mercoledì 18 giugno 2008

Tony Manetta

- «Ti spiezzo in due !»

la minaccia sembrava trovare conferma del proposito negli occhi del massiccio pugile Ivan Drago, martello, più che falce, della vecchia russia: lanciavano fiamme e guardavano dall'alto in basso il povero Rocky Balboa, prima dell'incontro decisivo, nel film Rochy IV.

Lo stesso aveva fatto Tony Manetta - all'anagrafe, Antonio Di Pietro - grande inquisitore di corrotti, ai tempi di "mani pulite", dove squagliò, come neve al sole, l'intera Democrazia Cristiana, con i compagni di merende del Partito Socialista di Craxi, sommersi e sputtanati, accompagnati alla gogna e bersagliati da cori di "Ladri ! ladri !" e subissati dal lancio di monetine, nuova forma di lapidazione politica, che lasciò più segni dei sassi.

L'ha puntato, come la zecca per il cane e ha promesso:

- «Io a quello lo sfascio !»

allora era pubblico ministero e riferì con parlar forbito al procuratore Borrelli;
me lo vedo, a tirare su la manica della toga fino al gomito, braccio teso e il pugno chiuso, pronto a far impattare il maglio sul grugno del povero Berlusca a fare la parte di Rocky e, come il sacco di sabbia, da allora incassa pappine a destra e manca, cazzottoni e mazzolate.

Non ha mai smesso di voler attaccar briga: s'è accapigliato con tutti e per tutto, che bastava trovare sfogo per un carattere iracondo e fumino, forgiato dalle granitiche certezze di classe di provenienza, dove gli dei indossano la toga.
Il Tony Manetta ha cambiato parrocchia, che la politica rende meglio e "Pecunia non olet", il denaro non puzza;
s'è portato appresso la dote, la valigia di cartone, chiusa dallo spago, e dentro non ci ha messo il caciocavallo, ma la vecchia veste d'inquisitore e la bibbia della categoria, che di comandamenti - per gli altri - ne impone ben più di dieci.
Come l'ago della bussola, caparbiamente punta sempre il dito in quella direzione: Arcore, nido del cavalier Berlusca.
Ormai fissa l'albero, che la foresta non s'accorge nemmeno più che gli sta d'attorno e, nel gregge che frequentava ce ne stavano altri, che gli erano scappati per il rotto della cuffia;
ma, chissenefrega: lui quello, e quello solo, vuole sfasciare.
Bastian contrario, ottuso toro che carica, solo al muovere di panno, missile terra-aria che insegue bersaglio fisso, tarato solo sul fatto che quello fiati.
Non voglio sfasciacarrozze, mi sta sulle palle il Rodomonte, il Capitan Fracassa, l'Ivan Drago che vede in ogni stanza un quadrato, un ring, che basti suoni il campanello d'una bicicletta o della porta perché si metta in difesa e meni fendenti all'aria.

C'abbiamo le galere piene, ma di costruire nuove prigioni, neanche a parlarne, vero Tony ?
Sospendere tutti i processi riguardanti i reati commessi fino al 30 giugno 2002, puniti con una pena detentiva inferiore a 10 anni ?
- «Norma "salva-premier" !»
Mai sono riusciti, alla resa dei conti, a condannare Berlusca-Rocky, neppure per un divieto di sosta, e ammonticchiano assoluzioni su assoluzioni, come per le figurine Panini;

chi è il furbo, chi l'incapace o, chi l'innocente e chi il persecutore ?

La norma non cancella nulla, ma da fiato e modo di mettere un assassino o un terrorista dietro le sbarre, non farne scadere i termini di carcerazione, che certo sono reati più gravi e lesti da levar di torno !
Tony, so che il tintinnare delle manette è come lo sniffo per il tossico, ma cerca di darti una calmata, che l'Italia non è un'osteria, dove poter menare le mani.

Tanto è il livore del vecchio inquirente, lo sballo della vecchia onnipotenza, il conciare la pelle al prossimo, che le cazzate abbondano sulla bocca dello stolto:
- «Se passa quella norma [...] a Provenzano d'ora in poi conviene di più candidarsi anziché essere latitante».
Ha sputato di suo, il cervello fino dell'IdV: l'Italia dei...Veleni.
Beh, porterò il tuo suggerimento al caro Provenzano: tu Manetta, scrivilo...magari su un pizzino !
Forse, caro Tony, se sei veloce, il cavaliere lo freghi sul tempo:
fai una soffiata, alle orecchie dei tuoi vecchi colleghi, che forse ce ne trovi uno pronto ancora a fargli avere un avviso di garanzia...tramite il Corriere, come si fece nel '94, durante il primo governo Berlusconi, riunito a Napoli, davanti ai capi mondiali, che si venne da conoscenza prima dalle pagine del quotidiano che dalla fonte interessata.
E sì: i riflettori non fanno schifo a nessuno.
Alla Camera e al Senato, da anni, s'è affiancato il "parlamentino" del Consiglio Superiore della Magistratura, con un potere da fare invidia e paura, secondo a nessuno.
Lor signori ormai si permettono di cassare e cazziare persino disegni o decreti legge, che solo possano dar a pensare di aumentarne il lavoro quotidiano, e sono ben lungi dal formulare garibaldino "Obbedisco !", e questo non ha nulla a che fare con l'autonomia, che di catene non ne hanno.
Ecco la nuova chiesa, con i suoi sommi sacerdoti, che dispensano bastone, carota e olio di ricino, rendendo conto solo a Dio che, impegnato e distratto da altro, non sì è ancora accorto di avergli firmato una cambiale in bianco, una delega valida "in saecula seculorum".
E pure lui, se non starà accorto, si vedrà recapitare un avviso di garanzia se Manetta dovesse cambiare osso da rosicchiare.
- «Misure che si usano solo in Colombia, contro terrorismo e insurrezioni», sbraita, alla notizia dell'impiego di militari nelle città, per affiancare le forze dell'ordine nei controlli, lasciando modo di impegnarsi su fronti più caldi.
Come cittadino sono onorato, orgoglioso, rassicurato, di vedere i nostri in divisa a pattugliare le strade, deterrente contro i criminali e protettori per i miei cari e le mie cose.
Chi cazzo credi d'essere, Manetta, per non accettare una mano da questi generosi ragazzi ?
Pensi che sono buoni solo per giocare ai soldatini ?

Ma, a parte la grana, la busta più sostanziosa, perché non sei rimasto a fare quel che ti riusciva meglio, a gonfiarti come un tacchino e sentirti padrone della vita e della morte, nel palazzo di giustizia ?
La conosci la teoria del massimo incapace ?
C'è un limite per ognuno: al di sotto o alla pari, sei un genio, perfettamente adattato allo scopo;
sopra, hai superato le tue capacità, non sei più nessuno: anche se hai raggiunto l'apice, sei massimo...massimo incapace.

Ma non mi capirai;
ormai sei abituato ad usare il cric per le noci: non le apri, le sfasci !

Io, secondo me...18.06.2008

martedì 17 giugno 2008

Banca...rotta

Oggi mi sento quasi come se sputassi nel piatto dove mangio che, se non sono di quella, in banca ci lavoro e cerco sempre di salvare la faccia dell'istituzione, di cui una delle appartenenti mi offre pane e companatico;
spero mai, tra i tanti corsi che c'è dato fare, ne arriverà uno simile, che mi sembra un'elegante forma di prostituzione, seppure d'alto bordo.

"Da settembre lezioni di dialogo per dipendenti Banca popolare di Milano [...] per la prima volta dirigenti e sportellisti potranno conoscere i principi della religione islamica e le differenze tra questa e le altre due religioni monoteiste, il Cristianesimo e l'Ebraismo".

Il piano di formazione realizzato dall'Accademia di studi interreligiosi di Milano (Isa), mi pare di una coglioneria abissale, che già il partire è con il piede sbagliato;
conoscere mi sta bene, che mai si termina d'imparare e gli esami non finiscono mai, ma è la gerarchia insita nel percorso strutturale che mi pare dispensa d'asini, a far girare la macina per fornire farina ad altro mulino.

Impariamo prima dal libro e dal verbo più antico, dall'ebraismo, e le differenze saranno a studiare tra questi e le altre due religioni monoteiste, il Cristianesimo e l'islam !
Non giochiamo con i pesi, ma con le misure, che dalle fondamenta s'arriva al tetto e le tegole coprono, ma non cancellano e schiacciano la casa, ad avere ben chiaro chi e cosa c'era prima e chi arriva a riscuotere la paga a mezzo e a fine lavoro.

E la sciura Isa, accademia più della crusca che della farina, non si copra le pudende con la mutanda d'etichetta fine, di studi "interreligiosi": inter forse è nome della squadra del cuore, non certo a significare "fra" le religioni, che la presentazione dispone una prima sul podio alto, e le altre ad accontentarsi di medaglia d'argento e bronzo e, da sotto, a prender esempio e far figura di parenti poveri, di barboni, rispetto al sopra.

"Il corso vedrà come protagonisti alcuni dirigenti della Comunità religiosa islamica italiana (Coreis) e, partendo dai principi della religione islamica, analizzerà anche quelli delle altre due religioni monoteiste, per poterne capire i punti d'incontro";

...la terra è ferma, centro dell'universo e tutto gira a lei attorno...

Mi sa che al prossimo Galileo non andrà bene come all'altro: sarà...sul filo del rasoio e, più che acqua, dovrà tenere il sangue in gola !

"[...] spiega il responsabile delle comunicazioni esterne dell'Accademia Isa, Abdel Azim Pisano: abbiamo subito riscontrato un certo interesse da parte della banca, che vede come sempre più forte e radicata la realtà degli immigrati in Lombardia, i quali oltre ad essere risparmiatori sono diventati anche imprenditori. Già ora i depositi degli immigrati sono significativi [...] per migliorare il rapporto [...] si è pensato di tenere un corso per i dipendenti sulle diverse culture e mentalità con le quali dovranno avere a che fare, superando gli stereotipi che spesso sono creati dai media".

Ah, ecco: è una cospirazione dei media...stereotipi, preconcetti, quisquilie, pinzillacchere, bagattelle;

Ebraismo e cristianesimo confinati dietro la lavagna, ripetenti e somari in eterno castigo, mentre in cattedra salgono altri, portatori di valori, anzi, di ricchezza: palanche, monete sonanti;
traduco, per la banca, che si dice di Milano: franch, sghèj, svánzegh, franchitt, danee !

Un vecchio saggio usava dire: "Chi vusa pusè la vaca l'è sua", ovvero, chi urla di più ottiene la proprietà della mucca;

nel nostro caso, più che urlare, basta pagarla, la vacca.

Io, secondo me...17.06.2008

lunedì 16 giugno 2008

Dalla A alla...H

Si dice che la filosofia e suoi maestri siano nati in Grecia, a coltivare "attività conoscitiva rivolta ad interpretare i principi fondamentali della realtà e le condizioni di conoscenza ed esistenza umane";
Falso: quella e i migliori suoi sono di Napoli, ed ognuno di quelli conosce, ce l'ha nel sangue, per istinto, capacità e dote innata.
Io, abituato a voli pindarici nell'uso di parole e concetti, prolisso distributore di chiacchiere, inchiostratore di bla-bla-bla, mi trovo spiazzato con quelli, che ti ghiacciano il profluvio e trabocco di chiacchiere con un tiro di somma fulmineo e fulminante.
Lui, tanto per cambiare, si chiama Antonio, il classico Nino, per gli amici: lavora in una piccola libreria, di un viale di Milano;
nei miei frequenti giri, nella metropoli meneghina, quella piccola bottega profuma di carta e stampa e, essendo la prima sul mio iniziale tragitto, m'attira come il negozio di pane e la caffetteria, con le fragranze, gli odori che spandono, nativi ed ammalianti profumi mattutini.
Io e Nino ci scaldiamo la favella, scambiamo le prime impressioni, i commenti acerbi delle appena sfornate notizie di telegiornali e quotidiani, freschi di voci e stampa.

- «Hai sentito, Nino: sul nucleare l'Iran si fa beffe anche di Solana».
Senza smettere di impilare, spostare, catalogare e ordinare libri, ingobbito sui tomi da riporre, spara la prima del giorno:
- «Dicette 'o pappice 'nfacci' a noce: dàmme 'o tiempo ca te spertoso»,
...disse il tarlo alla noce: "Dammi il tempo per bucarti".
Beh...mi ha chiuso la diga prima che potessi rilasciare pensiero;
Ahmadinejad 'o pappice Mahmoud è da qualche tempo che rosicchia le fondamenta di burro di una Eurabia infiacchita e imbolsita, incapace di reazioni incisive, su tutto.
- «Hai ragione, Nino: il troppo cazzeggiare ha dato al nanerottolo la sensazione d'essere un gigante e, chi gli urla dietro, è solo un popolo dei "grand, gross, ballabiott, pussé ciula che baloss", grande, grosso, buffone, più stupido che furbo».

