per capire a tempo quando una nave affonda.
Mi ricorda Cossiga, il "Picconatore", che cominciò a dare colpi al sistema quando già agonizzava, dopo secoli in cui l’aveva servilmente assecondato e da quello sfamato, con il gratificante sistema del "Non vedo, non sento, non parlo"...almeno, fino a che quello aveva denti per mordere e difendersi !
Lo stesso vale per Veltroni e il suo Partito Democratico, che non aveva fatto in tempo a sfilare la poltrona al Prodi, ma anzi meglio ora, che non gli tocca la rogna, ma cerca la bistecca con l’osso.
Ecco il pomposo baffin D’Alema apostrofare le schiere del centrodestra come "guazzabuglio", che quando lui ha poggiato chiappe con il Romano, era parte di un’armata Brancaleone con tante bocche da sfamare, che oggi rivolge pari accusa agli altri.
Faccia di tolla in lega con il bronzo !
Adesso fa lo sborone:
- «Le tasse vanno abbassate subito ! I soldi per coprire ci sono...Prodi li aveva messi da parte proprio per questo».
E dove: su un conto svizzero ?
La barzelletta l’aveva già spesa il Romanprodi, ad anticipare pasturazione per le elezioni amministrative, subito stoppato dal Tommaso Padoa Schioppa, che rimise la palla a centrocampo:
- «Bambole, non c'è una lira !»
Dato fiato alle trombe, i trombonI di turno soffiano la musica del timoniere del barchino a vela che, cazzando la randa, svicola a tutta mancina e promette...da marinaio, e tiene aperta la porta di servizio:
- «Ci sarà un centrosinistra riformista e di governo e una sinistra radicale, il che non vuol dire che non ci siano momenti per convergere».
Ma guarda tè chi parla di guazzabuglio, e poi rivuole nel letto il primo amore !
- «’A D’Ale, mò se vede che vai in barca, che mi sembri ‘nu poco sciroccato».
Alla larga, dal... "Baffo malefico" !
Io, secondo me...11.02.2008
Io, secondo me...
nella campagna della pianura Padana ci sono nato: sono un prodotto di cascina, come le mucche, i cavalli da tiro, il somarello e le galline, che del ciuchino e dei polli qualcosa pure avrò;
sono stato svezzato con il latte di cornute fattrici e le uova di carampana e pure del salame mi sono preso, e dell’oca - qualcuno penserà - qualcosa è rimasto, non il passo, ma vi concedo accusa d’essere troppo generoso di penna e starnazzo.
Dai compagni di fattoria a quelli di stalla montana, il passo è stato breve, che di forte gente bergamasca m’è toccato dote d’imparare ad essere insistente, ostinato, testardo, cocciuto e incaponito, che è tutto dire la stessa cosa, ma l’accavallarsi dei termini è indicare mucchio, a fare peso per aggiunta.
Non sono uso spaccare il capello in più parti, che la roncola affetta per grossi spessori e il mio pennino è un chiodo;
Il mio mondo fu di pietra e legno e, seppur oggi ho lasciato specchi e collanine, provo ancora meraviglia per cose piccole e semplici, e son quelle che mi danno e uso per misurare i concetti, i soggetti e gli oggetti: alla quercia ci arrivo dalla storia del seme.
Come alcuni compagni animali di casolare e casa colonica, anche io ho un rumine, un secondo stomaco mentale, dove ammucchio le cose per poi masticarle, biascicarle, spezzarle, impastarle, rimescolarle per un miglior digerire.
D’accordo: i tempi sono lunghi, e ci sarà chi prima arriva al ruttino, ma il rosicchiare ognuno lo fa secondo il tipo di denti che, in momenti di ricordi a breve, rigurgitare della memoria non guasta.
...
Furono gli anni a cavallo del ’94 quelli che fecero montare l’odio e la creazione del capro espiatorio, quello a cui addebitare tutti i mali del mondo, da usare come spugna ed assorbente dei peccati collettivi: nacque allora il "Nano malefico", da sommergere usando lo spargitore di sputi e di letame;
Oddio, non che l’irrigatore d’odio non fosse già stato collaudato e usato: i suoi apprendisti fecero pellegrinaggi continui per impararne i meccanismi e i segreti, andando a scuola da chi ne fece rivoluzione...no, solo che avevano già falciato e martellato sul percorso ed erano convinti d’aver creato una "gioiosa macchina da guerra";
ma, come si dice, si fecero i conti senza l’oste, ottenendo figura...d’Occhetto quando quello passò all’incasso.
Come per Napoleone, anche questi bauscioni furono costretti alla ritirata, la stessa: di Russia.
Contrordine compagni, che il piccoletto di cui ci siamo presi gioco c’ha messo nel..."cul de sac" e bastonati per benino: la macchina s’è rotta, la guerra l’è persa e la gioiosa l’è in cantina !
Zitti e...Mosca, che i professionisti di pastoni politici sono rimasti in braghe di tela, che dovrebbero farne divisa per meglio avvicinarli al "poppolo" della rivoluzione, destinato a restare sempre povero e proletario, che altrimenti tutta l’impalcatura del cazzeggio marxista-leninista andrebbe a puttane.
La lotta di classe non permette promozioni, ma devono essere tutti ripetenti, che sennò tutti si fermerebbero per strada a consumare il pasto per mai arrivare al fulgido sol dell’avvenire.
Il popol-bue deve rimanere a brucare rasoterra, che semmai è tutto il resto che si deve abbassare.
Con le idee chiare, eccoli a portare disgrazie in tutto il mondo, guastando ogni cosa fosse toccata da quell’ideologia infame, che per aizzare la lotta di classe non solo portarono popoli ed economi a terra, ma anche sotto terra !
Non lo dice il Beppe campagnolo: questa è Storia, sono fatti, come quel muro di Berlino crollato che porta oggi quelle nazioni prigioniere a buttare le catene e adottare il pur imperfetto capitalismo, preferendo il consumismo alla consumazione, praticata da un Comunismo assassino.
Ma quelli sono roditori, tarme e tarli, che erodono nel tempo.
Dagli oggi, dagli domani, è riuscito lo scalzare il "Nano malefico", che li aveva umiliati;
ingrassata e oliata, la "gioiosa macchina da guerra" è ripartita, riuscendo a portare i loro sederotti a poggiare non più su dure e scomode panche, ma sui cuscini di morbide poltrone, tenendole e riuscendo a controllare e condizionare il bue da lavoro, che gli aveva aperto la pista, portandoli da una condizione di "seghe e gazzosa" al "Donne e Champagne".
Non è durato molto, che è più facile per quelli demolire che costruire: spazi di manovra azzerati, soffocati da una pressione fiscale asfissiante, massacro dell’organizzazione burocratica e della funzione giudiziaria ( buona fino a che colpiva gli altri ), frontiere aperte a cani e porci, senza controlli, una criminalità in crescendo così come per efferatezza, prepotenza e sicumera;
no Tav, no termovalorizzatori, no rigassificatori, no a tutto, che pure nell’andarsene hanno lasciato escrementi a ricoprire una città come Napoli e a svergognare l’intera nazione.
Ultimo affondo e lascito, i nuovi poveri, che nessuno c’è riuscito di salire, ma tanti trascinati al fondo dalla livella della miseria: giusta "equivicinanza" per tutti, nel segno ed equilibrio del sei politico.
Con metà dei voti hanno spadroneggiato sull’altra parte, non lasciando loro alcuna rappresentanza: ogni posto la sua trombetta, che suonava solo il loro di spartito.
Tipico del credo cui faceva parte lo zoccolo che teneva in piedi il baraccone, lo stato di polizia doveva invadere, entrare pesantemente nel portafogli della gente, tentare scalate a banche e giornali, epurare e decapitare vertici, dalla Guardia di Finanza ai Carabinieri, dai Servizi Segreti alla radio e televisione: un colpo di Stato politico pervadente ma discreto, a piccoli passi ma inesorabile.
Fortuna che altre farneticazioni sono state spuntate, come la vetusta richiesta di abolire la proprietà privata, "okkupare" le seconde case, gli espropri proletari, che è sistema di sfaccendate cicale per parassitare e fregare gli eterni trombati: le laboriose formichine.
Chi ne occuperà il posto, col cazzo che ci troverà un "tesoretto" d’avanzo, ma potremo fare come i barboni, a raccattare tra la mondezza, che forse qualche buccia è rimasta.
Ora, si dice che i topi hanno un gran fiuto per capire a tempo quando una nave affonda.
Mi ricorda Cossiga, il "Picconatore", che cominciò a dare colpi al sistema quando già agonizzava, dopo secoli in cui l’aveva servilmente assecondato e da quello sfamato, con il gratificante sistema del "Non vedo, non sento, non parlo"...almeno, fino a che quello aveva denti per mordere e difendersi !
Lo stesso vale per Veltroni e il suo Partito Democratico, che non aveva fatto in tempo a sfilare la poltrona al Prodi, ma anzi meglio ora, che non gli tocca la rogna, ma cerca la bistecca con l’osso.
Ecco il pomposo baffin D’Alema apostrofare le schiere del centrodestra come "guazzabuglio", che quando lui ha poggiato chiappe con il Romano, era parte di un’armata Brancaleone con tante bocche da sfamare, che oggi rivolge pari accusa agli altri.
Faccia di tolla in lega con il bronzo !
Adesso fa lo sborone:
- «Le tasse vanno abbassate subito ! I soldi per coprire ci sono...Prodi li aveva messi da parte proprio per questo».
E dove: su un conto svizzero ?
La barzelletta l’aveva già spesa il Romanprodi, ad anticipare pasturazione per le elezioni amministrative, subito stoppato dal Tommaso Padoa Schioppa, che rimise la palla a centrocampo:
- «Bambole, non c'è una lira !»
Dato fiato alle trombe, i trombonI di turno soffiano la musica del timoniere del barchino a vela che, cazzando la randa, svicola a tutta mancina e promette...da marinaio, e tiene aperta la porta di servizio:
- «Ci sarà un centrosinistra riformista e di governo e una sinistra radicale, il che non vuol dire che non ci siano momenti per convergere».
Ma guarda tè chi parla di guazzabuglio, e poi rivuole nel letto il primo amore !
- «’A D’Ale, mò se vede che vai in barca, che mi sembri ‘nu poco sciroccato».
Alla larga, dal... "Baffo malefico" !
Io, secondo me...11.02.2008
venerdì 8 febbraio 2008
Chi vusa pusè la vaca l'è sua
- «Ehila, genitori, com'è andata la giornata !»
Mia madre, una tenace e pratica bergamasca, per un momento rimane perplessa e poi, ripreso il piglio montanaro, risponde con la roncola:
- «Pensavo d'averti fatto studiare, ma devi aver saltato qualche classe e sei rimasto un poco al dente: papà non c'è più ed io sono la mamma; casomai ti fossi bevuto il cervello vedi di arrangiarti con le particelle di sodio !».
Gagliarda la mammetta.
- «Guarda che non sono io ad essere in riserva di materia grigia e accontentarmi di un interruttore binario "Acceso-Spento": nelle scuole elementari britanniche sarà proibito usare l'espressione "mamma e papà" sostituita da "genitori"; anche a casa».
Mi squadra, cercando di capire se sto scherzando o no.
- «Senti», mi dice «io ho fatto solo la quinta elementare, ma mi pare che il problema non deve essere accollato ai più, derivati e sgravati da un uomo e una donna».
Come scrive il popolare quotidiano Daily Mail, il ministro per la Scuola e l'infanzia Ed Balls...abbraccia e sposa la proposta lanciata dall'organizzazione per i diritti degli omosessuali Stonewall, che vuole "addomesticare" i bambini secondo il sistema dei cani di Pavlov e dei riflessi condizionati: i piccoli delle elementari riceveranno una scossa ogni qualvolta diranno mamma o papà;
uno zuccherino se "genitori", che devono capire da subito se sono prodotto di una zuppetta chimica, d’affido, adozione o comodato d'uso di un papà-papà, mamma-mamma, uomo-uomo, donna -donna, un collettivo, una comune, una multiproprietà, una Società, una Multinazionale, un circolo di bocce, una Cooperativa, un gruppo ciclistico, lascito od eredità, supermercato o drogheria e quanto altro il futuro preparerà loro.
Ovviamente il Balls mi darebbe addosso...no, scusate, il termine è equivoco; volevo dire: contro.
Una prevenuta manica d’imbecilli mi taccerà di essere omofobico, gridando all'untore, pieno di pregiudizi e irrispettoso dei diritti gay, portatore di un’idea superata e "convenzionale" della famiglia, che se non li prendo a calci nelle terga è solo per non dar loro godimento.
- «Non prendetemi per i fondelli, che di diritti n'abbiamo pure noi - la maggioranza - che non deve essere né silenziosa né silenziata, a permettere uso del famoso detto di mercato:
"Chi vusa pusè la vaca l'è sua", ovvero "chi urla di più ottiene la proprietà della mucca".
Diciamocela in parole povere: fino a che la bilancia vede il piatto pesare sul numero di maggioranza, che fa capo a chi ha sia papà che mamma, i Balls non rompano i coglioni;
quando il contrario, accetterò la voce dei più e chiamerò "genitori" l'eterogenea pletora di gestori del pupo, restando lo stesso dell'idea che la parola "famiglia" non appartiene a questi, che devono trovare altra catalogazione e classificazione, che in ogni modo dovranno dipendere da "protesi" e "contratti" esterni per ottenere quel che non gli è permesso per dote e legge di natura.
Saranno loro a dover cambiare e trovare etichetta che, per ora, sono minoranza nel votare ordine del giorno, nell’assemblea di condominio del mondo.
Del Balls a seguire invece, non ho nulla da obiettare:
"Quando si discuterà di matrimonio nelle scuole medie, gli insegnanti dovranno parlare anche delle unioni civili e dei diritti sulle adozioni gay", che è solo applicando il "Se lo conosci lo eviti o lo fai", fornendo quel sapere che porterà poi ognuno a prendere coscienza, responsabilità e uso di libero arbitrio.
D’accordo anche nel "[...] combattere l'intolleranza nei confronti degli omosessuali, e punizioni per chi offenderà un compagno chiamandolo gay", che i prepotenti, bulli e bauscia non piacciono a nessuno, mentre trovo esagerato estendere il rogo anche a battute come "Comportati da uomo" e "Siete un branco di donnicciole", più usati in genere in ambienti guerreschi.
- «Ciao, mamma, alla prossima !»
E sì, un poco mammone sono rimasto.
Io, secondo me...08.02.2008
Mia madre, una tenace e pratica bergamasca, per un momento rimane perplessa e poi, ripreso il piglio montanaro, risponde con la roncola:
- «Pensavo d'averti fatto studiare, ma devi aver saltato qualche classe e sei rimasto un poco al dente: papà non c'è più ed io sono la mamma; casomai ti fossi bevuto il cervello vedi di arrangiarti con le particelle di sodio !».
Gagliarda la mammetta.
- «Guarda che non sono io ad essere in riserva di materia grigia e accontentarmi di un interruttore binario "Acceso-Spento": nelle scuole elementari britanniche sarà proibito usare l'espressione "mamma e papà" sostituita da "genitori"; anche a casa».
Mi squadra, cercando di capire se sto scherzando o no.
- «Senti», mi dice «io ho fatto solo la quinta elementare, ma mi pare che il problema non deve essere accollato ai più, derivati e sgravati da un uomo e una donna».
Come scrive il popolare quotidiano Daily Mail, il ministro per la Scuola e l'infanzia Ed Balls...abbraccia e sposa la proposta lanciata dall'organizzazione per i diritti degli omosessuali Stonewall, che vuole "addomesticare" i bambini secondo il sistema dei cani di Pavlov e dei riflessi condizionati: i piccoli delle elementari riceveranno una scossa ogni qualvolta diranno mamma o papà;
uno zuccherino se "genitori", che devono capire da subito se sono prodotto di una zuppetta chimica, d’affido, adozione o comodato d'uso di un papà-papà, mamma-mamma, uomo-uomo, donna -donna, un collettivo, una comune, una multiproprietà, una Società, una Multinazionale, un circolo di bocce, una Cooperativa, un gruppo ciclistico, lascito od eredità, supermercato o drogheria e quanto altro il futuro preparerà loro.
Ovviamente il Balls mi darebbe addosso...no, scusate, il termine è equivoco; volevo dire: contro.
Una prevenuta manica d’imbecilli mi taccerà di essere omofobico, gridando all'untore, pieno di pregiudizi e irrispettoso dei diritti gay, portatore di un’idea superata e "convenzionale" della famiglia, che se non li prendo a calci nelle terga è solo per non dar loro godimento.
- «Non prendetemi per i fondelli, che di diritti n'abbiamo pure noi - la maggioranza - che non deve essere né silenziosa né silenziata, a permettere uso del famoso detto di mercato:
"Chi vusa pusè la vaca l'è sua", ovvero "chi urla di più ottiene la proprietà della mucca".
Diciamocela in parole povere: fino a che la bilancia vede il piatto pesare sul numero di maggioranza, che fa capo a chi ha sia papà che mamma, i Balls non rompano i coglioni;
quando il contrario, accetterò la voce dei più e chiamerò "genitori" l'eterogenea pletora di gestori del pupo, restando lo stesso dell'idea che la parola "famiglia" non appartiene a questi, che devono trovare altra catalogazione e classificazione, che in ogni modo dovranno dipendere da "protesi" e "contratti" esterni per ottenere quel che non gli è permesso per dote e legge di natura.
Saranno loro a dover cambiare e trovare etichetta che, per ora, sono minoranza nel votare ordine del giorno, nell’assemblea di condominio del mondo.
