venerdì 4 marzo 2011

Il vello d’oro

Ai tempi di dei ed eroi bastò la peluria di un ariete, seppur d’oro, a convincere Giasone e compari a prendere il mare, sulla nave chiamata Argo: da qui la derivazione di argonauti, per i suoi passeggeri.
Che quel vello poi fosse magico, capace di volare, poco importa, quando il suo possesso legittimava un posto da re.
Il potere prima di tutto;
“Megghiu cumannari ca futtiri“: comandare è meglio che fottere!
Ma, se l’occasione permette l’una cosa e l’altra, meglio.

«C'è sempre gente che vuole trovare il pelo nell'uovo.»

Parole di Richard Lugner, 78 anni, re pure lui, ma del mattone austriaco.
Anche lui, ha voluto il suo vello d’oro: quello di Karima Rashida El Mahroug, meglio nota come “Ruby rubacuori”.
Regina del materasso, dove lo stendere pelo lo rende d’oro quando all’ariete oggi si sostituiscono stalloni.
E già, perché la Karima, di mestiere fa la “escort”, nobile marca, all’opposto rozzo di più volgare marchetta popolare, che varia a seconda del migrare regionale, passando da zoccola a mignotta, puttana e prostituta, troia, vacca, bagascia, battona e via andare, secondo i tanti passaggi attraverso il volgo italiota.
Poco importa, perché per talune la dignità ha consistenza d’aria, a confronto a carne da offrire a peso e per rendita d’oro.
Niente di scandaloso: come per un atleta dotato dalla natura, è sempre questione di muscolo, che si parli di polpacci, bicipiti, tricipiti, deltoidi, addominali o...patatine.

I tempi cambiano e le idee si fanno più chiare;
come sembra lontano quel ’76, quando i Matia Bazar ancora non conoscevano tariffario e cantavano:

“Per poterti sfiorare non so cosa darei / per un'ora d'amore non so cosa farei / e per un'ora d'amore venderei anche il cuore”.

Ruby l’ha sempre saputo e non è stato solo il cuore ad essere stato venduto.
Con quattro salti e poche frullate, s’è fatta una fortuna, tanto da permettersi ora di sputare su ben settecentomila euri belli belli;
dicasi sette-cento-mila...unmliardo-trecentocinquantacinquemilioni e trecentottantanovemila lirette del vecchio conio, e solo per un’intervista in esclusiva con Alfonso Signorini, direttore responsabile della rivista settimanale Chi, specializzato nella cronaca rosa, e del settimanale televisivo TV Sorrisi e Canzoni.

«Non posso perché io sono con il capo e lui mi dà 4 milioni e mezzo per restarmene zitta», dice all’amica.
“Papi”, il capo, sarebbe Berlusconi, reo d’averla usata per quello che è.

L’operaia della catena di montaggio è già tanto se ne vede 700, di euro.
Vita grama;
e talvolta capita pure che si debba concedere, al capo, se non vuole essere licenziata e finire sulla strada;
Per necessità.
Per disperazione non per scelta, come per le Ruby.

Ognuna ha da vendere cara la pelle: le Ruby se ne gioca un triangolino;
le poveracce, l’intera cotenna, nel rimediare il pane quotidiano.

Non so dove stia la dignità della donna, ma certo nessun Richard Lugner ha mai invitato le Marie Goretti, al ballo delle debuttanti, nel loggione d'onore della Staatsoper della capitale austriaca, nella romantica Vienna.
La Ruby si: ospite d’onore per l'Opernball, l'evento mondano più importante dopo il Concerto di Capodanno.
Visto la maestra, mi chiedo in cosa, saranno “debuttanti”, le giovin passerotte al balletto.


«C'è sempre gente che vuole trovare il pelo nell'uovo», chiosa il vecchietto.

Beh, un solo pelo nell’uovo no, ma il vellutato triangolo si!

E dopo tanto, diranno che sono io il volgare, nel mio parlare.


Io, secondo me...03.03.2011