Leggo: "L'hanno accolto a pesci in faccia; Solana, il rappresentante dell'Unione Europea, della politica estera di Bruxelles, a Teheran per la questione del nucleare iraniano, è stato zittito fin dall'inizio, prima ancora di misurarsi con Manoucher Mottaki, ministro degli Esteri dell'altra sponda [...] se la richiesta è quella di sospendere le attività d'arricchimento dell'uranio, nemmeno saranno prese in considerazione";
'o pappice ha già scavato: inutile chiedergli di uscire e tappare il buco.
- «'A gallina fa ll'uovo e o gallo ll'abbruscia 'o culo»
...la gallina fa l'uovo e al gallo brucia il sedere, esclama Nino, il saggio;
Solana, il gallo, può solo fare melina, tirare l'ora della coincidenza per l'aereo che lo riporterà a casa.
- «'O peggio surdo è chillo ca nun vo' sèntere»...il peggior sordo è quello che non vuole sentire;
e l'Iran di Mahmoud chiude le trombe d'Eustacchio, e suona i tromboni per i trombati: quelli del 5 + 1;
no, non è la combinazione vincente del Superenalotto, ma lo schiaffo che si prendono i cinque membri del permanente consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ( "Iuessei", Cina, Russia, Francia e Gran Bretagna ) e il "numero Jolly", la Germania.
- «All'altare sgarrupato nun s'appicceno cannele»: all'altare malandato non si accendono ceri, e questi signori, invece della tavola liturgica, c'hanno quella della pietra tombale, che al massimo ci portano i fiori !
Se mai ce ne fu, reputazione, credibilità e rispetto ce li si è giocati nei tanti bizantinismi e tiriamo a campare;
- «A vacca, pè nun mòvere a coda, se facette magna' 'e ppacche d' 'e mosche»
...la vacca per non muovere la coda si fece mangiare il sedere dalle mosche !
Più che scoperto, il nostro culo e scorticato, perché, come continua Nino,
- «Mentre 'o miedeco sturéa, 'o malato se ne more»
...mentre il medico studia, il malato muore.

Ahmadinejad 'o pappice ora c'ha dato l'olio santo, l'estrema unzione: sì è convinto che can che abbaia non morde.
- «Mazza e panella fanno 'e figlie bell; panella senza mazza fanno 'e figlie pazze»
...bastone e pagnotta rendono i figli belli; pagnotta senza bastone rende i figli pazzi;
Mahmoud è la prova che aveva ragione qualcuno, nel dire: "Non di solo pane vive l'uomo".
Quando era momento, serviva un bastone; perché, "quando ce vò ce vò! "
- «A lo ffriere siénte l'addore, a li cunte siénte lo chianto !»
...al momento di friggere senti l'odore, al momento di pagare senti i pianti !
E sì, il funghetto atomico andrà a cuocere e rosolare, sfrigolando e dorando tante carni.

Dio disse: "Io sono l'alfa e l'omega, il principio e la fine";
'o pappice s'accontenta di andare dalla "A" alla "H", che è lo stesso:
dalla bomba atomica a quella all'idrogeno.

- «'A morte nun tene crianza»: la morte non ha educazione.

Io, secondo me...16.06.2008

venerdì 13 giugno 2008

Colombo di pace

Vorrei tranquillizzare i più e dire: - «Sarò breve», ma stavolta no, non posso, perchè riduttivo, come tentare di spiegare l'universo affermando che, alla fine, il tutto si riduce ad un gioco di scontri tra biglie di varia dimensione e rimbalzi di sponda.

Ci sono momenti nella vita che, per quelli come me, comuni mortali, pare di toccare il cielo, d'essere arrivato ad un passo dal concederti attenzione, trattarti meglio, sentirti importante, risplendere, fosse anche per effetto di semplice luce riflessa: la fortuna di avere trovato la posizione migliore per ricevere e convogliare quel calore, come un vecchio dinosauro al cospetto del sole;
ti senti realizzato, completato, appagato: percepisci la tua unicità, seppure particella, nel carnoso gruppo che ti circonda e di cui riconosci abbraccio.
No, non è vanità ma, circondato da persone eccezionali, ognuno con corposi vissuti e sostanziose qualità, acquisti fiducia, conoscenza, relazione, collocazione e ne diventi valore aggiunto.
La pagella, i "crediti", gli amici, prendono forma, e si chiamano Fabio, Andrea, Mauro, Daniel, Claudia, Alessandra, Adriana e...e...tanto per fare nomi;lista senza gerarchia e cognomi, per non correre il rischio che, una memoria burrosa e volatile, faccia scivolare via qualcun altro, non meno grande perchè dimenticato ma vittima di quel mio gommino mentale.
Un primo assaggio, un incontro con il "nostro" Magdi Cristiano Allam l'avevo avuto, ma in forma più "ristretta": poche persone, seppur notevoli, ma in numero contenuto, giusto a starci in un salottino;
questa volta invece si trattava del "nientepopodimenoche" Istituto Salesiano, intitolato ad uno dei santi più amati dalla mia Milano, Ambrogio;la "stanzetta" di ritrovo era un pochino più ariosa, chiamata e dedicata ancora alla santa buonanima.
In pratica era un'aula, con i suoi bravi banchi e il telo dietro la cattedra dell'oratore, che mi pareva d'essere tornato ad avere il batticuore, le palpitazioni, il cuore a tamburello dell'alunno alla prova d'esame;
e già, perché, all'atmosfera da "chi interroghiamo oggi", s'era aggiunta lei, la Valentina, e mica una qualunque, ma la Colombo, ora signora Allam !
Grattando nello sgabuzzino mentale, lentamente affiorava l'elenco del "caspiterinacosaècostei";
non è solo "la bella moglie di", ma la conferma che, dietro ad un grande uomo, c'è sempre una gran donna e, a tanta grazia e ben di Dio, segue sostanza:
ricercatrice presso l'IMT ( Scuola di alti studi ) di Lucca, cura la rubrica "Nuovi Averroè", sulla rivista "Tempi", è la traduttrice del premio Nobel per la letteratura Nagib Mahfuz e di tanti altri autori arabi, collabora con il Center for the Liberty in the Middle East ( Bruxelles / Washington ) ed è Senior Fellow presso L'European Foundation for the Democracy ( Bruxelles ) e, scusate se è poco, è pure scrittrice e ha pubblicato i suoi bei libri.
Ora, tutto questo dire, per collocare me in confronto ad una come lei, e non solo nel banco.
- «Oh, che piacere, finalmente conosco Giuseppe ! », e fino a qui, tutto bene:
altri, prima di lei, hanno pronunciato la fatidica frase, per poi pentirsi;
si afferma che errare è umano, ma è il perseverare che è diabolico:
- «...bene, adesso io mi siedo qui e tu di fianco».
E te pareva: ecco l'ennesima riedizione di "La bella e la bestia".
Ussignur, non è colpa mia: il Padreterno, al momento di darmi forma c'aveva, in una mano il modello, che era una via di mezzo tra Brad Pitt e Tom Cruise;
Gabriele, l'arcangelo, gli era venuto a dire che gli avevano fregato una mela e lui s'è distratto un attimo ed ecco qui: l'assemblato tra Yul Brinner e Giorgio Gaber, che invece d'avere il naso del primo e i capelli del secondo, mi sono trovato la pelata di uno e la proboscide dell'altro !
Una leggenda metropolitana vorrebbe che il profilo greco piaccia alle donne: non c'ho creduto più da quando una, sulla spiaggia, m'ha pregato di stare di profilo, che non c'aveva l'ombrellone !
«Beh», mi sono detto, «è tipico delle donne, l'istinto materno, che le fa prestare maggiore attenzione al figlio venuto peggio, anche se non è il suo» e Valentina, nell'attesa di festeggiare il primo compleanno di quello splendore di bimbo loro, che è Davide, possiede indole e inclinazione, a dare abbuoni e consolazione ai meno fortunati.
Finalmente il nostro Cristiano arriva ed è tutto nostro, per un tempo sempre avaro, per chi non lo vorrebbe mai con il contagocce.
La presentazione è importante, uno per uno, che finalmente si materializza anima e corpo di tanti, altrimenti "fantasmini" della rete;
superato "l'esame finestra", nel senso che non mi hanno buttato da quella, ecco, nella nuova materialità acquisita, metabolizzare quanto Cristiano ha in progetto di fare e offrire a breve, una piccola rivoluzione e rivelazione di quanto voglia prepararci a sfide più grandi, a passare oltre, a non restare semplici voci, che si palleggiano teorie senza poi dare forma a nulla di pratico.
Non basta il puntare il dito su quello da non fare, che non va bene, ma anche dare concretezza al potenziale di tante belle menti, che una sapiente regia ha saputo mettere assieme, a formare una forza, una testa d'ariete che sappia sì abbattere quel che non sta in piedi, ma gettare anche fondamenta su altro che abbia basi consolidate.
Timonieri ne abbiamo: Cristiano, Valentina e collaboratori "stretti", che ancora il girovita non mi permette d'essere tra quelli, ma dobbiamo trovare la battuta di tamburo, perché si remi a tempo e la nave navighi spedita, ad andare lontano e non girare in circolo vizioso.
Allo studio i mezzi tecnici e tecnologici;a seguire, corsi di "tamburellite", a trovare il sincronismo del muovere ordinati ed essere penetranti, come una falange.
Ben disponibile di ritornare a scuola, sperando di non finire dietro la lavagna, con il cono in testa e le orecchie d'asino, ritagliate con il cartone.
Otterremo vitalità, perché avremo, assieme, coscienza e conoscenza;dal penso, quindi "ci" sono, al penso, quindi sono: dal semplice esistere ad essere, dal mangiare per vivere, ma anche per crescere e, dal maturato al divenire.
Non saremo ne resteremo una delle tante unità immobili, paralitiche, stagni senza più affluenti, impressi nella rete digitale come insetti sulla carta moschicida:
Non ringrazierò mai abbastanza il buon Dio per avermi fatto incrociare le strade di persone così, come dei tanti amici, di cui mai neppure avrei potuto pensarne l'esistenza o venire a contatto, se un disegno, che io credo superiore, non avesse fatto sì che un ragnetto laborioso avesse a tessere la tela e unire al centro le tante parti.
Come in ogni aula, per alunni e maestro, suona la campanella: il segnale che Cristiano deve migrare nel vicino Auditorium, all'incontro con il Rettore maggiore dei salesiani nel mondo, Pasqual Chavez;
ecco il ritrovare e rinnovare l'opera di Don Bosco, i frutti della sua ricerca e attenzione ai bambini, a farne uomini e donare valori: con soddisfazione di entrambi, ecco Monsignore indicare Magdi Cristiano come esempio vivente, lavoro di quel tempo, in questo spazio, semina di quel Santo e della Provvidenza.
Più di cinquant'anni ci sono voluti, ma dai fiori la pianticella è passata al frutto, ed ecco la conversione;
nei tempi e nei modi, come volontà di Dio, dai cui piedi Cristiano non si è mai allontanato, perché da sempre il suo cuore gli appartiene.
Valentina, più tardi, parlandoci della decisione che prese di diventare traduttrice e imparare l'arabo, disse che la cosa nacque quasi per scherzo e per caso ma - ascoltami, Valentina - non è vero:
la tua strada doveva trovare quella di Cristiano e da voi doveva essere Davide;
Voi siete nati da sorgenti lontane, ma ad affluire, dopo un tormentoso cammino, per specchiarvi negli occhi del vostro bimbo.
Come dice una bellissima canzone dei figli d'Israele: "Era scritto nelle stelle";
e i Salesiani hanno servito e seguito Dio, lo hanno onorato come loro solito, secondo loro natura e senza l'uso della spada.
Tanti hanno seguito le parole di Chavez, il dire di Allam, il portare a galla l'oro che c'era in quel corso;
la gente, quella che tu ami e a cui ti piace mischiarti, caro Cristiano, mi ha fatto sudare:
l'emozione che si era creata in ognuno aveva innalzato temperatura e palpiti.
Te ne sei accorto vero, amico nostro ?
La cena di commiato, ti ha visto arrivare tardi: l'amore della gente ti ha rapito, rubando un poco di te al tempo che ti voleva solo nostro, ma non importa, che quando sei felice ti brillano gli occhi, e avrei voluto che si spegnessero le luci, per vedere ancora meglio quel brillio.
Tra pochi giorni il vostro “aeroplanino magico”, Davide, festeggerà il suo primo anno di vita.
Mi ritornano in mente le parole di Suor Pier Teresa, che aveva raccolto le speranze di una persona meravigliosa, dove non era importante che tu fossi in una scuola cristiana, ma che crescessi bene;
quella persona speciale era la tua mamma, caro amico nostro, e il giorno del compleanno di "Ghighè", lascia un posto che, anche se sembrerà vuoto, non è vero:
lei ci sarà, felice, con voi.
Me ne sono andato e, nonostante avessimo scavalcato un giorno, con la sensazione che un genietto dispettoso avesse accorciato le ore.
- «Arrivederci»: un saluto al responsabile degli "angeli custodi";
nella saletta successiva, al resto dei meravigliosi "ragazzi" della scorta, ho preferito un «Buonasera», nel timore che si fossero parlati per radio e, il loro capo, gli avesse detto di stare attenti, che quel tipo proferiva minacce: non c'era bisogno che dovessero rivedere la sua brutta faccia.
A loro, ripeto quanto già detto, ma con riconoscenza:

- «Ragazzi, grazie d'esistere ! »

Io, secondo me...13.06.2008

mercoledì 11 giugno 2008

Il falso e il profano

Eccomi allo scrivere che, in partenza, parrà come lo svolgimento del più consunto, trito e comune tema in classe, e del banalissimo suo titolo: "Descrivete una vostra giornata".
In verità, annuso, nel mio procedere e con una punta di melanconia, antichi odori e polverose emozioni, quando oggi, a dimostrare mia ignoranza e grigiore di pelo, il tema del mio giurassico evo non c'è più.
Pazienza: coabiterò con le voci che sento solo io, che se un tempo sorridevo a vedere un anziano parlare da solo, oggi mi toccano le prove d'esordio, per prepararmi a quello.