Del Balls a seguire invece, non ho nulla da obiettare:
"Quando si discuterà di matrimonio nelle scuole medie, gli insegnanti dovranno parlare anche delle unioni civili e dei diritti sulle adozioni gay", che è solo applicando il "Se lo conosci lo eviti o lo fai", fornendo quel sapere che porterà poi ognuno a prendere coscienza, responsabilità e uso di libero arbitrio.
D’accordo anche nel "[...] combattere l'intolleranza nei confronti degli omosessuali, e punizioni per chi offenderà un compagno chiamandolo gay", che i prepotenti, bulli e bauscia non piacciono a nessuno, mentre trovo esagerato estendere il rogo anche a battute come "Comportati da uomo" e "Siete un branco di donnicciole", più usati in genere in ambienti guerreschi.
- «Ciao, mamma, alla prossima !»
E sì, un poco mammone sono rimasto.
Io, secondo me...08.02.2008
giovedì 7 febbraio 2008
Sarkòstico
Dio, cosa darei per vivere del cazzeggio mediatico dei francesi:
"Nicolas Sarkozy s’è preso la Carla Bruni, la tiene, la molla, la riprende, se la porta al mare o in montagna, all’estero o in campagna, di qui come di la, a destra e a manca".
Per alcuni versi sarà pure un tormentone, un trafiletto o un paginone, che s’incunea e s’insinua pure tra il fogliame giornalistico e notiziame serioso di testate altrimenti severe e impettite, che le scorri con reverenziale rispetto, tanto la loro aristocratica storia fa soggezione.
Qualche magagna insorge nel loro viaggiare quando, a contatto con culture e tradizioni più rigide o altrimenti pensanti, è considerato sconveniente viaggiare con signorina "pret-a-porter" che, anche se "griffata", serve autentica di matrimonio, che altrimenti il "bagaglio a mano" viaggia da solo, nella stiva e non sulle ginocchia.
Bene: oggi sposi, timbro e firma, marchio a certificare la filiera del prodotto e via, che anche la Carla è sdoganata.
- «Come dite ? Perché sono così ironico e pungente, anzi...Sarkòstico ?»
Prendo fiato e slancio;
- «Ma, sant’Iddio, vi rendete conto il contrasto con noi ? Cosa contrapponiamo a tanto giovanile ardore, alla fregola di un presidente francese, che deve fare di conto con un surriscaldamento ormonale da adolescente ?»
"Clamoroso ! La Montalcini fugge con Napolitano...Rosi Bindi fa la fuitina d’amore con l’Oscar Luigi Scalfaro...Cossiga sorpreso a pomiciare...";
La maggior parte di noi andrebbe a controllare la data dell’inchiostrato, sospettando d’aver sotto mano una stampa del nonno, uno dei fogli che il papà dell’avo usò da incarto, per portare a casa l’antico genitore, dopo il parto !
Nessuna meraviglia che allegato vi sia pure il Bollettino della Vittoria:
"La guerra contro l'Austria-Ungheria che, sotto l'alta guida di S.M. il Re, duce supremo, l'Esercito Italiano[...] con fede incrollabile e tenace valore condusse ininterrotta ed asprissima [...] è vinta e finita".
Facce datate, vecchiume da polvere di soffitta piuttosto che di stelle: andiamo dalla mummia di Hatshepsut a Otzi, l’uomo venuto dal ghiaccio, l’incartapecorito di Similaun !
Unica differenza: quelli hanno smesso di fare danni, mentre i nostri continuano ad uscire dai sarcofaghi per far ago di bilancia e tenere un paese per le palle, secondo loro capricci e velleità.
Senatori a vita: cambiali senza data, da compilare alla bisogna e presentare all’incasso, per sessanta milioni di coglionati: spese...vive !
E tutta la minestra riscaldata della Prima Repubblica, broda scodellata ancora nella ciotola della sbobba, il rancido rancio del quotidiano ?
Anche qui sarebbe il caso di pretendere la differenziata, che molti sono riciclati, ai tempi informati dei fatti se non protagonisti, comunque complici di ladroni quando, tacendo, hanno contribuito a fare da compagni di merende, soci sostenitori o benemeriti e vogatori sulla...galera di quei pirati, a remo e ritmo tamburato del "Non vedo, non sento, non parlo": guardateli in faccia, che sono figurine doppie e noi mai riusciremo con quelle a riempire e finire l’album della raccolta che, al posto di figure, abbiamo tanti figuri e brutti ceffi !
L’Italia si trova oggi a festeggiare il capodanno con i cinesi, sotto il segno del TOPO, dopo esserci lasciati alle spalle il maiale !
Bassolino, la Iervolino e il Pecoraro hanno lavorato con quella tabella che, in quel di Napoli, hanno saputo preparare ed accogliere questi animali nell’ambiente a loro più adatto.
Fumanti e fumini, come ncopp’ ‘o Vesuvio, sono diventati i suoi sfortunati abitanti, costretti alla terza guerra del golfo, dove si è schierato l’esercito e un poliziotto a capo dell’emergenza: invece che a badile e ruspa ai sacchetti di mondezza, rischiamo manganelli e baionette contro i riottosi, che impediscono a don Gennaro di far gioco delle tre carte, ri-ciclando, ovvero girare in tondo, da un buco all’altro: una mobilità che ritrova e riporta il “Facite Ammuina” di borbonica memoria !
- «Tiriamo a campare !»...
quella che ormai è frase biblica, vangelo e sacramento, risuona e riverbera in quei corridoi, dove essa ha permesso prebende euro-milionarie a chi nella spazzatura s’è tuffato - e lerciume mantenuto - come Paperon de Paperoni nei soldi, che tanto hanno intascato, sulla pelle dei napoletani...e delle patate, delle arance, delle mele e dei salami !
Detto alla milanese: "Dura guerra che mi resisti", dura guerra che io resisto...e incasso, anzi...in-casso-netto !
Voglia la Provvidenza e la Pietà celeste che questo sfortunato paese possa un domani tornare a vivere solo di pettegolezzi, e che la storia d’amore sia tra una Giulietta e il suo Romeo, invece che tra bende e bande d’imbalsamati !
Io, secondo me...07.02.2008
"Nicolas Sarkozy s’è preso la Carla Bruni, la tiene, la molla, la riprende, se la porta al mare o in montagna, all’estero o in campagna, di qui come di la, a destra e a manca".
Per alcuni versi sarà pure un tormentone, un trafiletto o un paginone, che s’incunea e s’insinua pure tra il fogliame giornalistico e notiziame serioso di testate altrimenti severe e impettite, che le scorri con reverenziale rispetto, tanto la loro aristocratica storia fa soggezione.
Qualche magagna insorge nel loro viaggiare quando, a contatto con culture e tradizioni più rigide o altrimenti pensanti, è considerato sconveniente viaggiare con signorina "pret-a-porter" che, anche se "griffata", serve autentica di matrimonio, che altrimenti il "bagaglio a mano" viaggia da solo, nella stiva e non sulle ginocchia.
Bene: oggi sposi, timbro e firma, marchio a certificare la filiera del prodotto e via, che anche la Carla è sdoganata.
- «Come dite ? Perché sono così ironico e pungente, anzi...Sarkòstico ?»
Prendo fiato e slancio;
- «Ma, sant’Iddio, vi rendete conto il contrasto con noi ? Cosa contrapponiamo a tanto giovanile ardore, alla fregola di un presidente francese, che deve fare di conto con un surriscaldamento ormonale da adolescente ?»
"Clamoroso ! La Montalcini fugge con Napolitano...Rosi Bindi fa la fuitina d’amore con l’Oscar Luigi Scalfaro...Cossiga sorpreso a pomiciare...";
La maggior parte di noi andrebbe a controllare la data dell’inchiostrato, sospettando d’aver sotto mano una stampa del nonno, uno dei fogli che il papà dell’avo usò da incarto, per portare a casa l’antico genitore, dopo il parto !
Nessuna meraviglia che allegato vi sia pure il Bollettino della Vittoria:
"La guerra contro l'Austria-Ungheria che, sotto l'alta guida di S.M. il Re, duce supremo, l'Esercito Italiano[...] con fede incrollabile e tenace valore condusse ininterrotta ed asprissima [...] è vinta e finita".
Facce datate, vecchiume da polvere di soffitta piuttosto che di stelle: andiamo dalla mummia di Hatshepsut a Otzi, l’uomo venuto dal ghiaccio, l’incartapecorito di Similaun !
Unica differenza: quelli hanno smesso di fare danni, mentre i nostri continuano ad uscire dai sarcofaghi per far ago di bilancia e tenere un paese per le palle, secondo loro capricci e velleità.
Senatori a vita: cambiali senza data, da compilare alla bisogna e presentare all’incasso, per sessanta milioni di coglionati: spese...vive !
E tutta la minestra riscaldata della Prima Repubblica, broda scodellata ancora nella ciotola della sbobba, il rancido rancio del quotidiano ?
Anche qui sarebbe il caso di pretendere la differenziata, che molti sono riciclati, ai tempi informati dei fatti se non protagonisti, comunque complici di ladroni quando, tacendo, hanno contribuito a fare da compagni di merende, soci sostenitori o benemeriti e vogatori sulla...galera di quei pirati, a remo e ritmo tamburato del "Non vedo, non sento, non parlo": guardateli in faccia, che sono figurine doppie e noi mai riusciremo con quelle a riempire e finire l’album della raccolta che, al posto di figure, abbiamo tanti figuri e brutti ceffi !
L’Italia si trova oggi a festeggiare il capodanno con i cinesi, sotto il segno del TOPO, dopo esserci lasciati alle spalle il maiale !
Bassolino, la Iervolino e il Pecoraro hanno lavorato con quella tabella che, in quel di Napoli, hanno saputo preparare ed accogliere questi animali nell’ambiente a loro più adatto.
Fumanti e fumini, come ncopp’ ‘o Vesuvio, sono diventati i suoi sfortunati abitanti, costretti alla terza guerra del golfo, dove si è schierato l’esercito e un poliziotto a capo dell’emergenza: invece che a badile e ruspa ai sacchetti di mondezza, rischiamo manganelli e baionette contro i riottosi, che impediscono a don Gennaro di far gioco delle tre carte, ri-ciclando, ovvero girare in tondo, da un buco all’altro: una mobilità che ritrova e riporta il “Facite Ammuina” di borbonica memoria !
- «Tiriamo a campare !»...
quella che ormai è frase biblica, vangelo e sacramento, risuona e riverbera in quei corridoi, dove essa ha permesso prebende euro-milionarie a chi nella spazzatura s’è tuffato - e lerciume mantenuto - come Paperon de Paperoni nei soldi, che tanto hanno intascato, sulla pelle dei napoletani...e delle patate, delle arance, delle mele e dei salami !
Detto alla milanese: "Dura guerra che mi resisti", dura guerra che io resisto...e incasso, anzi...in-casso-netto !
Voglia la Provvidenza e la Pietà celeste che questo sfortunato paese possa un domani tornare a vivere solo di pettegolezzi, e che la storia d’amore sia tra una Giulietta e il suo Romeo, invece che tra bende e bande d’imbalsamati !
Io, secondo me...07.02.2008
martedì 5 febbraio 2008
Spermato Zoo
- «[...] ultima frontiera [...] la missione è quella di esplorare altri mondi, alla ricerca di nuove forme di vita e di civiltà, per arrivare dove nessuno è mai giunto prima».
na-nanana-nanana-nanananana-nana-nanana...
Diario del Capitano...data astrale: "Oggipiùdiierimenodidomani":
questi sono i viaggi della nave stellare Spermato Zoo.
Dopo una crisi di governo nel pannello comandi, mancata la fiducia, Sulu si è perso nel vuoto alla ricerca del mandato esplorativo, nel tentativo di recuperare gli scudi spaziali che sono stati abbattuti dai BerlusKlingon;
Spok, la mente vulcanica del gruppo, s’è squagliato come neve al sole, dopo avere gridato «Energia !» sotto il flusso dell’inceneritore piuttosto che della macchina per il teletrasporto, ha mancato la dimensione Santoro ed è stato ammonticchiato nel "Continuum" di Napoli, dove alle tre dimensioni canoniche s’aggiunge quella dell’orologio del tempo, un automatico che si...discarica da solo.
Il comandante Kirk ha rimesso il mandato all’Unione...Intergalattica che, si sa, quando si agita troppo la bottiglia i tappi sono i primi a saltare.
Il suo posto è stato preso da una donna, dai maschietti in fregola classificata "bona" e, dalle femminucce, passabile, appena "Bonino";
gli uomini, dicono, reagiscono secondo il principio della leva d’Archimede:
- «Datemi un punto d’appoggio e solleverò il mondo», facendo perno dall’ombelico con l’asta subito sotto.
- «[...] ultima frontiera [...] ricerca di nuove forme di vita [...] arrivare dove nessuno è mai giunto prima».
na-nanana-nanana-nanananana-nana-nanana...
Il Dottor McCoy è l’unico, della vecchia guardia, ancora in azione;
ha trovato modo di fornire alle femminucce un nuovo giocattolo erotico, un "Faidate" chiamato "Inseminator", che invece di cercare tra le gambe degli ometti ce l’hanno nel ripieno dell’ossobuco: le cellule del midollo osseo.
Ecco che diventerebbe più...a portata di mano il procreare, che è una gran fatica e perdita di tempo il ricorrere, come gli aerei in trasvolata, alla canna del rifornimento in volo: via, libere come un...l’aria !
Basta un cucchiaino da caffè, una palata di celluline da mettere in broda, magari un dado - rigorosamente di carne - per insaporire, portare ad ebollizione e cottura - et voilà ! - ecco scodellato il pupo.
Lo volete biondo con gli occhi azzurri, moro, piccolo e tozzo o alto e slanciato ?
Basta aggiungere o togliere ingredienti, insaporitori, conservanti o coloranti e dopo vedrete che bel minestrone !
Le nuove confezioni liofilizzate saranno a sostituire i preservativi, nei distributori fuori le farmacie, e qualche ometto distratto, per abitudine e riflesso condizionato, sarà ancora ad infilare la confezione sul peduncolo in estinzione.
Al "masculo" penserà l’evoluzione a correggere la mancanza, che diventerà la mano destra - sinistra, se mancini - muscolarmente più grossa per nuovo e intensivo uso, mentre altro obbedirà alle nuove "Leggi di Mendel", che la scienza del pisello ne uscirà notevolmente...ridimensionata.
Basteranno le cellule staminali, dette anche "cellule bambine" in quello stadio ancora plastiche e mutevoli, trasformarsi anche in sperma, attraverso l'utilizzo e la stimolazione di speciali vitamine e sostanze chimiche.
Sarà il crollo pure per il mercato del porno e della patatina che, al posto dei Rocco Siffredi, gnocche e bonazze, sarà a presentare amplessi, orge ed orgasmi delle totipotenti staminali.
Finiti i bei tempi in cui si andava a chiedere la mano della pulzella ai genitori della stessa ( ho detto corretto: genitori, e non più papà e mamma ) che, d’ora in poi, basterà fare come quando si chiede alla vicina il sale:
- «Scusi, sono rimasto senza: mi darebbe una puntina di staminali ?»
E voi, cari bambini, figli di una mezza sega, vi porterò tutti allo spermato Zoo, a...farvi vedere agli animali !
Ed ecco che, il nuovo comandante Bonino, potrà continuare a sfrecciare nel suo universo, annunciando nuovo verbo e invitando all’uso di un linguaggio più appropriato:
- «L'embrione è vita umana allo stesso modo che lo è il sangue».
E noi aiutiamola: ridiamoci su, che fa, appunto, buon sangue.
- «[...] ultima frontiera [...] ricerca di nuove forme di vita [...] arrivare dove nessuno è mai giunto prima».
na-nanana-nanana-nanananana-nana-nanana...
Io, secondo me...05.02.2008
na-nanana-nanana-nanananana-nana-nanana...
Diario del Capitano...data astrale: "Oggipiùdiierimenodidomani":
questi sono i viaggi della nave stellare Spermato Zoo.
Dopo una crisi di governo nel pannello comandi, mancata la fiducia, Sulu si è perso nel vuoto alla ricerca del mandato esplorativo, nel tentativo di recuperare gli scudi spaziali che sono stati abbattuti dai BerlusKlingon;
Spok, la mente vulcanica del gruppo, s’è squagliato come neve al sole, dopo avere gridato «Energia !» sotto il flusso dell’inceneritore piuttosto che della macchina per il teletrasporto, ha mancato la dimensione Santoro ed è stato ammonticchiato nel "Continuum" di Napoli, dove alle tre dimensioni canoniche s’aggiunge quella dell’orologio del tempo, un automatico che si...discarica da solo.
Il comandante Kirk ha rimesso il mandato all’Unione...Intergalattica che, si sa, quando si agita troppo la bottiglia i tappi sono i primi a saltare.
Il suo posto è stato preso da una donna, dai maschietti in fregola classificata "bona" e, dalle femminucce, passabile, appena "Bonino";
gli uomini, dicono, reagiscono secondo il principio della leva d’Archimede:
- «Datemi un punto d’appoggio e solleverò il mondo», facendo perno dall’ombelico con l’asta subito sotto.
- «[...] ultima frontiera [...] ricerca di nuove forme di vita [...] arrivare dove nessuno è mai giunto prima».
na-nanana-nanana-nanananana-nana-nanana...
Il Dottor McCoy è l’unico, della vecchia guardia, ancora in azione;
ha trovato modo di fornire alle femminucce un nuovo giocattolo erotico, un "Faidate" chiamato "Inseminator", che invece di cercare tra le gambe degli ometti ce l’hanno nel ripieno dell’ossobuco: le cellule del midollo osseo.
