venerdì 10 luglio 2015

Braghetta Facebook

L’avrà fatta di corsa o a piedi?

Acc… gli occhiali… me l'è brüt diventa vecc, dicevano i nostri nonni, nel dialetto milanese.
Beh, dai, consoliamoci: se è brutto diventare vecchi, peggio è il contrario.
Inforco gli occhiali… ecco… adesso lo vedo.

Certo, la scalinata non è quella del Philadelphia Museum of Art, con i suoi settantadue gradini;
 e neppure il tipo in cima è Robert, il “Rocky” del film omonimo;
visto il personaggio, neppure avrà avuto come sottofondo la mitica colonna sonora di “Gonna Fly Now”:
non c’ha il “physique du rôle”, il fisico per sostenere la parte dell’eroe, tonico e muscoloso, com’era Balboa, il pugile interpretato da “Sly”, Sylvester “Gardenzio” Stallone.
Che in cima, esultava con le braccia alzate, non con i pantaloni alle caviglie.

Ora togliamo l’imponenza al tutto: Siamo in Italia, a Brescia;
un uomo, in pieno giorno e in pieno centro, si fa il bidet nella fontana di piazza della Vittoria.
Ecco che fa bella (si fa per dire) mostra di sé in cima ai pochi gradini del complesso.
Mi pare addirittura di sentire il rumore del “birillo” e delle “maracas”, mentre se li sbatacchia come campanacci di vacca.
Neppure disdegna una bella grattugiata nel solco del vaporoso deretano e magari dà pure sfogo a una liberatoria “bombardino di culo”.

Se Atene piange, Sparta non ride: Roma risponde!

«Voi suonerete le vostre trombe e noi le nostre campane» risponde invidiosa, seconda a nessuno!

E via allo spettacolino di emuli, che urinano, defecano e si fanno il bidè per strada o in fontane pubbliche.
Stazione Termini: in uno scatto che ci sputtana e sta facendo il giro del web, un uomo defeca in un angolo, proprio vicino l'ingresso della stazione.
Senza contare di chi ha fatto i propri “bisognini” alla luce del sole, in piena piazza dell'Esquilino, di fronte a Santa Maria Maggiore.
Pantaloni abbassati, il colorato filamento si snoda fumante, accolto dalla piazza e ammirato da passanti e turisti.
Un altro scatto, che si aggiunge a quello di qualche giorno fa in cui due persone “scopavano” come ricci tra i rifiuti e non erano “operatori ecologici”. Spazzini, per comprendersi.

Immagini comunque che rimbalzano in rete e sui vari mezzi d’informazione, per “Urbi et Orbi” e purtroppo i secondi non sono degli ipovedenti, ma all'Urbe e all'Orbe, cioè "Alla città e al mondo".

Fischio, prima ammonizione, seconda… cartellino rosso: espulso!

Non per il cagone, purtroppo, ma a Magdi Cristiano Allam, finito nelle maglie “braghettone” di Facebook.
Almeno la consolazione: poteva finire nelle mutande!

“Cari amici, per l’ennesima volta Facebook mi ha bloccato […] una foto non rispetta gli standard della comunità di Facebook in relazione alle immagini di nudo […] una persona fotografata a Roma mentre defeca su un marciapiede […] sospensione per due giorni e diciannove ore”.

Al nudo di Magdi (non quello personale), c’hanno messo le braghe, come fecero per quelli "scandalosi" del Giudizio Universale nella Cappella Sistina, del grande “Mike”: Michelangelo Buonarroti.
Il poverino fu sfigato doppio: era già morto all’epoca dei fatti, nel 1564, un anno dopo la fine del Concilio di Trento.
Fu un collaboratore e amico di Michelangelo, Daniele da Volterra, a coprire la nudità delle figure con le famose "braghe", cosicché da allora è stato soprannominato il Braghettone.
La maggior parte delle braghe è dipinta a tempera sopra l'affresco originale, che quindi si è conservato di sotto alle ridipinture ma…nel caso di Santa Caterina d'Alessandria e di San Biagio, il Braghettone ha distrutto l'affresco di Michelangelo e ha rifatto le figure.
Basta guardare i santi dipinti da Michelangelo e quelli rifatti da Daniele da Volterra: Santa Caterina era completamente nuda e San Biagio era accovacciato alle sue spalle, in una posizione molto indecente.
Oggi, diremmo una tipica posizione a luci rosse, da “doggy-style-porn videos”.
Alla Santa è stato fatto un bel vestitino verde, salvando la testa, le braccia e la ruota dei martiri originali.
San Biagio non è più piegato sulla Santa e guarda, molto devotamente, verso il Cristo giudice.

Se il buon Daniele da Volterra non fosse intervenuto, magari neppure l’opera del sommo “Mike” avrebbe visto luce, nel modo di “Braghetta Facebook”.