A Milano, dietro le mura del palazzone dell'assessorato al traffico e Comando Vigili Urbani in Piazza Beccaria, dove la fine di Corso Europa trova incrocio ortogonale per la svolta sia verso Via Larga sia verso Largo Augusto, c'è come una nicchia, una piccola rientranza con un rettangolo di verde e una betulla maestosa, dritta nel mezzo;
un mondo sincopato, d'umanità sempre con il piede sull'acceleratore, sciama lungo il marciapiede, e difficilmente degna di uno sguardo quel piccolo spicchio, un francobollo di spazio:
forse per quello si era messo lì, quel che ancora si segna e indica con il termine sbrigativo di "Barbone".
Poco defilato, solo tre ragazzini lo stavano guardando, ed uno cercava l'inquadratura migliore, per immortalarlo con il suo telefonino, sicuramente per poi mostrare ad altri o inviare in rete, all'onnivoro mondo di occhi curiosi, non più interessati ai fatti ma all'effetto.
L'età di quel povero cencio d'umanità era indefinibile: invecchiano precocemente ma, in quel vestire, trasandati, imbottiti e rigonfi di panni, pezze e stracci, parrebbe centenario pure un adolescente;
L'attenzione e l'attrazione dei novelli cineasti, presi a filmarlo, era concentrata sul fatto che, il miserello, aveva i pantaloni ( più di uno, come per il sopra: si portano appresso e indosso tutto il guardaroba ), calati fino al calcagno e, nudo dalla cintola in giù, si controllava con attenzione, forse perché non era riuscito a contenersi e aveva bagnato i - per lui - preziosi tessuti.
Se mai si volesse certezza e certificazione di miseria, eccola.
Passo oltre, nella piena consapevolezza d'impotenza, di non essere utile a nulla, di non potere nulla, di non servire se non a dar di nota e descrizione e nella mente scatta il ricordo del visto, in altro tempo e spazio.

Come un regista, vivo il cambio di scena, lo sfumare di un'immagine, il riformarsi e messa a fuoco d'altra.
Sempre nella metropoli meneghina, ma in altra dimensione spazio-tempo.
Campo largo: Convento dei Cappuccini di viale Piave 2;
campo medio: uscita dalla mensa dei "poveri";
ai generosi frati, è dato modo di rispettare l'evangelica parola del "Dare da mangiare agli affamati" e pararsi dal rischio di rappresaglia, che il buon Gesù avvertì:
- «Quel che farete al più piccolo, lo farete a me...occhio, che sotto mentite spoglie ci potrei stare: vi metto alla prova, e poi facciamo i conti».
Camera in avvicinamento, piano americano: gruppo di famiglia ripreso dalle ginocchia in su, a riempire tutto il campo;
l'allegra combriccola accorpa un vecchio e il giovane: omaccioni con relative aderenze femminili, dall'imponente matrona con bimbo a rimorchio e giovinetta con bebè a tracolla, tutti in sghignazzi e schiamazzi, a squarciagola.
Andavano al lavoro: le donne ad allungare la mano, per l'elemosina, nelle borsette o per portafogli, e gli uomini, ognuno con stampella a seguito, ad occupare posizione, dove certo badavano bene a non saltellare, come li ho visti io, nella "partenza sprint" dopo generosa e gratuita libagione.
Ancora oggi mi chiedo: ridevano degli ingenui frati o degli italiani, tanto facili da coglionare ?

...intraprendenti e furbi, maledettamente e oltre l'immaginabile, che se gli molli un Euro, fanno come con le ciliegie:
- «Dai, ti prego, dammene cinque; sto male e devo assolutamente prendere la medicina !»
e l'uomo mostra una scatoletta, scritta e nome impronunciabile, parzialmente timbrata da un ritaglio d'impronta di scarpa e sicuramente recuperata nelle vicinanze di una farmacia...magari un lenitivo per dolori mestruali;
e il melodrammatico, dove lo mettiamo ?
- «Ho due bambini, dormiamo in un furgoncino: ti prego, ho bisogno di almeno cinque Euro, sennò, giuro, non ce la faccio più...m'ammazzo !»
Settimane dopo, nonostante ( c'ho la faccia ma non sono scemo ) non gli vessi mollato una palanca, eccolo, vivo e vegeto, ad abbordare un altro con la faccia da credulone.
Tutta l'Italia è diventata una corte dei miracoli, salvo che, per i più, siamo un mondo di libere galline in pari di volpi, che fingono di essere impagliate.

Io, secondo me...11.06.2008

martedì 10 giugno 2008

Moschiese

"Quel che è mio è mio, quel che è tuo è mio".

Il segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana, Monsignor Giuseppe Betori, ha ricordato, nei confronti di quei preti che concedono dei locali ecclesiastici per la preghiera musulmana che, così facendo, "[...] alienano per sempre quegli spazi alla fede cattolica e lo affida per sempre all'Islam [...] secondo un'antica consuetudine, quando un terreno o uno stabile vengono utilizzati per la preghiera dei fedeli seguaci di Maometto, quello spazio non è più disponibile per le altre religioni".
Si, perché lor signori – quelli, seguaci ed emuli di BinlAllah - c'hanno schifo, di noi, "diversi", impuri, infetti e immondi, figli di scimmie, cani e porci, che hanno così già ridisegnato l'albero dell'evoluzione di Darwin;
cinque o sei miliardi di persone adorano tutt'altro, ma non importa: la spada, come il bisturi, seziona, ritaglia e asporta ogni cosa sia ritenuta non facente parte del corpo, come fossimo bubboni infetti.
E pensare che loro sono gli ultimi arrivati, tra la "gente del libro", quella Bibbia da cui hanno estratto un formato "omeopatico", stemperato in tanta acqua e ri-addensato con aggiunte, tradizioni relative alla vita e ai detti (hadith) del Profeta Mometto.
Ma non importa: la Storia la scrive – e riscrive – il vincitore e un domani basta scalpellare tutti i monumenti dei vinti e cancellarli dal ricordo dei posteri.
Quelli che arrivano con queste idee, non si vogliono integrare, ma fagocitare:
noi siamo il pasto per il loro sacco esofageo.
Cercano rogne, sono l'avanguardia tribale di megaloidi, pochi per numero, ma concentrati per pericolosità.
Guai ad abbassare la guardia, guai a far finta di non vederli o vedere dove vogliono andare a parare;
e, soprattutto, sperare che alla fine tutto s'aggiusti e vada a posto da solo, per provvidenza infusa.
Inutile è fingere e ingannare noi stessi nell'accomodante illusione che "Non tutti sono così: è una minoranza":
anche una valanga nasce da una briciola e l'uragano da un refolo d'aria.
Con tipi che c'hanno simili sballi mentali, c'è da avere paura pure del venditore di tappeti, nel timore che li stenda sul pavimento e questo valga da rogito, per il possesso di quanto ci sta sotto.
Pensare male è brutto, ma non è mai abbastanza e ci si azzecca.
Il pericolo non è il buono, quello che sgobba tutti i santi giorni ed è valore aggiunto, nella nostra società;
nell'Islam d'oggi siamo ad una resa dei conti: l'uno armato contro l'altro e, per il momento, siamo vittime di giochi di sponda e rimbalzi, ma stiamo certi che, finita la pulizia dei panni sporchi di casa, i cazzotti si volgeranno verso il ventre molle o, almeno, il percepito come tale.

- «Ubbie, pinzillacchere, seghe mentali, "Cassandrate"», urlano gli struzzi, dando di rimbombo sulle pareti del buco nella sabbia, dove hanno inforcato il testino.
- «Bene», rispondo io: «Continuate a mantenere la posizione, che avete la piega ed esposizione giusta per una cura invasiva»;
e, come se non bastasse, ecco il babbeo di turno, la perfetta rispondenza tra domanda ed offerta, il masochista per il sadico:

"Belgio, proposta shock: trasformare le chiese in moschee [...] proposta del vicesindaco del comune di Anversa, Philip Heylen, di trasformare in moschee alcune chiese cristiane della città, visto il numero crescente di fedeli musulmani e quello invece sempre più scarso dei cristiani praticanti".
Più che una visione a 360 gradi, è un fermarsi a 90.
Visti i flussi e i riflussi, qualora la letargia nostra lasciasse posto ad un nuovo rinascimento religioso, che faranno: ci restituiranno le mura o ci faranno vedere il dito medio alzato ?
E se proprio, perché allora non donare per far posto ad una Sinagoga, o ad un tempio confuciano, induista, ad un sexi shop o farne una...chiesa chiusa ?
- «Le chiese cittadine...molte ospitano congregazioni ormai vecchie o in declino».
Bravo: e allora si faccia un ospizio, che non c'è neppure da spostare le persone, pure quelle ormai vecchie o in declino. Anzi, no: facciamone un museo egizio, a mostrarne le tante mummie che lo popolano.
E pensare che, se le chiese si svuotano è perché esistono simili baluba, pronti ad accettare un piatto di lenticchie in cambio di una Moschiesa !
Come portare le pulci a popolare il pelo del cane.

Io, secondo me...10.06.2008

lunedì 9 giugno 2008

bambocciONU

Per incanalare qualcosa si costruisce un percorso obbligato con lati di contenimento, che siano muri, palizzate, canali o binari, a costringere scorrimento e rotta;
come i cani da pastore: chi da un lato, chi dall'altro, abbaiano e mordicchiano garretti, polpacci e caviglie degli indisciplinati, che tendono a rompere comportamento, fila e traiettoria in direzione di quel che li deve ospitare.
L'Europa ha il suo imbuto;
la parte alta raccoglie e mescola:
l'Inghilterra considera reato l'immigrazione clandestina ed espelle immediatamente chi è privo di permesso di soggiorno; idem in Grecia ove la recidiva comporta un raddoppio della pena e il Belgio sta approvando leggi più severe in materia;
lungo queste pareti scivola e si raccoglie d'abbasso, prendendo velocità, il distillato.
La strettoia, collo e canna dell'imbuto, convoglia:
la Francia può interdire per almeno 3 anni il rientro ad un espulso; la Germania detiene i clandestini nei Cpt per più di un anno; la Spagna espelle perfino gli immigrati regolari se disoccupati.
L'Italia è passata così: da bicchiere a tazza, da fiaschetta a bottiglione, da damigiana a botte, da invaso ad invasa fino ad essere accusata d'essere...invasata, posseduta dal demonio della xenofobia e del razzismo !

- « Politiche repressive e intolleranti»,

biascicano tra le dentiere sconnesse quelli dell'Organizzazione delle Nazioni - più che Unite, raccogliticce - solidali quando si tratta di impedire al nostro paese di fare come gli altri e non più la spugna dell'Europa, altrimenti costretta a prendersi la sua parte di grattacapi e l'ONU avere, con i suoi più blasonati e rappresentativi figli prediletti e compagni di merende, il tubo dell'imbuto nelle terga !
Povero paese nostro, sempre più considerato il parente povero, di cui vergognarsi, cercando di tenere a debita distanza.
Dobbiamo essere e restare la discarica del vecchio (in)continente, che tanto lo siamo per noi, giù giù, fino nel basso intestino di Napoli;
e quando non basta la valanga dal Nord, ecco gli sbarchi dal Sud, che fanno impallidire pure quello di Normandia, che se quello ha fatto numeri per concentrazione, questi lo hanno moltiplicato per stillicidio continuo.
Più che dai barconi, entrano con un visto turistico, il piede di porco per scardinare un portone di cartone, per poi cazzeggiare liberamente nell'unico paese del circondario che ha forza di lanciatori di coriandoli e per muscoli non si viole quelli di piombo, come per le pallottole usate dagli spagnoli, ma della credibilità, della dignità e della giusta fermezza del padrone di casa, che si vede defraudare, poco a poco, della giusta autorità nel gestire quanto di suo, spernacchiato da chi sguazza nella sua vasca da bagno.

- «Le politiche repressive così come gli atteggiamenti xenofobi e intolleranti contro l'immigrazione irregolare e le minoranze indesiderate rappresentano, in Europa, una seria preoccupazione».
Parole dell'Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Louise Arbour.
Alla "Louisita", rispondo con le parole del signore dei piombini, il Zapatero:
- «La sicurezza del Paese e dei cittadini viene prima d'ogni altra cosa. Se siamo troppo lassisti con l'immigrazione illegale verrà una valanga che non riusciremo a fermare più [...] o li lasciamo entrare, o li rimpatriamo. La nostra scelta è la seconda».