Ecco che diventerebbe più...a portata di mano il procreare, che è una gran fatica e perdita di tempo il ricorrere, come gli aerei in trasvolata, alla canna del rifornimento in volo: via, libere come un...l’aria !
Basta un cucchiaino da caffè, una palata di celluline da mettere in broda, magari un dado - rigorosamente di carne - per insaporire, portare ad ebollizione e cottura - et voilà ! - ecco scodellato il pupo.
Lo volete biondo con gli occhi azzurri, moro, piccolo e tozzo o alto e slanciato ?
Basta aggiungere o togliere ingredienti, insaporitori, conservanti o coloranti e dopo vedrete che bel minestrone !
Le nuove confezioni liofilizzate saranno a sostituire i preservativi, nei distributori fuori le farmacie, e qualche ometto distratto, per abitudine e riflesso condizionato, sarà ancora ad infilare la confezione sul peduncolo in estinzione.
Al "masculo" penserà l’evoluzione a correggere la mancanza, che diventerà la mano destra - sinistra, se mancini - muscolarmente più grossa per nuovo e intensivo uso, mentre altro obbedirà alle nuove "Leggi di Mendel", che la scienza del pisello ne uscirà notevolmente...ridimensionata.
Basteranno le cellule staminali, dette anche "cellule bambine" in quello stadio ancora plastiche e mutevoli, trasformarsi anche in sperma, attraverso l'utilizzo e la stimolazione di speciali vitamine e sostanze chimiche.
Sarà il crollo pure per il mercato del porno e della patatina che, al posto dei Rocco Siffredi, gnocche e bonazze, sarà a presentare amplessi, orge ed orgasmi delle totipotenti staminali.
Finiti i bei tempi in cui si andava a chiedere la mano della pulzella ai genitori della stessa ( ho detto corretto: genitori, e non più papà e mamma ) che, d’ora in poi, basterà fare come quando si chiede alla vicina il sale:
- «Scusi, sono rimasto senza: mi darebbe una puntina di staminali ?»
E voi, cari bambini, figli di una mezza sega, vi porterò tutti allo spermato Zoo, a...farvi vedere agli animali !
Ed ecco che, il nuovo comandante Bonino, potrà continuare a sfrecciare nel suo universo, annunciando nuovo verbo e invitando all’uso di un linguaggio più appropriato:
- «L'embrione è vita umana allo stesso modo che lo è il sangue».
E noi aiutiamola: ridiamoci su, che fa, appunto, buon sangue.
- «[...] ultima frontiera [...] ricerca di nuove forme di vita [...] arrivare dove nessuno è mai giunto prima».
na-nanana-nanana-nanananana-nana-nanana...
Io, secondo me...05.02.2008
lunedì 4 febbraio 2008
Il silenzio degli incoscienti
Socio ordinario, sostenitore, benemerito, onorario, illustre, illustrissimo, eminente e "leccaculato":
personaggi come il Pasquinelli sono all'apice di questa catena evolutiva dove, la gratitudine dei beneficiati, arriva ad alleviare i buoni samaritani dal fastidio d’usare la carta igienica.
I soggetti alla Moreno sono scafati ed abili a drenare palanche, avviare collette benefiche a favore di compagni di merende fuori di penisola, di cui invidiano "geometrica potenza" che da noi, con il rosso, quella e la brigata sono state rimandate a tempi migliori.
Il Campo Antimperialista aveva cominciato, nel 2003, con una raccolta 10 euro per la resistenza irachena e, da allora, in un crescendo fibrillante e sincopato, hanno continuato a rastrellare grana per i gemelli zebedei: partigiani e resistenti di Al Qaeda, Hamas, fratelli appassionati nell’abbracciare magistero del terrore, che i padri fondatori ne hanno fatto dottrina e pappetta omogeneizzata per crescerli nel vigore del ComuNazIslam.
Aiuti materiali e contributi finanziari da spedire ad un conto corrente postale:
"Dalla parte del popolo libanese martoriato dall’aviazione sionista, augurando al movimento Hezbollah piena vittoria".
Sinergie di mercato li portano a cercare amplessi con estremisti pakistani, turchi, baschi, feddayn iraniani, reduci del Fplp di George Habbash: madri prolifiche per milioni di baionette.
A questi procacciatori, come un lardellato a fette, segue lo strato degli "Spalatori", quelli che, con il forcone nel letame, passano con il carro a buttare merda, coprendo così il prodotto d’altri per i propri orti di guerra.
Sotto la coltre hanno seppellito la famiglia, così come la scuola e sono nell’attesa che, senza più radici, crolli l’intero albero della collettività, che dovrà formare base e pastura per crescerne gramigna.
Strategia e tattica passa dal classico "Il fine giustifica i mezzi" fino a "Il nemico del mio nemico è mio amico".
Agli spalatori seguono i "Silenziatori", conosciuti anche come "Taglialingue" che, passando a falce e menando di martello, rasano e appiattiscono gli ostacoli;
si ammonticchiano in fasci, branchi e...liste, buttandosi a piramide sul malcapitato di turno: massicci energumeni e pachidermi atti allo schiacciamento di fiato altrui;
come pasta tra i rulli, ecco passati e tirato a sfoglia sia Magdi Allam che il Papa.
Attorno a queste galassie orbitano le "caserme rosse": i centri sociali veneti, lombardi, toscani, campani, romani.
Si ritrovano nel pensiero-ayatollah, in un riesumato khomeinismo.
Ecco i devastatori, le vermiglie brigate, gli arditi che devono fare i lavori sporchi, che la politica usa come figli da prostituire.
Sono l’arma bianca, gli esperti del corpo a corpo, quelli del contatto, la cavernicola clava e purga del popolo quando, intestino pigro, deve essere rieducato con energici lassativi, che altrimenti il pensiero rivoluzionario s’abitua alle pantofole.
Tutto questo corpulento insieme, razzista e oscurantista, già sconfitti dalla storia, sta tentando di prendersi la rivincita: bruciando bandiere americane e israeliane e insultando i caduti di Nassiriya nel muscolare, rilasciando tossine nel tessuto sociale, lasciandone scoperto i nervi, favorendo l’assalto del parassitismo d’importazione, con logica che passa tutto, cani e porci !
Il primo febbraio dell’anno del Signore 2008, a Baghdad, i "resistenti-partigiani" hanno abusato di due donne mentalmente disabili, imbottendole d’esplosivo e facendole saltare in due diversi mercati che, si sa, sono "obiettivi strategici": 98 morti e centinaia di feriti.
Chissà: magari sulle cinture di tritolo c’era la targhetta "Colletta antimperialista".
Sul fronte del pisolo, tutto tace: il silenzio degli incoscienti.
All’appello "Salviamo l’Italia" fa eco solo un rassegnato "Si salvi chi può !"
Io, secondo me...04.02.2008
personaggi come il Pasquinelli sono all'apice di questa catena evolutiva dove, la gratitudine dei beneficiati, arriva ad alleviare i buoni samaritani dal fastidio d’usare la carta igienica.
I soggetti alla Moreno sono scafati ed abili a drenare palanche, avviare collette benefiche a favore di compagni di merende fuori di penisola, di cui invidiano "geometrica potenza" che da noi, con il rosso, quella e la brigata sono state rimandate a tempi migliori.
Il Campo Antimperialista aveva cominciato, nel 2003, con una raccolta 10 euro per la resistenza irachena e, da allora, in un crescendo fibrillante e sincopato, hanno continuato a rastrellare grana per i gemelli zebedei: partigiani e resistenti di Al Qaeda, Hamas, fratelli appassionati nell’abbracciare magistero del terrore, che i padri fondatori ne hanno fatto dottrina e pappetta omogeneizzata per crescerli nel vigore del ComuNazIslam.
Aiuti materiali e contributi finanziari da spedire ad un conto corrente postale:
"Dalla parte del popolo libanese martoriato dall’aviazione sionista, augurando al movimento Hezbollah piena vittoria".
Sinergie di mercato li portano a cercare amplessi con estremisti pakistani, turchi, baschi, feddayn iraniani, reduci del Fplp di George Habbash: madri prolifiche per milioni di baionette.
A questi procacciatori, come un lardellato a fette, segue lo strato degli "Spalatori", quelli che, con il forcone nel letame, passano con il carro a buttare merda, coprendo così il prodotto d’altri per i propri orti di guerra.
Sotto la coltre hanno seppellito la famiglia, così come la scuola e sono nell’attesa che, senza più radici, crolli l’intero albero della collettività, che dovrà formare base e pastura per crescerne gramigna.
Strategia e tattica passa dal classico "Il fine giustifica i mezzi" fino a "Il nemico del mio nemico è mio amico".
Agli spalatori seguono i "Silenziatori", conosciuti anche come "Taglialingue" che, passando a falce e menando di martello, rasano e appiattiscono gli ostacoli;
si ammonticchiano in fasci, branchi e...liste, buttandosi a piramide sul malcapitato di turno: massicci energumeni e pachidermi atti allo schiacciamento di fiato altrui;
come pasta tra i rulli, ecco passati e tirato a sfoglia sia Magdi Allam che il Papa.
Attorno a queste galassie orbitano le "caserme rosse": i centri sociali veneti, lombardi, toscani, campani, romani.
Si ritrovano nel pensiero-ayatollah, in un riesumato khomeinismo.
Ecco i devastatori, le vermiglie brigate, gli arditi che devono fare i lavori sporchi, che la politica usa come figli da prostituire.
Sono l’arma bianca, gli esperti del corpo a corpo, quelli del contatto, la cavernicola clava e purga del popolo quando, intestino pigro, deve essere rieducato con energici lassativi, che altrimenti il pensiero rivoluzionario s’abitua alle pantofole.
Tutto questo corpulento insieme, razzista e oscurantista, già sconfitti dalla storia, sta tentando di prendersi la rivincita: bruciando bandiere americane e israeliane e insultando i caduti di Nassiriya nel muscolare, rilasciando tossine nel tessuto sociale, lasciandone scoperto i nervi, favorendo l’assalto del parassitismo d’importazione, con logica che passa tutto, cani e porci !
Il primo febbraio dell’anno del Signore 2008, a Baghdad, i "resistenti-partigiani" hanno abusato di due donne mentalmente disabili, imbottendole d’esplosivo e facendole saltare in due diversi mercati che, si sa, sono "obiettivi strategici": 98 morti e centinaia di feriti.
Chissà: magari sulle cinture di tritolo c’era la targhetta "Colletta antimperialista".
Sul fronte del pisolo, tutto tace: il silenzio degli incoscienti.
All’appello "Salviamo l’Italia" fa eco solo un rassegnato "Si salvi chi può !"
Io, secondo me...04.02.2008
venerdì 1 febbraio 2008
LibRogOdio
Fiera del libro di Torino: una volta a te, un altro a me, dando spazio ora ad uno e domani all’altro;
è una forma di turnazione, come essere in coda dal salumiere o dal dottore: con civiltà e disciplina, ci si mette in fila e s’aspetta la chiamata.
- «Cile !»
- «Non posso: c’ho impegno in Perù, in altra Librofiera».
Il tabellone cambia numero;
- « Egitto !»
- «Non posso, c’ho imbarazzo: occupato !»
- «India !»
- «Non posso: c’ho difficoltà organizzative».
Tac, tac-tac, tra-tactactac...
- «Israele, siamo noi: presente !»
- «Venga, s’accomodi».
Non è passato davanti a nessuno, non ha scavalcato, spintonato o sgomitato.
Immancabile t’arriva il comunista congestionato e sincopato, rosso fino al midollo, il Vincenzo Chieppa di turno, fatto di fiele e acido;
- «Si aggiunga come altro ospite l’Autorità palestinese».
Ma che cazzo centra: si presentano libri, non Kalashnikov;
e che presentano in carta, quelli: lo statuto di Hamas, il manuale del Qassam, lo schema progettuale dei Katiuscia, l’ultimo zainetto scolastico o cintura griffata con imbottito di polvere da sparo, invece che piumino d’oca ?
Eccoci al "LibRogOdio"... il destinare Libro sul Rogo dell’Odio.
Si, lo so: soffocare, reprimere o appiattire la voce di una cultura, tentando di sigillare le copertine dei suoi libri o nasconderne gusto con apporto d’insapore contorno, ci avvicina al "Libricidio" che, nello specifico, diventa "liEbreicidio".
Non potendo usare il cerino, tanto caro e conosciuto ai lanciatori delle Molotov, si tenta il bruciare tempi tappe e ponti, portando lo spruzzo di scolorina il più prossimo all’inchiostrato.
- «Coraggio, Kompagni, stringete le Chieppe: il prossimo anno bombaroli e maestri d’armi li inviterete voi, nel sottoscala di spelonche e botteghe oscure, dove festeggerete il vostro nume protettore...Barbara, la santa degli acciarini e degli inneschi !»
Le...sChieppe comunarde vogliono ( Pretendono. Mai chiedono ):
«[...] assieme allo stato di Tel Aviv anche le autorità palestinesi, con la propria cultura».
Cultura ?
Ma se non arrivano neppure a quella più semplice ed elementare: il riconoscere diritto d’esistenza ad altro popolo, che vorrebbero tornato a dimora nei forni, come fossero pizze !
Kultura da Gulag, ecco dov’è l’anello mancante, la congiunzione manifesta dei figli del ComuNazIslam.
Non mettiamola tra i libri, che li userebbero cavi all’interno, per riporre pensiero...plastico.
Io, secondo me...01.02.2008
è una forma di turnazione, come essere in coda dal salumiere o dal dottore: con civiltà e disciplina, ci si mette in fila e s’aspetta la chiamata.
- «Cile !»
- «Non posso: c’ho impegno in Perù, in altra Librofiera».
Il tabellone cambia numero;
- « Egitto !»
- «Non posso, c’ho imbarazzo: occupato !»
- «India !»
- «Non posso: c’ho difficoltà organizzative».
Tac, tac-tac, tra-tactactac...
- «Israele, siamo noi: presente !»
- «Venga, s’accomodi».
Non è passato davanti a nessuno, non ha scavalcato, spintonato o sgomitato.
Immancabile t’arriva il comunista congestionato e sincopato, rosso fino al midollo, il Vincenzo Chieppa di turno, fatto di fiele e acido;
- «Si aggiunga come altro ospite l’Autorità palestinese».
Ma che cazzo centra: si presentano libri, non Kalashnikov;
e che presentano in carta, quelli: lo statuto di Hamas, il manuale del Qassam, lo schema progettuale dei Katiuscia, l’ultimo zainetto scolastico o cintura griffata con imbottito di polvere da sparo, invece che piumino d’oca ?
Eccoci al "LibRogOdio"... il destinare Libro sul Rogo dell’Odio.
Si, lo so: soffocare, reprimere o appiattire la voce di una cultura, tentando di sigillare le copertine dei suoi libri o nasconderne gusto con apporto d’insapore contorno, ci avvicina al "Libricidio" che, nello specifico, diventa "liEbreicidio".
Non potendo usare il cerino, tanto caro e conosciuto ai lanciatori delle Molotov, si tenta il bruciare tempi tappe e ponti, portando lo spruzzo di scolorina il più prossimo all’inchiostrato.
- «Coraggio, Kompagni, stringete le Chieppe: il prossimo anno bombaroli e maestri d’armi li inviterete voi, nel sottoscala di spelonche e botteghe oscure, dove festeggerete il vostro nume protettore...Barbara, la santa degli acciarini e degli inneschi !»
Le...sChieppe comunarde vogliono ( Pretendono. Mai chiedono ):
«[...] assieme allo stato di Tel Aviv anche le autorità palestinesi, con la propria cultura».
Cultura ?
Ma se non arrivano neppure a quella più semplice ed elementare: il riconoscere diritto d’esistenza ad altro popolo, che vorrebbero tornato a dimora nei forni, come fossero pizze !
Kultura da Gulag, ecco dov’è l’anello mancante, la congiunzione manifesta dei figli del ComuNazIslam.
Non mettiamola tra i libri, che li userebbero cavi all’interno, per riporre pensiero...plastico.
Io, secondo me...01.02.2008
giovedì 31 gennaio 2008
diritti...ONUmani
Eccoci: oggi siamo a parlare di diritti...ONUmani;
comincerò con uno spuntino veloce, lo stuzzichino e l’aperitivo, prima dell’affondo.
Dalla flautata voce della "Sirenetta do 'monnezza" me l’aspetto, che ha messo nel dire quel che è usa nel fare, portandosi pure il lavoro a casa, nella sua disgraziata amministrata, che è Napoli: Rosa Russo Iervolino aveva paragonato la situazione israelo-palestinese all'occupazione nazista, incontrando, lo scorso Ottobre, una delegazione di ospiti palestinesi.
Sacco di cazzate più, sacco meno, anche lei ammonticchia, che il meglio si sè c’ha messo per distribuire quelle collinette di merda, che vediamo ingentilire e tentare primato, a superare l’altezza del Vesuvio.
Pure la guerra del golfo di Saddam memoria, sarà ad impallidire, a confronto di quella pulcinelliana che, da noi, l’uso dei gas nocivi è provato, che era da tanto che si sentiva...puzza di bruciato !
Cara signora "lametta-su-vetro", non mi risulta che un palestinese sia mai passato per il forno - così come l’è scampata l’immondizia su cui troneggia - e neppure sono stati sottoposti a "derattizzazione" con il Zyklon B che, se è per questo, è più facile che muoiano dei napoletani, sotto la sua mefitica e puzzona gestione.
Comunque, non tema: c’è chi le è gemellato nel pensiero, quindi è chiaro il gioco e le parti tra lei e quelli che la pensano come me.
Anzi, potrà aspettare che sia messo in atto quanto minacciato, e anche io smetterò di metterle il peperoncino sotto la coda.
