venerdì 28 maggio 2010

CONAD il barbaro

Conad il barbaro contempla il Regno dei Finocchi;
Coop, la regina, gli passa lo spadone; è il momento di darci un taglio: è giunto la maturità, ed è tempo.
Il tempo delle pere.
Basta seghe mentali, che le manine bisogna ancora farle andare, ma per travagliare: solo...il lavoro rende liberi.
Conad il barbaro si rivolge alla sua dolce metà:
- «Da subito voglio una raccolta differenziata; che si guardi al bollino: la stella gialla e in numero tatuato sia marchio d'infamia e rifiuto.»
Coop osserva il villoso Conad, il gonfiarsi dei pettorali, l'eleganza del movimento di bicipiti e addominali, in un tremolare di muscolari scultorei: è cominciato il giorno dei tricipidi.
- «All'arrivo dei carri, tutto sia avviato ai forni!»
Ahi, ahi, ahi, pensa Coop: l'argomento si fa...spinato.
In quel mentre, Jude, l'ortolano arriva a palazzo, per la quotidiana fornitura di verdurine, per la mensa.
Conad lo vede, ed avanza minaccioso, lo sovrasta e ringhia:
- «Jude, maledetto tè! Da oggi basta minestrina: solo carne!»
Così dicendo, comincia a palpeggiarlo.
- «Caspita, non mi ero accorto che eri così burroso e tenero. Sembri un porcellino...aspetta, butta il resto, ma lascia la mela. Coop, portami lo spiedo!»
Da allora, di Jude non si seppe più nulla;
solo, cambiò l'arredamento nelle stanze di Conad.
Un nuovo paralume, con la lampadina avvolta in una trasparente pellicola di pelle;
una smagliante dentiera, con parecchi denti d'oro;
un generoso parrucchino, con folta capigliatura;
un nuovo sapone idratante, per il bagnetto, occhialini con la montatura d'oro, un anello con due triangolini incastonati, a formare una bella stella azzurra su sfondo bianco, ricca dote di vestiario, posateria e suppellettili varie e la seconda casa, dal cui ingresso fece scalpellare subito il nome del vecchio proprietario.
"Proprio vero, che del porco non si butta nulla!", pensò, sogghignando soddisfatto.
- «Al Fatah non si comanda!» proclamò solennemente.
- «Ehm, tesoro», corregge Coop «si dice: al fato non si comanda.»
Conad ribatte arcigno:
- «Donna, quello volevo dire: c'è chi nasce lupo e c'è l'agnello, e il destino loro è di vello e non di pelo!»
Coop annuisce:
- «E già. E poi, mi ero proprio stancata del brodetto e del riso e bisi, con i piselli.»
"Basta Jude e la sua verdura: boicottiamo i prodotti israeliani!", proclamano gli araldi e portano scritto i manifesti, sparsi per il reame.
Conad il barbaro passa tra gli scaffali delle sue botteghe, nei campi e nelle fabbriche, dove s'incrocia la falce con il martello, e poi, vicino alla gran quercia, dove conobbe il suo amore;
ancora scolpito nel legno, il legame alla sposa:

Conad...Hamas Coop.


Io, secondo me...26.05.2010