L'oca giuliva starnazza:
- «[...] la recente decisione del governo italiano di rendere reato l'immigrazione illegale [...] attacchi contro i Rom, a Napoli e Milano, sono esempi di queste politiche ed atteggiamenti xenofobi e intolleranti».

Non ho ancora deciso se spararle a sale, a pallettoni o con palle da cinghiale, a questa scimunita, che blatera e se ne esce solo adesso, con le sue stronzate, che è come entrare al cinema alla fine del film, volendo poi farne sunto, commento e critica.

Bamboccia, anzi: bambocciONU:
se fosse stata invasiONU, me ne sarei sbattuto gli zebedei, che sul groppone ce li avrebbe avuti la Louisita i parassiti da grattare !

Io, secondo me...09.06.2008

venerdì 6 giugno 2008

Il vecchio e il male

Fuori si presenta di un candore immacolato, ma dentro è nero nero, come un dente con la carie;

il vecchio porta, nel cuore e nell'animo la botticella del veleno, e il cervello n'è la spugna, assorbente delle sue cose.
Questo Tampax ambulante è un mezzo di trasporto per l'immondizia: cammina lasciando per strada la scia del proprio ottundimento, dopo aver filtrato l'inchiostro della mente in strati sempre più fitti d'intolleranza, fanatismo e fondamentalismo e averne trasudato il percolato.
Quando parla non può fare altro che colare e gocciolare odio, e sputare succhi gastrici, acidi e rancidi, corrosivi e aggressivi;
è sintesi, prodotto concentrato di un vecchio con il suo male.

Ayman al-Zawahiri, braccio destro di Bin Laden, è tutto questo.

Sua arte ed essenza è quella della zizzania, erba infestante e semina di discordia, alimento indispensabile per proprie radici e brodo di coltura, vitale per la crescita di gramigna cattiva e tossica.
Non serve un dio: è schiavo di un padrone, e vorrebbe menare a lui altri da incatenare.
Tutto è lecito, tutto è buono, tutto è legittimato, ogni mezzo ne giustifica il fine, tutto è permesso e ogni carne è buona per il tritacarne di quell'idolo a cui lecca le babbucce.
Inselvatichito, pieno di livore e rancore verso il prossimo - che vorrebbe simile e perfetto, ad immagine e somiglianza sua - porta le martirizzanti gioie dei cavalieri dell'Apocalisse ad "Urbi et Orbi", alla e nella sua casa e al mondo, che i primi ei più, a soffrirne e a morire, sono i suoi, fratelli sì, nella fede, ma diversa dalla verità vista da lui, la talpa di BinlAllah.
Le sue bombe non hanno occhi, non conoscono innocenza o pietà, che al creatore ci manda di tutto:
saranno cazzi dell'esclusivo profeta-dio-macellaio fare spunta, scelta e separazione del buono dal cattivo...attraverso diottrie, lenti e ottica di "AymanLaden".

Sullo sfondo, la scia del meteorite, intanto che il dinosauro ammaestra il prodotto di suoi sacri lombi:

- «Figlio mio: un giorno tutto questo sarà tuo».

E, nell'attesa dell'impatto e della cancellazione del sauro, diamo anticipo e assaggio di tanta eredità:

- «Dico ai fratelli musulmani di Gaza che coloro i quali ora attuano l'embargo nei vostri confronti sono dei criminali traditori nemici di Allah e sono quelli che hanno l'autorità, primo di tutti Hosni Mubarak [...] aiutate [...] e partecipate alla battaglia nel modo che potete per abbattere questo regime [...] questa è una crociata sionista che inizia con l'offesa al Corano e al Profeta e che prosegue con l'occupazione dei nostri paesi lasciando questi regimi governare».

Il messaggio, per ricordare l'anniversario della guerra dei sei giorni nei quali gli eserciti dei paesi arabi perdevano la guerra con Israele, ritirandosi da parte delle zone palestinesi.
Il rospo che hanno dovuto ingoiare, e brontola ancora nelle pance, si chiama "al-Nakba", il disastro:
quel che rode non è l'aver perso la guerra e, di conseguenza, dei territori: è la faccia che c'hanno lasciato, la figura di merda del bauscia, atterrato dalla mosca che credeva e voleva calpestare.

Israele deve essere distrutta perché è una democrazia e, in quanto tale, un precedente pericoloso, in mondi dove - direttamente o indirettamente - vige legge, regola o speranza di califfato, del "Chi vusa pusè la vaca l'è sua", ovvero: chi urla di più ottiene la vacca, e si piglia pure la stalla;
e poi, quanto fa rabbia e invidia alle cicale quel piccolo ma industrioso popolo di formichine, che vincono il deserto e costruiscono, invece che abbattere e cantare tra le macerie, credendo che è lanciando missili che si fanno buche per le fondamenta o la semina !

al-Zawahiri conclude che le trattative diplomatiche con Israele non porteranno risultati, dando come unica soluzione ai palestinesi il ricorso alle armi;
- «[...] proseguire negli attentati kamikaze e nel lancio di missili contro Israele è unica soluzione per una fine vittoriosa del conflitto».
Domani, lo stesso sarà per il resto del mondo che, si sa, l'appetito viene mangiando.

- «[...] o nazione musulmana, tu che sei la più ricca al mondo [...] dove sono nascosti i proventi del petrolio? Nelle banche degli invasori crociato sionisti [...] Jihad [...] l'Islam è l'unica via vincente che potrà risollevare la nazione e tutta l'umanità”.

Ah, se il povero al-Zawahiri potesse usare i bagni rivestiti doro degli sceicchi, invece che prendere un poco di paglia ed entrare nello stambugio in mezzo al deserto, capirebbe dove sono finiti i proventi dell'oro nero, ricchezza immeritata per gente che c'ha solo vissuto e campa di rendita, senza nulla creare per il futuro e ingegno a dare allo sviluppo del genere umano.
Quando quei rubinetti non sgoccioleranno più, torneranno banditi e predoni, cicale che rubano nei magazzini delle formiche, che nulla hanno saputo accumulare per durare e solo il bastante del godere, nella filosofia del "Meglio un giorno da leoni che cent'anni da pecore".
Allora, "al-Naksa", la ricaduta, seguirà "al-Nakba", il disastro, a dimostrare che Israele è solo un alibi, a denunciare incapacità, impotenza e indolenza, a cercare la Jihad, sì, ma con i propri meriti e mezzi, non rapinando quelli d'altri.

Il vecchio e il male cerca alleanze e complicità, la camicia cui abbinare il culo, come con Ahmadinejad, il Mahmoud:

un colpo al cerchio e uno al...botolo !


Io, secondo me...06.06.2008

giovedì 5 giugno 2008

Il salotto di Vespasiano

"Pecunia non olet", il denaro non puzza:

il vecchio imperatore romano Vespasiano così rispose all'ancora acerbo e sprovveduto figlio Tito;
il giovinetto aveva rimproverato, con ingenuità, il genitore, per avere messo una tassa sui servizi igienici pubblici, denominati da allora vespasiani.
Al piccolo apprendista faceva senso che il genitore si...sporcava le mani e l'immagine pescando e raschiando da simile fondo di barile o, meglio, tazza.
Lo scafato marpione passò dalla grammatica alla pratica, dando, con la risposta, la prima lezione concreta allo sbarbato erede:
da quei "pisciatoi" sgorgavano cospicue entrate per l'erario perché, all'epoca, le urine servivano per estrarre l'ammoniaca, usata per la concia delle pelli.

Ritornando a...bomba, ai giorni nostri, ecco a ricevere medesima lezione, che branchi di "leccaioli", così come per la Cina, ora fanno con l'Iran di Ahmadinejad:

"Benzinium non olet";

dal vespasiano alla "fòrica": la latrina pubblica ha la forma di una torre petrolifera e pompa di benzina.

L'Italia per una moratoria globale sulla pena di morte: scioperi della fame, cartelli e cartelloni, tamburi e tamburelli, girotondi e tricicli, porte e portoni di tutta Europa che hanno sentito il battere di nocche, a chiedere di svegliarsi, di cavalcare la carica contro i barbari, nemici della sacralità della vita...Cina, Iran, "Binlandia" ?
No: l'America, con i suoi quattro gatti, condannati alla sedia elettrica o all'iniezione letale;
agli altri invece - che macellano su scala industriale - si guarda attraverso la poca luce, che filtra da spesse fette di salame francobollate sugli occhi !
Dove sono andati a finire i ragazzi di Piazza Tien An Men o i rompicoglioni di Ahmadinejad Mahmoud ?

- «Beppe, non fare lo scemo: la vuoi la benza per andare in ferie con l'auto, il riscaldamento nei freddi inverni, la luce per scrivere le tue quattro cazzate, e la corrente per usare quel tuo scatolone con i tasti, per inviare e divulgare a destra e manca le tue minchionate ? E allora, abbozza e taci: se noi scaviamo nella merda è per non farci cadere quelli come te in quella; a cercare di farti stare a galla, almeno con la proboscide, che ne sentirai la puzza, ma respiri !»

La firma, sotto questa scarna, sicuramente ridotta all'osso, ma sintetica e cruda risposta potrebbe recare il segno di Mediobanca o Enel, Assolombarda e Snamprogetti piuttosto che il ministero per lo Sviluppo economico o il Fata (Gruppo Finmeccanica) e giù giù, al basso con piccoli e medi imprenditori, studi di professionisti; avvocati e commercialisti e rappresentanti d'alcune categorie produttive;
scorro la lista: TecnoEffe, Banca Ubae, Assocarni, Federlegno-Arredo, Pedrini spa, Sacmi, Landi Renzo, Afrimeds Bd, Selex Comunications, Pert srl, Morando srl, Prodit enginering spa, Industrial Packing srl, Aren srl, Studio Progettazioni Ai Associati, Mori spa, Safe srl, Keller elettromeccanica.

Tutti a porgere reverenza al piccolo Mahmoud, l'Ahmadinejad di Teheran;
sono a far da tacco, spessori e rinforzi per alzare l'ego del nanerottolo.
Forti con i deboli e deboli con i forti.

Eccoci, da una parte a snobbare l'ometto, a non invitarlo al tavolo della nobiltà e mandarlo all'osteria; fare i bauscia, per poi - lontani dai riflettori - andare nella sua camera d'albergo e fare "la coperta": mettersi proni, nel tipico atto di sottomissione, pronti alla monta, che altrimenti, da subito ci tocca andare in bicicletta e le candele, invece che in chiesa, le accendiamo in casa mentre nell'inverno a venire accendiamo il fuoco sfregando i legnetti e i futuri messaggi in rete ce li scambiamo con i piccioni viaggiatori.
E allora, che cazzo me ne faccio dei pompelmi bianchi jaffa, d'uva, fichi, melograni, olive, datteri, mandorle, pistacchi, noci e agrumi di Israele e di sei milioni d'ebrei ?

Vai, Mahmoud, "bombizzali" tutti ma...per la befana, al posto del carbone, me la porti una tanica di nafta ?

Io, secondo me...05.06.2008

martedì 3 giugno 2008

Per un pugno di dolori

Sarò noioso.
Questa volta rinuncerò agli "effetti speciali", a voler scuotere per incuriosire, a provocare per interessare e quanto è l'armamentario che si usa per non farsi e far del male a chi legge, che comunque ha sempre il vantaggio di svolazzare altrove;
ma devo fare quanto m'appresto, che non posso avere solo voce per maledire:
talvolta, e questa è una, devo esprimere l'ammirazione, il piacere, la gratitudine e quanto ogni ben di Dio, per chi lavora sott'acqua, per quelli che mantengono "basso profilo", ma sono espressione dei più alti valori, a nobilitare un essere umano, che vieppiù sembra destinato a cadere nel sacchetto del pattume, senza più radici né personalità.
E vado ad incominciare.

"L'elemosina è l'eredità e la giustizia cui hanno diritto i poveri".

Dal Lunedi al Sabato sei sicuro della ciotola di minestra, e pure d'avere un ambulatorio per le tue piaghe;
e, alla bisogna, pure quello che si chiama "Segretariato Sociale": un ufficio d'orientamento che fornisce notizie indispensabili su assistenza medica e legale, corsi d'italiano, permessi di soggiorno, centri d'accoglienza e altri indirizzi utili.
Non è poco, per quelle povere foglie secche, umanità degradata e disgraziata, che il vento della vita raccoglie, riunisce, sbatacchia e mischia, per poi lasciare negli angoli, come fa il bambino viziato, quando stanco del gioco e del giocattolo.