"In un comizio tenuto a Bushehr, nel sud dell'Iran, il presidente iraniano Ahmadinejad ha ribadito i che il tempo dell'esistenza di Israele sta finendo [...] la nazione palestinese e le nazioni rivoluzionarie della regione processeranno e puniranno uno per uno anche i sostenitori dello Stato ebraico: processeremo i malvagi sionisti e i loro sostenitori".
Botte da..."Urbi et Orbi";
e pure la nostra "Miss differenziata", che su queste cose dorme, anzi...Russo, avrà modo finalmente di veder costruiti tanti bei termovalorizzatori dove, fatti secchi, gli ebrei bruceranno subito !
"[...] situazione palestinese simile all'occupazione nazista"...
- «Dio, ti prego: se massima espressione è questa, salvaci dalle quote...Rosa e perdona lei, che non sa quello che dice, che fa e che è !»
Abu Alabed è "Iervolininopensieroconvinto", casereccio vendicatore e bombardino di maiali, cani e ratti, prossimi a rispolverare manica dei padri e rimettere la fascetta con la stella di David cucita al braccio;
suggerirei alla signora "lametta-su-vetro" di mandare rinforzi partenopei al poveretto, che vive a Gaza, sotto il tallone dei perfidi giudei: esperti di petardi, mortaretti, botte, castagnole, fuochi d’artificio, bombette e bombe-Maradona saranno ben accetti dal balistico;
Alabed, nella soffitta di casa, fabbrica i razzi Qassam, lanciati quotidianamente sulla cittadina di Sderot;
- «Vorrei sparare solo ai soldati israeliani, ma non ho i mezzi per selezionare i bersagli».
Sono talmente commosso che, con la lacrimuccia al codino dell’occhio, mi sento di rispondere:
- «Come è umano lei, e la ringrazio per il coitus interruptus, anzi... n'do cojo cojo interruptus !»
Lasciamo l’Homo Iervolensis e la donna sirena, con vox-decibel a "gessetto-su-lavagna", e andiamo a trovare l’organizzazione che dovrebbe bacchettare le nazioni che non rispettano e calpestano i diritti umani: l’ONU.
Anche qui siamo a scoprire che la "Mens Iervolina" ha ammonticchiato di suo:
"[...] sessione straordinaria d’emergenza, organizzata da paesi arabi e musulmani, per condannare Israele per i fatti di Gaza: di tredici risoluzioni passate, dodici sono state contro Israele".
Ecco l’attuale Consiglio, con formazione e compagni di merende:
solo 25 sui 47 stati membri sono libere democrazie e, ad alcuni dei rimanenti - Cina, Cuba, Russia e Arabia Saudita - avrei timore a lasciare pure il mio cane !
Israele si difende e gli danno addosso, salvo tacere i diritti...ONUmani applicati in Sudan, Iran, a Burma, in Corea del Nord e in Siria;
senza parlare le torture, gli stupri, le uccisioni di massa e il genocidio che abita nel Darfur dove, in dicembre, l’Organizzazione aveva sciolto la squadra che doveva documentare quelle atrocità.
Lo stronzo che mette la testa sotto la sabbia...scusate: quello è lo struzzo ma, come a Napoli, ormai si sotterra di tutto !
In Iran si lapidano e impiccano adulteri, omosessuali e dissidenti, eppur si tace; al massimo, un belato.
Silenzio e...Mosca su Burma, per l’assassinio di monaci buddisti;
muti sulla Corea del Nord, che affama il popolo;
lasciamo stare Cuba, che ci si va per vedere le gnocche sulle spiagge e non le galere.
No, non è un Organismo di Nazioni Unite: questo è...ONUllità !!
Io, secondo me...31.01.2008
comincerò con uno spuntino veloce, lo stuzzichino e l’aperitivo, prima dell’affondo.
Dalla flautata voce della "Sirenetta do 'monnezza" me l’aspetto, che ha messo nel dire quel che è usa nel fare, portandosi pure il lavoro a casa, nella sua disgraziata amministrata, che è Napoli: Rosa Russo Iervolino aveva paragonato la situazione israelo-palestinese all'occupazione nazista, incontrando, lo scorso Ottobre, una delegazione di ospiti palestinesi.
Sacco di cazzate più, sacco meno, anche lei ammonticchia, che il meglio si sè c’ha messo per distribuire quelle collinette di merda, che vediamo ingentilire e tentare primato, a superare l’altezza del Vesuvio.
Pure la guerra del golfo di Saddam memoria, sarà ad impallidire, a confronto di quella pulcinelliana che, da noi, l’uso dei gas nocivi è provato, che era da tanto che si sentiva...puzza di bruciato !
Cara signora "lametta-su-vetro", non mi risulta che un palestinese sia mai passato per il forno - così come l’è scampata l’immondizia su cui troneggia - e neppure sono stati sottoposti a "derattizzazione" con il Zyklon B che, se è per questo, è più facile che muoiano dei napoletani, sotto la sua mefitica e puzzona gestione.
Comunque, non tema: c’è chi le è gemellato nel pensiero, quindi è chiaro il gioco e le parti tra lei e quelli che la pensano come me.
Anzi, potrà aspettare che sia messo in atto quanto minacciato, e anche io smetterò di metterle il peperoncino sotto la coda.
"In un comizio tenuto a Bushehr, nel sud dell'Iran, il presidente iraniano Ahmadinejad ha ribadito i che il tempo dell'esistenza di Israele sta finendo [...] la nazione palestinese e le nazioni rivoluzionarie della regione processeranno e puniranno uno per uno anche i sostenitori dello Stato ebraico: processeremo i malvagi sionisti e i loro sostenitori".
Botte da..."Urbi et Orbi";
e pure la nostra "Miss differenziata", che su queste cose dorme, anzi...Russo, avrà modo finalmente di veder costruiti tanti bei termovalorizzatori dove, fatti secchi, gli ebrei bruceranno subito !
"[...] situazione palestinese simile all'occupazione nazista"...
- «Dio, ti prego: se massima espressione è questa, salvaci dalle quote...Rosa e perdona lei, che non sa quello che dice, che fa e che è !»
Abu Alabed è "Iervolininopensieroconvinto", casereccio vendicatore e bombardino di maiali, cani e ratti, prossimi a rispolverare manica dei padri e rimettere la fascetta con la stella di David cucita al braccio;
suggerirei alla signora "lametta-su-vetro" di mandare rinforzi partenopei al poveretto, che vive a Gaza, sotto il tallone dei perfidi giudei: esperti di petardi, mortaretti, botte, castagnole, fuochi d’artificio, bombette e bombe-Maradona saranno ben accetti dal balistico;
Alabed, nella soffitta di casa, fabbrica i razzi Qassam, lanciati quotidianamente sulla cittadina di Sderot;
- «Vorrei sparare solo ai soldati israeliani, ma non ho i mezzi per selezionare i bersagli».
Sono talmente commosso che, con la lacrimuccia al codino dell’occhio, mi sento di rispondere:
- «Come è umano lei, e la ringrazio per il coitus interruptus, anzi... n'do cojo cojo interruptus !»
Lasciamo l’Homo Iervolensis e la donna sirena, con vox-decibel a "gessetto-su-lavagna", e andiamo a trovare l’organizzazione che dovrebbe bacchettare le nazioni che non rispettano e calpestano i diritti umani: l’ONU.
Anche qui siamo a scoprire che la "Mens Iervolina" ha ammonticchiato di suo:
"[...] sessione straordinaria d’emergenza, organizzata da paesi arabi e musulmani, per condannare Israele per i fatti di Gaza: di tredici risoluzioni passate, dodici sono state contro Israele".
Ecco l’attuale Consiglio, con formazione e compagni di merende:
solo 25 sui 47 stati membri sono libere democrazie e, ad alcuni dei rimanenti - Cina, Cuba, Russia e Arabia Saudita - avrei timore a lasciare pure il mio cane !
Israele si difende e gli danno addosso, salvo tacere i diritti...ONUmani applicati in Sudan, Iran, a Burma, in Corea del Nord e in Siria;
senza parlare le torture, gli stupri, le uccisioni di massa e il genocidio che abita nel Darfur dove, in dicembre, l’Organizzazione aveva sciolto la squadra che doveva documentare quelle atrocità.
Lo stronzo che mette la testa sotto la sabbia...scusate: quello è lo struzzo ma, come a Napoli, ormai si sotterra di tutto !
In Iran si lapidano e impiccano adulteri, omosessuali e dissidenti, eppur si tace; al massimo, un belato.
Silenzio e...Mosca su Burma, per l’assassinio di monaci buddisti;
muti sulla Corea del Nord, che affama il popolo;
lasciamo stare Cuba, che ci si va per vedere le gnocche sulle spiagge e non le galere.
No, non è un Organismo di Nazioni Unite: questo è...ONUllità !!
Io, secondo me...31.01.2008
mercoledì 30 gennaio 2008
pentitHINA
- «Rajel uwa el-kelma».
Spero d’aver scritto giusto, che almeno mi do un poco d’arie ma, nel dubbio, traduco il proverbio arabo in parlata di nostro campanile: "L'uomo è la parola";
ebbene, se così fosse, cambierei...musica e al tipo - come diciamo noi - glie ne canterei quattro, sulle note della famosa cantata di mHINA...scusate, volevo dire Mina:
"Che cosa sei, che cosa sei, che cosa sei [...]
Parole, parole, parole [...]
Non cambi mai, non cambi mai, non cambi mai [...]
Parole, parole, parole, parole parole soltanto parole, parole tra noi".
Certo che quella era una struggente e sofferta profferta d’amore e una risposta dubbiosa, un duetto: lei che fiducia non ne ha più e lui che spergiura d’essere sempre lo stesso uomo che prima amava e riconosceva in veste migliore.
Il mio rinfacciare non vuole essere in canzonetta ma canzonatorio, e purtroppo non riuscirete mai a vedere il veleno che mi esce dallo sputo, che vorrebbe raggiungere la faccia di Mohammad Saleem, padre-padrone, signore della vita e della morte, divino esecutore e boia da sgozzamento macellaro per la figlia Hina, e ancora a dire:
- «Sono pentito e piango ma la colpa era di lei».
No, caro mio, non lo sei: non è pentimento questo, e neppure una pentitHINA;
e se piangi, curati la congiuntivite, che quel che sgorga è come per l’acqua del cesso, quando il galleggiante della cassetta si mette di traverso: un semplice guasto !
- «Rajel uwa el-kelma», l'uomo è la parola...e tu è come se fossi muto.
No, non è stato uno scatto di rabbia, ma una reazione crudele verso una figlia rea di lesa maestà, che ha osato contestare l’autoritarismo di cui ti fregi, in rapporto alla metà, che non è quella dolce, che per noi è cara, ma il valore che attribuisci a tutte le donne che, anche così, superano la tua nullità !
No: ti sei preparato bene, così come per il resto del branco, chiamato a raccolta nel momento di nascondere tracce della tua "giustizia".
Scommetto che sei stato attento al rituale: la morte dell'animale con la testa rivolta verso la Mecca e la rasoiata netta alla giugulare, senza neppure la misericordia dello stordimento.
Non ho sbagliato, ho detto proprio animale, perché quando ad una figlia - carne della tua carne - s’arriva a fare tanto, significa averla assimilata alla bestia di "Zulhiggiah Eid al Adh", quella destinata a lasciar la gola nel giorno della festività solenne del sacrificio di Abramo.
L’hai uccisa - in quel maledetto pomeriggio dell’11 agosto 2006 - perché indossava la minigonna, sognava una vita all’occidentale, si truccava e fumava.
- «Non capivo più niente. Se Hina non fosse venuta a casa, ma fosse andata con sua madre in Pakistan, non sarebbe successo».
Già.
- «Se mio nonno avesse avuto le ruote, sarebbe stato una carriola».
Continua il finto Mea culpa, il delirio di chi è consigliato dall’avvocato di far patetica scena madre, a vedere di rosicchiare, di scontare un poco di quei trent’anni che gli hanno affibbiato.
- «Parlano male di me. Dicono che ho ucciso una donna perché sono musulmano [...] non c’entra [...] quando una persona è brava è brava».
Scusate, mi scappa e lo dico:
- «Cat vegna un cancher, Bingobongo !!!»
Se potesse esistere mai peggior vergogna che la vigliaccheria, eccola:
- «[...] sapevo che si drogava, si prostituiva, sapevo tante cose brutte. Io ho sempre seguito una strada dritta [...] adesso la nostra vita è rovinata. Nessuno ci aiuta. Tutti vogliono che la mia famiglia se ne vada [...] Perché siamo stranieri ?»
No, appestato !
Sei entrato in casa nostra, e ti abbiamo dato ospitalità, e tu c’hai portato le tue di REGOLE:
hai calpestato le nostre di leggi, hai disprezzato, insozzato, macchiato di sangue la nostra terra e le nostre mura, con la presunzione che sono gli altri, a casa loro, a dover chinare il capo e seguire la tua "strada dritta", che le nostre ti parevano storture.
Quelli come te io non li voglio, e non darmi del razzista, che ti prendo a calci fino a che la scarpa ci rimane incastrata !
Se non ti andava bene, tiravi le strade che e come volevi, ma nella tua di tana, verme !
E continui, pervicacemente, a dare il peggio, a confermare il mio dire:
- «La legge non è giusta. Ci sono italiani che hanno ucciso e hanno avuto una condanna più lieve, ma non sono cristiano: sono straniero, pakistano e musulmano».
Lombrico, te lo dico con tutto il cuore:
- «Ma va da via i ciapp !!!»
E continua lo striscio:
- « L’ho uccisa perché mi ha aggredito».
- «Eh ? E che, sei fatto di gelatina e quella era una lottatrice di Wrestling ? Sei proprio patetico: tanto ignorante quanto vile, che menti pure a te stesso».
- «Rajel uwa el-kelma», l'uomo è la parola...
Io, secondo me...30.01.2008
Spero d’aver scritto giusto, che almeno mi do un poco d’arie ma, nel dubbio, traduco il proverbio arabo in parlata di nostro campanile: "L'uomo è la parola";
ebbene, se così fosse, cambierei...musica e al tipo - come diciamo noi - glie ne canterei quattro, sulle note della famosa cantata di mHINA...scusate, volevo dire Mina:
"Che cosa sei, che cosa sei, che cosa sei [...]
Parole, parole, parole [...]
Non cambi mai, non cambi mai, non cambi mai [...]
Parole, parole, parole, parole parole soltanto parole, parole tra noi".
Certo che quella era una struggente e sofferta profferta d’amore e una risposta dubbiosa, un duetto: lei che fiducia non ne ha più e lui che spergiura d’essere sempre lo stesso uomo che prima amava e riconosceva in veste migliore.
Il mio rinfacciare non vuole essere in canzonetta ma canzonatorio, e purtroppo non riuscirete mai a vedere il veleno che mi esce dallo sputo, che vorrebbe raggiungere la faccia di Mohammad Saleem, padre-padrone, signore della vita e della morte, divino esecutore e boia da sgozzamento macellaro per la figlia Hina, e ancora a dire:
- «Sono pentito e piango ma la colpa era di lei».
No, caro mio, non lo sei: non è pentimento questo, e neppure una pentitHINA;
e se piangi, curati la congiuntivite, che quel che sgorga è come per l’acqua del cesso, quando il galleggiante della cassetta si mette di traverso: un semplice guasto !
- «Rajel uwa el-kelma», l'uomo è la parola...e tu è come se fossi muto.
No, non è stato uno scatto di rabbia, ma una reazione crudele verso una figlia rea di lesa maestà, che ha osato contestare l’autoritarismo di cui ti fregi, in rapporto alla metà, che non è quella dolce, che per noi è cara, ma il valore che attribuisci a tutte le donne che, anche così, superano la tua nullità !
No: ti sei preparato bene, così come per il resto del branco, chiamato a raccolta nel momento di nascondere tracce della tua "giustizia".
Scommetto che sei stato attento al rituale: la morte dell'animale con la testa rivolta verso la Mecca e la rasoiata netta alla giugulare, senza neppure la misericordia dello stordimento.
Non ho sbagliato, ho detto proprio animale, perché quando ad una figlia - carne della tua carne - s’arriva a fare tanto, significa averla assimilata alla bestia di "Zulhiggiah Eid al Adh", quella destinata a lasciar la gola nel giorno della festività solenne del sacrificio di Abramo.
L’hai uccisa - in quel maledetto pomeriggio dell’11 agosto 2006 - perché indossava la minigonna, sognava una vita all’occidentale, si truccava e fumava.
- «Non capivo più niente. Se Hina non fosse venuta a casa, ma fosse andata con sua madre in Pakistan, non sarebbe successo».
Già.
- «Se mio nonno avesse avuto le ruote, sarebbe stato una carriola».
Continua il finto Mea culpa, il delirio di chi è consigliato dall’avvocato di far patetica scena madre, a vedere di rosicchiare, di scontare un poco di quei trent’anni che gli hanno affibbiato.
- «Parlano male di me. Dicono che ho ucciso una donna perché sono musulmano [...] non c’entra [...] quando una persona è brava è brava».
Scusate, mi scappa e lo dico:
- «Cat vegna un cancher, Bingobongo !!!»
Se potesse esistere mai peggior vergogna che la vigliaccheria, eccola:
- «[...] sapevo che si drogava, si prostituiva, sapevo tante cose brutte. Io ho sempre seguito una strada dritta [...] adesso la nostra vita è rovinata. Nessuno ci aiuta. Tutti vogliono che la mia famiglia se ne vada [...] Perché siamo stranieri ?»
No, appestato !
