domenica 20 marzo 2011

Hulkozy

Piccolo nanerottolo incosciente.

Pare che, come il suo dirimpettaio, in Iran, sia caratteristica dei tappi saltare;
L’innesto "Sarkozynejad" sembra l’incontro e la somma di due mezzi, per cercare l’unità.
Quasi a voler usare la forza come zeppa da aggiungere sotto le scarpette, urlano come delle bestie per farsi sentire e impedire che, inavvertitamente, li calpestino.
Ahmadinejad usa l’energia atomica quasi a sperare che gli permetta di diventare come Hulk, il gigantesco eroe dei fumetti che, magrolino magrolino, al momento che gli salta il fumino al cervello, si trasforma in una montagna di muscoli, diventa verde e pure la statura lievita.
Tutto perché, un tempo, il poveretto fu esposto ai raggi gamma, predisponendo il suo metabolismo a tale trasformazione.
"Hulkozy", uguale, con l’unica differenza del colore: diventa…Bruni.
Una cosa c’è da dire, in loro favore: sono svegli e furbi e, come i noccioli delle centrali nucleari, reattivi.
Quasi a esaltare questa caratteristica, siamo ad assistere alla prova provata, dove invece appare affetto da letargia l’opposto perticone, che veramente è a dimostrare quanto ci sia di vero nella saggezza popolare.

"Grand, gross e ciula...mej piscinin ma gandula!", ovvero, grande grosso e stupido, meglio piccolo ma sveglio.

Nella questione libica, il "ciula" è l’Obama, presidente degli "iùessei", che esce dal sonno con la candelina accesa, gli occhi impastati e il pigiamino a stelle e strisce.

«Mammina, mammina: ho sentito i botti…ho paura.»

Hilary, la Clinton, arriva a rassicurare lo spilungone nella cui mansarda alberga un cervellino da puffo e rassicura:

«Tranquillo, tesoro: ci penso io e zio Hulkozy, a mandare via i cattivi.»

Mammina rimbocca le coperte allo spilungone, lasciandogli aeroplani ei soldatini al posto dell'orsacchiotto e guardandolo con tenerezza, mentre si assopisce, succhiando il pollicione.

Hulkozy ha fregato tutti, giocando sul tempo e parandosi il culetto dal pericolo di cadervi sopra.
Dopo aver scommesso sulla prematura fine del Gheddafi, giacché quello ha fatto come Lazzaro uscito dal sepolcro, giocoforza è costretto a entrare nel barattolo della marmellata, non solo con il dito ma con tutta la statura.
Nel tentativo, oscuro solo ai fessi, di fregare l’egemonia di mercato italiana, nello sfruttamento dei pozzi petroliferi libici, al pari degli amici inglesi, non si accontenta di demarcare una zona di non sorvolo - la "No fly zone" - per gli aerei del capo beduino, ma gli rovescia contro, in uno scontro diretto, i suoi cacciabombardieri.

"Per porre fine alla violenza contro i civili", dice il bruni Hulkozy.
La verità: per spianare il terreno e innalzare idrovore "ciuccia petrolio" sue e di compagni di merenda, quelle di Total e Bp!

Senza neppure cercare di capire cosa sia successo e - soprattutto - cosa ci sia veramente sotto e dietro le "magnifiche rivoluzioni", che hanno e ancora lambiscono parte del Medioriente e della fascia "Afromediterranea".
In Egitto, tanto casino ha portato solo a un sistema gattopardesco, dove "tutto cambia perché nulla cambi"; anzi, peggio: i nuovi padroni fanno l’occhiolino, lo sguardo da pesce lesso all'Iran, lasciando aperto il buchino del canale di Suez per farci transitare le barchette da guerra di Ahmadinejad.
All’opposto, nel paese di Ben Alì, dopo che si sono purgati di lui, i suoi cloni hanno dato qualche contentino, giusto per arrivare ridipingere facciata senza ristrutturare il palazzo, aspettando che memoria sbiadisca, allo "Scurdammoci ‘o passato, paisà!".
In Libia hanno mandato tante armi e soldataglie, che sembrano lo sbarco di Normandia, dell’ultima guerra mondiale.
I servizi segreti "Franco-anglo-stellineestrisce", già reduci dalla "babbata" - leggi "figura di merda" - delle rivolte che sono sbocciate all’improvviso, senza averle "annusate", nonostante le risorse corpose per dotarli dei più moderni strumenti di spionaggio, questi guardoni, dicevo, ancora oggi sono al vecchio sistema di ascoltare tra i muri con la coppa del bicchiere rovesciato e l'occhiata dalla toppa della serratura.
Dalla Libia, i coraggiosi rivoltosi, non c’hanno fatto avere ‘na mazza, d'immagini, delle tanto sbandierate stragi di civili;
solo eroici dei loro, che sparano ai piccioni con la contraerea e alle quaglie con i lanciamissili, che sono più marziali i nostri cacciatori, nella stagione dell’impallinamento dei pennuti, all’apertura delle riserve, dove questi bersagli piumati, ancora mezzo rincoglioniti dallo stare nelle gabbie, sono rilasciati per l’impiombatura.
Delle prime denunce di fosse comuni, si sono solo viste buchette sulle spiagge, che assomigliavano più a quelle che facciamo noi durante le vacanze, per le sabbiature.
Possibile che passino solo quattro filmatini con le solite pose plastiche di sparatori all’aria e di missileria che spara ai cammelli nel deserto e l’onnipresente combattente che ride, quasi a farsi vedere in televisione dalla mamma?
Ora, per segare un Gheddafi in piena riscossa, alle navi che sparano dal mare e sommergibili sotto, si dovrà aggiungere carne, che sbarchi e faccia come Dio con il popolo di Israele: ci cammini davanti per fare da apripista.
Niente di più facile che siamo noi, a dover "garrottare" il capoccia beduino.
Dopo quarant’anni di scopate con lui, ora noi - le sue "mogli" - dopo ave gliela data, gli tagliamo le palle.
Bello.
Non sarà perché Hulkozy, oltre alla Bruni vuole pure la nera, non uscita non dalla spuma del mare ma dalle trivelle, e se la vuole fare?

Nanozy, alla riscossa!


Io, secondo me...20.03.2011