E, quando gli passo davanti, al Convento dei Cappuccini di viale Piave 2, gemma incastonata nella metropoli meneghina, non posso scacciare il brivido, che mi percorre e gela la schiena;
una volta meta e faro per immigrati, sempre di più ingrossa le sue file di disperati con i nuovi poveri, nostrani, di casa, anzi, magari di vicinato:
dal pensionato che non h più di che far bastare per sopravvivere, alla famiglia che, nell'impennata e pazza corsa dei prezzi, si è alzata un giorno scoprendo di non potersi più permettere quel che era la normalità del giorno prima, piuttosto che l'onesto ed operoso povero cristo che s'è trovato, da un giorno all'altro, sbattuto in faccia o chiuse le porte della fabbrica dove lavorava, da anni immemori, per trovarsi non già "esubero", ma scarto, che alla sua età nessuno più gli apre porta, se non quella, appunto, di quel previdente e benedetto uomo che fu Fra Cecilio Cortinovis, quando, quasi un secolo fa, indossò panni e pelle del buon samaritano.
E a non dimenticare il Dottor Emilio Grignani che, nel lontano '59, si gemellò a lui e si offrì di edificare un ambiente accogliente, che poi diventò la nascente Opera San Francesco per i Poveri, inaugurata solennemente il 20 dicembre dello stesso anno dall'Arcivescovo, il Cardinale Giovanni Battista Montini.

Quando vedo quest'opera, come le tante per fini e similitudine, mi prende un groppo in gola, un'emozione incredibile, nel vedere - nel "Mare magnum" d'ingiustizie, angherie, violenze, prevaricazioni, egoismi - il fabbricato di chi ha accolto, accoglie, vede e serve Dio, nel consumato corpo e anima dei suoi bisognosi.
E come dimenticare docce e guardaroba;
all'apparenza paiono di meno valore, rispetto alla fame e al dolore, ma non sono da meno, perché difendono uno dei pilastri portanti dell'essere uomo: la dignità.
Questo mi ricorda i racconti di tanti internati nei campi di concentramento, che raccontarono quanto, seppur nel profondo di quell'abisso, quel che sembrava secondario, è importante come il pane e l'acqua, per il vivere:
dava all'essere schiacciato la forza di non abbandonarsi, di non lasciarsi morire, di non vedersi inferiori agli aguzzini, che la cura del proprio involucro, del guscio, era pari al sentirsi uomini e non animali.
L'acqua e un cambio di biancheria è un modo per sapere d'essere, di sentirsi umanità, e non solo una cosa.
Duemila pasti al giorno sono la più bella novella evangelica, la migliore risposta a chi disprezza la sacralità della vita, al servizio d'ogni altro dio che toglie e non dà.

Passo, guardo, ammiro, rispetto, ringrazio e non commisero che, con i tempi che corrono, nessuno ti garantisce di non doverci entrare, come pescaggio della lotteria della sfiga che, come per il teschio sull'altare, rammenta:
"Io ero come tu sei, tu sarai come io sono";
che se la morte è certa, la miseria può essere anche più lesta e arrivare prima, nell'acchiapparti !

Ma la paura, quella no: fino a che c'è una porta a cui bussare e sai che ti si apre.
Allora è bello, essere...essere uomini.

Io, secondo me...03.06.2008

Stelle e biscottini

"Chi non muore si rivede"...purtroppo.

Immagino l'effetto che farà su tante anime buone, belle e sensibili, quell'aggiunta, dopo i puntini di sospensione...purtroppo.

Ma, anche quest'anno, puntuali come le tasse e la morte, riemergono dalle fogne, sventolando l'orgoglio che alimenta la loro passione, il senso d'appartenenza, il fare branco e ammorbare l'aria con il fetore del luogo di nascita, provenienza e nicchia evolutiva.
Non sono i topi; non sono gli scarafaggi che, a paragone, hanno modo, motivo e utilità d'esistere, se non altro perché servono, nel disegno d'iperbole della natura.

All'apparenza sono assimilabili al genere umano...purtroppo;
si vuole pure dotati d'anima immortale...purtroppo;
vivono tra noi...purtroppo.
Vivono...purtroppo.

Si, lo so: sono una carogna, privo di "pietas", acido e corrosivo con una parte dei miei simili;
anzi, per alcuni, in particolare, vorrei essere proprio un calderone, dove sobbolle tanta soda caustica, a poterli immergere e far sfrigolare, se non per tutto, almeno la parte sotto l'ombelico, l'attrezzo del loro (s)porco lavoro.

- «Pronto...ciao, sono io; ce l'hai un altro biscottino ? Guarda che ne voglio uno almeno a tre stelle, che quello dell'ultima volta era troppo insipido e non l'ho gustato».

No, non è un pensionato - poverino - senza denti, costretto, per fondi e masticazione, a campare di gallette, da ammorbidire nel caffelatte e trangugiare: chi parla ha denti buoni, anzi, zanne;
e non segue vita grama, a mettere assieme il pranzo con la cena e far quadrare striminziti bilanci, che di soldi ne ha abbastanza da soddisfare bisogno di "biscottini".

E le stelle non sono quelle delle graduatorie, della guida gastronomica Michelin, del Gambero Rosso, Veronelli o Accademia della cucina, suggeritori per goderecci, peccatori si, ma di gola, alla ricerca d'articoli e recensioni, segnalazioni, ricette e guide sul mangiare e sul bere, su ristoranti, enoteche, alberghi.

Tra poco faranno festa, in giorno comandato, ma non sarà come quella dell'Unità, dove si sta assieme in allegria, con un bicchiere di buon vino, un piattino di polenta, cotiche e costine di maiale:
l'ammucchiata di cui parlo, riunirà salamelle, e tanti, ma tanti maiali, questo si:

Il 24 giugno la rete ospiterà - per il decimo anno consecutivo - il "Boy love day", ma consiglio alle mamme di non farsi ingannare da questo titolo, all'apparenza accattivante: portate i vostri figli a Gardaland o a Disneyland, che quello è il sito dell'orgoglio pedofilo !

Orgoglio:
- «[...] è giusto e bello fare sesso con i bambini, "eticamente accettabile", nobile tradizione culturale».

Abbiamo fatto una moratoria contro la pena di morte.
Giusto.
Una contro queste discariche, carriole bipedi di letame, no ?

O vogliamo aspettare che il numero si consolidi e formi un partito, tollerato e intoccabile, in nome della "libertà di pensiero", come in Olanda, con "Amore del prossimo, libertà e diversità (NVD): nel programma, si prefigge di abbassare l'età del consenso per gli atti sessuali a sei anni, soglia del libero "sesso e carnazza", con "biscottini" per colazione.

A quando una pedofilo eBay Italia, aste online e shopping a prezzo di realizzo, con tanto di stelle e biscottini ?

- «Mamme, papà di tutto il mondo: unitevi !!»

Io, secondo me...03.06.2008

giovedì 29 maggio 2008

Frutta di stagione

Accidenti, come passa il tempo;
da giovani vivi quello delle mele - verdi - per poi cambiare colore, invecchiare e realizzare d'essere arrivato...alla frutta:
è stagione di prugne, ma roba passa, di quelle secche, muffe, grigie, con sapore e aria rancida e viziata di casa chiusa, altrimenti detta bordello.
Ussignur, a dire il vero non sono le patatine ad essere rafferme, che ne trovi purtroppo tante, da fresche lolite;
ad essere stantio è l'eterno ripresentarsi dell'annoso problema: avanti adagio, indifferenza, fette di salame sugli occhi, "Obtorto collo", dita a molletta, a chiudere il naso, e via, come nulla fosse.

Da che mondo è mondo - in perpetua et aeternum - sempre s'è dimostrato che:

"Tira più un pelo di f... che un carro di buoi"...

...ed è andando alla radice del pelo che si capisce quanto non basti mettere la testa sotto la sabbia perché il problema scompaia;
no, tutto rimane come sempre: il pelo attaccato a quella e i buoi al carro, con potenza traente indifferente alla mole dei tiranti.

La sciura Merlin Lina, fece un bel '48, in quell'Agosto di sessant'anni fa: chiudiamo le case - ohibo ! - chiuse e salviamo...la faccia.
Poveretta: non aveva realizzato d'aver dichiarato guerra contro gli ormoni e il manovellismo, per la trasformazione del moto rotatorio in moto rettilineo alternato, dell'Homo...erectus.

Da allora, il serbatoio dei mascolini androgeni con il suo preferito e nostrano Viagra, il testosterone, portavano l'asta del rabbocco a seguire il motto del vecchio tredicesimo reggimento fanteria "Pinerolo":

"Sempre più avanti sempre più in alto",
a cui seguiva il sesto reggimento alpini, con "Più salgo più valgo" !

Carotaggi e opere di trivella seguirono e aprirono altre piste, come la chiave con la toppa.

Dall'Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre al Reno, dal campo alla camporella, dall'auto al furgone, sul tavolo o su sedili-kamasutra, ribaltabili, negli ascensori o negli androni, il "Take-away" è continuato, a consumare il fruttino, sia con sveltine alla "Fast" che in maratona allo "Slow".

- «Riapriamo quelle case !»

Ogni tanto l'urlo, l'ululato lamentoso, riverbera, dopo che si ripresentano: il figlio quindicenne che annuncia d'essere prossimo padre, di avere preso scolo o, peggio l'Aids; che, stanco di gioco di mano fa gioco di villano, spegnendo lo spinello tra le gambe della ragazzina, nel bagno della scuola, minorenni prostituite su strade e stradine, carnai e parti di femmine importati d'altri paesi e avviate alla...catena di montaggio e il bruciore che qualcuno si ritrova, dopo aver scoperto - tardi - che la "lei" era un "lui" e via a seguire, con corollario di pari amenità.

Poi, immancabilmente, al braccio di ferro vince smalto e facciata, decoro e mani pulire in pilatesche e laccate bacinelle: "Quest’apertura non s'ha da fare" !
Ed ecco lo...scopare e nascondere vergogne sotto il tappeto.

Dal cogliere la prima mela alla raccolta della prugna perduta, vale la regola:

"Consumare solo frutta di stagione", quando si apre quella, non casa !


Io, secondo me...29.05.2008

mercoledì 28 maggio 2008

evoluZOOne della specie

"Difendi il tuo simile, distruggi il resto !"

la targa, a terga del figuro, tra le scapole e sotto la testolina rasata a paletta, recitava così.
Mascella prognata, nasino con dossi ammontonati, mento a base piramidale e guglia cranica a nocciolo d'oliva, denunciava monolocale occupato da materia affetta da nanismo, a misura di noce moscata;
frontalino sporgente, a balcone, con cuspide e contorno oculi a sostenere boschetti cisposi, tutto a sottolineare occhietti piccoli, atti a trovare erba di pascolo più che a mirare orizzonti;
come si dice: l'ha scritto in fronte, quel che è.
Diversa la restante struttura: massiccia, con bicipiti e pettorali a cavallo tra un copertone d'autocarro e gommone d'alto mare, gonfiati al limite.
Vita stretta, da vespa, con il restante ai piani bassi incartato nei classici jeans, con pacco intracosce e anguilla arrotolata nella nicchia con invito a conchiglia.
La camminata è placida, quando in passerella, a mostrare tanto procace e virile prodotto d'evoluzione;
martellante, chiassosa, reboante, atta al calpestio, allo zoccolamento, allo schiacciamento, a dare propulsione alla massa d'ariete, che deve menare all'obiettivo, fiondare contro e sfondare chi destinato all'incornata.

Xenofobia e razzismo sono la biada, pasteggio e fonte d'abbeverata, foraggio e ruminanza per quei denti, masticazione da pancotto, per nulla impegnativa e subito metabolizzata dai pochi neuroni, presenti nel registro d'appello, nell'avara lista d'ingredienti, da "nouvelle cuisine", del Cercopiteco.

Per chi l'ha visto, richiama la figura dello scimmione che, nel film "2001 Odissea nello spazio", roteava una massiccia tibia, parte di uno scheletro d'animale scarnito da qualche tempo, su cui il nostro peloso antenato martellava quella clava in fasce apprendendo, dall'insistente pestaggio, l'arte della guerra e dello scassare crani altrui;

ma quello, nel bene come nel male, si evolse, mentre il nostro portatore di particelle elementari continua a battere sul tamburo: dall'osso al bastone, dal femore al randello, dalla rotula al manganello.

"Difendi il tuo simile, distruggi il resto !"

Messaggio binario, interruttore acceso-spento, bianco-nero, luce-buio, riflessi condizionati alla premio-punizione;
informazione sintetica, semplice, alla portata d'ogni portatore insano di cretinismo puro, il cui comprendonio s'accende solo con la complicità e il concorso del branco, con cui forma uno "sgorbiodisegno" nell'assemblaggio dei frammenti che ognuno porta.

Ciotola per cibo e acqua, spazio "defecatiorum" e "iucundus", il Bar sport, il circolino e i ritrovi, le cucce e i lupanari sono l'essenziale, da difendere: il rimanente, l'eccedenza, il resto, da distruggere.