Sei entrato in casa nostra, e ti abbiamo dato ospitalità, e tu c’hai portato le tue di REGOLE:
hai calpestato le nostre di leggi, hai disprezzato, insozzato, macchiato di sangue la nostra terra e le nostre mura, con la presunzione che sono gli altri, a casa loro, a dover chinare il capo e seguire la tua "strada dritta", che le nostre ti parevano storture.
Quelli come te io non li voglio, e non darmi del razzista, che ti prendo a calci fino a che la scarpa ci rimane incastrata !
Se non ti andava bene, tiravi le strade che e come volevi, ma nella tua di tana, verme !
E continui, pervicacemente, a dare il peggio, a confermare il mio dire:
- «La legge non è giusta. Ci sono italiani che hanno ucciso e hanno avuto una condanna più lieve, ma non sono cristiano: sono straniero, pakistano e musulmano».
Lombrico, te lo dico con tutto il cuore:
- «Ma va da via i ciapp !!!»
E continua lo striscio:
- « L’ho uccisa perché mi ha aggredito».
- «Eh ? E che, sei fatto di gelatina e quella era una lottatrice di Wrestling ? Sei proprio patetico: tanto ignorante quanto vile, che menti pure a te stesso».
- «Rajel uwa el-kelma», l'uomo è la parola...
Io, secondo me...30.01.2008
martedì 29 gennaio 2008
Nel mezzo del tuo cammin, ti prego...
"Il tuo scintillio guida il viaggiatore nel buio,
benchè io non sappia cosa tu sei,
scintilla,
scintilla,
piccola stella".
O tu, viandante che qui hai poggiato piede,
che il luogo dove sei arrivato sia per te giaciglio e riposo,
cuscino per i tuoi sogni che,
se ancora nel cassetto tuo stanno,
ecco dove puoi spendere parte di questi tesori:
Mobilitiamoci: aderite e fate aderire all’Appello “Salviamo l’Italia”
Cari amici,
vi chiedo con tutto me stesso a aderire all’Appello “Salviamo l’Italia [...] dobbiamo mobilitarci per raccogliere il maggior numero possibile di adesioni che attestino la nostra generale preoccupazione e denuncia del degrado strutturale e diffuso in cui versa l’insieme della classe politica italiana, nonché la nostra consapevolezza e determinazione ad assumerci la responsabilità di agire da protagonisti per la riforma etica dell’informazione, della cultura, della società, dell’economia, della politica e dello Stato.
Potete aderire visitando e registrandoti al sito
www.magdiallam.it
e cliccando il link "Aderisci all’Appello Salviamo l’Italia".
benchè io non sappia cosa tu sei,
scintilla,
scintilla,
piccola stella".
O tu, viandante che qui hai poggiato piede,
che il luogo dove sei arrivato sia per te giaciglio e riposo,
cuscino per i tuoi sogni che,
se ancora nel cassetto tuo stanno,
ecco dove puoi spendere parte di questi tesori:
Mobilitiamoci: aderite e fate aderire all’Appello “Salviamo l’Italia”
Cari amici,
vi chiedo con tutto me stesso a aderire all’Appello “Salviamo l’Italia [...] dobbiamo mobilitarci per raccogliere il maggior numero possibile di adesioni che attestino la nostra generale preoccupazione e denuncia del degrado strutturale e diffuso in cui versa l’insieme della classe politica italiana, nonché la nostra consapevolezza e determinazione ad assumerci la responsabilità di agire da protagonisti per la riforma etica dell’informazione, della cultura, della società, dell’economia, della politica e dello Stato.
Potete aderire visitando e registrandoti al sito
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e cliccando il link "Aderisci all’Appello Salviamo l’Italia".
scilla e...Caridi
- «Tra scilla e Caridi»...
un fine cultore e conoscitore della mitologia greca già mi darebbe di bacchetta;
- «Scilla e Cariddi, Beppe: la leggenda di quei mostri narra ! Sullo scoglio situato nello Stretto di Messina viveva Cariddi, che durante la sua vita di donna aveva mostrato gran voracità; Zeus la punì trasformandola in mostro: tre volte il giorno ingurgitava masse d'acqua con tutto ciò che in quelle si trovava. Sull'opposta sponda, un altro mostro - Scilla - attendeva al varco i naviganti, che, scampando alla padella, cadevano nella brace».
E qui, servirei il piatto freddo della vendetta, memore delle cacciate dietro la lavagna a pagar con la vergogna l’ignoranza da studente;
prenderei slancio e fiato e, piegato il braccio nella mossa dell’ombrello, andrei di bordata:
- «Maestro, tiè ! T’ho fregato».
E guardandolo dal basso in su e dal sopra al sotto, andrei allo svolgimento:
- «Maestro, no, che il mio di mostro si chiama Caridi e di nome fa Paola, e scrive sul Riformista; e pari voracità presenta nell’ingoiare brandelli e di notizia fare carta da involto, come da macellaio, e scrivere il prezzo su quello, con il pennino intinto nel sangue !»
Nasrallah, capo dei terroristi libanesi Hezbollah, dice di possedere resti di soldati israeliani caduti, disposto ad uno scambio "politically correct": una gamba per uno dei nostri, una testa per l’altro, un occhio per quello, una mano per l’altro !
Ovviamente i suoi li rivuole...a corpo.
Caridi ingoia tutto, a far da cassonetto per tanta discarica, "equivicina" e a braccetto con "il leader carismatico" e gli altri "artisti dello spezzatino".
Hezbollah come Hamas, allora a continuare di missileria, gli uni come gli altri a cercare di far tenaglia, con il popolo d’Israele per noce, atti di guerra UNILATERALI, dove anche arrivare a rapire soldati, ancora in mani loro e mai restituiti:
Gilad Shalit, 19 anni nelle mani di Hamas da giugno 2006;
Ehud Goldwasser 32 anni e Eldad Regev 26, entrambi rapiti nel luglio 2006 da Hezbollah.
La memoria per loro non ha giorno, che nessun scimunito, tanto pronto e piagnone, a chieder grazia per un assassino come fu Saddam Hussein, mai applica per loro, forse per un principio di vasi comunicanti e pelli e budelli osmotici, che scambiano solo con forme compatibili !
Caridi s’accosta a Scilla, come i rulli di una trafila:
"Israele lanciò un'operazione di terra disastrosa dal punto di vista militare, inutile da quello diplomatico".
Beh, se gli "imbrattatori di fogli" allora avessero "bombardato" di rimproveri i terroristi invece che continuare a leccare loro le terga e pudenda, ecco, forse questi si sarebbero ben guardati e meno incoraggiati a continuare a lanciare bombardini;
ogni katiuscia o Qassam che viene lanciato è caricato con la viltà di tanti scribacchini, che più che articoli sono a far d’amanuensi, a stilare codicilli, postille, brani e paragrafi di una riedizione del Mein Kampf, ad uso del nuovo ComuNazIslam !
Unica preoccupazione, speranza, fine, sforzo dei Caridi e Scilla di turno è uno solo:
"Dopo le dimissioni del capo di stato maggiore Dan Halutz e del ministro della difesa Amir Peretz, resta ora solo Ehud Olmert [...] Resterà? Si dimetterà? Sarà messo in minoranza ?".
Eppoi:
"[...] Uzi Dayan, del partito, il Tafnit, che si è presentato alle elezioni del 2006 proponendo di attuare la seconda parte del disimpegno voluto da Ariel".
Capito l’antifona ?
Gli ebrei della memoria sono quelli raccolti nei ghetti, stipati nei carri bestiame, portati ai campi di sterminio, selezionati per una rapida eliminazione o dopo inumano lavoro, a spremere loro pure l’anima, e poi il giusto riposo...nei forni e nelle camere a gas.
E che diavolo, che ti fanno questi, invece: si difendono ?!
E no che non va bene;
c’ha ragione lo statuto di Hamas, c’ha ragione lo Yeti-nanerottolo Ahmadinejad, c’ha ragione la premiata rivendita di carni: quei cani, porci e scimmie sono nati per essere bestie da macelleria !
Caridi, come Scilla, vorrebbe salvato lo schema naturale delle cose, il rispetto dei ruoli, l’aderenza al copione.
Il governo, come il muro deve cadere, così che chi sta all’interno di quell’abbraccio possa tornare ad essere falciato da palle da cannone, che trovano la pista sgombra per trovare i birilli.
E Hassan Nasrallah ha usato la questione dei soldati israeliani per incidere sul futuro del governo Olmert, sostenendo che Tsahal si è lasciato alle spalle, ritirandosi, i corpi dei suoi uomini.
Caridi tesse le lodi del Principe, che Machiavelli insegna: il fine giustifica i mezzi...e i quarti, i filetti, le frattaglie, le tibie e i femori.
E se Israele facesse lo stesso, scambiando frazione con particole ?
Apriti cielo, che pure s’allargherebbe la strettoia di Caridi e dei simili Scilla, che budello e strozzature sono solo per gli eletti e predestinati alla Shoah !!
Ah, che bella la saggezza degli antichi padri: "Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei".
Io, secondo me...29.01.2008
un fine cultore e conoscitore della mitologia greca già mi darebbe di bacchetta;
- «Scilla e Cariddi, Beppe: la leggenda di quei mostri narra ! Sullo scoglio situato nello Stretto di Messina viveva Cariddi, che durante la sua vita di donna aveva mostrato gran voracità; Zeus la punì trasformandola in mostro: tre volte il giorno ingurgitava masse d'acqua con tutto ciò che in quelle si trovava. Sull'opposta sponda, un altro mostro - Scilla - attendeva al varco i naviganti, che, scampando alla padella, cadevano nella brace».
E qui, servirei il piatto freddo della vendetta, memore delle cacciate dietro la lavagna a pagar con la vergogna l’ignoranza da studente;
prenderei slancio e fiato e, piegato il braccio nella mossa dell’ombrello, andrei di bordata:
- «Maestro, tiè ! T’ho fregato».
E guardandolo dal basso in su e dal sopra al sotto, andrei allo svolgimento:
- «Maestro, no, che il mio di mostro si chiama Caridi e di nome fa Paola, e scrive sul Riformista; e pari voracità presenta nell’ingoiare brandelli e di notizia fare carta da involto, come da macellaio, e scrivere il prezzo su quello, con il pennino intinto nel sangue !»
Nasrallah, capo dei terroristi libanesi Hezbollah, dice di possedere resti di soldati israeliani caduti, disposto ad uno scambio "politically correct": una gamba per uno dei nostri, una testa per l’altro, un occhio per quello, una mano per l’altro !
Ovviamente i suoi li rivuole...a corpo.
Caridi ingoia tutto, a far da cassonetto per tanta discarica, "equivicina" e a braccetto con "il leader carismatico" e gli altri "artisti dello spezzatino".
Hezbollah come Hamas, allora a continuare di missileria, gli uni come gli altri a cercare di far tenaglia, con il popolo d’Israele per noce, atti di guerra UNILATERALI, dove anche arrivare a rapire soldati, ancora in mani loro e mai restituiti:
Gilad Shalit, 19 anni nelle mani di Hamas da giugno 2006;
Ehud Goldwasser 32 anni e Eldad Regev 26, entrambi rapiti nel luglio 2006 da Hezbollah.
La memoria per loro non ha giorno, che nessun scimunito, tanto pronto e piagnone, a chieder grazia per un assassino come fu Saddam Hussein, mai applica per loro, forse per un principio di vasi comunicanti e pelli e budelli osmotici, che scambiano solo con forme compatibili !
Caridi s’accosta a Scilla, come i rulli di una trafila:
"Israele lanciò un'operazione di terra disastrosa dal punto di vista militare, inutile da quello diplomatico".
Beh, se gli "imbrattatori di fogli" allora avessero "bombardato" di rimproveri i terroristi invece che continuare a leccare loro le terga e pudenda, ecco, forse questi si sarebbero ben guardati e meno incoraggiati a continuare a lanciare bombardini;
ogni katiuscia o Qassam che viene lanciato è caricato con la viltà di tanti scribacchini, che più che articoli sono a far d’amanuensi, a stilare codicilli, postille, brani e paragrafi di una riedizione del Mein Kampf, ad uso del nuovo ComuNazIslam !
Unica preoccupazione, speranza, fine, sforzo dei Caridi e Scilla di turno è uno solo:
"Dopo le dimissioni del capo di stato maggiore Dan Halutz e del ministro della difesa Amir Peretz, resta ora solo Ehud Olmert [...] Resterà? Si dimetterà? Sarà messo in minoranza ?".
Eppoi:
"[...] Uzi Dayan, del partito, il Tafnit, che si è presentato alle elezioni del 2006 proponendo di attuare la seconda parte del disimpegno voluto da Ariel".
Capito l’antifona ?
Gli ebrei della memoria sono quelli raccolti nei ghetti, stipati nei carri bestiame, portati ai campi di sterminio, selezionati per una rapida eliminazione o dopo inumano lavoro, a spremere loro pure l’anima, e poi il giusto riposo...nei forni e nelle camere a gas.
E che diavolo, che ti fanno questi, invece: si difendono ?!
E no che non va bene;
c’ha ragione lo statuto di Hamas, c’ha ragione lo Yeti-nanerottolo Ahmadinejad, c’ha ragione la premiata rivendita di carni: quei cani, porci e scimmie sono nati per essere bestie da macelleria !
Caridi, come Scilla, vorrebbe salvato lo schema naturale delle cose, il rispetto dei ruoli, l’aderenza al copione.
Il governo, come il muro deve cadere, così che chi sta all’interno di quell’abbraccio possa tornare ad essere falciato da palle da cannone, che trovano la pista sgombra per trovare i birilli.
E Hassan Nasrallah ha usato la questione dei soldati israeliani per incidere sul futuro del governo Olmert, sostenendo che Tsahal si è lasciato alle spalle, ritirandosi, i corpi dei suoi uomini.
Caridi tesse le lodi del Principe, che Machiavelli insegna: il fine giustifica i mezzi...e i quarti, i filetti, le frattaglie, le tibie e i femori.
E se Israele facesse lo stesso, scambiando frazione con particole ?
Apriti cielo, che pure s’allargherebbe la strettoia di Caridi e dei simili Scilla, che budello e strozzature sono solo per gli eletti e predestinati alla Shoah !!
Ah, che bella la saggezza degli antichi padri: "Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei".
Io, secondo me...29.01.2008
lunedì 28 gennaio 2008
Il giorno, la MEMORIA
Ghighè…
Una mamma mi affida questo, uno dei tanti teneri gesti, espressioni e suoni che sono repertorio dei piccoli cuccioli d’uomo;
- «Ora manca solo l’incontrarci».
Ecco allora io, "sicuro nella mia tiepida casa", che "trovo tornando a sera il cibo caldo", ho anche la grazia di trovare "visi amici"…
io, voi, noi, siamo chiamati - e non solo per un giorno - a ricordare, alla MEMORIA, a vigilare, a combattere perché nessuno abbia più a far rivivere, dare a credere e tentare d’attuare un delirio d’onnipotenza, tale da convincersi che pure Dio, a confronto, abbia fatto il suo tempo e sia messo da parte, così come la sacralità della vita, che non è gestibile per delega di chicchessia.
La morte usa la livella, che tutto appiana e, per contro, ecco la vita con la bilancia, di cui solo la sacralità farà da giusto contrappeso ed equilibrio.
Non voglio sentire la coscienza rimordere, perché sono stato vile;non voglio che a me, a noi ma, ancor più ai nostri figli, un altro Primo Levi, milioni di Primo Levi, siano fantasmi per le notti insonni, sempre a chieder di conto e considerare…
se questo è un uomo, che lavora nel fango, senza pace, in lotta per un pezzo di pane, e muore per un sì o un no;
e lo stesso non abbia a fare per lei…
una donna, senza capelli e senza nome e forza per ricordare, vuoti gli occhi e freddo il grembo…come una rana d’inverno.
Ghighè…
No, piccolo mio, nemmeno tu saresti nato in quell’inferno: neppure il grembo di tua madre t’avrebbe riscaldato.
Piccolo Ghighè, quelli come te allora non furono;
tanti che tempo non ebbero neppure di nascere e, chi ancora acerbo, lo stesso finì con il respiro strozzato, nelle camere a gas !
E miglior fortuna non toccò a chi passò oltre, che morì, dentro e fuori il proprio essere, per avere le proprie ossa sepolte in fosse dove finì anche l’umana sostanza, e così nei forni.
In ogni dove, arrivata l’umana follia, eccoli umiliati, percossi, spogliati di beni e dignità , marchiati, ad essere esposti al pubblico disprezzo, raccolti, ammassati come neppure per le bestie condotte al macello, stipati, schiacciati, soffocati e calpestati, per essere poi scaricati come solo per la spazzatura, che neppure sopra di quella avevano potere e posizione;
denudati, per cancellare ogni traccia di personalità, che anche il pudore era un lusso, a lasciare solo la vergogna, che tanto la pelle ce la dovevano lasciare, con il numero stampigliato sopra: solo quello, da quel momento erano.
Chi oggi è a raccontare non è più vivo di quelli: hanno visto fratelli e sorelle, madri e padri e i loro piccoli Ghighè avviarsi in un'altra fila, che non erano abili, no, inutili bocche da sfamare, buoni solo per diventare concime e cenere.
Non siamo così aridi, indifferenti, rassegnati, ipocriti e speranzosi che il fiammifero acceso rimanga in mano ad altri, credendoci "sicuri nella nostra tiepida casa…trovando tornando a sera il cibo caldo e visi amici"…
In sei milioni pagarono: non s’accorsero che i cavalieri dell’Apocalisse erano sfuggiti di mano !
Ma quegli sfortunati, non avevano una MEMORIA cui rifarsi, e furono destinati ad esserlo per noi !
