giovedì 19 marzo 2009

La vispa Teresa

La tipa di cui andrò a parlare mi riporta ad una vecchia, spensierata e simpatica filastrocca: quella della Teresa;

"La vispa Teresa avea tra l'erbetta a volo sorpresa gentil farfalletta.
E tutta giuliva stringendola viva gridava a distesa:
«L'ho presa! L'ho presa!»
A lei supplicando l'afflitta gridò:
«Vivendo volando che male ti fo? Tu sì mi fai male stringendomi l'ale. Deh, lasciami! Anch'io son figlia di Dio!»
Confusa, pentita, Teresa arrossì: dischiuse le dita e quella fuggì".

Altri tempi, ricchi di gaiezza, tranquillità, allegria e serenità;
oggi,alla farfalletta, di certo staccherebbero come minimo - ad essere generosi - le ali, e certo fregherebbe a pochi se è figlia di Dio, che neppure a Lui e al suo rappresentante in terra sono più risparmiati frizzi e lazzi.
E pure le Terese nostrane c'hanno altro da fare che correre tra l'erbetta, che siamo in tempi di vacche magre e aggiunta di fori nella cinghia, per meglio tirarla sul poco grasso che ormai più non cola.
E già, ma qui non parliamo di pezzenti, ma della svanita che, beata lei, può ancora permettersi un sano cazzeggio, mentale e materiale.

Siamo a cavallo dell'otto di Marzo, festa della donna.

- «Uuuuh, che noia a Milano, la sera: ma dove sono tutti? Neppure una gentil farfalletta...e mò, come fò io, giuliva, a tirare mattina? Qui pensano solo a lavorare e poco a divertirsi».

Povera e sfortunata Whitney, per gli amici Paris, pargola di Kathy Richards - all'anagrafe Kathleen Elizabeth Avanzino - prodotto dei lombi di papà Richard, pietra portante, nipote ereditiera di Conrad, fondatore della catena di hotel di lusso Hilton.
Papi e zione sono stati come il riporto sotto il tacco del nanetto, il partire a pochi metri dal traguardo quando, per i più, l'avvio è all'estremo orizzonte degli eventi.
Ahi! Peste colga gli sfigati: zavorrati e affrancati dal duro campare e scampare, dal nascere tra gente onesta e dignitosa, ma dall'avvio lento, dovendo barcamenarsi tra i noiosi problemi dell'aggiustare pranzo con cena, tenuta dello stipendio fino al prossimo, per non avere buchi di bilancio nel mezzo, a lesinare, rimandare o cancellare spese in tempi migliori - magari mai - che per questi la noia è un lusso.
Per molti la vita è da stella a stella: sveglia alla mattina, quando ancora buio, e ritorno lo stesso, che il sole lo vedono dalle finestre del lavoro. Se ce l'hanno.
I milanesi dormono, la notte: la mattina successiva è identica alla precedente e il tempo è prezioso, sia per fare che per riposare, che per il primo abbisogna il secondo, e non c'è molto tempo per le follie e le sfarfallate perché, spesso, quando c'è il pane non ci sono i denti, e quando questi, manca l'altro.
Mala tempora currunt...corrono brutti tempi, almeno per i comuni mortali.

- «A me piace stare sveglia fino alle sette del mattino», squittisce candidamente la Teresina Paris.

Noi, formichine operaie, ci si accontenterebbe di un allungamento dell'orario dei negozi, per poter trovare pane e companatico dopo l'uscita dal lavoro: della discoteca ci frega una mazza, che già saltelliamo assai, al suono dell'organetto del principale.
Brava, Whitney Paris, vedi Hilton, goditela: ma la commessa o l'operaia, la segretaria o quella delle pulizie c'hanno altro per la testa che, come fare per ammazzare il tempo, non è un'incognita.

- «Ma anche io lavoro: faccio la stilista!» certamente mi risponderebbe l'oca giuliva.

Ho capito: gli abiti per gli altri li disegna, mica ci si mette dentro.
Hai ragione, Teresina mia, continua a svolazzare così, senza pensieri, tra uno sniffo e l'altro di polverina...dei fiori;
e perdona noi, che non sappiamo soddisfarti come meriti, piccola Paris.

La vispa Teresa avea tra l'erbetta a volo sorpresa gentil farfalletta...


Io, secondo me...19.03.2009

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