Ecco la figura e i figuri: costoro sono quelli che assaltano un povero cristo, lo menano e lo portano, prima in coma e poi al cimitero;
sono i devastatori del Pigneto, quartiere di Roma, che si sono messi a pestare come bistecche degli operosi extracomunitari, lavoranti o titolari di negozi, valore aggiunto per il nostro paese;
ad uno dei trogloditi, di cui sin qui ho dato descrizione, è rubato il portafoglio e, per disgrazia, pare proprio in un negozio di "extra", non terrestri, ma comunitari.
Nell'unico gemellaggio presente, la prima particola e cuticola neuronale dice alla seconda:
- «C'hanno derubato nel negozio, di uno che non era nostro simile; ergo: tutti quelli come loro sono ladri. Difendiamo del nostro e distruggiamo il resto».

No, questi non hanno stalla e padrone;
semplicemente: sono sottosviluppati di e del loro !


Io, secondo me...28.05.2008

martedì 27 maggio 2008

sK 2

- «Altissima, purissima, levissima», sgorga da fonti d'alta montagna...

tanto siamo condizionati dalla pubblicità e dai suoi motivetti che sicuramente, i più pronti e reattivi, completeranno la frase, rispondendo: "l'acqua !".

In parte, siamo giustificati: lo scalatore, Reinhold Messner, c'ha trovato proprio quella, quasi già imbottigliata, come se, invece che nello spacco della montagna, a cercare sgorgo, c'avesse i ghiaccioli alla barba per aver aperto il congelatore e infilata testa, per prendere comodamente la bottiglia della minerale ghiacciata;

senza contare il caro Mike Bongiorno:

- « Sempre più in alto» !

e t'arriva fino sul cocuzzolo del Cervino, alla ricerca della grappa perduta, presentando forma acuta di "dementia precox", che l'alambicco si trovava invece in pianura, e zampillo scaturisce da eleganti e aggraziate ampolle, sugli scaffali di bar e supermercati.

Certo, una giustificazione c'è, nel credere queste maestose vette, una volta dimora di aquile, camosci e stambecchi, sono oggi bambagia e nido per nuovi abitatori: bottiglie, scatolette, pacchi e sacchetti, lattine, carta igienica e ogni altro scarico e spurgo di vestigia umane, destinate allo studio degli archeologi del futuro prossimo venturo che, da questi manufatti, avranno modo di risalire alla storia del nostro tempo;
dalla pietra al fuoco, dal bronzo al ferro, dalla ruota...al pattume: l'incessante e inarrestabile crescita e sviluppo del genere umano, macina e digestione di un nuovo corso intestinale.
E si, perché dovunque passiamo e apriamo strade, lasciamo tracce, come le pecore in transumanza:
segui la caccola e, dal lascito, arrivi dal consumato al produttore.
Chi ormai non vuole fare una vacanza alternativa, diversa, adrenalinica ?
Le grandi montagne brulicano di microscopici acini di rosario, formichine in fibrillante ascesa: fiaccolate e cordate sono accompagnate da quelli che una volta erano rocciosi arrampicatori, oggi squalificati a ciceroni, muli da traino per gruppi di massaie frustrate, arzilli attempati, in cerca dell'ultima pompata coronarica, bambini pestiferi, che madri disperate cercano d'accompagnare - invece che il cane - sempre più in alto e abbandonare, sperando poi che il disgelo non arrivi presto;
manca poco che non seguano i venditori di padelle e materassi che, invece della corriera per gita di un giorno a Firenze o Lugano, preferiscano la nuova moda, a portare la "sciura Maria" sulle montagne del Karakorum, per vendere del loro.
L'ultima notizia e novità, cancella anche la figura dello Yeti, un tempo nei sogni di signore frigide che affrontavano la prova per vedere se, almeno quello, riusciva a farle passare l'eterna emicrania.

"...tutte lo vogliono...tutte lo cercano...Figaro qua...Figaro là...",
così cantava di sè Figaro, il famoso "Barbiere di Siviglia", nell'opera di Gioachino Rossini;

"...tutte lo vogliono...tutte lo cercano...Osama qua...Osama là...",
oggi è il ritornello, perché, udite, udite Bin Laden è quaaaaa !

"La grande caccia è iniziata: il cerchio si stringe su Osama Bin Laden; i servizi segreti americani, a quanto rivela Al Arabya, è nascosto sul K2, la seconda montagna più alta del mondo [...] localizzato il terrorista saudita nella zona nota come «il tetto del mondo», una regione impervia di confine tra Pakistan, Afghanistan, Kashmir e Cina".
Cribbio: se si sposta ancora ce lo troviamo tedoforo, alle olimpiadi di Pechino !

Bisogna fare presto, altrimenti il pestifero vecchietto ci frega e scappa ancora, anzi, sK...sK 2.

Che Cia e Fbi del Ctc, counter terrorist center, che fanno parte della "task force Osama", si diano la mossa, che se prima arrivano gli altri, ce lo troviamo da testimonial, sul cocuzzolo della montagna, a gridare:

- «Altissima, purissima, levissima», sgorga da fonti d'alta montagna...» o
- « Sempre più in alto» !

Il vegliardo biascica spesso un motivetto:
- «Ho giurato di morire solo da uomo libero, anche se trovo che la morte ha un gusto amaro».
E si, amaro...
- «Cynar contro il logorio della vita moderna...».

Un dubbio mi assale...non è che la cariatide l'hanno già seccata prima e poi messa in ghiacciaia, pronta all'occasione:
vuoi vedere che George "dabliu" Bush, chiuderà in bellezza, succhiandosi...un ghiacciolo ?


Io, secondo me...27.05.2008

giovedì 22 maggio 2008

Mr. Bean e la corte dei miracoli

Dite quel che vi pare, ma quello non è Zapatero: è Mr. Bean, il personaggio comico interpretato dall'attore britannico Rowan Atkinson;
eccolo, con l'orsacchiotto e relativa corte dei miracoli, formata da compagni ministri politicamente ciechi e zoppi, deprimenti, come i poveri cristi descritti da Victor Hugo, senza gambe, monchi e guerci, lebbrosi e coperti di piaghe, che sbucano dal Gabinetto del "ZapaBean", urlando, mugghiando, squittendo, tutti arrancando come meglio possono verso la luce, avvoltolandosi nel fango mediatico, come lumaconi dopo la pioggia !

- «Italiani xenofobi, italiani razzisti !»

Strillano, strepitano, sbraitano e c'insultano, ci ungono e appestano con virulenza, spandendo puzzo e purulenza spacciando e accusandoci di rigurgitare fanatismo e intolleranza quando, alla fine, tutto ha un solo nome: paura.
Assieme al buono si trascina il marcio, al sano si affianca il bacato, come la belva, il predatore, che segue il pasto durante la migrazione verso pascoli più ubertosi.
La cronaca ciclostila a manovella righe ed inchiostro, a numerare e catalogare vieppiù aggressioni, stupri, violenze più o meno contenute, scippi, rapine e rapimenti di bambini, fin dentro le nostre case, sulle nostre strade, vicine o dentro le piazze, che una volta erano i salotti buoni d'ogni città e paese.

Dicono: "Non bisogna sfruttare gli accadimenti, solo perché c'è una parte di delinquenti";
rispondo: "Non bisogna sminuire disgrazie e conseguenze, solo perché ci sono anche brave persone".
Non usiamo la parte buona come fa Hamas con i bambini: facendosene scudo, che copre e difende così anche il boia.

Dato il bicchiere, mezzo pieno o mezzo vuoto, si deve purtroppo valutare il danno del peggiore, non il solo buon ritorno del meglio.
Quando le piogge sono abbondanti, è d'obbligo spurgare e sgorgare la fogna o adattare calibri e misure per una doverosa e ben pilotato smaltimento degli eccessi, che altrimenti, nell'abbondanza, ci si annega.

Ora, dell'ipocrita ZapaBean, gioppini e pupazzi ombelicali, c'ho piene le palle: che si prenda museruola e guinzaglio e meni le María Teresa Fernández de la Vega, i Celestino Corbacho, le Bibiana Aido e bombardini a seguito, a fare i bisogni nelle aree dedicate loro, raccogliendo, con apposita paletta e sacchettino, scarti d'orifizio.

E non chiedetemi d'essere gentile, d'offrire altra guancia, di parlare civile e pari confrontare:
chi mi lancia addosso le proprie deiezioni mentali non può attendersi altro, di ritorno, che usi pari vescica e botticella, battezzandoli con identica "acqua putrificata", usando e appoggiando medesimi pesi e misure sui piatti della bilancia di "pari opportunità" e reciprocità.

M'abbasso, a pari livello, strisciando, a poter allineare occhi, altezza, valore, condizione e degrado.
Si chiama legittima difesa, a rispedire su quelle facce da grullo, stesso sputo e disprezzo.

Non si mercanteggia su difendere mogli, figlie, madri e fidanzate, genitori e anziani, innocenti, onesti, miti, adattati e integrati, valore aggiunto e quanto rappresenta la spina dorsale, nerbo e tessuto di una società capace e in salute;
i bubboni vanno estirpati e ributtati, a che non approfittano e portano sofferenza e alla rovina il corpo che li ospita e - purtroppo - nutre.
La simbiosi è scambio di potenzialità, a favorire opportunità di crescita per tutte le parti:
il parassitare, solo approfittare del fare d'altri, predarne linfa e lasciarne guscio, per poi suggere e svuotarne di nuovi.
Al mio cane concedo sollievo, nell'allontanare zecche, pulci, pidocchi e simili, e non vedo perché lo stesso non possa avvenire per proteggere le persone di buona volontà: vampiri e sanguisughe trovino altro e altrove, di che e dove vivere, che il mio, di sangue, non glielo voglio proprio lasciare !

Razzista...xenofobo ?

Ci mandino di famiglia, degli Zapatero e complice corte dei miracoli, a vedere un bel film con simili accompagnatori, portatori di violenza e tempeste ormonali;
suggerisco io la pellicola: "Il buio oltre la siepe".
Ora, se regole e leggi ci vengono bene, una buona parte degli scarti, lenoni, papponi, magnaccia e paraninfi, preferirà transumare nella soleggiata Spagna;

cosa volete, è a due passi da noi, proprio ad un...tiro di schioppo !

"Ma va a ciapà i ratt", vai ad acchiappar topi, ispanico di un Mr. Bean !


Io, secondo me...22.05.2008

martedì 20 maggio 2008

Serial killer

SSSSssssssfrigola...scoppietta e crepita;

...dal perimetro al centro, la fiamma brilla e sale, la pagina annerisce e fuma, geme, s'accartoccia, agonizza, soffoca e muore, consumata a cenere.
I serial killer non ci sono solo per le persone, ma anche per le cose e, come termiti, consumano e uccidono i libri: sono i dittatori, detentori di vita e di morte, boia per carne e carta.

Cancellano il testimone, la memoria, sterminando uomini e biblioteche.

Certo, peggio è se nel forno finisce una larva, che un tempo ebbe dignità e persona, tanto irriconoscibile da domandare "se questo è un uomo";
Quello è il testimone.
Gli scampati al macero della Storia lasciano il messaggio nella bottiglia, a che il vissuto scavalchi e sopravanzi il tempo concesso loro dal destino: si chiama scrittura, il suo nome è libro.
Questa è la memoria.

Ora: cancella l'uno, scolorisci l'altro, e nulla più si frappone a che le nefandezze di ieri ritornino ad essere il reale d'oggi.

E nulla può fare la rete e neppure il supporto elettronico: lì è ancora più facile che bruciare, che la fiamma si chiama inquinamento e, il veleno, disinformazione, una tossina di veloce rilascio e lenta corrosione;
e poi, non per tutti e dappertutto è possibile mettere spina e batteria, ma il foglio arriva in ogni dove.
Il libro è il gusto, dove per altro c'è la quantità: l'assaporare e selezionare contro l'ingurgitare mistura e miscuglio senza avere più capacità di scomporne le parti.

In ogni modo, lo scalpellare il vecchio per rimodellare nuovo, come facevano gli antichi Faraoni, ad annullare il ricordo del prima, anche è possibile per ogni supporto di reminiscenze.

Andiamo a conoscerne, di devastatori.

Per non spingerci troppo a fondo, partiamo dal '33, dove i nazisti, a Berlino, fecero un bel falò, bruciando scritti di Marx, Heinrich Mann, Sigmund Freud, Erich Maria Remarque, Voltaire, Einstein, e via andare.
Nei paesi occupati spogliarono la casa museo di Tolstoj, a Jasnaja Poljiana, come le dimore di Cechov e Puskin.

Mao Tse Tung, il Timoniere:
la sua "rivoluzione culturale" pesantemente usò gomma e cerino, e sua moglie, Jiang Qing, ne fu fiamma e calore, ma non per esserne innamorata compagna.
- «Il sapere, fra il Rinascimento e la Rivoluzione culturale, è da considerare un vuoto totale [...] di milioni di libri, soltanto due scaffali sono da conservare [...] i libri cinesi anteriori al '49 sono "feudali", fino al '66, "revisionisti" e, quelli stampati all'estero, anche "capitalisti"».
Al rogo.
- «Le scritture buddhiste, "scoregge di cane".
Fuoco e fiamme.