"Se questo è un uomo, che lavora nel fango, senza pace, in lotta per un pezzo di pane, e muore per un sì o un no; una donna, senza capelli e senza nome e forza per ricordare, vuoti gli occhi e freddo il grembo…come una rana d’inverno".
Vegliamo, che nel piccolo sta il grande: il non riconoscerlo dalla brezza ci tornerà a trovare l’uragano.
Non abbiamo alibi, nessun nascondiglio, nessuna scusa, né un catino d’acqua dove lavarci le mani, né foglia che copra l’essere vigliacchi: non è finita, che altri criminali sono a volere finire quel massacro, che coraggiosi padri allora fermarono.
A noi impedire, a noi la MEMORIA, a noi il compito di cancellare, una volta per tutte, le ultime terminazioni nervose di quel mostro.
Per i nostri Ghighè: MAI PIÙ !
Io, secondo me…28.01.2008
Una mamma mi affida questo, uno dei tanti teneri gesti, espressioni e suoni che sono repertorio dei piccoli cuccioli d’uomo;
- «Ora manca solo l’incontrarci».
Ecco allora io, "sicuro nella mia tiepida casa", che "trovo tornando a sera il cibo caldo", ho anche la grazia di trovare "visi amici"…
io, voi, noi, siamo chiamati - e non solo per un giorno - a ricordare, alla MEMORIA, a vigilare, a combattere perché nessuno abbia più a far rivivere, dare a credere e tentare d’attuare un delirio d’onnipotenza, tale da convincersi che pure Dio, a confronto, abbia fatto il suo tempo e sia messo da parte, così come la sacralità della vita, che non è gestibile per delega di chicchessia.
La morte usa la livella, che tutto appiana e, per contro, ecco la vita con la bilancia, di cui solo la sacralità farà da giusto contrappeso ed equilibrio.
Non voglio sentire la coscienza rimordere, perché sono stato vile;non voglio che a me, a noi ma, ancor più ai nostri figli, un altro Primo Levi, milioni di Primo Levi, siano fantasmi per le notti insonni, sempre a chieder di conto e considerare…
se questo è un uomo, che lavora nel fango, senza pace, in lotta per un pezzo di pane, e muore per un sì o un no;
e lo stesso non abbia a fare per lei…
una donna, senza capelli e senza nome e forza per ricordare, vuoti gli occhi e freddo il grembo…come una rana d’inverno.
Ghighè…
No, piccolo mio, nemmeno tu saresti nato in quell’inferno: neppure il grembo di tua madre t’avrebbe riscaldato.
Piccolo Ghighè, quelli come te allora non furono;
tanti che tempo non ebbero neppure di nascere e, chi ancora acerbo, lo stesso finì con il respiro strozzato, nelle camere a gas !
E miglior fortuna non toccò a chi passò oltre, che morì, dentro e fuori il proprio essere, per avere le proprie ossa sepolte in fosse dove finì anche l’umana sostanza, e così nei forni.
In ogni dove, arrivata l’umana follia, eccoli umiliati, percossi, spogliati di beni e dignità , marchiati, ad essere esposti al pubblico disprezzo, raccolti, ammassati come neppure per le bestie condotte al macello, stipati, schiacciati, soffocati e calpestati, per essere poi scaricati come solo per la spazzatura, che neppure sopra di quella avevano potere e posizione;
denudati, per cancellare ogni traccia di personalità, che anche il pudore era un lusso, a lasciare solo la vergogna, che tanto la pelle ce la dovevano lasciare, con il numero stampigliato sopra: solo quello, da quel momento erano.
Chi oggi è a raccontare non è più vivo di quelli: hanno visto fratelli e sorelle, madri e padri e i loro piccoli Ghighè avviarsi in un'altra fila, che non erano abili, no, inutili bocche da sfamare, buoni solo per diventare concime e cenere.
Non siamo così aridi, indifferenti, rassegnati, ipocriti e speranzosi che il fiammifero acceso rimanga in mano ad altri, credendoci "sicuri nella nostra tiepida casa…trovando tornando a sera il cibo caldo e visi amici"…
In sei milioni pagarono: non s’accorsero che i cavalieri dell’Apocalisse erano sfuggiti di mano !
Ma quegli sfortunati, non avevano una MEMORIA cui rifarsi, e furono destinati ad esserlo per noi !
"Se questo è un uomo, che lavora nel fango, senza pace, in lotta per un pezzo di pane, e muore per un sì o un no; una donna, senza capelli e senza nome e forza per ricordare, vuoti gli occhi e freddo il grembo…come una rana d’inverno".
Vegliamo, che nel piccolo sta il grande: il non riconoscerlo dalla brezza ci tornerà a trovare l’uragano.
Non abbiamo alibi, nessun nascondiglio, nessuna scusa, né un catino d’acqua dove lavarci le mani, né foglia che copra l’essere vigliacchi: non è finita, che altri criminali sono a volere finire quel massacro, che coraggiosi padri allora fermarono.
A noi impedire, a noi la MEMORIA, a noi il compito di cancellare, una volta per tutte, le ultime terminazioni nervose di quel mostro.
Per i nostri Ghighè: MAI PIÙ !
Io, secondo me…28.01.2008
venerdì 25 gennaio 2008
Sic transit gloria mundi
...così passa la gloria di questo mondo.
Siamo entrati e abbiamo ( spero ) passato nuove età della Storia: da quella del tosto, della tolla e del bronzo.
Qualcuno potrebbe obiettare sulle ultime due: non può essere, che sarebbe un’involuzione e che arrivarono, si, ma prima di quella del ferro, sulla scia, anzi sulla...ruota del sacro fuoco dell’inventiva e dell’aumento volumetrico del cervello, nella craniota scatola che, allora, stava sulle spalle di "primitivi", ma tali solo per precedenza temporale, che la sostanza l’abbiamo oggi.
La classe "Homo" crebbe: Erectus, Habilis, Neanderthalensis...Sapiens, doppio Sapiens, extra sapiens, extra large, XL, XXL...ah, no, scusate, ho sbagliato etichetta;
beh, insomma, per farla breve, arriviamo ad oggi...Homo Prodensis, nelle tante varianti di "Visus tosti" e "Visus Tollensis" sino al "Bronzeus" a terminare con...lasciamo stare, che quest’ultima va a rotoli e rotoloni, anche se sfregamento e fregatura sarà sempre delicata, su più soffici strati di morbidezza !
Faccia tosta e di bronzo è, a livello individuale, la massima espressione che la natura offre per la sopravvivenza, a fornire una struttura a compartimenti stagni, con galleggiante e galleggiamento a turacciolo;
eliminata dalla dotazione la zavorra: senso d’appartenenza e disposizione al sacrificio, a favore della comunità;
programmi sostituiti dalla sequenza che, alla canna del metano, porta alla cessazione e, secondo disposizione del codice genetico, all’extrema ratio ed unzione:
- «Muoia Sansone con tutti i Filistei !»
Prendiamo un esemplare maschio della specie, a supporto dei miei approfonditi studi antropologici:
Romano Prodi.
Appena gli hanno infilato la cannetta del gas, ha capito che quel mal di pancia, accentuato da un dolore sordo ma forte...al Bassolino ventre, indicava l’avvicinarsi della fine, con preavviso di bruciore da terga, poi esteso all’intero corpo.
Bene, ha pensato il tipo: se morire devo, vediamo di lasciare un segno, fare quel tanto di...Casini ed aprire la...Mastella di Pandora, a farne uscire i venti, le disgrazie e pure i cavalieri dell’Apocalisse.
- «Dopo di me, il nulla !»
La morte politica deve portare a far chiedere per lui l’assunzione a "Santo subito !".
Ma, per tanto, oltre alla scomparsa, ci vuole almeno un miracolo.
Ed ecco i ferri del mestiere, dote di rappresentanza e sostanza della specie, ovvero, il mostrarne tanti, plastici e camaleontici aspetti: faccia tosta, di tolla e bronzo !
- «Volete i prodigi ? Eccoli: ho rimesso in piedi la baracca, tagliato le spese e il paese ha avuto il posto che le spetta nello scenario internazionale...»,
e via a raccontare cose smentite da istituti di ricerca, sondaggi, dati Istat, Ocse, ricerche Censis, affermazioni del Fondo Monetario, studi d’accreditati giornali finanziari, italiani e non, proteste di categorie in lotta per contratti, grida, pianti e stridor di denti di povera gente, che non riesce più ad arrivare alla fine del mese, tra la puzza di casta e monnezza.
Lui no, tranquillo, nella bolla asettica, in quella torre d’avorio che lo isola dai mali e dal mondo...perduto e leggero, come dopo una sniffata generosa o una pipata d’oppio.
E dire che l’avvio avvenne all’ombra di colpi di culo colossali, trovando addirittura "tesoretti" inaspettati, nonostante la scelta di comandare su metà degli italiani con i voti dell’altra metà, quando leggi, regole e saggezza dell’evoluzione della specie suggerivano, necessitavano e pretendevano un passaggio della catena evolutiva, su scala e gradino superiore.
Neanche a parlarne, che il nostro mise all’opera gli scalpellini per cancellare ogni traccia di vissuto e riscrivere una storia a proprio uso e consumo, ad impostare il nuovo passo su quello...Romano, arrivando solo ad ampiezza e figura di quello dell’oca !
Le sue Soldataglie Scelte tentarono scalata a banche, epurazione ed occupazione di gangli nervosi e vitali del paese, come ponti e pulsantiere di comando di Carabinieri, Guardia di Finanza, servizi segreti, poltrone nella televisione pubblica, in giornali, società, bande, aggregazioni ed associazioni.
Mi si dirà che è un poco da tutti fare questo: certo, ma non con tanta virulenza e purulenza, cercando di infettare il corpo attaccato, accettando e cercandone la morte, quando arrivati a realizzare che la colonizzazione era fallita e un altro sol dell’avvenire era a spegnersi !
Per arrivare agli scopi, mantenere equilibrio per deambulare, tirare a campare, tanti i compromessi e i posti aggiunti a tavola, che gli italiani pasteggiano ad avanzi, di una vorace casta dedita ai più biechi saccheggi ed intrallazzi.
Siamo entrati e abbiamo mostrato nuove età della Storia: del tosto, della tolla e del bronzo, appunto.
- «Fermate il mondo: voglio scendere !»
Io, secondo me...25.01.2008
Siamo entrati e abbiamo ( spero ) passato nuove età della Storia: da quella del tosto, della tolla e del bronzo.
Qualcuno potrebbe obiettare sulle ultime due: non può essere, che sarebbe un’involuzione e che arrivarono, si, ma prima di quella del ferro, sulla scia, anzi sulla...ruota del sacro fuoco dell’inventiva e dell’aumento volumetrico del cervello, nella craniota scatola che, allora, stava sulle spalle di "primitivi", ma tali solo per precedenza temporale, che la sostanza l’abbiamo oggi.
La classe "Homo" crebbe: Erectus, Habilis, Neanderthalensis...Sapiens, doppio Sapiens, extra sapiens, extra large, XL, XXL...ah, no, scusate, ho sbagliato etichetta;
beh, insomma, per farla breve, arriviamo ad oggi...Homo Prodensis, nelle tante varianti di "Visus tosti" e "Visus Tollensis" sino al "Bronzeus" a terminare con...lasciamo stare, che quest’ultima va a rotoli e rotoloni, anche se sfregamento e fregatura sarà sempre delicata, su più soffici strati di morbidezza !
Faccia tosta e di bronzo è, a livello individuale, la massima espressione che la natura offre per la sopravvivenza, a fornire una struttura a compartimenti stagni, con galleggiante e galleggiamento a turacciolo;
eliminata dalla dotazione la zavorra: senso d’appartenenza e disposizione al sacrificio, a favore della comunità;
programmi sostituiti dalla sequenza che, alla canna del metano, porta alla cessazione e, secondo disposizione del codice genetico, all’extrema ratio ed unzione:
- «Muoia Sansone con tutti i Filistei !»
Prendiamo un esemplare maschio della specie, a supporto dei miei approfonditi studi antropologici:
Romano Prodi.
Appena gli hanno infilato la cannetta del gas, ha capito che quel mal di pancia, accentuato da un dolore sordo ma forte...al Bassolino ventre, indicava l’avvicinarsi della fine, con preavviso di bruciore da terga, poi esteso all’intero corpo.
Bene, ha pensato il tipo: se morire devo, vediamo di lasciare un segno, fare quel tanto di...Casini ed aprire la...Mastella di Pandora, a farne uscire i venti, le disgrazie e pure i cavalieri dell’Apocalisse.
- «Dopo di me, il nulla !»
La morte politica deve portare a far chiedere per lui l’assunzione a "Santo subito !".
Ma, per tanto, oltre alla scomparsa, ci vuole almeno un miracolo.
Ed ecco i ferri del mestiere, dote di rappresentanza e sostanza della specie, ovvero, il mostrarne tanti, plastici e camaleontici aspetti: faccia tosta, di tolla e bronzo !
- «Volete i prodigi ? Eccoli: ho rimesso in piedi la baracca, tagliato le spese e il paese ha avuto il posto che le spetta nello scenario internazionale...»,
e via a raccontare cose smentite da istituti di ricerca, sondaggi, dati Istat, Ocse, ricerche Censis, affermazioni del Fondo Monetario, studi d’accreditati giornali finanziari, italiani e non, proteste di categorie in lotta per contratti, grida, pianti e stridor di denti di povera gente, che non riesce più ad arrivare alla fine del mese, tra la puzza di casta e monnezza.
Lui no, tranquillo, nella bolla asettica, in quella torre d’avorio che lo isola dai mali e dal mondo...perduto e leggero, come dopo una sniffata generosa o una pipata d’oppio.
E dire che l’avvio avvenne all’ombra di colpi di culo colossali, trovando addirittura "tesoretti" inaspettati, nonostante la scelta di comandare su metà degli italiani con i voti dell’altra metà, quando leggi, regole e saggezza dell’evoluzione della specie suggerivano, necessitavano e pretendevano un passaggio della catena evolutiva, su scala e gradino superiore.
Neanche a parlarne, che il nostro mise all’opera gli scalpellini per cancellare ogni traccia di vissuto e riscrivere una storia a proprio uso e consumo, ad impostare il nuovo passo su quello...Romano, arrivando solo ad ampiezza e figura di quello dell’oca !
Le sue Soldataglie Scelte tentarono scalata a banche, epurazione ed occupazione di gangli nervosi e vitali del paese, come ponti e pulsantiere di comando di Carabinieri, Guardia di Finanza, servizi segreti, poltrone nella televisione pubblica, in giornali, società, bande, aggregazioni ed associazioni.
Mi si dirà che è un poco da tutti fare questo: certo, ma non con tanta virulenza e purulenza, cercando di infettare il corpo attaccato, accettando e cercandone la morte, quando arrivati a realizzare che la colonizzazione era fallita e un altro sol dell’avvenire era a spegnersi !
Per arrivare agli scopi, mantenere equilibrio per deambulare, tirare a campare, tanti i compromessi e i posti aggiunti a tavola, che gli italiani pasteggiano ad avanzi, di una vorace casta dedita ai più biechi saccheggi ed intrallazzi.
Siamo entrati e abbiamo mostrato nuove età della Storia: del tosto, della tolla e del bronzo, appunto.
- «Fermate il mondo: voglio scendere !»
Io, secondo me...25.01.2008
giovedì 24 gennaio 2008
Formidabile quel giorno !
Una giornata d’ordinaria...felicità;
23 Gennaio 2008: incontro con Magdi Allam
A dir la verità, poco avvezzo a frequentare certi ambienti, mi sono sentito come il vecchio campagnolo di un tempo, in città per la prima volta: riconoscibile come una mosca bianca, per quanto imbranato nel muoversi fuori dal suo campicello.
In buona parte c’ha giocato la cittadella, con contorno e ambientazione di accasamenti e infrastrutture per "Very Important Persons", la cui sicurezza è garantita da innumerevoli telecamere, sparse in ogni dove, che "zummano", ovvero ti puntano e allungano l’occhio, che mi sentivo spiato anche quando leggevo il giornale.
Il disagio era ben accentuato, che la ricchezza del contorno faceva soggezione: pure al passaggio della "sciura" con il cagnolino mi faceva capire quanto il cappottino del quattrozampe costava come il mio onorevole giubbone, tranne che, per il piccolo e simpatico cagnolino YorkShire, il tubino era grande come la mia manica, sempre che il collarino con i brillantini avesse incastonato solo volgari cristalli swarovski, che altrimenti, al passaggio, c’ho fatto la figura del...barboncino !
Hotel tal dei tali, piano tale, camera talaltra...facile, come bere un bicchiere d’acqua, ma con scarpe grosse e cervello fino, ci sono arrivato con abbondante anticipo, per studiare il terreno;
in fin dei conti, mica ci andavo per nulla: un incontro con Magdi Allam val bene l’essere uscito sconfitto nella schermaglia con il cagnolino dal capo firmato, e dall’essere stato riconosciuto per quel che sono da come ho parcheggiato il trattore.
Dopo tanti rimbalzi, come una pallina nel Flipper, approdo alla Reception valida ( che se tutto era stato predisposto come test d’intelligenza, ho fatto una figura barbina );
il milite è una persona simpatica e - deduco - abituata a vedersi presentare tipi come me, che annaspano nel pieno disorientamento.
- «[...] Ah, si: lei è la persona che ha chiesto della camera numero...il signor Magdi Allam».
E te pareva che con quelle radioline gracchianti che si portano appesi a tracolla non si fossero rimbalzati la notizia:
- «Stai attento che, se non si perde prima, si presenterà a te un tipo rotondetto e spelacchiato, della famiglia Homo Imbranatus, che chiederà...»