Braghetta ha la regola:
“[…] Facebook limita la diffusione d’immagini di nudo perché alcune parti della nostra comunità globale sono particolarmente sensibili a questo tipo di contenuti, soprattutto per via della loro età e del loro background culturale. […] le nostre policy a volte possono portare alla rimozione di contenuti [… ] continuiamo a lavorare per trovare un equilibrio tra il desiderio di espressione e le necessità di una comunità così grande e diversa”.

Gioie.

Beh, qualche sberla l’hanno presa.
La prima da tribunale francese, dopo che un utente si era visto rimuovere l’immagine del celebre quadro “L’origine del mondo” di Gustave Courbet (una “ariosa” vagina) dove dallo slargo delle gambe di donna si vede che il buco nero non è il “Big Bang”, il gran botto da cui si dice sia nato l’intero universo.

L’altro ceffone: la protesta di un gruppo di mamme, dopo la censura d’immagini di allattamento.

A furia di metter braghette…

Jamie Mc Cartney, classe 1971, ha fatto dell’organo genitale femminile la sua fortuna artistica.
 “[…] summa di questo lavoro […] una parete, a Berlino nel 2008: un fregio lungo nove metri con 400 calchi vaginali diviso in dieci pannelli; vulve di ogni età”.
Un bel lavoro, per “Braghetta Facebook”: che facciamo, oscuriamo o ordiniamo 400 mutande per poterla vedere pubblicata?

“[…] Ammessi saranno anche i nudi artistici, dalle sculture ai quadri, o le foto delle madri che allattano”.

Gli schiaffi hanno avuto effetto.

Il povero Magdi non è stato una mosca bianca.
Ogni mezzo d’informazione ha denunciato e mostrato gli “attributi”, con relativi prodotti urino-fecali all’imbratto.
Quelli “particolarmente sensibili a questo tipo di contenuti, soprattutto per via della loro età e del loro background culturale” devono ritirare la testa da sotto la sabbia, guardare e non aspettare sempre che siano altri a fare il “lavoro sporco”, e rifiutarsi di vedere la realtà, seppure cruda… o cotta, visto che ogni tanto è fumante.
Non sono costoro il nostro metro di misura: pesci nella boccia, relegati in confini mentali ristretti e visione deformata del mondo.

No, il motivo della censura di “Braghetta Facebook” è un altro e richiama il saggio, quando afferma che è prudente essere “forte coi deboli e debole coi forti”.

Scaviamo un poco più a fondo e… scopriamo il velo.
In un commento a parte, Facebook riconosce la complessità di dover operare in Stati e culture diverse, dicendo di SCENDERE DI FATTO A COMPROMESSI CON LE LEGISLAZIONI LOCALI.
“[…]  Alcuni sostengono che dovremmo ignorare le richieste dei governi di rimuovere alcuni contenuti che ritengono illegali anche se non violano i nostri standard […]  anche se ciò significa far bloccare l’intera piattaforma, ma la scelta corretta è in primis quella di restare in un Paese, come senso di responsabilità verso gli altri utenti che si affidano alla piattaforma”, spiega il comunicato.
Prima gli affari, il business, i buoni rapporti e derivati: i danè, le palanche, i piccioli, l'argent, money;
il rispetto per chi ha i muscoli, è più grosso di te o possibile e futuro riconoscente del “Do ut des”,  dell’io do affinché tu dia.
Chi ora governa baracca e burattini sarà debitore verso “Braghetta Facebook”, che toglie di mezzo fastidiosi moscerini, disturbatori del manovratore;
a maggior ragione se megalomane e occupato a credere e far credere di essere una via di mezzo tra l’Arthur Herbert Fonzarelli, il "Fonzie", il simpatico bulletto della serie americana Happy Days e MacGyver, la persona più utile della terra, capace di disinnescare una bomba usando degli stuzzicadenti e chiudere un buco nella diga con una cccola del naso!

Vediamo di salvare Magdi Cristiano Allam dall’esilio.
Si potrebbe, attraverso un fotomontaggio, sostituire i “cago-piscioni” con Il David di Michelangelo, che ha un bel culo tonico e un pisello da sogno!
No… forse non funzionerebbe.
Anche per lui vollero le braghe;
era i 2013: una copia fu donata alla cittadina di Okuizumo, in Giappone.
«Se la vogliamo tenere, almeno copriamogli le parti intime: provoca imbarazzo. Mettiamogli le mutande!»
Credo che il buon David ci sia rimasto male… di sasso, dicono.

Caro Magdi, l’hai fatta grossa.
Nella centrale di “Braghetta Facebook” è scattato il DEFense readiness CONdition, la condizione di prontezza difensiva.

Da defcon 1 a DefEcon 5!
  

Io,  secondo me... 10.07.2015

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