Per lo scritto ebbe allergia Kim il Sung, in Corea, e poi i Khmer rossi, in Cambogia, dove Pol Pot arrivò a comportamenti vicini al ridicolo;
dopo aver raso al suolo le scuole, bandì le banconote, fece sopprimere i documenti d'identità, vietò il possedere fotografie e ridusse in polvere tutti i volumi della Biblioteca Nazionale di Phnom Pehn.

Non meno fece Stalin, più sistematico:
nazioni o etnie che entravano in collisione con il suo pensiero erano destinate ad uscirne monche nella memoria;
in Estonia, nel '40, bruciò più di due milioni di opere e non restò più traccia della letteratura antica di quel paese.
Stesso procedimento in Lituania, ma questa reagì, diffondendo la letteratura illegale, diffondendo ciclostilati e manoscritti dove era mancata l'opera originale.
Nel '43, ne fecero le spese gli ebrei, che videro distruggere ogni libro che conteneva allusioni alla cultura loro.
Tanto per dare un'idea: non si salvò neppure un manuale di geometria, dove due triangoli sovrapposti furono scambiati per simboli di "propaganda sionista" !
Gli scritti in yiddish sparirono da librerie e biblioteche.
Fidel Castro, "ciucciotto" e tettarella di tanti "intellettuali" italiani:
a Cuba nelle biblioteche, si poteva consultare corposi ed opulenti cataloghi, scibile e universo culturale...delle agiografie di Che Guevara e alleati politici !
Pochi librai fornirono "letture proibite", ma erano tollerati, come valvola di sfogo, sfiatatoio di una pentola a pressione, con il fondello sotto il costante fuoco dei fornelli.

I Talebani:
una parte della storia dell'Afghanistan ha fumato ed è sfumata, grazie alle azioni di quella cotenna del mullah (s)Omar, che recise quanto era fiorito dagli anni sessanta;
prima andò in fiamme la biblioteca di Herat, nel '96, a Kabul;
Said Mansour Naderi, figlio di un gran poeta, sposta 55 mila volumi a Pul-i-Khumri.
Nel '98, arriva l'Omar e, la prima cosa che fa, è bruciare il rimanente cartaceo.

Teniamoceli buoni, i nostri tomi, i cari compagni del nostro passato, che ci servono a distinguere ed evitare i taglialgole e i taglialingue.

E che la carta sia con noi.


Io, secondo me...20.05.2008

lunedì 19 maggio 2008

Ventre molle

ZzziipppPP...

...che sia stata la cerniera lampo di Marius Tudorel Dimache ad abbassarsi, o quella della diciannovenne Chiara, poco importa;
il risultato è stato solo uno: il primo sopra a fare la trivella e lei, sotto, il pozzo !
Un breve tragitto: dalla Stazione Centrale, a Milano, fino a tentare di raggiungere le vicinanze di Melchiorre Gioia, tanto è costato alla poveretta l'illusorio credersi al sicuro, in pieno centro e vita cittadina;
è ancora andata bene, che la bestia la stava per strangolare, indispettito dalla sua ostinata resistenza, tanto da aggredire pure i poliziotti, che l'avevano preso con le mani nel sacco.
E non solo le mani.
Ora, cerniere che vanno e vengono, in questi ultimi anni, ne abbiamo sentite scorrere in abbondanza, e non conteggiamo aridamente chi va e chi viene, chi e cosa esce ed entra, solo nel campo e modo asettico, indifferente e freddo delle statistiche.
Sotto i Marius Tudorel Dimache metteteci ed immaginate ci sia vostra moglie, figlia, sorella, madre o fidanzata, e vediamo se avanza voglia del bla-bla accademico.
Che questi fatti e i loro tempi si sono avvicinati, fin quasi a toccarsi, l'abbiamo sperimentato proprio sulla pelle delle vittime;
le carovane e sulle barcacce, che arrivano comodamente a puntare ed approdare sul ventre molle dell'Italia, scaricano sempre più, assieme all'onesto, tanto di bacato: il poco di buono, i nullafacenti, gli incapaci e inetti, i fannulloni e i delinquenti, in fuga da fruste e manganelli di patria benevolenza.
La più parte aveva già messo piede e radici, grazie ad un deficiente e ingenuo buonismo, tanto che ora siamo a combattere su due fronti: lasciar fuori la schiumarola ed evacuare gli escrementi.

ZzziipppPP...

ma anche Beng, e Boing, e Bang e...tutto l'armamentario onomatopeico, a riprodurre, dalla fumettistica, botte, bastonate e sparamenti.

Un paese così, però, fa comodo agli altri, dirimpettai: i sedimenti vanno a deposito e a galla rimane il meglio;
a noi il fondo, agli altri le bollicine.
Se si riuscisse a mettere un freno, ecco che la feccia si spalmerebbe su tutti, e sarebbe finita la cuccagna.

Ecco perché la spagnoletta, María Teresa Fernández de la Vega, vuole si mantenga noi le chiaviche: la nostra fossa biologica fa comodo, per scarichi che altrimenti si troverebbe fuori della porta di casa.
La cariatide tromboneggia, e poi chiama i bombardini di rinforzo, suoi sottopancia, marca e cotica;
il ministro del Lavoro e dell'Immigrazione spagnolo, Celestino Corbacho e la sua collega per le Pari Opportunità Bibiana Aido fanno coretto:
- «Questa legge non s'ha da fare: italiani razzisti e xenofobi, dediti a discriminare e criminalizzare il diverso».
Beh, non ho visto in faccia quella babbiona della Bibiana, ma la Maria Teresa è vaccinata di suo, che uno stupro non lo rischia, fino a che gira a viso scoperto, ma c'abbiamo le palle piene ormai di presentare sempre ventre molle, sia quello d'Italia e, peggio, delle italiane.
Di vostro, avete già mandato a casa 800.000 clandestini, e chiuso tra le 600 e le 800 moschee, e a Ceuta e Melilla, vostre enclave, avete sparato sugli immigrati che premevano per abbattere il filo spinato, adducendo scusa di "stato di necessità".
E il nostro allora, che stato è: di Pulcinella ?

ZzziipppPP...chi la prossima ?

Ehi, sciura Maria - o Bibiana, ma anche si troverà misura per il Celestino Corbacho - non interessa un bel maschione, in arretrato di fregola e testosterone in ebollizione ?

- «Ma andè a dà via i ciapp», che almeno ci lasciate del vostro !


Io, secondo me...19.05.2008

venerdì 16 maggio 2008

Lo stagnino, le pentole e i fondelli

- «Jihad contro Israele, per la liberazione della Palestina», raglia altisonante il barbetta, il Bin Laden.

E te pareva che, sentendo ululare, anche il vecchio di pelo, al richiamo, non cercasse d'avvicinare il branco: tanti sognano di venirne ed esserne a capo, e menarlo con l'anello al naso dove il pascolo promette miglior rumine e bottino.
Riuscisse loro di farlo, rovinando recinto e confine, brucherebbero fino alle radici, calpesterebbero ogni cosa, lascerebbero dietro fumanti e puzzolenti torciglioni ma, da mandria, infine, sarebbe bastonata e ricondotta alle stalle, che mai diverrebbe proprietaria di tanta grassa terra;
come antica saggezza raccomanda, "non si danno le perle ai porci".
C'è ancora qualche anima candida che crede sia profusa tanta energia solo per poi lasciarne i frutti ai "parenti poveri", ai disprezzati palestinesi, che il resto del mondo arabo vorrebbe dare a bere siano figli prediletti, a cui riconsegnare i giochini rubati ?
Come ha dimostrato Hamas, quando gli hanno dato Gaza, con le infrastrutture integre, questi sanno solo zoccolare su conoscenze e tecnologie che non sanno padroneggiare e riconoscere, per riportarci pecore al pascolo e ritornare sabbia e deserto dove ora cresce l'erba.
Mai, dovesse mancare Israele, lascerebbero a tali deficienti usare forzieri e tesori come latrine da spurgo e specchietti per riflettere il sole.

Dove esistono campi profughi o di raccolta, su appezzamenti d'altri paesi, già da ora i "fratelli" di Palestina, sono impossibilitati ad uscirne, provare fuga da squallore e miseria, per tentare l'integrazione: con la scusa di salvarne identità, li si raccoglie a grappolo, a dimostrare che i "parenti serpenti" farebbero di questi, che considerano pezzenti, carne da macello, avanguardie da mandare allo sbaraglio per farsi massacrare e vedere - finalmente - di vincere almeno una guerra, dopo innumerevoli batoste;
è quello che gli rode: l'averle prese dal moscerino che credevano schiacciare con facilità e che invece li ha sputtanati, facendo perder loro faccia e credibilità.

I Bin Laden , gli Ahmadinejad e simili, hanno solo interesse a "spantegare" merda, a spalmare casino dove capita, perché nel caos che ne verrebbe sarebbero ad emergere per quel che meglio gli viene: custodi e becchini di camposanto.
I sogni di questi non si fermano ad un ritaglio di terra o a quattro gatti, che li fanno miagolare sventolando davanti un pesciolino, foche addestrate a dilettare la corte dei nuovi megalomani, alla ricerca e conquista dell'ennesimo miraggio da canna...bis.
Iran, Siria, Hezbollah in Libano, Al Qaeda che si propone: è una gigantesca tenaglia che cerca di schiacciare la noce che è Israele, che è l'unico ostacolo serio a frapporsi tra questi e il nuovo sol, anzi, mezzaluna dell'avvenire.
E dovrebbero preoccuparsi delle magagne e miopi mire d'aspiranti a tornare alla pastorizia ?
Sarebbe come se mi illudessi che Nicole Kidman sia in agitazione perché non riesce a prendere una camera da letto per regalarmi una notte d'amore !

La presa per i fondelli più umiliante però è questa:
"Gli occidentali combattono con gli israeliani nella stessa trincea contro di noi" riferito all'Unifil precisando che "ciò è dimostrato dal fatto che hanno inviato truppe operative nel sud del Libano in difesa degli ebrei".
Da sempre sono a dire che i nostri ragazzi in Libano sono stati dati in ostaggio, grazie a scelte sconsiderate di una manica di praticoni di strategia estera, convinti che sarebbe bastato solo andare a braccetto con il boia perché la corda al collo non la mettesse a noi.
Come polli in batteria, ai nostri fanti sono stati messi i paraocchi, a non vedere il riarmo di Hezbollah, per poi subire l'ultimo affronto: essere additati e accusati del contrario, difendere gli ebrei !

La partita è ben più grande, al di sopra di gioppini e politicanti del Risiko, che noi abbiamo messo in campo e di cui si sono presi gioco, sbeffeggiandoci poi nel dire che "l'Occidente partecipa con Israele all'usurpazione dei beni dei musulmani".

Abbiamo dato da mangiare al coccodrillo, ma ora ha deciso che siamo noi l'ultimo boccone.

Io, secondo me...16.05.2008

giovedì 15 maggio 2008

Bon ton..to in guanti di raso..io

Prendiamo uno scenario a caso:

un affresco stupendo del '700, sullo sfondo della guerra dei sette anni, che vede contrapposte Inghilterra e Prussia contro la Francia;

la guerra non sarà bella ma, a quei tempi, spettacolare, addirittura sfarzosa, questo sì.
Tante belle divise multicolori, sudario che ricopriva la pelle di poveri cristi avviati al macello, dove il cecchino sbagliava mira solo prendendo la carabina al contrario, tanto appariscente era il bersaglio;
però, è innegabile: erano gagliardi, imbellettati, incipriati bambolotti-soldatini, tanto da trovar gusto a giocarci e muovere, che diventavano di piombo quando si riempivano di palle di moschetto.

Le schiere si fronteggiavano e, con il tipico "bon ton" - proprio della raffinata aristocrazia da cui provenivano gli ufficiali dell'epoca - il gallonato, in faccia all’altro, levava il cappello a tre punte, s'inchinava e, con finezza leziosa, scambiava la fatidica frase, tanto temuta dai fanti in prima fila:

- «Prego, sparate prima voi».

Mancava poco - e magari è capitato - che gli venisse risposto:

- «Sia mai: prima voi !»

Ora, se mai c'avessi avuto un antenato mio, lì davanti, ecco che da lui devo avere oggi ereditato l'arte del "bon tonto", grezzo burino, zotico e grossolano inquinatore di Siti e Forum, scribacchino con guanti di rasoio, piuttosto che raso e uso, come il lontano avo, a risponder da maleducato - denunciando d'essere orfano di "manifestazione esteriore di alte qualità morali" - mancante di rispetto, dedito a grugnire "offese e turpiloquio", escremento destinato ad avvelenare fonti, altrimenti limpide e cristalline.

E sì, perché il mio supposto predecessore, volgo e volgare, avrebbe abbondato in "Vaffa....." e "Cazzo, chi ti ha dato il patentino e i gradi, che la guerra non si fa con la vestaglia e le pantofole !" che, "quanno ( e dove ) ce vò, ce vò".