Beh, posso vantarmi con gli amici d’essere andato in televisione, tacendo ovviamente che era quella a circuito chiuso della Security !
Per misericordia divina il mio "Percorso vita", con saggio ginnico, sembra terminato, e fortuna che non sono in ritardo, solo per essere arrivato all’alba, ad onorare un appuntamento di tardo pomeriggio.
Quello che ha progettato la struttura dei corridoi doveva essere un architetto egiziano, di quelli che costruirono le piramidi: prendi a destra, segui quello a sinistra e poi biforchi...ma che, il muratore che ha tirato su i muri era ubriaco quando andava di malta e paletta ?
Prima curva, una guardia del corpo...così per la seconda fino ad arrivare davanti alla porta giusta.
Ragazzi in gamba che si vedeva, t’avevano già "scannerizzato", valutato e catalogato, che alla fine, come per le donne che m’incontrano, si capiva che ti avevano inserito nel casellario dello "Strano ma innocuo".
Magdi, ignorando tutte queste peripezie, deve essersi meravigliato della mia padronanza nel muovermi in quei grovigli, sempre che non avesse sentito le sirene d’allarme, che avvisavano di un brutto ceffo che s’aggirava, con fare sospetto, nel labirinto.
Mah !
Forse l’abbraccio con cui mi ha accolto era di sollievo, come quello del pastore della parabola evangelica che, lasciato le altre 99 pecore intelligenti, aveva ritrovato l’unica e più fessa !
Ho scelto dal repertorio la migliore dotazione, per dare impressione che "c’ho la faccia ma non sono scemo".
Beh, se non l’ha bevuta, ha incassato da vero signore: merito di un animo che lo porta ad avere comprensione anche per i più disgraziati.
Mi ha accompagnato e fatto accomodare: forse aveva timore che avrei potuto perdermi pure lì.
E qui, dopo le presentazioni di rito, mi chiede un’opinione sul nuovo sito da lui gestito, che è come se, l’allenatore della nazionale, volesse suggerimenti su quale sarebbe la formazione migliore, dal tifoso del bar sport !
Deve essersi accorto subito l’errore commesso che, da come mi guardava, sembrava cercare l’interruttore o lo sportellino delle pile, nel tentativo di spegnere la fissione lessico-nucleare.
Sfortuna vuole non li trovasse, e io non sono come l’astronave del capitano Kirk, nella serie fantastica di Star Trek, che comprendeva la possibilità dell’autodistruzione o l’armamento adatto a zittire il Klingon !
Fortuna per lui che altri dei suoi validi collaboratori sono arrivati, ad assorbire la catastrofe dialettica, che gli scudi spaziali del comandante Magdi stavano già per cedere sotto i colpi della falcidiante mitragliatrice bla-bla-bla.
Tra tutti, hanno formato quadrato, come i componenti di Jeeg Robot o dei Power Rangers, riuscendo pian piano a trovare e staccare la spina, seguendo la prolunga che portava alla presa, strozzando ( qualcuno aveva proposto: usiamo il filo ! ) il profluvio di parole.
Belle teste, veramente.
In alcuni passi, scambiandosi tra loro opinioni e idee, eccoli a sciorinare formule a cui ho presentato complicità, ma ho fatto come il dizionario del telefonino, il famoso T9, quando preso in contropiede: Vocabolo sconosciuto, aggiungo ?
Magdi Allam è partito nel modo migliore, circondato da persone con doti e dotazioni di grosso calibro:
Il sito decollerà, grazie al fiuto di un uomo che ha saputo e sa rinunciare ai Masaniello di turno e ai professionisti dell’informazione gridata, stile "’fanculo ! ", che il nostroMagdi non c’ha...Grillo per la testa, e non cerca lo sballo temporaneo da canna mediatica.
Avrò modo di parlare di questi amici e collaboratori, e di Magdi si sa tutto ormai, che io nulla posso aggiungere a quello che è sotto gli occhi di tutti, per impegno, onestà intellettuale, conoscenze e capacità proprie.
Da parte mia, mi sembra d’aver fatto la figura di quello che va dal dottore e chiede:
- «Chi è l’ultimo ?»
Ovvia e scontata la risposta:
- «TU !».
Ancora, nel lasciare la bella compagnia, apprezzare l’abbraccio di un uomo che ci ha ospitato e ascoltati come figli;
ancora a guardare e ringraziare quei fantastici uomini che gli fanno da scorta, che si capisce non solo perché è loro dovere che gli stanno appresso, come la chioccia con il pulcino.
Stanno proteggendolo, a scapito della propria vita, che ogni militare si gioca, in questi tempi grami;
s’indovina rispetto ed ammirazione, così come da noi dovuta, all’arma che fornisce questi eroici ragazzi.
Anche a voi io dico: «Grazie di esistere» !
Per oggi chiudo il rubinetto ma, è minaccia e promessa assieme: ci si ritrova presto.
Parola di...mitraglia !
Io, secondo me...24.01.2008
23 Gennaio 2008: incontro con Magdi Allam
A dir la verità, poco avvezzo a frequentare certi ambienti, mi sono sentito come il vecchio campagnolo di un tempo, in città per la prima volta: riconoscibile come una mosca bianca, per quanto imbranato nel muoversi fuori dal suo campicello.
In buona parte c’ha giocato la cittadella, con contorno e ambientazione di accasamenti e infrastrutture per "Very Important Persons", la cui sicurezza è garantita da innumerevoli telecamere, sparse in ogni dove, che "zummano", ovvero ti puntano e allungano l’occhio, che mi sentivo spiato anche quando leggevo il giornale.
Il disagio era ben accentuato, che la ricchezza del contorno faceva soggezione: pure al passaggio della "sciura" con il cagnolino mi faceva capire quanto il cappottino del quattrozampe costava come il mio onorevole giubbone, tranne che, per il piccolo e simpatico cagnolino YorkShire, il tubino era grande come la mia manica, sempre che il collarino con i brillantini avesse incastonato solo volgari cristalli swarovski, che altrimenti, al passaggio, c’ho fatto la figura del...barboncino !
Hotel tal dei tali, piano tale, camera talaltra...facile, come bere un bicchiere d’acqua, ma con scarpe grosse e cervello fino, ci sono arrivato con abbondante anticipo, per studiare il terreno;
in fin dei conti, mica ci andavo per nulla: un incontro con Magdi Allam val bene l’essere uscito sconfitto nella schermaglia con il cagnolino dal capo firmato, e dall’essere stato riconosciuto per quel che sono da come ho parcheggiato il trattore.
Dopo tanti rimbalzi, come una pallina nel Flipper, approdo alla Reception valida ( che se tutto era stato predisposto come test d’intelligenza, ho fatto una figura barbina );
il milite è una persona simpatica e - deduco - abituata a vedersi presentare tipi come me, che annaspano nel pieno disorientamento.
- «[...] Ah, si: lei è la persona che ha chiesto della camera numero...il signor Magdi Allam».
E te pareva che con quelle radioline gracchianti che si portano appesi a tracolla non si fossero rimbalzati la notizia:
- «Stai attento che, se non si perde prima, si presenterà a te un tipo rotondetto e spelacchiato, della famiglia Homo Imbranatus, che chiederà...»
Beh, posso vantarmi con gli amici d’essere andato in televisione, tacendo ovviamente che era quella a circuito chiuso della Security !
Per misericordia divina il mio "Percorso vita", con saggio ginnico, sembra terminato, e fortuna che non sono in ritardo, solo per essere arrivato all’alba, ad onorare un appuntamento di tardo pomeriggio.
Quello che ha progettato la struttura dei corridoi doveva essere un architetto egiziano, di quelli che costruirono le piramidi: prendi a destra, segui quello a sinistra e poi biforchi...ma che, il muratore che ha tirato su i muri era ubriaco quando andava di malta e paletta ?
Prima curva, una guardia del corpo...così per la seconda fino ad arrivare davanti alla porta giusta.
Ragazzi in gamba che si vedeva, t’avevano già "scannerizzato", valutato e catalogato, che alla fine, come per le donne che m’incontrano, si capiva che ti avevano inserito nel casellario dello "Strano ma innocuo".
Magdi, ignorando tutte queste peripezie, deve essersi meravigliato della mia padronanza nel muovermi in quei grovigli, sempre che non avesse sentito le sirene d’allarme, che avvisavano di un brutto ceffo che s’aggirava, con fare sospetto, nel labirinto.
Mah !
Forse l’abbraccio con cui mi ha accolto era di sollievo, come quello del pastore della parabola evangelica che, lasciato le altre 99 pecore intelligenti, aveva ritrovato l’unica e più fessa !
Ho scelto dal repertorio la migliore dotazione, per dare impressione che "c’ho la faccia ma non sono scemo".
Beh, se non l’ha bevuta, ha incassato da vero signore: merito di un animo che lo porta ad avere comprensione anche per i più disgraziati.
Mi ha accompagnato e fatto accomodare: forse aveva timore che avrei potuto perdermi pure lì.
E qui, dopo le presentazioni di rito, mi chiede un’opinione sul nuovo sito da lui gestito, che è come se, l’allenatore della nazionale, volesse suggerimenti su quale sarebbe la formazione migliore, dal tifoso del bar sport !
Deve essersi accorto subito l’errore commesso che, da come mi guardava, sembrava cercare l’interruttore o lo sportellino delle pile, nel tentativo di spegnere la fissione lessico-nucleare.
Sfortuna vuole non li trovasse, e io non sono come l’astronave del capitano Kirk, nella serie fantastica di Star Trek, che comprendeva la possibilità dell’autodistruzione o l’armamento adatto a zittire il Klingon !
Fortuna per lui che altri dei suoi validi collaboratori sono arrivati, ad assorbire la catastrofe dialettica, che gli scudi spaziali del comandante Magdi stavano già per cedere sotto i colpi della falcidiante mitragliatrice bla-bla-bla.
Tra tutti, hanno formato quadrato, come i componenti di Jeeg Robot o dei Power Rangers, riuscendo pian piano a trovare e staccare la spina, seguendo la prolunga che portava alla presa, strozzando ( qualcuno aveva proposto: usiamo il filo ! ) il profluvio di parole.
Belle teste, veramente.
In alcuni passi, scambiandosi tra loro opinioni e idee, eccoli a sciorinare formule a cui ho presentato complicità, ma ho fatto come il dizionario del telefonino, il famoso T9, quando preso in contropiede: Vocabolo sconosciuto, aggiungo ?
Magdi Allam è partito nel modo migliore, circondato da persone con doti e dotazioni di grosso calibro:
Il sito decollerà, grazie al fiuto di un uomo che ha saputo e sa rinunciare ai Masaniello di turno e ai professionisti dell’informazione gridata, stile "’fanculo ! ", che il nostroMagdi non c’ha...Grillo per la testa, e non cerca lo sballo temporaneo da canna mediatica.
Avrò modo di parlare di questi amici e collaboratori, e di Magdi si sa tutto ormai, che io nulla posso aggiungere a quello che è sotto gli occhi di tutti, per impegno, onestà intellettuale, conoscenze e capacità proprie.
Da parte mia, mi sembra d’aver fatto la figura di quello che va dal dottore e chiede:
- «Chi è l’ultimo ?»
Ovvia e scontata la risposta:
- «TU !».
Ancora, nel lasciare la bella compagnia, apprezzare l’abbraccio di un uomo che ci ha ospitato e ascoltati come figli;
ancora a guardare e ringraziare quei fantastici uomini che gli fanno da scorta, che si capisce non solo perché è loro dovere che gli stanno appresso, come la chioccia con il pulcino.
Stanno proteggendolo, a scapito della propria vita, che ogni militare si gioca, in questi tempi grami;
s’indovina rispetto ed ammirazione, così come da noi dovuta, all’arma che fornisce questi eroici ragazzi.
Anche a voi io dico: «Grazie di esistere» !
Per oggi chiudo il rubinetto ma, è minaccia e promessa assieme: ci si ritrova presto.
Parola di...mitraglia !
Io, secondo me...24.01.2008
mercoledì 23 gennaio 2008
Militi ignoti
Vogliamo un poco parlare di loro, a vedere quanto fanno e quanto potrebbero, militi ignoti nelle mani infantili di politicanti, che con loro ci giocano ancora, come quando erano bambini, credendoli soldatini di piombo ?
Invero, quelle erano le ultime e uniche guerre che i più, di una casta parassitaria, furono in grado di concludere gloriosamente, che per il resto neppure a Risiko ce la facevano a uscirne con dignità.
- «10 100 1000 Nassirya!»
Ve la ricordate questa, vero ?
"Bandiere che bruciano, si sciolgono. Quella d’Israele, quella degli Stati Uniti. La danza eccitata di ragazzi, sghignazzi e saltelli sotto gli obiettivi dei fotografi [...] ecco il verde Paolo Cento, ecco i vertici dei Comunisti italiani, Marco Rizzo e Oliviero Diliberto [...] anche il gonfalone di Marano, con il sindaco Mauro Bertini, che si rifiutò di intitolare una strada ai Martiri di Nassiriya".
Questo è quanto, preso a caso da uno dei tanti giorni d’ordinaria follia cui ci ha abituato una sinistra parte e compagni di merende, a codazzo e traino.
Uno per tutti: "Piero Bernocchi, gran capo dei Cobas, è costretto ad alzare la voce: «Hamas ? Ci sono momenti, in cui l’uso della violenza è inevitabile»".
La scuola di Mosca giustappunto magnificava il terrore quale purgante naturale per metabolismi stitici.
Nulla di nuovo, sotto il sol dell’avvenire.
Non per nulla, ai funerali dei ragazzi caduti, di un Pecoraro fu immortalato lo sghignazzo, mentre "barzellettava" con il compare a fianco.
Già allora la monnezza era a far cumulo !
Oggi, come al tempo del sacrificio dei nostri ragazzi, siamo a vedere a cosa si contrapponevano:
"Iraq. Si fa esplodere davanti ad una scuola elementare, a Baquba: i feriti sono quattro docenti e diciassette alunni, cinque dei quali in tenera età".
Capito ?
La "resistenza", memore che è meglio prevenire che curare, cerca di risolvere i problemi alla radice, tagliando prima della crescita.
- «Ci sono momenti, in cui l’uso della violenza è inevitabile».
Imperativo è che siano assicurati i ruoli e rispetto di copione: la pecora deve fare la pecora e il macellaio il suo mestiere.
Per questo che Israele deve tenere fede all’essere vivaio e allevamento di carne da cannone e da forno;
- «Incomprensibile l’atteggiamento verso Gaza»,
tromboneggia il pomposo pavone con baffino, il - per disgrazia ricevuta - ministro degli Esteri Massimo D’Alema
Da sempre quei pirlotti di Hamas, dopo avere trasformato Gaza in una caserma, hanno ridotto la cittadina di Sderot - per sua sfortuna "equivicina" - che il lancio di razzi ha butterata di crateri, come una luna con le fossette.
Per giusta rappresaglia, Israele ha tagliato per un quarto l’energia a Gaza, ma il governo di Hamas ha approfittato della mossa per tagliare l’erogazione all’interno, dichiarare inesistenti emergenze umanitarie, chiudere i forni del pane e dare così pretesto per denunciare i "crimini israeliani".
Ma come, dico io, non vale il famoso: " Ci sono momenti, in cui l’uso della violenza è inevitabile" ?
No, perché... la pecora deve fare la pecora e il macellaio il suo mestiere.
E poi, la Palestina è lascito eterno di Allah al popolo dell’Islam.
Ehi, scemotti, l’avete scambiato per un agente immobiliare, tenutario pure di case piene di vergini che dovrebbero sollazzare il pisello di quei deficienti che si fanno esplodere tra gli inncocenti ?
Rispetto, Perdio !...e per Dio.
Anche nella striscetta di Gaza l’equivoco equivicino avrebbe voluto mandare i soldatini, prima che Hamas ci avesse da fare a botte e cacciare i "fratelli" di Al Fatah.
Fortuna ha voluto che il destino gli scombinasse le carte, che già gli era riuscito di cacciare tanti militi a far da cuscinetto alla frontiera tra Libano e lo stato ebraico, andando a braccetto con i Kompagni Hezbollah che, innaffiando il territorio d’Israele con missili Katiuscia invece che Quassam, costrinsero la controparte a rispondere per le rime.
I figli di David ancora non capirono che il "Ci sono momenti, in cui l’uso della violenza è inevitabile" non fu per loro, che la pecora deve fare la pecora e il macellaio il suo mestiere.
I nostri soldatini sono serviti a far da tappezzeria e paravento, dietro cui i terroristi, "equivicini" al D’Alema, si sono ripresi dalle mazzolate e pesantemente riarmati.
E vorrebbero far ritirare quelli che fanno da barriera ai terroristi Talebani di Al Qaeda, in Afghanistan, ma erano buoni quelli allora impiegati in Iugoslavia e nel Kosovo.
Ora, questi poveri e bistrattati ragazzi, sono a difendere l’ultima frontiera: l’immondizia di Napoli;
forse torna buono il motto fascionero mussoliniano, per i fascirossi:
"La patria si serve anche facendo la guardia ad un bidone...d’immondizia".
Con l’appoggio di un poliziotto come Gianni, che facendo Di Gennaro come cognome, sarà il prossimo santo a cercare di...trasformare in liquido e liquame il sacchetto del pattume !
Poveri nostri soldati: militi ignoti, dal latino milite ignota;
diversi dal politico che, più che paternità è di "mater ignotae" ovvero...fijio de mignotta !
Io, secondo me...23.01.2008
Invero, quelle erano le ultime e uniche guerre che i più, di una casta parassitaria, furono in grado di concludere gloriosamente, che per il resto neppure a Risiko ce la facevano a uscirne con dignità.
- «10 100 1000 Nassirya!»
Ve la ricordate questa, vero ?
"Bandiere che bruciano, si sciolgono. Quella d’Israele, quella degli Stati Uniti. La danza eccitata di ragazzi, sghignazzi e saltelli sotto gli obiettivi dei fotografi [...] ecco il verde Paolo Cento, ecco i vertici dei Comunisti italiani, Marco Rizzo e Oliviero Diliberto [...] anche il gonfalone di Marano, con il sindaco Mauro Bertini, che si rifiutò di intitolare una strada ai Martiri di Nassiriya".
Questo è quanto, preso a caso da uno dei tanti giorni d’ordinaria follia cui ci ha abituato una sinistra parte e compagni di merende, a codazzo e traino.
Uno per tutti: "Piero Bernocchi, gran capo dei Cobas, è costretto ad alzare la voce: «Hamas ? Ci sono momenti, in cui l’uso della violenza è inevitabile»".
La scuola di Mosca giustappunto magnificava il terrore quale purgante naturale per metabolismi stitici.
Nulla di nuovo, sotto il sol dell’avvenire.
Non per nulla, ai funerali dei ragazzi caduti, di un Pecoraro fu immortalato lo sghignazzo, mentre "barzellettava" con il compare a fianco.
Già allora la monnezza era a far cumulo !
Oggi, come al tempo del sacrificio dei nostri ragazzi, siamo a vedere a cosa si contrapponevano:
"Iraq. Si fa esplodere davanti ad una scuola elementare, a Baquba: i feriti sono quattro docenti e diciassette alunni, cinque dei quali in tenera età".
Capito ?
La "resistenza", memore che è meglio prevenire che curare, cerca di risolvere i problemi alla radice, tagliando prima della crescita.
- «Ci sono momenti, in cui l’uso della violenza è inevitabile».
Imperativo è che siano assicurati i ruoli e rispetto di copione: la pecora deve fare la pecora e il macellaio il suo mestiere.
Per questo che Israele deve tenere fede all’essere vivaio e allevamento di carne da cannone e da forno;
- «Incomprensibile l’atteggiamento verso Gaza»,
tromboneggia il pomposo pavone con baffino, il - per disgrazia ricevuta - ministro degli Esteri Massimo D’Alema
Da sempre quei pirlotti di Hamas, dopo avere trasformato Gaza in una caserma, hanno ridotto la cittadina di Sderot - per sua sfortuna "equivicina" - che il lancio di razzi ha butterata di crateri, come una luna con le fossette.
Per giusta rappresaglia, Israele ha tagliato per un quarto l’energia a Gaza, ma il governo di Hamas ha approfittato della mossa per tagliare l’erogazione all’interno, dichiarare inesistenti emergenze umanitarie, chiudere i forni del pane e dare così pretesto per denunciare i "crimini israeliani".
Ma come, dico io, non vale il famoso: " Ci sono momenti, in cui l’uso della violenza è inevitabile" ?
No, perché... la pecora deve fare la pecora e il macellaio il suo mestiere.
E poi, la Palestina è lascito eterno di Allah al popolo dell’Islam.
Ehi, scemotti, l’avete scambiato per un agente immobiliare, tenutario pure di case piene di vergini che dovrebbero sollazzare il pisello di quei deficienti che si fanno esplodere tra gli inncocenti ?
Rispetto, Perdio !...e per Dio.
Anche nella striscetta di Gaza l’equivoco equivicino avrebbe voluto mandare i soldatini, prima che Hamas ci avesse da fare a botte e cacciare i "fratelli" di Al Fatah.
Fortuna ha voluto che il destino gli scombinasse le carte, che già gli era riuscito di cacciare tanti militi a far da cuscinetto alla frontiera tra Libano e lo stato ebraico, andando a braccetto con i Kompagni Hezbollah che, innaffiando il territorio d’Israele con missili Katiuscia invece che Quassam, costrinsero la controparte a rispondere per le rime.
I figli di David ancora non capirono che il "Ci sono momenti, in cui l’uso della violenza è inevitabile" non fu per loro, che la pecora deve fare la pecora e il macellaio il suo mestiere.
I nostri soldatini sono serviti a far da tappezzeria e paravento, dietro cui i terroristi, "equivicini" al D’Alema, si sono ripresi dalle mazzolate e pesantemente riarmati.
E vorrebbero far ritirare quelli che fanno da barriera ai terroristi Talebani di Al Qaeda, in Afghanistan, ma erano buoni quelli allora impiegati in Iugoslavia e nel Kosovo.
Ora, questi poveri e bistrattati ragazzi, sono a difendere l’ultima frontiera: l’immondizia di Napoli;
forse torna buono il motto fascionero mussoliniano, per i fascirossi:
"La patria si serve anche facendo la guardia ad un bidone...d’immondizia".
Con l’appoggio di un poliziotto come Gianni, che facendo Di Gennaro come cognome, sarà il prossimo santo a cercare di...trasformare in liquido e liquame il sacchetto del pattume !
Poveri nostri soldati: militi ignoti, dal latino milite ignota;
diversi dal politico che, più che paternità è di "mater ignotae" ovvero...fijio de mignotta !
Io, secondo me...23.01.2008
martedì 22 gennaio 2008
Triplice alleanza
C’è una rete invisibile, ma palpabile quando ci finiamo dentro come le mosche, ed è tessitura di quello che, per neologismo di nuovo conio, chiamo "ComuNazIslam", estendendo a questo, per somiglianza, il termine di "Nuova triplice alleanza", associazione per delinquere che cerca sponda l’un con l’altra, nell'attesa poi della resa dei conti qualora vittoriosa.
Per intenderci: avete presente Il Patto Molotov-Ribbentrop o Hitler-Stalin, trattato di non aggressione, saldatura tra la Germania Nazista e l’Unione Sovietica, teso a dividersi le porzioni della greppia sapendo che, all’occasione, uno dei due sarebbe saltato alla gola dell’altro ?
Ecco, una cosa simile oggi.
- «Esagerazioni, espresse con toni inutilmente allarmanti», mi risponderebbe la caricatura di Baffone Stalin d’oggi, come avanti andrò ad illustrare.
Bene: io sono il primo a sperare di sparare cazzate che, se avessi ragione, di palle ci ritorneranno quelle di piombo !
Però, badate bene: l'Iran dello Yeti, i sicari Hezbollah e lo statuto di Hamas, sembrano trovare...comunismo e comunanza nel dire che, se gli va bene, gli ebrei tornano nei forni e i tipi sembrano fiduciosi che il momento è...equivicino e del messaggio nazista sembrano degni continuatori, tanto che gli darei etichetta con la formuletta di un maghetto nostrano, che usava dire:
- «Io inizio dove gli altri finiscono !»
Restiamo su Hamas, che piccolo è bello e proiezione su scala dei grandi;
Oltre al "mestiere delle armi" altro non conoscono e, avendo meccanica mentale tarata sul grilletto del Kalashnikov, men che meno sono capaci di costruire forme diverse da rampe di razzi, bombe e armeria varia.
Da...mezze cartucce quali sono e valgono, non riconoscendo altre forme di civiltà, come le strutture lasciate in piedi da Israele, ecco che, lasciati padroni di Gaza, subito hanno fatto terra bruciata per innalzare torri d’ottusità.
Ghilad Shalit è ostaggio dei beceri dal 25 Giugno 2006: questo è stato il primo passo per la pace di quelle fogne umane.
Per inciso ( i coglioni vanno sempre in coppia ! ) Hezbollah bissò, sequestrando Eldad Regevt e Ehud Goldwasser.
Da noi, per questi, politicanti della consistenza dei famosi bigoli - pasta di grano tenero - pronti a pretendere grazia per un assassino come fu Saddam, non si scomposero né si misero in lista per bacchettare gli amici "resistenti", a riprova che il mio ComuNazIslam esiste e prolifica, tanto da mettere in ombra il record della famosa madre di tutti gli imbecilli.
Ci prestiamo ad abboccare alla pastura come bamba, che tanti sono i casi di comprovati montaggi, giornalistici e foto-cinematografici dove, con mezzi poveri ma proporzionati alla nostra credulità, c’hanno e ci prendono per il culo pari ai famosi boccaloni, pesci tanto tonti da abboccare, fosse pure ad un dito messo ad uncino !
Siamo alla presenza di lanci continui e quotidiani di fuochi, sulla cittadina di Sderot;
Israele decide di rispondere nel modo più intelligente: infilare nel didietro un pari missile cercando le zucche, teste di...comando dei lanci alla "do cojo cojo".
Oltre a ciò, strozzano o lasciano al contagocce le forniture di gasolio per la termocentrale e di medicinali per gli ospedali.
Chiunque dotato di...Sapienza capirebbe che la soluzione non l’hanno gli Israeliani, ma gli imbecilli della ringhiera dirimpetto, a cui dovrebbero essere dirette condanne ed ammonizioni.
Mai: i compagni che sbagliano lo fanno per giusta causa, che anche l’errore, l’orrore e il terrore era dottrina e programma della scuola di Mosca a cui si sono affrancati tanti dei nostri "taglialingue".
Occhio, Hamaspirlotti: in preghiera, mostrerete il meglio, chinandovi sul tappetino;
le supposte degli elicotteri israeliani vi troveranno parcheggio, come ruote di bicicletta nelle apposite rastrelliere - quelle simili a scolapiatti - chiave fessa di naturale invito !
- «Come dite ? Ah, vi siete trasferiti a vivere nei rifugi della Striscia...vecchi volponi !»
La regola del giunco, contrapposta alla quercia, è sempre valida: mi piego, lascio che il vento cessi ma non mi spezzo !
Quando il tam-tam degli amici - quelli della tribù con l’osso al naso, collanine, specchietti per allodole, falce e martello - amplificherà la risonanza del latrato, battendo la grancassa del tamburo mediatico, avrete "equivicini", partigiani e parziali, tutti i polmoni e le corde vocali dei tanti cervelli parcheggiati all’ammasso, dati in cauzione al ritiro della tessera.
Al primo rintocco dell’osso battuto sull’albero cavo, sicuramente risponderà uno dei capotribù:
quel Massimo D’Alema, per disgrazia ricevuta, ministro degli Esteri dell’italiota sponda, che con la rappresentanza dei macellai ci va a braccetto, come "protettore" lo è di uno come Nasrallah, capo degli Hezbollah, terroristi libanesi, che recentemente ha informato:
- «Abbiamo teste, gambe e mani di moltissimi cadaveri di soldati israeliani».
Anche qui, come per l’Iran di Ahmadinejad, "baffino" sarà a minimizzare:
- «[...] dire che minacci il mondo è un'esagerazione espressa con toni inutilmente allarmanti».
Peccato che i katiuscia e i Qassam hanno poca gittata e non arrivano a centrarlo, quando veleggia con la sua barchetta !
Forse che la missileria di Hamas gli ritorna rigurgiti di malinconico rimpianto, quando i maestri della sua scuola li misero a Cuba, ad un tiro di schioppo dalla gente "iuessei", e rivede in piccolo come anche New York avrebbe potuto essere Sderot !
- «Esagerazioni, espresse con toni inutilmente allarmanti», risponderebbe con la classica pomposa sicumera, abituale per tanti professori e professorini...fascirossi raccolti in liste, da usare come balliste, catapulte e arieti.
Non sono meravigliato: per molti di loro, il "percepito" è più sentito come giorno di paga che quello della Memoria.
Ma, si sa: anche il cinismo era nei sussidiari della scuola di Mosca.
E io sono una pentola di fagioli, che sempre borbotta...forse "esagero, con espressioni e toni inutilmente allarmanti".
Io, secondo me...22.01.2008
Per intenderci: avete presente Il Patto Molotov-Ribbentrop o Hitler-Stalin, trattato di non aggressione, saldatura tra la Germania Nazista e l’Unione Sovietica, teso a dividersi le porzioni della greppia sapendo che, all’occasione, uno dei due sarebbe saltato alla gola dell’altro ?
Ecco, una cosa simile oggi.
- «Esagerazioni, espresse con toni inutilmente allarmanti», mi risponderebbe la caricatura di Baffone Stalin d’oggi, come avanti andrò ad illustrare.
Bene: io sono il primo a sperare di sparare cazzate che, se avessi ragione, di palle ci ritorneranno quelle di piombo !
Però, badate bene: l'Iran dello Yeti, i sicari Hezbollah e lo statuto di Hamas, sembrano trovare...comunismo e comunanza nel dire che, se gli va bene, gli ebrei tornano nei forni e i tipi sembrano fiduciosi che il momento è...equivicino e del messaggio nazista sembrano degni continuatori, tanto che gli darei etichetta con la formuletta di un maghetto nostrano, che usava dire:
- «Io inizio dove gli altri finiscono !»
Restiamo su Hamas, che piccolo è bello e proiezione su scala dei grandi;
Oltre al "mestiere delle armi" altro non conoscono e, avendo meccanica mentale tarata sul grilletto del Kalashnikov, men che meno sono capaci di costruire forme diverse da rampe di razzi, bombe e armeria varia.
Da...mezze cartucce quali sono e valgono, non riconoscendo altre forme di civiltà, come le strutture lasciate in piedi da Israele, ecco che, lasciati padroni di Gaza, subito hanno fatto terra bruciata per innalzare torri d’ottusità.
Ghilad Shalit è ostaggio dei beceri dal 25 Giugno 2006: questo è stato il primo passo per la pace di quelle fogne umane.
Per inciso ( i coglioni vanno sempre in coppia ! ) Hezbollah bissò, sequestrando Eldad Regevt e Ehud Goldwasser.
Da noi, per questi, politicanti della consistenza dei famosi bigoli - pasta di grano tenero - pronti a pretendere grazia per un assassino come fu Saddam, non si scomposero né si misero in lista per bacchettare gli amici "resistenti", a riprova che il mio ComuNazIslam esiste e prolifica, tanto da mettere in ombra il record della famosa madre di tutti gli imbecilli.
Ci prestiamo ad abboccare alla pastura come bamba, che tanti sono i casi di comprovati montaggi, giornalistici e foto-cinematografici dove, con mezzi poveri ma proporzionati alla nostra credulità, c’hanno e ci prendono per il culo pari ai famosi boccaloni, pesci tanto tonti da abboccare, fosse pure ad un dito messo ad uncino !
Siamo alla presenza di lanci continui e quotidiani di fuochi, sulla cittadina di Sderot;
Israele decide di rispondere nel modo più intelligente: infilare nel didietro un pari missile cercando le zucche, teste di...comando dei lanci alla "do cojo cojo".
Oltre a ciò, strozzano o lasciano al contagocce le forniture di gasolio per la termocentrale e di medicinali per gli ospedali.
Chiunque dotato di...Sapienza capirebbe che la soluzione non l’hanno gli Israeliani, ma gli imbecilli della ringhiera dirimpetto, a cui dovrebbero essere dirette condanne ed ammonizioni.
Mai: i compagni che sbagliano lo fanno per giusta causa, che anche l’errore, l’orrore e il terrore era dottrina e programma della scuola di Mosca a cui si sono affrancati tanti dei nostri "taglialingue".
Occhio, Hamaspirlotti: in preghiera, mostrerete il meglio, chinandovi sul tappetino;
le supposte degli elicotteri israeliani vi troveranno parcheggio, come ruote di bicicletta nelle apposite rastrelliere - quelle simili a scolapiatti - chiave fessa di naturale invito !
- «Come dite ? Ah, vi siete trasferiti a vivere nei rifugi della Striscia...vecchi volponi !»
La regola del giunco, contrapposta alla quercia, è sempre valida: mi piego, lascio che il vento cessi ma non mi spezzo !
Quando il tam-tam degli amici - quelli della tribù con l’osso al naso, collanine, specchietti per allodole, falce e martello - amplificherà la risonanza del latrato, battendo la grancassa del tamburo mediatico, avrete "equivicini", partigiani e parziali, tutti i polmoni e le corde vocali dei tanti cervelli parcheggiati all’ammasso, dati in cauzione al ritiro della tessera.
Al primo rintocco dell’osso battuto sull’albero cavo, sicuramente risponderà uno dei capotribù:
quel Massimo D’Alema, per disgrazia ricevuta, ministro degli Esteri dell’italiota sponda, che con la rappresentanza dei macellai ci va a braccetto, come "protettore" lo è di uno come Nasrallah, capo degli Hezbollah, terroristi libanesi, che recentemente ha informato:
- «Abbiamo teste, gambe e mani di moltissimi cadaveri di soldati israeliani».
Anche qui, come per l’Iran di Ahmadinejad, "baffino" sarà a minimizzare:
- «[...] dire che minacci il mondo è un'esagerazione espressa con toni inutilmente allarmanti».
Peccato che i katiuscia e i Qassam hanno poca gittata e non arrivano a centrarlo, quando veleggia con la sua barchetta !
Forse che la missileria di Hamas gli ritorna rigurgiti di malinconico rimpianto, quando i maestri della sua scuola li misero a Cuba, ad un tiro di schioppo dalla gente "iuessei", e rivede in piccolo come anche New York avrebbe potuto essere Sderot !
- «Esagerazioni, espresse con toni inutilmente allarmanti», risponderebbe con la classica pomposa sicumera, abituale per tanti professori e professorini...fascirossi raccolti in liste, da usare come balliste, catapulte e arieti.
Non sono meravigliato: per molti di loro, il "percepito" è più sentito come giorno di paga che quello della Memoria.
Ma, si sa: anche il cinismo era nei sussidiari della scuola di Mosca.
E io sono una pentola di fagioli, che sempre borbotta...forse "esagero, con espressioni e toni inutilmente allarmanti".
Io, secondo me...22.01.2008
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