...Mala tempora currunt, corrono brutti tempi;
il convenzionale, il déjà vu, il già visto, sentito, toccato e letto, il romanzo, il racconto, il narrato, l'articolo o l'articoletto "standard", piatto e informale, frutto del signorile ma fallace "Prego, sparate prima voi", lascia il tempo che trova, che anedottica e "dottica", senza sale e pepe, non la vuole più nessuno: sarebbe come ripetere un rosario, uguale, monotono, barboso e noioso all'infinito.
Uno stagno senza il sasso che ci cade dentro e ne muove acque, così come senza increspature, tende a diventare marcita e polla, bella da acquerellare e fotografare, ma priva di quella vita che ne da sapore, esaurendo energia in un circolo vizioso e destinato a svaporare.

E poi, ben venga il passare oltre: dalla rivoluzione alla ricostruzione, il "dico-faccio, faccio-dico" e dare un taglio "alle belle manifestazioni teoriche dagli esercizi di stile e anche da qualche vaffa" con i "vaffanculini" che ormai, in contrasto, ruvidi e rustici con lo stucco di nuova facciata, siano destinati al macero.

Una bella canzone, aveva questo ritornello: "Donne donne, oltre alle gambe c'è di più...";

A chi ha saputo solo vedere l'albero nella foresta e lamentarsi in portineria piuttosto che in piazza, sono a dire:

"Beppe Beppe, oltre a stile e vaffa c'è di più...", che dentro la cornice c'era, modestamente, il quadro;
oltre a mirarmi le tette, si doveva guardare più su.

Dalla...Fontana, un saluto dal Beppe, il "parente povero" e...

- «Prego, spar(l)ate prima voi» !


Io, secondo me...15.05.2008

lunedì 12 maggio 2008

Chi non muore si rivede

Premessa, per i più impressionabili: cambiate canale, che sono incazzato e non giocherò di fioretto ma di mazza ferrata: chi prosegue è come se avesse firmato una liberatoria, e lo fa a suo rischio e pericolo, che ci troverà solo disprezzo, demonizzazione, ingiurie e turpiloquio.

- «Contrordine compagni: l'emergenza sicurezza non è sicuramente un'emergenza !»

Non esiste, non c'è, è solo un'impressione, una convinzione indotta dal continuo ripetere un "mantra", una nenia quotidiana che innesca un'esplosiva reazione a catena, in crescita esponenziale;

vogliono dare a credere che sia un'illusoria e ingannevole "percezione", come quella di calore, che ti strozza e brucia la gola sotto il solleone di ferragosto: il termometro segna una cosa, a tè sembra ancora di più, d'essere come frittura, che rosola e sfrigola nell'olio;
dicono che è solo relativismo da strada, come il vivere passare del tempo in ritardo o accelerazione, sensazione falsata dall'avere il culo sulla stufa rovente e il viso rivolto alla porta spalancata del frigorifero.

"Per 7 italiani su 10 è allarme sicurezza, ma gli omicidi diminuiscono".

- «Ma...ma...se l'hanno scritto fino a ieri, su tutti i giornali; l'hanno rimbombato e riverberato sulle televisioni, riprodotto in eco radiofonico, sussurrato, mormorato, amplificato, virili grida in erezione priapica: "C'ammazzano, c'accoppano tutti, sulle strade, nelle case, nei parchi, negli stadi, durante rapine, in atroci, spietate, barbare e violente aggressioni o ciniche esecuzioni !"».

Percezione, impressione, inganno dei sensi, ubbie, bubbole, farneticazioni, esagerazioni di chi deve vendere carta o affastellare ascolti, per rifilare al meglio spazi e nicchie, "suggerimenti per gli acquisti":
carrozzoni da imbonitori pieni di specchietti e collanine.

Istat, Censis, del ministero dell'Interno e alcuni sondaggi ci assicurano: magari ti trombano la moglie, la figlia, la sorella, la madre, ma le ammazzano meno.
Meno male, ora sono tranquillo: c'ho la "sensazione" che il mio "branco" di femmine magari è usato, ma non decimato !
Che sollievo vedere la fidanzata o la consorte, che t'arriva a casa con gli abiti strappati e senza mutandine, ma vive e vegete;
forza, che la mia non è più una casa chiusa ma diventerà un casino, che è tutto permesso, basta che alla fine la bambola respiri.

A dire il vero, le statistiche segnalano un "lieve" calo negli omicidi.
Ahia !
Cominciamo con i distinguo;
statisticamente è probabile che la femmina accoppata sia quella del mio vicino: è un calcolo della probabilità ragionevole, come puntare alla roulette...russa.

Siamo stati stupidi e manipolati: viviamo in un paese tranquillo, e le intrusioni sono puramente "fisiologiche", pienamente rispondenti e in linea con la legge dei grandi numeri.
Se ti violentano, vai tranquilla: sei solo una vittima Istat, Censis, del ministero dell'Interno o numero e percentuale da sondaggio;
abbozza, riprendi il reggiseno, ritira su le calze smagliate e il mutandino sbrindellato e fai come Lazzaro: alzati e cammina !

Chi non muore si rivede...

la bomba, come per il fulmine, si dice improbabile che ricada sulla stessa pelle;
parola di statistica.

Io, secondo me...12.05.2008

venerdì 9 maggio 2008

La vasca, l'architetto e il maiale

Lo sapevo, che il mio voler grufolare in pastoie d'altri, alla fine avrebbe reso vero il vecchio detto:
"Tanto va il maialino al lardo che ci lascia lo zampino ! "

- «Cribbio, sono scivolato nella vasca».

Come al ristorante, solo troppo tardi vedo il cartellino: "Riservata: per Magdi Cristiano Allam".
- «'azzarola, e mò: chi glielo dice che non volevo insozzagli l'acqua e trasformare i suoi lavacri in un bagno di...fogna ?»
C'ho lasciato scaglie di disprezzo, macchie e scorie di demonizzazioni, lordume d'ingiurie, lamelle di turpiloquio: tutto l'armamentario escrementizio che uso contro chi non la pensa come me.
Abituato a rotolare e avere a che fare con il fango, mi sento una costina...volevo dire, puntina di maiale, che è scivolato per sbaglio in una...Fontana d'acqua chiara, inquinandola.

Povero architetto, che ha sapientemente disegnato quella pregevole tazza, manufatto poi riempito con acqua sorgiva, oli essenziali, spezie, aromi, profumi e fragranze, traendone effluvi paradisiaci, per poi vedersi imbrattare e insudiciare tanta opera, dal verro che c'è saltato dentro !

Caro Magdi Cristiano Allam, si provveda, si epuri, si netti, s'allontani il "sabotatore", che tanto inacidito latte d'asino non deve intorpidire cristallino splendore d'acque, abbeveratoio per degni ed eletti ad abitare il Paradiso.

- «Sia allontanato il setoloso e sudicio suino che, altrimenti, le porte d'accesso al Cristiano sito, saranno scardinate da un...piede di porco !»
L'erba gramigna, che s'è insinuata tra le pietre del selciato, l'acciottolato che mena nel simil Regno dei Cieli.

- «Copar el porseo», accoppare il porcello si deve...Deus lo vult !

Nel giorno santo al Signore, Magdi Cristiano Allam, dall'alto del Lingotto, in quel di Torino, arrampicati sui tetti, alza le braccia al cielo e, al posto delle bandiere, brucia un roveto che, ardente, richiamerà il custode delle tavole, la nuova legge del Santo Sito Magdaliano, che rilanceranno le sacre notule per il volgo.

Il sito ha allevato serpe in seno, luciferino puzzone allo zolfanello, e la piazza reclama:

- «[...] qualcosa in esso non ha funzionato» e quindi si deve «riprenderne le redini»

...dopo aver «copà el porseo», ovviamente.

Folgorato sulla via di Damasco, novello Paolo, risciacquo, pulisco e lucido la cisterna, rimetto essenze profumate e ingentilisco l'ambiente, appendendo un quadro di Migneco;

diligentemente rimetto la targhetta: "Riservata: per Magdi Cristiano Allam".

Chissà se l'acqua è a temperatura giusta...ci immergo lo zampino...

- «Cazzo...l'ho sporcata di nuovo, io, bisunto e non unto del Signore !»

Stavolta mi cacciano di sicuro: io, sfigato untore e inquinatore di pozzi altrui.


Io, secondo me...09.05.2008

mercoledì 7 maggio 2008

Retrobotteghe oscure

Asse Verona-Torino: complementari a confronto, simili nell'animo, ma diversi nella misura, nel credo e nel potenziale.

A Verona, quattro gatti, a pestare un povero cristo che è servito sono come sacco da pugilato che, se non lui, un altro pari era, dove il fine era solo il gusto del piallare bistecca da battere, al sangue, ovviamente;

Torino: operano falangi, armigeri e Lanzichenecchi di basso partito, mercenari inquadrati ed addestrati alla guerra e guerriglia urbana, vivai di squadristi di tessera purpurea, pronti e stipati in caserme dove si continua a sgravare formiche legionarie, cavallette da scaraventare a devastare i sudati raccolti altrui.

Dove impossibile spogliare, saccheggiare, depredare e distruggere, bruciano bandiere, ma solo perché una società democratica impedisce loro di sfiammare lo schifoso ebreo o il cattivo "iuessei", e ne rigetta dottrina da Gulag.
Quando forti e protetti, non disdegnano di usare stesse tecniche dei bastonatori di Verona, che gli sono diversi, in forma e colore, ma non in sostanza.

Dietro gli uni, solo quelli e il nulla, numerico, mentale e fisico;
alle terga degli altri, un intero mondo: quello di retrobotteghe oscure.

Naziskin ?

...certo, per oggi: domani andranno allo stadio, e metteranno maglietta degli Ultras, e poi in piazza con la canotta dei Black bloc e, fuori delle discoteche, rissaioli, con pugni di ferro e cocci di bottiglia;
se li incontri in macchina, ti sfonderanno il cranio con il Cric, normalmente usato per sollevare l'auto e cambiare la gomma forata.

Il loro tempio è la palestra, l'officina è dove forgiano sbarre e ferraglia da sfondamento, punta e taglio;
si muovono in branchi risicati, che l'esser pochi li fa sentire eletti, unti dal signore, perfetto prodotto di una fucina che forgia solo eccellenze, senza bolle, sbavature, croste e creste, tipiche di fusioni dozzinali.

Hanno e riconoscono un solo dio: il muscolo, sia esso appeso tra le gambe che da gonfiare ed esibire;
vaporosi pettorali, lievitati bicipiti, fermentati palloncini pieni di sangue ed aria ribollente, e piselli penetranti.

S'accontentano della legge del branco, non riconoscono ne comprendono regole di mandrie da partito:
la loro gerarchia è elementare, la fonte vicina alla foce e il capo è ad un tiro di schioppo, anzi, di gomito.

A Torino hanno transumato e dato pascolo a greggi con cordone ombelicale e filiera lunga, con cani e pastori che tengono le fila dopo aver tratto insegnamento sui banchi di Mosca, che è quella che ronza in quegli elementari ma ben istruiti cervelli che, come per la lavastoviglie o la lavatrice, hanno bisogno di un programma semplice per compiere azioni complesse: alla fine, per scagliare bottiglie di benzina con stoppino, o merda, basta solo un vigoroso braccio, magari teso e a pugno chiuso, che, se hai i crampi, fai presto anche a stendere !

A Torino non ci sono protettori dei palestinesi, ma i figli dei selezionatori dei campi di concentramento nazisti o dei Gulag russi: non sono "per" questi, ma "contro" quelli.
Non ci fossero i palestinesi, cavalcherebbero altra onda, ma sempre con l'idea di sommergere quelli che hanno o ancora intralciano il disegno dei maiali, di conquistare "la fattoria degli animali".

- «Quel gruppo che si definisce neonazista va punito, ma quello che accade a Torino, dove frange della sinistra radicale danno vita ad azioni violente che cercano una giustificazione con una politica antisionista, è più grave», afferma il nuovo presidente della Camera, Gianfranco Fini.

Apriti cielo: ecco che la corazzata Potemkin punta i cannoni, e i marinaretti danno fuoco alle polveri.

Rosy Bindi:
«In presenza della morte di un ragazzo, inviterei il presidente della Camera ad usare prudenza; è pericoloso stabilire delle gerarchie tra il bruciare la bandiera di un Paese e sopprimere una vita».
Walter Veltroni:
- «Di fronte alla morte di un ragazzo ci vuole un giudizio severo ed è sbagliato fare delle priorità».
Paolo Ferrero:
- «Le parole di Fini sono indegne di chi occupa un ruolo istituzionale di quel peso».
La Finocchiaro:
- «L'omicidio di un innocente senza ragione alcuna è un fatto di gravità assoluta».

Bestialità, ovvietà e banalità tipiche d'abitatori di Retrobotteghe oscure, pomposi cicisbei, usi a credere che
"La Storia siamo noi" e, "A noi l'intelligenza", anzi, intellighenzia, come gli hanno trasmesso nonni e padri, uno dei quali riassunse, paro paro, il sistema proporzionale di figli deficienti:

"Una singola morte è una tragedia, un milione di morti è una statistica", insegnò papà...Stalin.

E questa è rimasta dima e livella, bolla, misura e vangelo, per quelli di "Retrobotteghe oscure", imitatori, fiancheggiatori e simpaticanti !

- «'fanculo, Kompagni !»


Io, secondo me...07.05.2008